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comeDonChisciotte.net: Storia

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DALLA BARBARIE COLONIALE ALLA POLITICA NAZISTA DI STERMINIO

DI ROSA AMELIA PLUMELLE-URIBE

Afrikara L'autrice di La Ferocitè blanche, (La ferocia bianca) [Albin Michel, 2001], sviluppa un'argomentazione originale e pertinente per la quale Cesaire aveva dispiegato molto interesse nel suo Discours sur le colonialisme (Discorso sul colonialismo): il legame tra le politiche di sterminio coloniale, l'imbarbarimento delle società europee e il trauma di ritorno del nazismo su queste medesime società. Afrikara pubblica il testo di una relazione di questa militante di origini africane, presentata il 15 giugno a Berlino nel quadro del Forum del Dialogo organizzato dalla sezione europea della Fondation Afric Avenir.

Siamo qui riuniti per analizzare insieme il legame storico che, come un filo conduttore, porta dalla barbarie coloniale alla politica nazista di sterminio. Si tratta di uno sforzo volto a rilevare almeno la maggior parte dei fattori che, in modo diretto o indiretto, avrebbero favorito lo sviluppo politico e l'espansione ideologica di un'opera di disumanizzazione come la barbarie nazista in Germania ed al di là delle sue frontiere.

04/08/2007 (6372 letture)
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SECONDA GUERRA MONDIALE: IL RUOLO DECISIVO DEI RUSSI NELLA SCONFITTA DEL NAZISMO

DI ALEKSANDER B. KRYLOV
Strategic Cultural Foundation

Sono notizia recente gli scontri in Estonia tra la polizia e la minoranza russa che protestava per la rimozione del monumento ai soldati dell'armata rossa che liberarono il paese dai nazisti: ennesimo segnale del tentativo di sminuire il ruolo dell'armata rossa nella sconfitta del nazifascismo. In occasione del 62esimo anniversario della vittoria sui nazisti (che per i russi ricorreva il 9 Maggio) è doveroso ricordare l'immane sacrificio del popolo russo che, con la vittoria a Stalingrado e nella battaglia di Kursk, rovesciò l'esito della seconda guerra mondiale. Ben prima dello sbarco in Normandia. N.d.r.

La battaglia di Kursk per gli storici britannici, o il nazismo che venne dall'Ovest

Alcune tendenze degne di nota continuano a comparire negli studi storici britannici e statunitensi circa la Seconda Guerra Mondiale e particolarmente sugli ultimi anni del conflitto. Fino a poco tempo fa, gli studenti inglesi e statunitensi si concentravano prevalentemente sugli eventi relativi al Fronte Occidentale (la battaglia di El Alamein, lo sbarco in Normandia, l'offensiva delle Ardenne, ecc...).

03/06/2007 (11442 letture)
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STANDARD OIL E A. EICHMANN. IL PATTO DELL'INDUSTRIA PETROLIFERA COI NAZISTI

DI GARY WEBER
Indymedia Portland

La rivoluzione russa cambiò l'ordine del mondo. Fino al 1917 erano gli europei a comandare. In quel momento però anche le imprese degli Stati Uniti iniziarono a voler avere voce in capitolo, soprattutto John D. Rockfeller, che aveva fontato la Standard Oil nel 1870. Nel 1879 acquisì la Vacuum Company e altre imprese, fino ad essere divisa come Trust nel 1911 in varie ditte più piccole. Però i Rockfeller mantennero il potere. A quell'epoca non si estraeva petrolio in medio oriente ma in Texas e a Baku, nel Caucaso, dove i padroni erano le famiglie Nobel e Rothschild. Ma con la rivoluzione russa, persero i loro investimenti. “Nell'estate del 1918 il signor Nobel scappò dai sovietici e chiese in ginocchio al Kaiser Wilhelm (l'imperatore tedesco Guglielmo) di aiutarlo a recuperare i propri investimenti a Baku”, scrive lo storico berlinese Dietrich Eichholtz. Ma questo recupero era impensabile con la repubblica tedesca disarmata.

Rockefeller aveva gli stessi interessi della Deutsche Bank. Anche la banca tedesca, dopo la Prima Guerra Mondiale, perse tutte le sue azioni nella “Türkischen Petroleum Gesellschaft” (Società petrolifera turca) e con queste il suo diritto sui giacimenti al lato della ferrovia di Bagdad. Per molti anni, la Banca intentò cause inutilmente, fino a che non si rese conto che dal punto di vista giuridico non avrebbe ottenuto nulla. Allora provò in un altro modo.
12/05/2007 (4711 letture)
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IL CRIMINALE NAZISTA ADOLF EICHMANN NON FU CATTURATO DAL MOSSAD IN ARGENTINA

La storica menzogna

DI GARY WEBER
Argenpress

15 dicembre 1961. Una corte israeliana condanna a morte Adolf Eichmann per i suoi crimini di lesa umanità verso il popolo ebraico. Un fatto storico innegabile.

Si e' scritto molto su lui. Tre agenti del Mossad descrissero dettagliatamente nei loro libri come sequestrarono il criminale di guerra in Argentina. Non sono fatti innegabili.

Questa e' la versione degli agenti, mai smentita dal governo di Israele.

1.- Dopo molti anni di indagini, il Mossad scoprì dove viveva Eichmann e nel pomeriggio dell’11 maggio 1960, in strada, lo spinse dentro un’auto. Lo detennero per nove giorni in un dipartimento clandestino a Buenos Aires.
04/05/2007 (14109 letture)
(Leggi Tutto... | commenti? | Voto: 3)



La Guerra al terrorismo, quella dei nazionalsocialisti

Nel 1933 Hitler utilizzò l'incendio del Reichstag (Parlamento) da parte di uno psicopatico olandese per dichiarare una "Guerra al terrorismo" e stabilire la legittimità del suo comando (nonostante che non avesse avuto una maggioranza nelle precedenti elezioni).

“Voi siete i testimoni dell'inizio di una grande epoca nella storia" proclamò, in piedi di fronte all'edificio distrutto dalle fiamme, circondato dai mezzi di informazione nazionali.

"Questo incendio" disse, con la voce tremante per l'emozione "è l'inizio".

Egli sfruttò l'occasione – "un segno di Dio" la definì – per dichiarare una guerra a tutto campo al terrorismo e ai suoi sostenitori ideologici, gente, disse, che rimanda la propria origine al Medio Oriente e che ha trovato la giustificazione per le proprie azioni "malvagie" nella loro religione.
24/02/2007 (2575 letture)
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APPUNTI PER UNA STORIA SOCIALE DELL'INFORMATICA

DI TRUMAN BURBANK
ComeDonChisciotte

(Dal calcolatore al cyberspace)

Un amico mi chiese una volta di spiegare degli elementi di informatica ad utenti non esperti, per far capire cosa si può fare con il computer, a cosa serve. Mi misi a pensare a ciò che veramente poteva servire alle persone, quale utilità potevano ricavare, abbandonando i dettagli tecnici, un po' come si fa oggi con l'automobile, di cui si insegna l'utilizzo e non come è fatto il motore.

Ripensando a come si è evoluto l'impatto dell'informatica sulle persone, stesi una serie di note, che poi rimasero abbandonate per un po' di tempo. Rileggendole a posteriori le vedo come degli appunti per una storia sociale dell'informatica.

L'informatica oggi ha già una sua storia, ma essa viene vista normalmente come una storia tecnologica, come un susseguirsi di progressi nel campo dell'hardware e del software. Qualcuno, senza dirlo, la considera come una storia di mercati in evoluzione, in saturazione e potenziali mercati che si possono aprire. (Cioè come una storia di business).
18/01/2007 (2331 letture)
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L'OLOCAUSTO E' PARTE DI UN GENOCIDIO DI PIU' AMPIE DIMENSIONI

DI HENRY MAKOW, Ph.D.
Save The Males

La Conferenza di Tehran si aspetta che crediamo che i nazisti risparmiarono la vita agli ebrei mentre, nello stesso momento, sterminavano milioni di slavi nella loro marcia verso i monti Urali al fine di creare un "Lebensraum" ("uno spazio vitale").

L'Olocausto ebbe luogo nel contesto del "Generalplan Ost" ("Piano generale per l'Est"), il quale pianificava il genocidio di più di quaranta milioni di slavi, cioè il 79% delle popolazioni della Polonia, dell'Ucraina e della Russia occupate. I nazisti volevano "germanizzarne" una parte e ridurre il resto della popolazione a schiavi addetti all'agricoltura, ai quali non sarebbe stato insegnato nemmeno a leggere.

I nazisti uccisero, in diversi modi, 6 milioni di polacchi e 20 milioni di russi, compresi 7 milioni di civili. Tre milioni di prigionieri di guerra russi morirono assassinati, di fame o perché deliberatamente infettati con dal tifo.
16/01/2007 (4150 letture)
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PRIMA DI COLOMBO: REVISIONISMO ED ILLUMINISMO

DI KIM PETERSEN

“1491 New Revelations of the Americas Before Columbus”
di Charles C. Mann

“Quanto sarebbe stato grandioso, il tumulto, se le civiltà indiane fossero sopravvissute nel loro splendore!”
Charles Mann

La lodata Dichiarazione di Indipendenza del 1776, rispecchiando il pregiudizio pieno di orgoglio dei suoi firmatari, insultava le popolazioni [1] originarie di Turtle Island (nel lago Erie, in Ohio N.d.t.), definendole come “indiani selvaggi e spietati”. Per aprire il “Nuovo Mondo” alla colonizzazione, si considerava necessario demonizzare gli occupanti originari.7

In “1491. Nuove rivelazioni sulle Americhe prima di Colombo”, l’autore Charles Mann sintetizza abilmente nuove e vecchie informazioni riguardo alle antiche società dell’emisfero occidentale. Mann porta i lettori indietro nel tempo, fino a prima che il navigatore Cristoforo Colombo e la sua ciurma toccassero la spiaggia di Guanahani, che Colombo ribattezzò arrogantemente San Salvador. Le immagini contemporanee delle popolazioni originarie sono state molto influenzate dalle prime impressioni degli europei. Colombo, ad ogni modo, fu di biechi pensieri a riguardo delle popolazioni native.
12/11/2006 (2328 letture)
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IL CROLLO DEGLI STATI UNITI: UNO SCENARIO

Schianto calcolato... gli attacchi dell’11 Settembre 2001 hanno segnato un punto di svolta nella storia dell’impero statunitense.

Secondo un pensatore americano un’analisi scientifica della storia può farci predire il crollo delle civiltà.

A cura di Philip Ball

Grazie alla scienza della psicostoria possiamo predire il futuro; possiamo tracciare i prossimi 1.000 anni nel dettaglio e i prossimi 30.000 a grandi linee. Attraverso modelli matematici di comportamenti collettivi, psicostorici come Hari Seldon della Streeling University, riescono a predire il destino delle nazioni.

Ma ne' la psicostoria ne' Seldon sono reali: furono inventati da Isaac Asimov nel famoso ciclo della Fondazione in cui è descritta l’altalenante fortuna dell’Impero Galattico.
07/10/2006 (3560 letture)
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