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comeDonChisciotte.net: Storia

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  Storia CHI HA SGANCIATO UNA BOMBA ATOMICA SUI POLACCHI ?

DI VLADISLAV GULEVICH
strategic-culture.org

Ogni anno, nel mese di luglio, la Polonia è scossa da dibattiti interni sulla responsabilità storica dell'Ucraina per il massacro di Volinia del 1943, e il 2016 non fa eccezione.

Il partito al potere, Diritto e Giustizia (PiS) di Jarosław Kaczyński, è salito al potere principalmente sulla base delle promesse di prendere in considerazione il tema del massacro della popolazione polacca di Volinia durante la Seconda Guerra Mondiale, da parte dei macellai dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) a Kiev. «I crimini commessi contro i nostri connazionali da parte dell’UPA dovrebbero essere definiti genocidio. Non permetterò scuse per quello che è successo durante il periodo più terribile della nostra storia», ha esortato Jarosław Kaczyński durante il fervore della campagna elettorale.

V I D E O

 
 
  Postato da cdcnet il 14/07/2016 (800 letture)
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  Storia BOMBARDARE HIROSHIMA HA CAMBIATO IL MONDO, MA NON HA POSTO FINE ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE

ObamaDI OLIVER STONE E PETER KUZNICK
latimes.com

La visita ad Hiroshima del Presidente Obama lo scorso venerdì ha fatto riaffiorare il dibattito circa il bombardamento atomico degli USA contro il Giappone – ampiamente insabbiato da quando nel 1995 lo Smithsonian aveva cancellato la sua mostra Enola Gay. Obama, conscio che i suoi critici non aspettano altro che attaccarlo in caso sollevi il minimo dubbio sulla rettitudine della decisione del Presidente Truman di sganciare le bombe, ha preferito starsene zitto sulla questione. Un ravvedimento nazionale è fuori tempo massimo.

Alla maggior parte degli Statunitensi è stato inculcato che l’uso dell’atomica contro Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945 fosse giustificato dal fatto che aveva posto fine alla guerra nel Pacifico, evitando una costosa invasione statunitense del Giappone. Questa visione fuorviante è esposta nei libri di testo scolastici ancora oggi e, più pericolosamente, dà l’idea di come la pensino gli ufficiali governativi e militari, i quali operano in un mondo nel quale esistono ancora più di 15.000 armi nucleari.

 
 
  Postato da cdcnet il 31/05/2016 (656 letture)
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  Storia IL COMPLOTTO DI HITLER PER ASSASSINARE STALIN

Il complotto di Hitler per assassinare Stalinsakeritalia.it

Anche se è noto che durante la Seconda Guerra Mondiale l’intelligence tedesca aveva preso di mira il leader sovietico Josef Stalin, quanto sono andati vicini al successo? Ciò che segue narra la storia dell’Operazione Zeppelin delle SS e delle brillanti contro-mosse, conosciute come Operazione Nebbia, attuate dall’ufficiale del controspionaggio militare sovietico (SMERSH) Grigorii Grigorenko, che avrebbe poi comandato il Secondo Direttorato Principale del KGB durante la Guerra Fredda.

Molto è stato scritto e detto sul tentativo di liquidare Stalin durante la Seconda Guerra Mondiale, nulla di specifico però, perché ci si è fermati al livello di speculazione o di fiction.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/05/2016 (865 letture)
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  Storia Religione: UNA STORIA DI DUE PAPI E LE PROFEZIE DI SAN MALACHIA

DI ADRIAN SALBUCHI
rt.com

Questa settimana la Chiesa cattolica celebra il suo secondo natale con due papi. Avrà un significato più profondo di quello che sembra? Sarà forse l’indizio di una rivelazione “in pieno giorno” che il Vaticano sta svelando a “chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire”?

La Chiesa Cattolica è l’istituzione cristiana più importante del mondo. Ha attraversato profondi cambiamenti per allinearsi ai “segni” dei tempi che corrono.

La chiave per comprendere il successo dei suoi più di due millenni di esistenza la si trova nel suo stesso nome: la Chiesa è “Apostolica” (si basa sulla vita e le opere dei discepoli di Gesù Cristo); è “Cattolica” (dal greco καθολικός che significa universale; oggi diremmo "globale"); e infine, è “Romana” (geografica, culturale e geopolitica).

 
 
  Postato da cdcnet il 25/12/2014 (1675 letture)
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  Storia IL DIARIO DI LENA MUKHINA

IL DIARIO DI LENA MUKHINA: UN IMPORTANTE DOCUMENTO SULL’ASSEDIO DI LENINGRADO DA PARTE DELLA WEHRMACHT TEDESCA (1941-1944) –

DI CLARA WEISS
globalresearch.ca

Un anno fa la società “Graf” di Monaco di Baviera ha pubblicato il diario di Lena Mukhina in lingua tedesca. La Mukhina (una studentessa) aveva assisto al primo anno dell’assedio della Wehrmacht tedesca a Leningrado. Il suo diario è stato scoperto negli archivi storici russi solo pochi anni fa, ed è stato pubblicato in lingua russa nel 2011.

Il diario è un importante documento storico su uno dei più grandi crimini di guerra dell’imperialismo tedesco (seppur spesso dimenticato). Tra fine Estate del 1941 ed inizio del 1944, durante l’assedio di Leningrado, circa 1.100.000 persone persero la vita. E' stato uno dei più lunghi assedi mai fatto ad una città, nella storia del mondo.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/08/2014 (891 letture)
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  Storia DA DOVE ARRIVANO I BIANCHI?

DI GARY LEUPP
Counterpunch.org

Il mese scorso il Guardian ha scritto che una squadra di scienziati dediti allo studio dell’Homo Sapiens in Europa ha estratto il DNA dal dente di un maschio cacciatore e raccoglitore che sarebbe vissuto circa 7000 anni fa nella regione delle Asturie, nel nord della Spagna. Dall’analisi di questo DNA hanno tratto alcune conclusioni sorprendenti. L’uomo aveva la pelle scura e gli occhi azzurri. Il DNA più simile a quello raccolto coincide con le attuali etnie svedesi e finlandesi, i più bianchi di tutte le popolazioni.

Già in precedenza gli studiosi avevano compreso che gli occhi azzurri erano il risultato di una mutazione genetica avvenuta tra 10000 e 6000 anni fa. (Prima di allora tutti gli uomini avevano gli occhi castani). Ma fino a pochi anni fa la maggior parte di essi era convinta che la pelle bianca fosse comparsa molto prima di allora.

 
 
  Postato da cdcnet il 23/03/2014 (1013 letture)
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  Storia LA MENZOGNA DELLA GUERRA BUONA

DI MICKEY Z
countercurrents.org

"La guerra è confezionata dai leaders politici, i quali devono fare uno sforzo immane, attraverso la propaganda, l'adescamento o la coercizione, per convincere e mobilitare alla guerra una popolazione solitamente contraria ad essa".
Howard Zinn

Il 6 giugno 2013 è stato il sessantanovesimo anniversario della leggendaria invasione degli Alleati, conosciuta come D-Day.

Perso in mezzo alla solita orgia annuale autocelebrativa, passa però in secondo piano il piccolo particolare che, al momento dell'invasione del D-Day, i Sovietici tenevano occupato l'80% dell'esercito tedesco sul fronte orientale.

Oops...
 
 
  Postato da cdcnet il 18/06/2013 (1129 letture)
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  Storia Terrore e Guerre: RICORDANDO IL BOMBARDAMENTO DI DRESDA (E A COSA POTREMMO ANDARE INCONTRO)

DI MICKEY Z.
worldnewstrust.com

Venite, voi, o signori della guerra/
voi che costruite tutte le armi/
voi che costruite gli aerei della morte.

Bob Dylan

Mentre ricordiamo il 68° anniversario del bombardamento di Dresda, ho pensato di offrire una riflessione, per niente dolce e tenera, su ciò a cui potremmo andare incontro.

Il barbarico assalto alla città di Dresda fu il risultato della decisione, presa quattro anni prima dal Maresciallo Arthur Harris, capo del Comando Aereo Inglese, di abbandonare la strategia degli attacchi “chirurgici” (intelligenti).
Soprannominato “il bombardiere” , Harris apprese le arti dei crimini di guerra dal suo malizioso mentore, Winston Churchill.
 
 
  Postato da cdcnet il 09/02/2013 (1409 letture)
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  Storia COME L'ECONOMIA DI GUERRA USA PROVOCO' L'ATTACCO GIAPPONESE

DI ROBERT HIGGS
Information Clearing House

Molte persone vengono ingannate dalle formalità. Per esempio, suppongono che gli Stati Uniti entrarono in guerra contro Germania e Giappone solo dopo che queste nazioni dichiararono loro guerra nel dicembre del 1941. In realtà, gli Stati Uniti erano in guerra molto prima di questa dichiarazione, una guerra con diverse forme.
Ad esempio, la marina militare americana aveva l' ordine di “sparare a vista” ai convogli [tedeschi] – a volte anche contro navi britanniche – nell' Atlantico del Nord, nel tratto dove passavano le spedizioni dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, anche se gli U-boat tedeschi avevano l' ordine di astenersi (e si astennero) dal cominciare attacchi contro le spedizioni statunitensi. USA e Gran Bretagna avevano accordi di intelligence, sviluppavano assieme armamenti, facevano test militari combinati e altre forme di cooperazione militare.
 
 
  Postato da cdcnet il 27/12/2012 (1178 letture)
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  Storia Terrore e Guerre: 13-14 FEBBRAIO 1945: PERCHE' DRESDA E' STATA DISTRUTTA

DI JACQUES R. PAUWELS
Global Research

Il mito della guerra buona: l’America nella Seconda Guerra Mondiale.

Nella notte tra il 13 e il 14 Febbraio, Dresda, bella e antica capitale della Sassonia, è stata attaccata ben tre volte, due dalla RAF e una dall’USAF (United States Army Air Force), all’interno di un’operazione che ha coinvolto più di mille caccia bombardieri. Le conseguenze sono state catastrofiche, la città è stata interamente rasa al suolo e il numero dei morti è compreso tra i 25 e i 40 mila.[1] Dresda non era una città strategica dal punto di vista militare o industriale e di certo non rappresentava un target proporzionato all’insolita strategia di attacco delle forze anglo-americane. La città non è stata bombardata per vendicare dei raid tedeschi precedenti su città come Rotterdam o Coventry. A far scontare la distruzione di quelle città, duramente colpite dalla Luftwaffe nel 1940, ci hanno pensato Berlino, Amburgo e Colonia e molte altre città grandi e piccole che hanno pagato duramente nel 1942, 1943 e 1944. Per di più, dall’inizio del 1945, i comandi alleati sapevano perfettamente che anche il più feroce raid aereo non avrebbe “Terrorizzato [così tanto i tedeschi] da farli arrendere”[2] così non sembra molto realistico attribuire a questo motivo la pianificazione del bombardamento. Sembra piuttosto un massacro senza senso e si profila come una premessa del terribile annientamento di Hiroshima e Nagasaki, a causa delle quali, si pensava che il Giappone avrebbe capitolato.

 
 
  Postato da cdcnet il 16/02/2010 (4426 letture)
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  Storia LA SCIA DI MENZOGNE DI UN GRANDE CACCIATORE DI NAZISTI

DI GUY WALTERS
timesonline.co.uk

Simon Wiesenthal, famoso per la sua ricerca di giustizia, catturò meno criminali di guerra di quanti abbia mai vantato e inventò buona parte della sua storia di sopravvissuto all’Olocausto

Il nome di Simon Wiesenthal è diventato sinonimo di caccia ai nazisti fin dai primi anni Sessanta. Aveva la reputazione di un santo. Nominato quattro volte al Premio Nobel per la pace, insignito del titolo di Cavaliere onorario dell’Impero britannico, della Medaglia della Libertà del presidente U.S.A., della Legion d’honneur francese e di almeno altre 53 onorificenze, gli sono spesso stati attribuiti circa mille e cento “scalpi” nazisti. È ricordato, soprattutto, per i suoi sforzi volti a rintracciare Adolf Eichmann, uno dei più famigerati criminali di guerra.

 
 
  Postato da cdcnet il 08/08/2009 (5907 letture)
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  Storia LA VERITA' SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE

DI ERIC MARGOLIS
ericmargolis.com

Metz, Francia. La visita in Normandia del presidente americano Barack Obama, per commemorare il 65mo anniversario dello sbarco, ci ha portato a riflettere sull’intero corso della Seconda Guerra Mondiale e sulla sua perdurante propaganda come sui miti che tuttora ne circondano il ricordo.
Come istruttore decano appassionato di storia e docente di storia militare, permettetemi di sottolineare quattro di questi “miti” che sono particolarmente irritanti e fuorvianti.

Primo: L’esercito francese non si è semplicemente arreso nè è fuggito via nel 1940, così come proclamano gli Americani conservatori che non sanno nulla.
Il Blitz tedesco che fra il maggio ed il giugno 1940 ha colpito la Francia travolgendo e scuotendo le sue armate come foglie sotto una tempesta, ha segnato una rivoluzione storica nel modo di condurre la guerra. La guerra lampo ha agito unendo la rapidità di movimento delle armate e della fanteria mobile, la precisione dei punti da bombardare, una logistica di supporto flessibile e nuove alte tecnologie in 3 C: comando, controllo e comunicazioni.
 
 
  Postato da cdcnet il 20/06/2009 (10352 letture)
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  Storia IL MITO DELLA 'GUERRA GIUSTA' DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

DI MARK WEBER
ihr.org

La Seconda Guerra Mondiale non fu solo il più grande conflitto militare della storia, ma anche la più importante guerra americana del ventesimo secolo. Essa portò cambiamenti sociali, governativi e culturali profondi e permanenti negli Stati Uniti, ed ebbe un grande impatto sul modo in cui gli Americani vedono loro stessi e la posizione della loro nazione nel mondo.

Questo scontro globale – con gli USA e gli altri ‘Alleati’ da una parte e, dall’altra, la Germania nazista, il Giappone imperialista e gli altri paesi dell’Asse – viene ritratto normalmente negli Stati Uniti come la ‘guerra giusta’, un conflitto moralmente ben definito tra il Bene e il Male.

Dal punto di vista dello scrittore e storico britannico Paul Addison, “la guerra servì ad una generazione di britannici e americani come un mito che rappresentasse la loro purezza essenziale, una parabola del bene e del male”. Dwight Eisenhower, Comandante Supremo delle forze americane in Europa e in seguito presidente degli Stati Uniti per otto anni, denominò il combattimento contro i nazisti ‘la Grande Crociata’.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/06/2009 (3016 letture)
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  Storia Globalizzazione: L'OLOCAUSTO NASCOSTO-LA NOSTRA CRISI DI CIVILITA'. PARTE I: L'OLOCAUSTO NELLA STORIA

DI NAFEEZ MOSADDEQ AHMED

Parte I - L'olocausto nella storia

1. “Olocausto nascosto”

È risaputo come il termine “olocausto” sia tradizionalmente impiegato in riferimento alla “sistematica, burocratica, persecuzione e uccisione organizzata da uno stato di circa sei milioni di Ebrei, da parte del regime Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale”. “Olocausto” è una parola greca che significa “sacrificio per mezzo del fuoco”. Esprime un evento la cui portata e il cui orrore hanno trasformato il corso della storia mondiale. È inoltre visto come un crimine contro l'umanità ineguagliabile e unico.

Su questo non si discute. L'olocausto nazista è certamente stato un genocidio eccezionalmente orrendo la cui enormità e il cui carattere sistematico sono a mala pena immaginabili, progettato per eliminare completamente – fisicamente, socialmente, culturalmente – il popolo ebraico dalla faccia della Terra.

 
 
  Postato da cdcnet il 27/02/2008 (4986 letture)
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  Storia Coercizione mentale: COME LO SPUTNIK HA CONTRIBUITO AL MATRIMONIO TRA SCIENZA E ARMAMENTI

DI NORMAN SOLOMON
San Francisco Chronicle

Quando, il 4 Ottobre 1957, l'Unione Sovietica mise in orbita il primo satellite artificiale, gli orizzonti americani si scurirono di autocritica e paura. Lo Sputnik fu uno shock per il sistema. “Il fatto che abbiamo perso la corsa al lancio dei satelliti significa che stiamo perdendo la corsa alla produzione di missili balistici”, scrisse l'influente editorialista Walter Lippmann. Ad un party diplomatico, quando un funzionario dell'amministrazione Eisenhower commentò che lo Sputnik sarebbe stato dimenticato in sei mesi, la celebre “migliore padrona di casa” di Washington Perle Mesta rispose laconica: “In sei mesi, potremmo essere tutti morti”.

Tutti conosciamo già la leggendaria trama: un'America dinamica raccolse la sfida e surclassò i Sovietici nello spazio. Una dozzina di anni dopo il perigeo della loro propaganda, gli Stati Uniti fecero atterrare l'uomo sulla Luna. E lo zelo nazionale per una tecnologia allo stato dell'arte continua a modellare l'esperienza americana.

Ma la trama trionfalistica ignora una linea oscura che lega gli ultimi cinque decenni.

A volte anche le autorità esprimono dei dubbi. Al termine di una presidenza che aveva orgogliosamente sviluppato i più avanzati armamenti da giorno del giudizio, Dwight Eisenhower lasciò un sorprendente discorso di addio che metteva in guardia sul “complesso militar-industriale”. Ciò che è meno noto è che, nello stesso discorso, avvertiva che “le politiche pubbliche potevano esse stesse diventare prigioniere di una elite scientifico-tecnologica”.
 
 
  Postato da Truman il 06/11/2007 (2280 letture)
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  Storia CI FU UN UOMO: RICORDANDO RAUL HILBERG

DI NORMAN FINKELSTEIN
Counterpunch

Raul Hilberg è morto il 4 agosto. Rifugiato dall' Austria occupata dal nazismo, Hilberg fu il fondatore degli studi sull' Olocausto.

Non riesco a ricordare quando ho letto per la prima volta il capolavoro di Hilberg "The Destruction of the European Jews" [La distruzione degli Ebrei europei], ma deve essere stato nella mia prima giovinezza. Infatti all'inizio non ero neanche sicuro se mi fossi imbattuto nella prima edizione, pubblicata nel 1961 da Quadrangle Books, con le sue doppie colonne proibitive di un testo di 10 punti, ma lo tirai semplicemente fuori dallo scaffale, rilegatura spezzata, pagine staccate, abbastanza sicuro che fosse stato tutto manomesso.

Ho letto molte volte i tre volumi dell' ampliata edizione di Holmes & Meier pubblicata nel 1985. Ogni qualvolta mi avventuravo a scrivere qualcosa sull' Olocausto nazista rileggevo attentamente tutti i volumi dall'inizio alla fine. Mi hanno procurato la sicurezza psicologica di cui avevo bisogno per osare a definire un mio proprio giudizio. Volendo stare sulle più risolute possibili basi intellettuali mi sono riflessivamente ispirato ad Hilberg. Il caso ha voluto che, in preparazione di una dichiarazione che mi era stata commissionata di scrivere sull' Olocausto nazista, proprio nel mezzo della lettura della terza edizione dei tre volumi pubblicata da Yale University Press nel 2003, arrivasse la notizia della sua morte.

 
 
  Postato da cdcnet il 01/10/2007 (5051 letture)
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  Storia DALLA BARBARIE COLONIALE ALLA POLITICA NAZISTA DI STERMINIO

DI ROSA AMELIA PLUMELLE-URIBE

Afrikara L'autrice di La Ferocitè blanche, (La ferocia bianca) [Albin Michel, 2001], sviluppa un'argomentazione originale e pertinente per la quale Cesaire aveva dispiegato molto interesse nel suo Discours sur le colonialisme (Discorso sul colonialismo): il legame tra le politiche di sterminio coloniale, l'imbarbarimento delle società europee e il trauma di ritorno del nazismo su queste medesime società. Afrikara pubblica il testo di una relazione di questa militante di origini africane, presentata il 15 giugno a Berlino nel quadro del Forum del Dialogo organizzato dalla sezione europea della Fondation Afric Avenir.

Siamo qui riuniti per analizzare insieme il legame storico che, come un filo conduttore, porta dalla barbarie coloniale alla politica nazista di sterminio. Si tratta di uno sforzo volto a rilevare almeno la maggior parte dei fattori che, in modo diretto o indiretto, avrebbero favorito lo sviluppo politico e l'espansione ideologica di un'opera di disumanizzazione come la barbarie nazista in Germania ed al di là delle sue frontiere.

 
 
  Postato da cdcnet il 04/08/2007 (5444 letture)
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  Storia Servizi segreti: NUOVE RIVELAZIONI SUL CASO JFK DAL FIGLIO DI UNO DEI COSPIRATORI

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

Mentre continuano a risuonare attraverso Internet le esplosive rivelazioni sul letto di morte da parte di E. Howard Hunt [vedi "EX AGENTE CIA CONFESSA: HO PARTECIPATO ALL'OMICIDIO DI JFK" n.d.t.], in cui l'ex agente della C.I.A. e imputato nel caso Watergate ammette di essere stato parte di una congiura della C.I.A. per assassinare JFK, i media dell'establishment rimangono praticamente muti su quella che è senza dubbio una delle più importanti storie del decennio.

Il figlio maggiore di E. Howard Hunt, Saint John Hunt, si è riunito con Alex Jones per gettare nuove rivelazioni bomba sulla storia di suo padre. Cliccate qui per ascoltare.

Hunt venne per la prima volta a conoscenza di ciò che suo padre sapeva sugli eventi del 22 novembre 1963 quando gli capitò di ricevere degli appunti scritti a mano che delineavano la nascita a Miami del complotto per uccidere JFK, dove si discusse che era necessario un colpo di Stato per rovesciare Kennedy e salvare la C.I.A. dal pericolo di essere frantumata in migliaia di pezzi come JFK aveva promesso.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/08/2007 (4573 letture)
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  Storia SECONDA GUERRA MONDIALE: IL RUOLO DECISIVO DEI RUSSI NELLA SCONFITTA DEL NAZISMO

DI ALEKSANDER B. KRYLOV
Strategic Cultural Foundation

Sono notizia recente gli scontri in Estonia tra la polizia e la minoranza russa che protestava per la rimozione del monumento ai soldati dell'armata rossa che liberarono il paese dai nazisti: ennesimo segnale del tentativo di sminuire il ruolo dell'armata rossa nella sconfitta del nazifascismo. In occasione del 62esimo anniversario della vittoria sui nazisti (che per i russi ricorreva il 9 Maggio) è doveroso ricordare l'immane sacrificio del popolo russo che, con la vittoria a Stalingrado e nella battaglia di Kursk, rovesciò l'esito della seconda guerra mondiale. Ben prima dello sbarco in Normandia. N.d.r.

La battaglia di Kursk per gli storici britannici, o il nazismo che venne dall'Ovest

Alcune tendenze degne di nota continuano a comparire negli studi storici britannici e statunitensi circa la Seconda Guerra Mondiale e particolarmente sugli ultimi anni del conflitto. Fino a poco tempo fa, gli studenti inglesi e statunitensi si concentravano prevalentemente sugli eventi relativi al Fronte Occidentale (la battaglia di El Alamein, lo sbarco in Normandia, l'offensiva delle Ardenne, ecc...).
 
 
  Postato da cdcnet il 03/06/2007 (10931 letture)
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  Storia Economia: STANDARD OIL E A. EICHMANN. IL PATTO DELL'INDUSTRIA PETROLIFERA COI NAZISTI

DI GARY WEBER
Indymedia Portland

La rivoluzione russa cambiò l'ordine del mondo. Fino al 1917 erano gli europei a comandare. In quel momento però anche le imprese degli Stati Uniti iniziarono a voler avere voce in capitolo, soprattutto John D. Rockfeller, che aveva fontato la Standard Oil nel 1870. Nel 1879 acquisì la Vacuum Company e altre imprese, fino ad essere divisa come Trust nel 1911 in varie ditte più piccole. Però i Rockfeller mantennero il potere. A quell'epoca non si estraeva petrolio in medio oriente ma in Texas e a Baku, nel Caucaso, dove i padroni erano le famiglie Nobel e Rothschild. Ma con la rivoluzione russa, persero i loro investimenti. “Nell'estate del 1918 il signor Nobel scappò dai sovietici e chiese in ginocchio al Kaiser Wilhelm (l'imperatore tedesco Guglielmo) di aiutarlo a recuperare i propri investimenti a Baku”, scrive lo storico berlinese Dietrich Eichholtz. Ma questo recupero era impensabile con la repubblica tedesca disarmata.

Rockefeller aveva gli stessi interessi della Deutsche Bank. Anche la banca tedesca, dopo la Prima Guerra Mondiale, perse tutte le sue azioni nella “Türkischen Petroleum Gesellschaft” (Società petrolifera turca) e con queste il suo diritto sui giacimenti al lato della ferrovia di Bagdad. Per molti anni, la Banca intentò cause inutilmente, fino a che non si rese conto che dal punto di vista giuridico non avrebbe ottenuto nulla. Allora provò in un altro modo.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/05/2007 (4195 letture)
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