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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

  Stat

 

 
 
comeDonChisciotte.net: Arabia Saudita

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  Arabia Saudita Terrore e Guerre: TRUMP SIGLA IL PIU' GROSSO ACCORDO SULLE ARMI DELLA STORIA AMERICANA

FONTE: ZEROHEDGE.COM

Con la crescita economica che va a rilento, il complesso militare-industriale è pronto a salvare il PIL statunitense, vendendo armi al solito acquirente: l’Arabia Saudita. Il vero motivo della visita di Trump in Arabia era proprio vendere armamenti per 350 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni, secondo stime.

Per favorire il tutto, l’arrivo di sabato di Trump al Royal Diwan “è stato accolto con uno show, col re saudita che ha accolto la famiglia presidenziale con “un benvenuto da re”.

 
 
  Postato da cdcnet il 22/05/2017 (107 letture)
(Leggi Tutto... | 5487 bytes aggiuntivi | Terrore e Guerre | Voto: 0)
 

 
  Arabia Saudita La sete saudita di armi: le avventure di Riad verso l'Ucraina

DI AHMED HAI ALI
al-akhbar.com

Il caos in cui è sprofondata l’Ucraina dopo la rottura delle relazioni con il governo di Mosca ha permesso all’Arabia Saudita di presentarsi sul mercato ucraino degli armamenti per sfruttare vantaggiosamente la tecnologia e l’esperienza post-sovietica dal paese. “La sete” di armi da parte di Riad è commisurata alla sua presenza sui fronti delle attuali guerre in Siria e Yemen, e alla ricerca di nuove fonti di produzione, lontane da quelle più “ufficiali”.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/11/2016 (206 letture)
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  Arabia Saudita NO ONE WANTS SHARES IN SAUDIS' SECRETIVE, OVERVALUED AND CORRUPT OIL COMPANY

lido_454By GPD on January 9, 2016
veteranstoday.com

Saudi officials contemplate whether or not to sell shares in their massive energy company – Aramco, some experts suggest that Riyadh may have underestimated Western investors’ concerns about the company’s secrecy, corruption, and the global oil glut.

The monster Saudi state energy company Saudi Arabian Oil Co. – better known as Aramco, with its 261 billion barrels in reserves and 60,000 staff, has confirmed rumors that it is considering offering investors an initial public offering (IPO) on a small percentage of the company (around 5%), as part of a broader package of economic reforms.

The company’s valuation, according to officials speaking to The Economist, which broke the story, could be in the “trillions of dollars,” with Bloomberg suggesting that Aramco, by far the largest energy company in the world, may be worth up to $2.5 trillion –which would make it the most valuable quoted company in the world. Even a small IPO of 5%, at a valuation of $1.5 trillion, Business Insider pointed out, “is still $75 billion.”
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2016 (534 letture)
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  Arabia Saudita INTANTO LA NOTIZIA DEL SECOLO PASSA IGNORATA. SAUDITI, PETROLIO, UN SECOLO DI GUERRE.

IL NOSTRO FUTURO.

princemohammedDI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Non è una battuta: la notizia del secolo non è apparsa qui, nell’Italdiarrea, da nessuna parte in prima pagina. Ma prima di leggerla, un attimo di pazienza, mio 0,2%

Nel 1956 Francia, Israele e la Gran Bretagna tentarono di distruggere l’Egitto. Furono fermati dal presidente USA Eisenhower. Il gioco non era Suez, che era solo un’idea, ma il petrolio. Sapeva, il Dipartimento di Stato USA, che quel branco di pecorari e mezzi bruti dei Sauditi avevano la risorsa del futuro, pronta all’uso, perché, cari, dovete sapere un fatto: da cosa dipende la preminenza mondiale del petrolio dei Sauditi su Nigeria, Russia, Venezuela, e altri dell’OPEC? Dipende dal fatto che il greggio Saudita è praticamente già benzina, basta dare un calcio a una roccia in quel Paese di regnanti psicopatici – finanziatori ieri di Bin Laden, oggi dell’ISIS, mozzatori di teste e torturatori di donne – che dal sottosuolo ti esce praticamente benzina GIA’ PRONTA.

Il greggio russo o venezuelano, purtroppo, è molto più profondo, molto più impastato e richiede MOLTA PIU’ RAFFINAZIONE. Ora, ascoltate bene, sempre che il M5S e la camorrina non v’interessino di più del destino del Pianeta: in questo mondo NON MANCANO le compagnie petrolifere, MANCANO LE RAFFINERIE DI PETROLIO. Quindi tutti, Q8, Esso, ENI, Texaco, Total ecc. vogliono il greggio Saudita perché va raffinato pochissimo, è praticamente già benzina, ripeto.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2016 (1272 letture)
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  Arabia Saudita THE SAUDIS GO FULL ISIS

Dan Sanchez
dansanchez.me

In Their US-Backed Takfiri War on the Shia

Saudi Arabia has perpetrated a mass execution that puts ISIS’s beach beheadings to shame. Forty-seven heads rolled on Saturday. One of them belonged to Nimr al-Nimr, a revered Shi’ite cleric who had been sentenced to death for sermons in which he criticized the government (especially for its persecution of the country’s Shi’ite minority). His brother has been sentenced to be crucified.

This was done as the Saudis continue to drop American bombs on Shia in Yemen (boosting Al Qaeda there) and to hire jihadis to help ISIS and Al-Qaeda kill Shia in Syria.

It is no mystery why the Saudis are such brothers in arms with the Bin Ladenites, sharing both their hyper-sectarian aims and their gruesome methods. The Wahhabist Saudis and the Salafist terrorists are both “Takfiris”: theocratic, fundamentalist Sunnis who justify sectarian persecution and bloodshed on the grounds that their victims are not true Muslims, but apostates.

 
 
  Postato da cdcnet il 06/01/2016 (417 letture)
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  Arabia Saudita Geopolitica: THE SAUDIS' ANTI-SHIITE PROVOCATION HAS CLEAR GEOPOLITICAL GOALS

Andrew Korybko
sputniknews.com

Riyadh's execution of Shiite Sheikh Nimr al-Nimr was timed to coincide with the expected lifting of anti-Iranian sanctions and the rejuvenation of the Syrian peace process.

Saudi Arabia just beheaded a prominent anti-government activist and Shiite cleric, Nimr al-Nimr, on trumped-up charges of "terrorism", executing him alongside suspected al Qaeda fighters.
The message Riyadh sent was simple enough — Shiite activists are equivalent to terrorists in the Kingdom's calculus, and this predictably engendered outrage all across the world, especially in majority-Shiite Iran.
The resultant protests, some of which regretfully turned violent and targeted Saudi diplomatic facilities, were cited as 'proof' of Iran's 'aggression' against Saudi Arabia and became the publicly presentable reason for why Riyadh cut off all diplomatic and economic ties with Tehran.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/01/2016 (423 letture)
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  Arabia Saudita Terrore e carcere: L'ESECUZIONE DI AL NIMR: UNA MOSSA POLITICA INTELLIGENTE

FONTE: MOON OF ALABAMA

Il governo saudita ha dato seguito all'esecuzione di 47 prigionieri che, da lunga data, erano stati condannati a morte per terrorismo e per ribellione contro il governo.

Dal punto di vista del governo saudita è stata una mossa politica intelligente.

I sauditi sono nei guai per la guerra nello Yemen. Dopo nove mesi di bombardamenti che hanno fatto vedere l'inferno in quel paese non c'è nessuna possibilità che l'obiettivo della loro guerra – cioè reinstallare un governo fantoccio a Sanaa - possa realizzarsi in tempi brevi. Mentre le forze yemenite fanno continui  raid (vid) su una città saudita dopo l'altra, anche i progetti sauditi di cambiare i regimi per mezzo di  jihadisti salafiti sia in Iraq che in Siria stanno vacillando. Il prezzo del petrolio troppo basso rende necessario che il governo saudita introduca le tasse sul suo popolo e le tasse, quasi sempre, non rendono più popolare.

Per distogliere la gente da questi problemi i sauditi hanno deciso di sbarazzarsi di un gruppo di prigionieri e utilizzare questo evento per riguadagnarsi una certa legittimità. Molti dei 47 uccisi erano veramente marmaglia di al-Qaida che, dieci anni fa, aveva ucciso e fatto saltare in aria interi edifici in Arabia Saudita e aveva provato a rovesciare con la violenza il governo saudita.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/01/2016 (755 letture)
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  Arabia Saudita THE COMING SAUDI CRACK-UP?

By Daniel Lazare
December 23, 2015 Information Clearing House

Is the Saudi monarchy coming apart at the seams? Scholars and journalists have long predicted the kingdom’s demise, but this time the forecasts may finally prove correct.

The reason is an unprecedented avalanche of problems pouring down on Saudi Arabia since 79-year-old Salman bin Abdulaziz Al Saud assumed the throne last January. A hardliner in contrast to his vaguely reformist predecessor Abdullah, Salman lost no time in letting the world know that a new sheriff was in town. He upped the number of public executions, which, at 151, are now running at nearly double last year’s rate.

After meeting with Turkish President Recep Tayyip Erdogan, he promised to intensify efforts to topple Syrian President Bashar al-Assad by increasing aid to Al Nusra, Al Qaeda’s official Syrian affiliate. A few weeks later, he assembled a coalition of nine Sunni Arab states to launch nightly bombing raids on Yemen, quickly reducing one of the poorest countries in the Middle East to ruin.
 
 
  Postato da cdcnet il 23/12/2015 (518 letture)
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  Arabia Saudita ARABIA SAUDITA: L'INEVITABILE COLLASSO

potd-camelDI NAFEEZ AHMED
middleeasteye.net

Martedì 22 settembre, il Middle East Eye ha rivelato che un membro anziano della famiglia reale saudita ha chiesto un cambiamento nella ‘leadership’ saudita allo scopo di evitare il collasso del regno.

In una lettera diffusa tra i principi sauditi, il suo autore, un nipote del defunto re Abdulaziz Ibn Saud, ha accusato l’attuale re Salman di provocare seri problemi che mettono in grave pericolo la sopravvivenza della monarchia.

"Se non si cambiano i metodi decisionali, non sarà possibile evitare prosciugamento di denaro, errori politici e rischi militari, anche se questo comporterà la necessità di nominare un nuovo re” avvertiva la lettera.

Se un colpo di stato reale interno sia o meno dietro l’angolo – e alcuni osservatori informati pensano che una tale prospettiva sia piuttosto peregrina – la lettera offre un’analisi sorprendentemente precisa delle gravi situazioni in cui versa oggi l’ Arabia Saudita.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/10/2015 (612 letture)
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  Arabia Saudita L'ARABIA SAUDITA PUO' ANDARE IN ROVINA PRIMA CHE...

...L’INDUSTRIA PETROLIFERA STATUNITENSE SI COLLASSI

King_Salman_bin_AbDI AMBROSE EVANS PRITCHARD
telegraph.co.uk

Redazione: è troppo tardi perché l'OPEC possa fermare la rivoluzione dello “shale”. Ogni aumento dei prezzi petroliferi sarà limitato dall’aumento della produzione statunitense. L’OPEC si è di fatto sciolta. Era comunque veramente poco quello che avrebbe potuto fare per combattere i progressi della tecnologia americana. I costi di perforazione nel settore dello “shale” si sono ridotti del 50% e si ridurranno di un ulteriore 30% in un prossimo futuro. Ulteriori giacimenti da sfruttare in Argentina, Australia e Cina. La spesa sociale è l’unico collante che tiene insieme il medievale regime wahhabita, catturato nella versione mediorientale della “Guerra dei Trent'anni”.

Se il mercato dei futures sul petrolio esprime valori corretti, l'Arabia Saudita comincerà a trovarsi nei guai nel giro di due anni e sarà in piena crisi esistenziale entro la fine del decennio.

Il prezzo del petrolio statunitense, con consegna a Dicembre 2020, è attualmente a 62,05 dollari/barile, la qual cosa implica un drastico cambiamento nel panorama economico sia del Medio Oriente che di tutti i paesi dipendenti dalla rendita petrolifera.
 
 
  Postato da cdcnet il 07/08/2015 (1071 letture)
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  Arabia Saudita SAUDI ARABIA: CHICKENS COME HOME TO ROOST

fighters-isilSalman Rafi Sheikh
journal-neo.org

In a recent statement issued by the Saudi authorities, it was claimed that the government has successfully apprehended some ISIL operatives who were planning to carry out certain attacks in the country. During last three weeks, at least two major attacks took place inside Saudi territory in which sectarian minorities were specifically targeted. These attacks and subsequent statement(s) clearly establish that the menace of the ISIS, which Saudia itself financed and established, is now hunting her. On the other hand, attacks b Yemen Houthis inside Saudi Arabia have also started to contribute to an extremely deteriorated military situation. The situation in Yemen, which actually started to deteriorate in 2011, is partly a result of the policies the Arab states, including Saudi Arabia, have been following for decades—hence, Yemeni blowback. As it stands, Saudia is now under attack from two different sides, facing two different enemies—enemies that the Saudia itself created in the first place.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2015 (593 letture)
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  Arabia Saudita E ADESSO A CHE GIOCO GIOCHERA' LA CASA DI SAUD ?

kingarabiadeadDI PEPE ESCOBAR
globalresearch.ca

La Casa di Saud si ritrova in un periodo di grande instabilità. Il prezzo del petrolio che impongono gli si potrebbe ritorcere contro. La successione del re Abdullah potrebbe risolversi in un bagno di sangue e i protettori statunitensi potrebbero dare luogo ad un voltafaccia.

Cominciamo con il petrolio – ed un po’ di storiografia. dato che la fornitura di petrolio USA cresce di un paio di milioni di barili al giorno, c’è abbastanza petrolio in Iran, a Kirkuk in Iraq, con la Libia e la Siria fuori dal mercato e il petrolio extra degli USA sul mercato. Di base l’economia globale – almeno per ora – non cerca più petrolio a causa della stagnazione/recessione europea e il rallentamento relativo della Cina sul mercato.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/01/2015 (746 letture)
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  Arabia Saudita LA GUERRA DEI SAUDITI CONTRO TUTTI

depositphotos_DI PEPE ESCOBAR
rt.com

L'Arabia Saudita ha scatenato una guerra economica contro alcuni produttori di petrolio "selezionati". Dietro questa strategia della Casa di Saud si nasconde un più ampio progetto. Ma funzionerà? 

Mikhail Leontyev,  Vice Presidente della Rosneft: "I prezzi possono essere manipolati ... L'Arabia Saudita ha cominciato a fare grandi sconti sul petrolio. Questa è una manipolazione politica, si sta manipolando l'Arabia Saudita e questa storia potrebbe finire male ".

Una correzione di prezzo va bene, per questo nessuno manipola i sauditi. Quello che sta lanciando la Casa di Saud è un "Tomahawk che ruota" e ad ogni giro insiste dicendo che per loro il petrolio a 90 dollari al barile va bene, ma anche a $ 80 per i prossimi due anni, e  anche a $ 50 a $ 60 per i clienti asiatici e nordamericani.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/10/2014 (585 letture)
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  Arabia Saudita Geopolitica: CRACKS IN THE HOUSE OF SAUD

Crack in the House of Saud A Divided Kingdom

by PATRICK COCKBURN

counterpunch.org

President Obama flew to Saudi Arabia to patch up relations with King Abdullah at the end of last week in his first visit in five years. The alliance had been strained by Saudi anger over US negotiations with Iran on its nuclear programme and Obama’s refusal to go to war in Syria to overthrow Bashar al-Assad last year. For its part, the US is upset by Saudi Arabia covertly supporting al-Qa’ida-type movements in Syria and elsewhere.

The US-Saudi relationship is a peculiar one in that it is between a reactionary theocratic monarchy – it is the only place in the world where women are not allowed to drive – and a republic that claims to be the chief exponent of secular democracy. The linkage is so solid that it was scarcely affected by 9/11, though al-Qa’ida and the hijackers had demonstrably close connections to Saudi Arabia.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/04/2014 (1054 letture)
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  Arabia Saudita GLOBAL TERRORISM AND SAUDI ARABIA

BANDAR'S TERROR NETWORK

JAMES PETRAS
Global Research

Saudi Arabia has all the vices and none of the virtues of an oil rich state like Venezuela.  The country is governed by a family dictatorship which tolerates no opposition and severely punishes human rights advocates and political dissidents.  Hundreds of billions in oil revenues are controlled by the royal despotism and fuel speculative investments the world over.  The ruling elite relies on the purchase of Western arms and US military bases for protection.  The wealth of productive nations is syphoned to enrich the conspicuous consumption of the Saudi ruling family.  The ruling elite finances the most fanatical, retrograde, misogynist version of Islam, “Wahhabi” a sect of Sunni Islam.

Faced with internal dissent from repressed subjects and religious minorities, the Saudi dictatorship perceives threats and dangers from all sides: overseas, secular, nationalists and Shia ruling governments; internally, moderate Sunni nationalists, democrats and feminists; within the royalist cliques, traditionalists and modernizers. In response it has turned toward financing, training and arming an international network of Islamic terrorists who are directed toward attacking, invading and destroying regimes opposed to the Saudi clerical-dictatorial regime.
 
 
  Postato da cdcnet il 11/01/2014 (1452 letture)
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  Arabia Saudita Pepe Escobar: LA CASA DI SAUD GUARDERA' ALLA CINA ?

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Lo sport geopolitico favorito del giorno è quello di sviscerare e capire i motivi per cui la Casa di Saud – quel connubio di monarchia iper-assoluta e di fanatici Wahhabiti – stia dando i numeri, con l’ineffabile Bandar Bush in prima linea.

E’ terrorizzata dalla possibilità che il Muro di Diffidenza ultra-trentennale tra Washington e Teheran possa crollare da un momento all’altro. E’ terrorizzata al pensiero che quegli Americani infedeli si siano rifiutati di combattere “la nostra” guerra per ribaltare il regime in Siria. E’ inorridita dalle (blande) critiche all’aspra repressione attuata nel Bahrain (che, tra l’altro, è stato invaso dai Sauditi nel 2011). Aborrisce l’adorazione degli americani per quella bizzarra divinità – democrazia – che ha permesso ad amici tiranni in Tunisia e in Egitto di essere abbandonati (la Libia è tutt’altra storia: il Re Abdullah voleva far fuori Gheddafi fin dal 2002).
 
 
  Postato da cdcnet il 27/10/2013 (717 letture)
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