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comeDonChisciotte.net: Islanda

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  Islanda L'APOCALISSE TURISTICA DELL'ISLANDA

L’Islanda era un’isola selvaggia, magica e sottopopolata. Un sogno per Jules Verne e per cercare raggi verdi.

L’Islanda era anche il paese di ragnarok, del grande crepuscolo degli dei.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/07/2017 (421 letture)
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  Islanda L'ISLANDA HA CONDANNATO 26 BANCHIERI A UN TOTALE DI 74 ANNI DI CARCERE

bankers_kaupthingJAY SYRMMOPOULOS
activistpost.com

In forte contrasto con il record per il basso numero di azioni penali contro amministratori delegati e dirigenti finanziari di alto livello negli Stati Uniti, l'Islanda ha appena condannato 26 banchieri ad un totale di 74 anni di carcere.

La maggior parte di quelli condannati ha ricevuto pene detentive dai due ai cinque anni. Anche se in Islanda la pena massima per i crimini finanziari è di sei anni e sebbene le udienze siano ancora in corso, si sta valutando di estendere il massimo oltre i sei anni.

Nella foto: The Kaupþing four Former Chairman, Sigurður Einarsson, former CEO Hreiðar Már Sigurðsson, former CEO of Kaupþing Luxembourg Magnús Guðmundsson and Corporate Viking Ólafur Ólafsson, condannati il febbraio scorso per il reato di manipoazione del mercato. Photo/Vísir.is
 
 
  Postato da cdcnet il 25/10/2015 (772 letture)
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  Islanda L'ISLANDA PREFERISCE METTERE I BANCHIERI IN PRIGIONE PIUTTOSTO CHE SALVARLI

iceland-DI MATTHEW YGLESIAS
vox.com

Ieri il primo ministro islandese, Sigmundur Gunnlaugsson, ha annunciato il piano che costituisce essenzialmente il capitolo conclusivo della strategia adottata dal suo paese per la gestione della crisi finanziaria – un approccio che deviava parecchio dalle preferenze delle élite finanziarie globali e che ha funzionato piuttosto bene. Invece di abbracciare l'ortodossia dei salvataggi bancari, dell'austerità e della bassa inflazione, l'Islanda ha fatto esattamente l'opposto.

E nonostante la sua economia fosse stata colpita dalla crisi bancaria forse più duramente di qualsiasi altra nel mondo, ciò non ha avuto una ripercussione poi così grande sull'occupazione che comunque è stata oggetto di una grande ripresa.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/06/2015 (624 letture)
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  Islanda ISLANDA: IL CASO DI UNA RIVOLUZIONE ''GUIDATA'' DAI BANCHIERI

DI VALENTIN KATASONOV
strategic-culture.org

Sia nei media sia nel pensare comune la “rivoluzione” islandese è sempre più frequentemente presentata come l’emblema di una vittoria contro l’oligarchia del mondo finanziario. Sostanzialmente la questione consiste nei rimborsi che l’isola deve ai correntisti delle sue banche. Questa piccola nazione, amante della libertà, ha saputo coraggiosamente sfidare il potere finanziario. I più entusiasti sostenitori della “rivoluzione islandese” accusano i media di aver deliberatamente nascosto la portata storica degli eventi per evitare la diffusione nel resto del mondo. In effetti i media sono riluttanti ha parlare di questo argomento.

Tutto è iniziato poco più di una decina di anni fa, quando l’isola compiva i primi passi verso una totale liberalizzazione della propria economia. Tutte le banche furono privatizzate, furono aboliti i controlli sugli ingressi e sulle uscite di capitali, agli investitori esteri erano concesse agevolazioni fiscali. Si arrivò al punto che l’Islanda cominciò ad essere considerata null’altro che “un grande hedge fund” [sono una particolare tipologia di fondi speculativi. Per maggiori dettagli http://it.wikipedia.org/wiki/Fondi_speculativi, Ndt].
 
 
  Postato da cdcnet il 03/11/2013 (873 letture)
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  Islanda L'ISLANDA E' DI NUOVO UNA BOMBA A OROLOGERIA PER L'EUROPA

Free Image Hosting at www.ImageShack.us DI CYRUS SANATI
finance.fortune.cnn.com

Dall'Islanda potrebbe arrivare un altro disastro per riaccendere la paura degli investitori e creare altro panico in tutto il continente.

L'inevitabile smascheramento di una incerta ripresa economica islandese potrebbe avere gravi conseguenze per il resto dell'Europa. Dal 2008, la piccola isola ha potuto evitare un vero tracollo economico, grazie soprattutto al controllo dei capitali imposto dal governo che ha salvato la propria moneta dall’implosione.
C'è qualcosa che presto potrebbe scoppiare in Islanda .
 
 
  Postato da cdcnet il 17/08/2013 (1040 letture)
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  Islanda Economia: I VERI COSTI DELLA CRISI FINANZIARIA IN ISLANDA

Free Image Hosting at www.ImageShack.us DI THOROLFUR MATTHIASSON E SIGRUN DAVIDSDOTTIR
economonitor.com

Fuori dall'Islanda è opinione diffusa che il crollo del settore finanziario islandese nel mese di ottobre 2008 sia stato senza spese per i contribuenti islandesi. Cosa questa  che non è avvenuta per i contribuenti in Irlanda, Regno Unito, Grecia, Spagna e Portogallo, dove è stato ricapitalizzato il settore bancario. Tuttavia, sulla base di una recente stima dei fondi pubblici immessi nel settore finanziario dopo la crisi, si calcola che il costo addebitato allo Stato islandese andrà dal 20 al 25% del PIL - il che significa che l'Islanda non può essere presa come esempio di un paese che non ha salvato le banche.

Questo fatto  è di un certo interesse in quanto l'Islanda è ora un parametro di riferimento per gli economisti che studiano i paesi europei in crisi.

 
 
  Postato da cdcnet il 09/12/2012 (1063 letture)
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  Islanda Economia: L'ISLANDA E IL RIFIUTO DELL' AUSTERITA'

DI SALIM LAMRANI
mondialisation.ca

Di fronte alla crisi economica, mentre l'Unione europea ha scelto la strada dell' austerità e ha deciso di salvare le banche, l'Islanda ha invece provveduto a nazionalizzare le istituzioni finanziarie e respinto le politiche di rigore fiscale. Con un tasso di crescita del 2,7% nel 2012, anche il Fondo monetario internazionale (FMI) ha lodato la ripresa economica del paese.

Quando, nel settembre 2008, la crisi economica e finanziaria colpì l'Islanda, un piccolo arcipelago nel nord Europa abitato da 320.000 persone, l'impatto fu disastroso, come nel resto del continente. La speculazione finanziaria portò le tre maggiori banche al fallimento, le cui attività rappresentavano una somma dieci volte superiore al PIL della nazione, con una perdita netta di $ 85 miliardi di dollari. Il tasso di disoccupazione si moltiplicò per 9 tra il 2008 e il 2010, mentre il paese un tempo godeva della piena occupazione. Il debito dell'Islanda rappresentava il 900% del PIL e la moneta nazionale venne svalutata del 80% nei confronti dell'euro. Il paese fu immerso in una profonda recessione, con un calo del PIL del 11% in due anni [1].
 
 
  Postato da cdcnet il 22/10/2012 (1130 letture)
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  Islanda Economia: E' L'ISLANDA CHE MOSTRA LA VIA

FONTE: WASHINGTONSBLOG

L’economista, premio Nobel, Joe Stiglitz ha scritto su "Information Clearing House" : Quello che ha fatto l'Islanda è stata la scelta giusta. Sarebbe stato sbagliato lasciare alle generazioni future tutti gli oneri degli errori del sistema finanziario.

E il Premio Nobel Paul Krugman (1): - Come il recupero dell'Islanda ha dimostrato questo caso, ha fatto infervorare i creditori delle banche private che, però,  si sono dovuti ingoiare le perdite.

- E’ successa una cosa divertente sulla strada per l’Apocalisse economica: la grande disperazione dell'Islanda ha reso impossibile qualsiasi comportamento convenzionale, lasciando libera la nazione di infrangere le regole.   Mentre tutti gli altri hanno salvato i banchieri e hanno fatto pagare il conto alla popolazione, l'Islanda ha lasciato fallire  le banche e, di fatto, ha allargato la propria protezione sociale. Mentre tutti gli altri si sono fissati nel  cercare di placare gli investitori internazionali, l'Islanda ha messo  dei controlli temporanei su tutti i movimenti di capitali per darsi uno spazio di manovra.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/08/2012 (1365 letture)
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  Islanda Economia: ISLANDA: IL SALVATAGGIO DI LANDSBANKI

DI DANIEL MUNEVAR
cadtm.org

Il 7 ottobre 2008, mentre i mercati finanziari globali sprofondavano nel panico dopo il collasso della Lehman Brothers, una piccola isola europea chiudeva un capitolo della propria storia. Quel giorno il governo dell’Islanda decretava la nazionalizzazione delle principali istituzioni finanziarie del paese, i cui attivi, dopo un periodo di deregolamentazione e rapida espansione dall’inizio del nuovo millennio, avevano raggiunto una dimensione equivalente a 10 volte il totale dell’economia nazionale.
Le misure adottate a partire da quel momento nascevano dalla comprensione che, come disse David Oddson (2), lo Stato dell’Islanda non aveva alcuna intenzione, ne' obbligo, di pagare i debiti di banche che erano state “un poco negligenti”(3).
 
 
  Postato da cdcnet il 02/04/2012 (1444 letture)
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  Islanda ISLANDA: SE IL DEBITO NON PUO' ESSERE PAGATO, NON LO SARA'

DI OLIVIER BONFOND
mondialisation.ca

L' Islanda piccolo Stato senza esercito di 320.000 abitanti, ha appena annunciato che condizionera' il rimborso del suo debito alle proprie “capacita' di pagamento”. Se la recessione perdura, l'Islanda non rimborsera' nulla. Pur dovendo stemperare la portata di questa decisione, dovendo altrettanto verificare la sua effettiva applicazione, essa rappresenta tuttavia una reale opportunita' che i movimenti sociali, del Nord e del Sud del mondo, dovrebbero cogliere per obbligare i governi a mettere in discussione il pagamento incondizionato del debito pubblico.

Dopo 15 anni di crescita economica, dopo essere stato considerato uno dei paesi più ricchi del pianeta, l' Islanda ha conosciuto alla fine del 2008, secondo il FMI (Fondo monetario internazionale), la piu' pesante crisi bancaria nella storia di un paese industrializzato[1]. Questo non ha nulla di casuale. In questi ultimi anni l' Islanda ha applicato quello che potremmo definire un “neoliberismo puro”. Il settore bancario, integralmente privatizzato nel 2003, ha fatto di tutto per attirare i capitali stranieri. In particolare ha sviluppato i famosi conti on line, i quali, con la riduzione dei costi di gestione, permettono di offrire dei tassi di interesse relativamente interessanti.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/10/2009 (1509 letture)
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  Islanda ISLANDA: LEZIONI DAL CATACLISMA ECONOMICO

DI EVA JOLY
globalresearch.ca

Brown, Barroso e Strauss-Kahn mostrano di non aver imparato niente dall'ondata di fallimenti delle banche islandesi.

Dal G8 al G20, molti capi di stato e di governo sembrano ansiosi di ripetere che niente sarà più come prima. Il mondo sta cambiando ed è stato sconvolto dalla crisi; secondo loro, anche il modo di pensare e agire in termini di norme finanziarie, relazioni internazionali e aiuto allo sviluppo deve quindi cambiare. Molti esempi contraddicono però queste belle frasi, e uno di quelli più importanti è la situazione in cui si trova adesso l'Islanda, dopo l'implosione del suo sistema creditizio e la nazionalizzazione urgente delle sue tre banche più importanti (Kaupthing, Landsbanki e Glitnir). Questo piccolo paese di soli 320.000 abitanti è schiacciato da un debito di vari miliardi di euro, che non ha assolutamente niente a che vedere con la stragrande maggioranza della popolazione e che la nazione non è in grado di rimborsare.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/08/2009 (1441 letture)
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