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comeDonChisciotte.net: Palestina

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  Palestina LA LINEA ROSSA DI DONALD TRUMP

Se qualcuno si domandava che cosa significasse aver eletto alla Casa Bianca un uomo senza la minima esperienza politica internazionale, presto la cosa diventerà chiara per tutti. La decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato ebraico - contro ogni delibera delle Nazioni Unite, e contro il più elementare buon senso - è infatti destinata ad accendere una miccia in Medio Oriente di cui nessuno può prevedere le conseguenze.

E' vero, Trump lo aveva promesso in campagna elettorale, ed ora sta solamente mantenendo la sua promessa. Ma è il motivo per cui aveva fatto quella promessa - ovvero di compiacere Netaniahu e quindi di guadagnarsi le simpatie del voto ebraico - che andrebbe messo in discussione. Non solo infatti questa scelta è stata fatta nel momento sbagliato, ma rappresenta il superamento di una chiara "linea rossa" oltre la quale, come dicevamo, nessuno può sinceramente immaginare un tranquillo percorso di ritorno.

 
 
  Postato da cdcnet il 06/12/2017 (254 letture)
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  Palestina L'ANTISEMITISMO USATO COME ARMA

La Palestina con i suoi meravigliosi paesaggi rocciosi ed i venerati antichi ulivi, alcuni dei quali piantati dalle mani di Maria, Madre di Cristo, la contadina palestinese che possedeva un frutteto vicino all’attuale Convento Cremisan di Beit Jalla, che porta ancora il suo nome. La Palestina con la sua robusta gente di montagna, magra, abbronzata e con occhi azzurri, la mia seconda o forse prima patria, da dove scrivo queste righe. La Palestina luogo raro nel mondo, dove la gente non ha paura di pronunciare la parola “ebreo”.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/10/2017 (231 letture)
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  Palestina Interviste: GUERRA DEI SEI GIORNI, OCCUPAZIONE DI 50 ANNI

Che cosa è veramente successo nel Giugno 1967? (Intervista a Norman Finkelstein)

 
 
  Postato da cdcnet il 27/07/2017 (321 letture)
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  Palestina John Pilger: PERCHE' LA PALESTINA E' ANCORA IL PROBLEMA

Quando da giornalista in erba mi recai per la prima volta in Palestina negli anni ’60, alloggiai in un kibbutz. Le persone che incontrai erano instancabili, spiritose e si autodefinivano socialiste. Mi piacevano.

Una sera a cena chiesi di chi fossero le sagome di persone che vedevo in lontananza, oltre il nostro perimetro.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/07/2017 (286 letture)
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  Palestina ISRAEL'S VISION FOR THE FUTURE IS TERRIFYING

boycott-apartheid-israel

By Ramzy Baroud
Information Clearing House

Empirical historical evidence combined with little common-sense are enough to tell us the type of future options that Israel has in store for the Palestinian people: perpetual apartheid or ethnic cleansing, or a mix of both.

The passing of the “Regularisation Bill” on 6 February is all we need to imagine the Israeli-envisaged future. The new law allows the Israeli government to retroactively recognise Jewish outposts built without official permission on privately-owned Palestinian land.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/02/2017 (247 letture)
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  Palestina JERUSALEM TRUCK ATTACK: RIGHT ON TIME

"ISIS" Helps Transform Israel from Perps to Victims (truck attack video)

Scott Creighton
willyloman.wordpress.com

Perfect timing for Israel, right?

 
 
  Postato da cdcnet il 09/01/2017 (200 letture)
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  Palestina LA SORPRESA DI NATALE

DI ISRAEL SHAMIR
unz.com

Vi avevo promesso che per Natale non vi sareste annoiati! Con una mossa a sorpresa , la prima in 40 anni, gli USA hanno votato, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, contro i desideri ufficiali di Tel Aviv. Il miracolo per cui tanto avevano pregato gli amici della Palestina e  i progressisti di Israele – alla fine è successo. Questo è uno dei primi effetti benefici della vittoria di Donald Trump  – il lungo periodo di deferenza americana agli Ebrei è stato interrotto. Si, lo ha fatto l’amministrazione Obama  – ma non l’avrebbe fatto se il Presidente-eletto fosse stata la Clinton.

 
 
  Postato da cdcnet il 01/01/2017 (496 letture)
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  Palestina LA RESO 2334 DELL'ONU NON SAREBBE MICA MALE PER ISRAELE

GILAD ATZMON
gilad.co.uk

Il 23 dicembre il  Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC)  ha votato per adottare una risoluzione (Reso 2334) che condanna le attività di insediameno di Israele, definendole illegali, e chiedendo che  Israele “cessi immediatamente e completamente tutte le sue attività di insediamento nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est”.

Per una volta, gli Stati Uniti hanno deciso di unirsi al resto dell’umanità e non hanno posto il loro veto alla risoluzione. Il messaggio è chiaro: se il sionismo era la promessa di rendere il popolo ebreo come gli altri, è stato un fallimento colossale. Lo Stato ebraico e le sue lobby sono un popolo come nessun altro. 14 su 15 membri del Consiglio di sicurezza dell’ONU hanno votato contro Israele e gli Stati Uniti si sono astenuti.

 
 
  Postato da cdcnet il 28/12/2016 (377 letture)
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  Palestina Perche' brucia Israele ?

DI GILAD ATZMON
gilad.co.uk

Il paesaggio rurale di Israele è saturo di alberi di pino. Questi alberi sono una novità per la regione. Quegli alberi di pino vennero introdotti nel paesaggio palestinese nei primi anni ‘30 dal Fondo Nazionale Ebraico (JNF) nel tentativo di “rivendicare quella terra”. Nel 1935, il JNF aveva piantato 1,7 milioni di alberi su una superficie totale di 1.750 acri. In oltre cinquanta anni, il JNF ha piantato oltre 260 milioni di alberi in massima parte su terre palestinesi confiscate. Ha fatto tutto in un disperato tentativo di nascondere le rovine dei villaggi palestinesi etnicamente ripuliti e cancellarne la storia.

 
 
  Postato da cdcnet il 25/11/2016 (458 letture)
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  Palestina SHIMON PERES: ISRAELI WAR CRIMINAL WHOSE VICTIMS THE WEST IGNORED

By Ben White
middleeastmonitor.com

Shimon Peres (1923-2016)
  • Best known in the West for role in Oslo Accords
  • Family moved to Palestine in the 1930s
  • Fought with the Haganah during the Nakba
  • Described as the architect of Israel’s clandestine nuclear programme
  • Saw Palestinian citizens as a ‘demographic threat’
  • Played key role in early days of West Bank settlements
  • Responsible for Qana massacre in Lebanon in 1996
  • Defended Gaza blockade and recent Israeli offensives
 
 
  Postato da cdcnet il 29/09/2016 (328 letture)
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  Palestina PALESTINIANS LOSE IN US MILITARY AID DEAL WITH ISRAEL

By Jonathan Cook
ICH

The announcement last week by the United States of the largest military aid package in its history – to Israel – was a win for both sides.

Israeli prime minister Benjamin Netanyahu could boast that his lobbying had boosted aid from $3.1 billion a year to $3.8bn – a 22 per cent increase – for a decade starting in 2019.

Mr Netanyahu has presented this as a rebuff to those who accuse him of jeopardising Israeli security interests with his government’s repeated affronts to the White House.

In the past weeks alone, defence minister Avigdor Lieberman has compared last year’s nuclear deal between Washington and Iran with the 1938 Munich pact, which bolstered Hitler; and Mr Netanyahu has implied that US opposition to settlement expansion is the same as support for the “ethnic cleansing” of Jews.

American president Barack Obama, meanwhile, hopes to stifle his own critics who insinuate that he is anti-Israel. The deal should serve as a fillip too for Hillary Clinton, the Democratic party’s candidate to succeed Mr Obama in November’s election.

 
 
  Postato da cdcnet il 20/09/2016 (334 letture)
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  Palestina Paul Craig Roberts: THE GENOCIDE OF A LAND

By Paul Craig Roberts
Information Clearing House

In our days of darkness, spreading ignorance, and absence of serious debate in public forums, we can take hope from the fact that some scholars still produce serious and informative books on the most critical issues of our time.
If in the future policymakers again seek the guidance of truth, they will have the information at hand.
One such book of truth is Jeremy R. Hammond’s just published Obstacle to Peace, a closely reasoned, heavily documented (68 pages of footnotes), fully indexed, readable book with a Foreword by Richard Falk, an Introduction by Gene Epstein, and an endorsement by Noam Chomsky.

 
 
  Postato da cdcnet il 25/08/2016 (439 letture)
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  Palestina Storia: L'OSCURO SEGRETO DEI BAMBINI RAPITI IN ISRAELE

shutterstock_189132254Di JONATHAN COOK
Counterpunch.org 

Si tratta del segreto più oscuro di Israele - o almeno così dice un giornalista israeliano - in un paese la cui breve storia è piena di episodi oscuri.

Il mese scorso Tzachi Hanegbi, Ministro per la Sicurezza Nazionale, è stato il primo membro del governo che ha ammesso che centinaia di bambini sono stati rapiti alle loro madri negli anni immediatamente seguenti la creazione dello stato di Israele nel 1948. In realtà, il numero più probabile è più vicino a migliaia.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/08/2016 (844 letture)
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  Palestina Paul Craig Roberts: ZIONIST ISRAEL HIDES ITS CRIMES BEHIND ITS SMEARS OF TRUTH-TELLERS

By Paul Craig Roberts
May 13, 2016 Information Clearing House

Several years ago two very distinguished American scholars wrote a book, The Israel Lobby.

The book made a very understated case that the Israel Lobby has far more power over the US government and media than is good for America or Israel, as it silences constructive critics who are Israel’s friends. The two scholars were demonized by the Israel Lobby as advocating the return of the Holocaust.

The Israel Lobby presented itself as just a poor little weak thing unable to stand up to all the Nazis assailing Israel. Meanwhile the US Congress was unanimously passing outrageous resolutions handed to it by the Israel Lobby.

 
 
  Postato da cdcnet il 13/05/2016 (546 letture)
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  Palestina Stephen Lendman: ISRAEL UNDECLARED WAR ON GAZA

Relatives of Palestinian woman Zeina Al OmorBy Stephen Lendman
www.mwcnews.net

It’s been ongoing since Hamas was democratically elected Palestine’s legitimate government in January 2006 - followed by blockade in mid-2007, an act of war under international law.

The PA is an Israeli creation, a puppet government exclusively serving its interests, led by its illegitimate president Mahmoud Abbas, a longstanding Judas, betraying his people for special benefits he’s afforded.

Slow-motion genocide is official Israeli policy - intending maximum Jews and minimum Arabs. Vicious persecution, collective punishment, extrajudicial killings, isolating Palestinians from Jews, besieging Gaza, and intermittent wars on its defenseless people further its objective.

Photo: Relatives of Palestinian woman Zeina Al Omor, killed by fragments of an Israeli tank shell, at her funeral [Reuters]

 
 
  Postato da cdcnet il 09/05/2016 (553 letture)
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  Palestina IL CASO DEL SOLDATO A

solfdierDI URY AVNERY
original.antiwar.com

Nota dell'Editore: divulgare l'identità del "soldato A" costituisce violazione del divieto militare di pubblicazione ed è un crimine in Israele. Se l'autore (cittadino israeliano, n.d.t.) l'avesso nominato avrebbe rischiato l'arresto. La maggior parte delle testate occidentali ha ottemperato a tale divieto. Tuttavia alcune testate, incluso lo Intercept (come pure alcuni dei sostenitori del "soldato A”, che lo hanno festeggiato) lo hanno citato quale caporale Elor Azaria.

Su quest'incidente che sta scuotendo Israele sembra sia stato già detto, scritto, proclamato, affermato e negato tutto il possibile; tutto, salvo il punto principale.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/04/2016 (782 letture)
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  Palestina LA 'RICOSTRUZIONE' DI GAZA: ZERO CASE, MASSIMO PROFITTO PER ISRAELE

FONTE: WHOPROFITS.ORG

A un anno dall’ ultimo attacco israeliano alla martoriata zona della Striscia di Gaza, migliaia di case ridotte in macerie e nessuna ricostruita.

L’ultimo attacco israeliano a Gaza ha causato la morte di circa 2000 palestinesi e distrutto 17.000 abitazioni, lasciando senzatetto 110.000 persone e riducendo in macerie gran parte della Striscia. A seguito delle eclatanti violazioni delle leggi umanitarie internazionali da parte di Israele, l’emergenza umanitaria nell’assediata Striscia di Gaza si è ulteriormente aggravata.

Non solo Israele è riuscito a evitare misure di responsabilità, ma ha anche beneficiato economicamente delle rovine causate. Il caso studio Nesher, l’unico produttore israeliano di cemento, mostra come il mercato israeliano delle costruzioni stia beneficiando della distruzione provocata nella Striscia di Gaza.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/02/2016 (551 letture)
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  Palestina PER ISRAELE L'IRAN RIMANE UNA MINACCIA ANCHE DOPO L'ACCORDO NUCLEARE

Moshe YaalonFONTE: JPOST.COM

Il Ministro della Difesa incontra Bob Work a Tel Aviv; poi dichiara a Radio Israele: l'Iran rimane una minaccia anche dopo l'accordo sul nucleare. 


Israele si trova ad affrontare sfide per faide convenzionali e non convenzionali, tra cui una vasta gamma di minacce di missili e razzi, ha dichiarato il ministro della Difesa Moshe Ya'alon durante un incontro con il vice segretario alla Difesa, Rob Work in visita giovedì a Tel Aviv.

Le sfide sulla sicurezza che Israele sta affrontando relative allo spazio, all'aria, al mare, fuori terra e sotterranee, sottolineano l'importanza della tecnologia e la necessità di condividere informazioni ed esperienze con gli Stati Uniti, ha aggiunto Ya'alon.

Ya'alon ha detto a Work che la sua visita di lavoro è una dimostrazione delle buone relazioni tra gli apparati di difesa dei due paesi. "Stiamo cooperando per affrontare le sfide attuali, soprattutto in Medio Oriente, in nome del futuro dei due paesi", ha detto. 
Work ha rassicurato Ya'alon che gli Stati Uniti sono sempre al fianco di Israele, aggiungendo che le relazioni bilaterali sono una pietra angolare della politica americana e la strategia in Medio Oriente. 
Mentre il segretario alla Difesa Carter si concentra principalmente sulla politica, Work, ha detto, si concentra sulle capacità, e aveva trascorso i giorni scorsi a discutere di mezzi tecnologici con i funzionari della difesa israeliana. Giovedì Ya'alon ha poi detto a Radio Israele che le relazioni con gli Stati Uniti sono una strada a doppio senso, aggiungendo: "in tutta modestia, gli Usa beneficiano di noi e noi ovviamente beneficiamo delle capacità del potere numero uno al mondo."
 
 
  Postato da cdcnet il 14/01/2016 (459 letture)
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  Palestina L'AUTUNNO IN PALESTINA

DI ISRAEL SHAMIR
unz.com

L’autunno in Palestina è meraviglioso: fichi di un color verdazzurro, fin troppo maturi, melograni non raccolti e beccati dagli uccelli, spessa uva tendente al rosso. Questo è il momento della raccolta delle olive e i cittadini di Betlemme e della sua città gemella, Beit Jala (ognuno possiede un terreno con alberi di ulivo) portano pesanti sacchi pieni di olive verdi e nere al frantoio locale equipaggiato con macchinari di ultima generazione italiana. Osservano attentamente come aquile le loro olive, dal momento in cui passano sopra un nastro mobile fino a quando un olio viscoso verdastro sgorga dal rubinetto all’altra estremità. Questo è un momento molto importante per loro: questo liquido prezioso (il prezzo si aggira tra gli 8 $ e i 15 $, a seconda della provenienza esatta) è un alimento base per i palestinesi.
 
 
  Postato da cdcnet il 26/11/2015 (929 letture)
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  Palestina NETANYAHU E' UN REVISIONISTA

t100pollDI GILAD ATZMON
informationclearinghouse.info

Il Primo Ministro israeliano Binyamin Netanyahu si è tirato addosso critiche per un discorso incendiario in cui ha accusato il gran mufti palestinese di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, di “ispirare l’olocausto”. I critici accusano Netanyahu di fare vilipendio dell’olocausto attribuendo l’impeto del piano di Hitler per lo sterminio degli Ebrei al gran mufti.

Nel suo discorso Netanyahu ha descritto un meeting tra Haj Amin al-Husseini e Hitler nel novembre 1941. “Hitler non voleva sterminare gli Ebrei a quel tempo, voleva espellerli. Haj Amin al-Husseini andò da Hitler e disse ‘se li espellete, verranno tutti qui [in Palestina]’”. Secondo le parole di Netanyahu, successivamente Hitles chiese “E cosa dovrei farne?”, il mufti rispose “Bruciali”. Netanyahu ha poi deciso di non divulgare come avesse reperito la trascrizione della conversazione tra i due.

Questa svolta nella visione storica israeliana, illuminata da Netanyahu, casca a fagiolo ed è ben gradita. Negli ultimi giorni è stato reso molto chiaro che la Palestina non è più disposta ad accettare la presenza sionista sulla propria terra, e questo sentimento è più che comprensibile. Ormai per gli Ebrei il tempo per andarsene ed inventare una nuova fantomatica terra promessa è scaduto. La Germania ovviamente sarebbe il candidato ideale. Angela Merkel adora l’immigrazione e probabilmente vuole qualche milione di israeliani mangiatori di humus per controbilanciare le vittime delle guerre siocon che si stanno dirigendo verso il suo paradiso teutonico.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/10/2015 (688 letture)
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