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comeDonChisciotte.net: Brasile

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  Brasile C'E' WALL STREET DIETRO IL COLPO DI STATO IN BRASILE

reDI MICHEL CHOSSUDOVSKY
mondialisation.ca

Il controllo da parte di Wall Street della politica monetaria e della riforma macroeconomica era l'obiettivo finale del colpo di stato. Dal punto di vista di Wall Street era necessario ottenere le nomine nei posti chiavi della Banca Centrale, che domina la politica monetaria e le operazioni di cambio, del ministero delle finanze e della Banca del Brasile.

Il sistema monetario del Brasile sotto il real è fortemente dollarizzato. Le operazioni del debito interno sono propizie al crescente debito estero. Wall Street è decisa a mantenere il Brasile al giogo monetario.

 
 
  Postato da cdcnet il 16/06/2016 (697 letture)
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  Brasile THERE HAS BEEN A COUP IN BRAZIL

By Paul Craig Roberts
Information Clearing House

In Brazil the country’s largest newspaper has published a transcript of a secret recording leaked to the newspaper. The words recorded are the plot by the rich Brazilian elite, involving both the US-corrupted Brazilian military and Supreme Court, to remove the democratically elected president of Brazil under false charges in order to stop the investigations of the corrupt elites who inhabit Brazil’s senate and bring to an end Brazil’s membership in BRICS. The Russian-Chinese attempt to organize an economic bloc independent of Washington has now lost 20% of its membership.

TRADUZIONE

 
 
  Postato da cdcnet il 30/05/2016 (377 letture)
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  Brasile BRASILE : GUERRA DI IENE E 54 MILIONI DI VOTI BUTTATI AL FUOCO

U N A   C U R I O S I T A' :    I  DUE TERZI DEI SENATORI CHE HANNO CACCIATO DILMA PER CORRUZIONE SONO SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA

di PEPE ESCOBAR
russia-insider.com   

Non è mai stato tanto facile nella storia politica moderna "abolire le persone" cancellando semplicemente 54 milioni di voti espressi in una elezione presidenziale libera e giusta.

Non sono nemmeno ricorsi a brogli, come si fece in Florida nel 2000. Questo è un giorno che vivrà nell'infamia in tutto il Sud del mondo - perché è quello che ha trasformato una delle sue democrazie più dinamiche in un regime plutocratico, sotto una fragile patina parlamentar-giudiziaria, con garanzie costituzionali e legali che ormai sono in balia di misere élite di compradores.

 
 
  Postato da cdcnet il 16/05/2016 (699 letture)
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  Brasile UN GOLPE BIANCO IN BRASILE

alx_dilmaDI AZUL
dal forum di comedonchisciotte.org

Molti mi scrivono e mi chiedono dall´Italia cosa ne penso degli ultimi avvenimenti in Brasile. Da quello che leggo anche nei commenti in questo sito, non mi cadono le braccia, ma mi verrebbe voglia di staccarmene uno solo per darlo in testa a tante testoline vuote e superficiali che parlano e scrivono senza conoscere. Quello che sta succedendo in Brasile é molto semplice: un GOLPE BIANCO.

Dilma e Lula sono dei ladri corrotti? No.
Lo sono alcuni dei petisti al governo? Sicuramente sí. La corruzione fa parte fisiologica del potere come dell´animo umano. E i governi petisti non sono certo stati piú corrotti dei precedenti governi liberisti e tucani che li hanno preceduti.

 
 
  Postato da cdcnet il 20/03/2016 (605 letture)
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  Brasile LULA: L'UOMO DELLA SVOLTA BRASILIANA

lulaDI PEPE ESCOBAR
rt.com

Se paragonato all’altalenante situazione politico/economica brasiliana, House of Cards è una recita per bambini.

Solo tre giorni dopo le massicce dimostrazioni di piazza con la richiesta dell’impeachment della Presidente Dilma Rousseff e meno di due settimana dopo il suo, legalmente dubbio, interrogatorio di 4 ore, l’ex Presidente Lula sta per rientrare nel governo come ministro, o meglio, come Super Ministro.

Questa è l’unica mossa rimasta alla Rousseff nel mezzo di una crisi economico/politica senza precedenti. Prevedibilmente, sarà attaccata su tutti i fronti – dalle elite brasiliane a Wall Street – di aver abdicato in favore di Lula, mentre Lula verrà accusato di essersene stato nascosto due anni per l’investigazione sulla corruzione del caso Car Wash.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/03/2016 (520 letture)
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  Brasile 'PRIME MINISTER' LULA: THE BRAZILIAN GAME-CHANGER

By Pepe Escobar
March 17, 2016 Information Clearing House - RT

Compared to the political/economic rollercoaster in Brazil, House of Cards is kindergarten play.

Only three days after massive street demonstrations calling for the impeachment of President Dilma Rousseff, and less than two weeks after his legally dubious four-hour detention for questioning, former Brazilian President Lula is about to spectacularly re-enter the Brazilian government as a Minister, actually a Super-Minister.

This is Rousseff’s one and only chess move left amidst an unprecedented political/economic crisis. Predictably, she will be accused on all fronts – from comprador elites to Wall Street - of having abdicated in favor of Lula, while Lula will be accused of hiding from the two-year-old Car Wash corruption investigation.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/03/2016 (445 letture)
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  Brasile LA POSTA IN GIOCO NON E' DILMA. MA LA DEMOCRAZIA

DI ROBERTO AMARAL
alainet.org

Prendendo spunto dalla politica nazionale italiana, da quella romana e dalla recente vicenda portoghese segnaliamo un articolo sul "paventato impeachment" per la Presidente Dilma, in Brasile.
"Certe cose" ormai succedono frequentemente - non solo nei paesi dove prima è arrivata la guerra per liberare il popolo da governi eletti-ma-non-funzionali - ma anche in tranquilli paesi liberi e democratici, su cui in molti avevamo guardato come a possibili modelli di sviluppo. (La Redazione di CdC)

Settori della sinistra brasiliana affermano che la loro difesa del mandato del Presidente Dilma Rousseff dipende dal cambiamento nella politica economica della Presidente. Una strategia che la sinistra sta portando avanti con una valutazione sula squadra di governo che non permette di difendere il mandato perché quella politica economica è indifendibile.

Così, come quasi sempre, grazie a una prima lettura dei vecchi catechismi, la politica della sinistra si incontra nuovamente con la destra nell'opporsi al Presidente e, anche se per ragioni diverse, butta acqua sul fuoco già acceso dell’impeachment del quale, se si verificasse, sarà allo stesso tempo attore di secondo piano e vittima a medio termine.
 
 
  Postato da cdcnet il 03/11/2015 (498 letture)
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  Brasile Economia: BRAZIL'S ECONOMY IS ON THE VERGE OF TOTAL COLLAPSE

Brazilian RealTyler Durden
zerohedge.com

Back when the BRICs were the source of marginal global growth, the punditry couldn't stop praising them. However, in the past year, now that China's housing bubble has burst and its shadow banking system has imploded, those who remember what BRIC actually stood for are about as rare as those who recall what it means for the Fed to hike rates. Which is precisely why nobody in the mainstream financial media has commented on the absolutely abysmal economic update reported earlier today out Brazil.

We are happy to do so because today's data follows up quite well to our article from a month ago "Brazil's Economy Just Imploded" and as the earlier article on the crashing Brazilian Real hinted, things for the Brazilian economy how gone from imploding to, well, worse because not only did the twin fiscal and current account deficits rise even more, hitting a whopping 11% of GDP - the worst since August 1999, but its government debt soared to 63.4% in 2014, up from 56.7% a year ago, and the highest since at least 2006. In short - the entire economy is now on the verge of total collapse.
 
 
  Postato da cdcnet il 31/01/2015 (855 letture)
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  Brasile Pepe Escobar: LO SCONFITTO IN BRASILE E' IL NEOLIBERALISMO

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Sole, sesso, samba, carnevale e almeno fino alla mazzata della Coppa del Mondo da parte della Germania “la terra del calcio”. Non dimentichiamo la “vibrante democrazia”. Anche se beneficia di uno dei più alti quozienti di soft power al mondo, il Brasile resta sommerso dai cliché.

“Vibrante democrazia” che è stata alle aspettative, dato che la Presidente Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori (PT) è stata rieletta la scorsa domenica dopo un testa a testa con il candidato dell’opposizione Aecio Neves del Partito Socialdemocratico Brasiliano (PSDB).

Un altro cliché direbbe che questa è una vittoria delle politiche “stato-centriche” contro le “riforme strutturali”. O la vittoria della “grande spesa sociale” contro un approccio “a favore del business” – che implica il business essere nemico principe dell’uguaglianza sociale.

Usciamo dai cliché. Addentriamoci in un caro motto nazionale: “il Brasile non è per i principianti”.

 
 
  Postato da cdcnet il 30/10/2014 (764 letture)
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  Brasile LA COPPA DEL MONDO E L’AZIENDALIZZAZIONE DEL CALCIO

COREOGRAFIE DI GUERRA ED ALTRI ASPETTI DEL PIÙ GRANDE CAMPIONATO DEL MONDO

DI EDUARDO GALEANO
tomdispatch.com

LO STADIO

Siete mai entrati in uno stadio vuoto? Dovete provarlo. Stare lì in mezzo al campo e ascoltare. Non c’è niente di più vuoto di uno stadio vuoto. Non c’è niente di meno muto degli spalti senza spettatori.

A Wembley risuonano ancora le grida della Coppa del Mondo del 1966, vinta dall’Inghilterra. E se si ascolta meglio si sentono ancora i gemiti e i lamenti del 1953, quando l’Inghilterra perse contro l’Ungheria. Lo Stadio Centenario di Montevideo ancora emette i sospiri nostalgici degli anni d’oro del calcio uruguaiano.  Al Maracanã si sentono ancora i pianti disperati per la sconfitta del Brasile nel Campionato del Mondo del 1950.

Al Bombonera di Buenos Aires rullano ancora i tamburi di mezzo secolo fa.  Dalle profondità della Stadio Azteca è ancora possibile ascoltare i canti tradizionali dell’ antico gioco della palla messicana. Le terrazze di cemento di Camp Nou di Barcellona parlano ancora catalano. E gli spalti di San Mames di Bilbao continuano a parlare in basco. A Milano, il fantasma di Giuseppe Meazza continua a segnare reti nello stadio che porta il suo nome. La finale della Coppa del Mondo del 1974, vinta dalla Germania, continua a essere giocata giorno dopo giorno e notte dopo notte nello Stadio Olimpico di Monaco di Baviera.  Lo stadio King Fahd  in Arabia Saudita avrà pure marmo, oro e moquette, ma non ha particolari memorie da perpetuare.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/06/2014 (778 letture)
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  Brasile Geopolitica: LA GEOPOLITICA DELLA COPPA DEL MONDO

world-cupDI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

SAO PAULO – Una delle immagini più rappresentative della Coppa del Mondo – per ora – è la vista della Mannschaft – ovvero la nazionale di calcio tedesca – che socializza con alcuni indigeni pataxo a qualche centinaia di metri dal luogo in cui il Brasile è stato “scoperto” nel 1500. Si potrebbe definire una riscoperta europea degli esotici paesi tropicali. Poi c’è la nazionale inglese che si rilassa al mare, all’interno di una base militare, come scenario il meraviglioso Pan di Zucchero, supportata da un esperto in umidità e apparecchiature di ventilazione industriale (dopotutto c’è la rissa nella giungla questo sabato “immersa nella foresta amazzonica”, come l’hanno definita i tabloid inglesi).

La Coppa del Mondo – il più grande spettacolo del pianeta – comincia così come un’implacabile propaganda/denigrazione Made in occidente (stati satelliti inclusi) anti-cinese ed anti-russa annichilisce tutti i livelli di isteria conosciuti.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2014 (1033 letture)
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  Brasile WORLD CUP 2014: BEAUTIFUL GAME SHOWCASES UGLY INEQUALITY

3499502280_159ae70a86_oBy Gilbert Mercier
NEWS JUNKIE POST

The biggest sporting event of the planet kicks off in Brazil on June 12, 2014. Football, or soccer as it is called in a semi-demeaning manner in the United States, is by far the most popular sport worldwide. As an example, more than 1.3 billion people watched the television broadcast of the final of the last World Cup held in South Africa in 2010. For many, football is more than a sport, and especially in South America, Europe, and Africa it has almost the status of a religion that is intrinsically  woven into people’s daily life. This universal success comes at a price. At its best, football is a celebration of life, but at its worst it is a raw illustration of the most sordid greed.
 
 
  Postato da cdcnet il 11/06/2014 (1168 letture)
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  Brasile COUNTDOWN BRASILIANO: DATEMI IN TEMPO LA COPPA DEL MONDO !

brazil-flagDI PEPE ESCOBAR
rt.com

È febbre altissima a San Paolo. Gli Olandesi si stanno rilassando ad Ipanema, proprio di fronte alla spiaggia, gli Italiani nella loro Riviera personale a 100 km da Rio. I Tedeschi sono in un bunker irregolare sulla costa dove i Brasiliani furono “scoperti” nel 1500. Gli Inglesi hanno visitato una favela questo lunedì. L’intero paese si sta lentamente vestendo di verdeoro. Una festa da delirio sta per avere inizio.

Tuttavia, su tutto il pianeta, l’annosa domanda persiste: riusciranno i Brasiliani a fare – letteralmente – fuoco e fiamme per questa Coppa del Mondo? Questo spettacolo vale più di 11 miliardi di dollari? In effetti è una non-domanda, fatta saltar fuori da quelli che non sanno come il calcio sia legato alla psiche brasiliana.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/06/2014 (589 letture)
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  Brasile PERCHE' IN BRASILE SI PROTESTA CONTRO LA COPPA DEL MONDO

DI MARINA AMARAL
apublica.org

A Belo Horizonte, Brasilia, Rio de Janeiro, Porto Alegre, Curitiba e Fortaleza le proteste contro la Coppa del Mondo si mischiano alle bandiere di partecipazione politica, trasporti e servizi pubblici di qualità. Qui ci sono 7 motivi per cui la festa si sta trasformando in una manifestazione.

• Costi VS Eredità
Sono già stati spesi 27,4 miliardi di reais [circa 9 miliardi di euro] per i Mondiali e la previsione attuale è di un costo totale di 33 miliardi [circa 11 miliardi di euro], una quantità che si avvicina al totale delle spese federali nell’educazione per quest’anno: 38 miliardi di reais [circa 13 miliardi di euro]. Una priorità di risorse che la popolazione discute nelle strade, così come la concentrazione di denaro pubblico nella costruzione degli stadi, in molti casi, come a Manaus e Cuiabá, strutture inutili senza modo di poter essere sfruttate in futuro.

 
 
  Postato da cdcnet il 21/06/2013 (943 letture)
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  Brasile Repressione: BEN AL DI LA' DEI 20 CENTESIMI

DI SYLVIA DEBOSSAN
observatoriodaimprensa.com.br

I due principali giornali paulisti sono usciti giovedì (13/6) con editoriali che richiamavano la polizia all’azione: “Riprendere la Paulista”, chiedeva Folha di S. Paulo; “è arrivata l’ora di dire basta”, enfatizzava Estadão, appellandosi a un “maggiore rigore” nella repressione delle proteste contro l’aumento delle tariffe dell’autobus.

Alla fine di quel giorno, hanno ottenuto quello che volevano: la polizia ha dato il meglio di sé e ha distribuito le sue forze indiscriminatamente, colpendo anche giornalisti, alcuni dei quali feriti gravemente dai proiettili di gomma in faccia. Uno di loro, un fotografo, rischia di perdere la vista.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/06/2013 (824 letture)
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  Brasile Economia: SGUAZZANDO NUDI NELLE ACQUE TURBOLENTE DEL BRASILE

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

La Tigre Latinoamericana potrebbe, per alcuni aspetti, aver superato Francia, Italia e Gran Bretagna come quinta maggiore economia del mondo, ma resta ancora relegata al 126mo posto nella graduatoria “facilità di fare affari” della Banca Mondiale, dietro a molti paesi africani. Le sirene che annunciano un mutamento ciclico [in peggio] cominciano a suonare dappertutto.

È tutt'altro che chiaro se questa bestiola da 195 milioni di abitanti (membro del BRIC [1]) sia riuscita a sfuggire alla “trappola del reddito medio” [2] dopo mezzo secolo di promettenti tentativi, ognuno dei quali vanificato dagli eventi.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/04/2012 (1389 letture)
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  Brasile Economia: IL BRASILE DICHIARA GUERRA MONETARIA ALL'EUROPA E AGLI USA

DI RAUL ZIBECHI
La Jornada

Il colloquio tra Dilma Rousseff e Angela Merkel dello scorso 5 marzo avvenuto in Germania è stato teso e poco cordiale. La presidente del Brasile si è lamentata dello tsunami monetario, battezzando così la politica monetaria espansionista dell'Europa e degli Stati Uniti che pregiudica l'industria dei paesi emergenti. Si è schierata contro la politica economica speculativa favorita dalla cancelliera tedesca e ha evidenziato che il Brasile è un'economia sovrana e, pertanto, prenderà tutte le misure per proteggersi (O Globo, 5 marzo).

L'obiettivo della Rousseff è stato di dimostrare che i paesi centrali stanno prendendo misure protezionistiche, che considera una forma artificiale di protezione del mercato. È giunta sino a impartire lezioni alla tedesca: è importante che i paesi sviluppati non facciano politiche monetarie espansioniste, ma politiche di espansione degli investimenti, perchè sono queste che migliorano la domanda interna.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/03/2012 (1325 letture)
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  Brasile Politica: IL GOVERNO LULA: UN NIDO DI CORRUZIONE

DI JAMES PETRAS

"Nessuno ha l'autorità morale per mettersi a discutere di etica con me"

Presidente Lula da Silva

La corruzione ha inquinato completamente il regime di Lula in Brasile. Ogni singola componente del "Partito dei Lavoratori" di Lula (PT) è stata coinvolta in faccende di concussione, frode, acquisto di voti, appropriazione di fondi pubblici, omissioni nel riportare campagne di finanziamenti illeciti e tutta una serie di comportamenti criminali, venuti alla luce quasi quotidianamente tra il maggio e il luglio del 2005. Tutti i consiglieri, i leader congressuali e i capi di partito più vicini a Lula sono stati obbligati a rassegnare le loro dimissioni e sono sotto indagine congressuale per trasferimenti illegali di fondi in larga scala per campagne elettorali, arricchimento personale e finanziamento di funzionari a tempo pieno.

 
 
  Postato da cdcnet il 03/10/2006 (3982 letture)
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  Brasile Approfondimenti: La bomba atomica di Lula

Washington intimidisce l’Iran e ignora le attività nucleari in Brasile.

DI SARAH SCHAFFER

Nelle ultime settimane, Washington ha intensificato la sua posizione aggressiva verso l’Iran, minacciandolo con dure sanzioni emanate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite se non abbandona le presunte attività nucleari. Tuttavia, venerdì scorso il Presidente Bush ha proposto di lasciar cadere le obiezioni statunitensi sull’appartenenza iraniana all’Organizzazione Mondiale per il Commercio (World Trade Organization – WTO) in cambio di un congelamento del programma di energia atomica di Teheran. L’Iran continua a difendere il suo diritto di perseguire gli sviluppi tecnologici sul nucleare in accordo con il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Non-Proliferation Treaty – NPT). Gli ufficiali statunitensi continuano a sostenere che il programma civile dell’Iran è semplicemente una copertura per sviluppare armi nucleari, ma Teheran ha negato le accuse, sostenendo che i suoi sforzi mirano solo a generare energia atomica.

 

 
 
  Postato da cdcnet il 24/04/2006 (2604 letture)
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