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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

 
 
comeDonChisciotte.net: Oceania

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  Oceania PERCHE' LA NUOVA ZELANDA AFFASCINA WALL STREET

DI NICOLAS BONNAL
dedefensa.org

L’isola dell’Apocalisse : è così che un redattore di Lewrockwell.com chiama la Nuova Zelanda. Il paradiso temperato del Signore degli Anelli è diventato da  una decina di anni la capitale immobiliare di un genere particolare: si comprano delle isole a prezzo astronomico, delle grandi proprietà,  delle fattorie come in Patagonia. Ma la Nuova Zelanda, precisa l’articolo, è avvantaggiata perché il suo arcipelago è lontano da tutto (la Patagonia non è che a 2000 chilometri dal popoloso Brasile o da Buenos Aires) e non figura tra gli obiettivi nucleari. Il cineasta Peter Jackson  anche qui ha giocato un ruolo filmando questo paradiso pseudo-medievale adatto ad attirare i miliardari in cerca di una residenza secondaria escatologica. I  più negligenti dimenticheranno di leggere Jared Diamond (1) e la sua descrizione del massacro delle isole Chatham: tutta una tribù fu sterminata e mangiata all’inizio del XIX secolo dai suoi vicini Maori.

 
 
  Postato da cdcnet il 23/02/2017 (205 letture)
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  Oceania THE GENOCIDE THAT IS BEING IGNORED BY THE WORLD

West Papuans stripped and interrogated by Indonesian police in Utikini village Darius Shahtahmasebi
theantimedia.org

If you need evidence that politicians and the mainstream media pick and choose which oppressive conflicts to cover in order to further geopolitical ambitions, you need only Google “West Papua.”

Ever heard of it? Have you ever been sitting at home watching CNN, BBC, or Fox News and heard the news anchor mention West Papua?

It’s strange that this oppression receives little to no media coverage considering a recent fact-finding mission conducted by the Brisbane Archdiocese’s Catholic Justice and Peace Commission reported that West Papua was experiencing a “slow motion genocide.” The report warned West Papua’s indigenous population is at risk of becoming “an anthropological museum exhibit of a bygone culture.”

 
 
  Postato da cdcnet il 18/01/2017 (171 letture)
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  Oceania STARVATION OF AUSTRALIA'S INDIGENOUS PEOPLES: UTOPIA'S DIRTY SECRET

For thousands of years, the Indigenous people of Australia have suffered the ill-effects of colonization.By: John Pilger
telesurtv.net

Black incarceration in Australia is greater than that of Black people in Apartheid South Africa. Indigenous people go to prison, are beaten up in custody and die in custody as a matter of routine. In despairing communities, children as young as 10 take their own lives.

I had a call from Rosalie Kunoth-Monks the other day. Rosalie is an elder of the Arrernte-Alyawarra people, who lives in Utopia, a vast and remote region in the "red heart" of Australia.

Photo: Reuters

 
 
  Postato da cdcnet il 10/04/2016 (307 letture)
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  Oceania IL PAESE SEGRETO E' DI NUOVO IN GUERRA CONTRO IL SUO STESSO POPOLO

australDI JOH PILGER
johnpilger.com

L'Australia ha nuovamente dichiarato guerra ai propri nativi, riproponendoci così le brutalità che portarono il Sudafrica dell'apartheid alla condanna universale. Gli Aborigeni saranno cacciati dalle terre dove le loro comunità hanno vissuto per migliaia di anni. Nell'Australia occidentale, dove le società minerarie accumulano miliardi di dollari in profitti sfruttando terreni aborigeni, il governo centrale afferma di non potersi più permettere il "sostegno" delle terre native.

Quelle popolazioni vulnerabili, a cui già sono negati i servizi di base che la maggioranza degli australiani da per scontati, sono sotto esproprio senza alcuna consultazione, e sotto sfratto a mano armata. Ancora una volta, i leader aborigeni hanno parlato di "una nuova generazione di sfollati" e di un altro "genocidio culturale".
 
 
  Postato da cdcnet il 24/04/2015 (757 letture)
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  Oceania LO STRANO CASO DI "MAN HARON MINIS" E DELL'ASSEDIO DI SYDNEY

autraliaisisDI TONY CARTALUCCI
landdestroyer.blogspot.it

Era critico verso il Governo Iraniano, quando la stampa australiana lo intervistò nel 2001, allora amava la società occidentale...

Come previsto, il tipo sospettato per l' "Assedio di Sydney", è stato a lungo inquadrato dai radar delle forze dell'ordine australiane, oltre ad aver visitato spesso anche le aule del sistema giudiziario australiano.

Prima, però, era arrivato in Australia come rifugiato politico, come avversario di quello che, allora, definì il "regime iraniano" e fu anche intervistato dalla rete ABC Australiana nel 2001, come testimonial in una campagna di propaganda anti-iraniana.

E 'stato rivelato che un ben noto agitatore, alias "Man Haron Monis," conosciuto anche come "Manteghi Boroujerdi," è il sospetto autore della cosiddetta crisi del "Sydney Siege", Monis-Boroujerdi dice di essere un leader religioso della Shia'a, e spesso è stato visto sulla stampa vestito da religioso. Malgrado tutto, è al centro della crisi degli ostaggi, dove ha chiesto di farsi consegnare una bandiera dell'organizzazione terroristica "Stato Islamico" per dimostrare di essere anche lui un "fratello dell' ISIS".
 
 
  Postato da cdcnet il 16/12/2014 (764 letture)
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  Oceania 5 REASONS TO QUESTION THE OFFICIAL STORY OF THE 'SYDNEY SIEGE'

Brandon Turbeville
Activist Post

In the aftermath of yet another highly publicized terror attack (or at least the potential for a high profile attack) in Australia by foreign-born jihadists, the Western public is once again experiencing a variety of emotional reactions that they have carefully been trained to experience whenever such events take place at home or abroad.
The xenophobic pro-war right is predictably using the attack as an example of how all Muslims are terrorists and how their total annihilation and implementation of police state tactics are the only solution. The pathetic left-wing is attempting to portray the gunman as a “lone nut” with no political motives as a justification for more “anti-terror” laws. The vast majority in the middle, however, believe the official mainstream version of events, quake in their boots, and move on to the next form of entertainment provided to them by the culture creators without a second thought.
Yet, as is almost always the case, there is much more to the story than is being reported by mainstream outlets. There exists a number of unanswered questions and unexplained inconsistencies with the story of “Man Haron Monis” and his hostage taking escapade in Sydney.
(image source)
 
 
  Postato da cdcnet il 15/12/2014 (692 letture)
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  Oceania GUERRA, CIRCO E INGIUSTIZIA IN AUSTRALIA

aborigeniDI JOHN PILGER
asiatimes.com

Perché l’Australia ha un bisogno urgente di una carta dei diritti per gli Aborigeni

Ci sono momenti nella vita quotidiana dei governanti australiani in cui la farsa e la parodia quasi assorbono  il cinismo e la falsità. Su tutte le prime pagine dei giornali c’è la foto di un risoluto Tony Abbott con un bambino indigeno ad Arhnem Land, nell’estremo nord del paese. “Politica interna un giorno” titola la didascalia “focus sulla guerra il giorno successivo”.
Ricordando l’immagine di un antropologo del passato, il primo ministro afferra la testa di un bambino indigeno cercando di stringergli la mano.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/09/2014 (557 letture)
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  Oceania Storia: IL GOLPE DIMENTICATO. DA CANBERRA A KIEV, LE STESSE REGOLE MAFIOSE

polizia ucrainaDI JOHN PILGER
Truthout

Il ruolo degli Usa in questo golpe fascista contro il governo ucraino può sorprendere solo quelli che seguono i media senza considerare la storia più o meno recente del pianeta. Dal 1945, dozzine di governi, molti dei quali democraticamente eletti, hanno incontrato un analogo destino, il quale solitamente ha comportato spargimenti di sangue. Il Nicaragua è una delle nazioni più povere del pianeta, con una popolazione inferiore a quella del Galles, ma nel periodo sotto i riformisti sandinisti degli anni ‘80 esso era visto da Washington come una seria minaccia strategica. 

Nella foto: 16 marzo 2014, nel centro di Kharkiv la Polizia Ucraina in tenuta antisommossa sorveglia il palazzo dell’amministrazione regionale dai manifestanti filo russi. Con migliaia di soldati russi pesantemente armati che occupano la penisola, gli elettori della Crimea sono andati a votare il referendum per la secessione dall’Ucraina, referendum  condannato e dichiarato illegale dai leader occidentali, i quali minacciano la Russia di sanzioni commerciali. (Tyler Hicks/The New York Times)
 
 
  Postato da cdcnet il 27/03/2014 (913 letture)
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  Oceania LA GUERRA SEGRETA DELL'AUSTRALIA CONTRO GLI ABORIGENI

DI JOHN PILGER
counterpunch.org

I corridoi del parlamento australiano sono così bianchi che ti fanno strizzare gli occhi. Il suono è sommesso; l’odore è di cera per pavimenti. I pavimenti in legno brillano così virtuosamente che riflettono le caricature dei primi ministri e file di dipinti aborigeni, appesi su pareti bianche, il loro sangue e le lacrime invisibili.

Il parlamento si trova a Barton, un sobborgo di Canberra dal nome del primo ministro dell’Australia, Edmund Barton, il quale ha redatto la White Australian policy (Politica dell’Australia bianca) nel 1901. “La dottrina dell’uguaglianza dell’uomo”, ha detto Barton, “non si è mai voluto applicarla” a coloro che non sono britannici e di pelle bianca.
 
 
  Postato da cdcnet il 11/11/2013 (803 letture)
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  Oceania Repressione: LA GUERRA SEGRETA CONTRO IL POPOLO INDIFESO DELLA PAPUA OCCIDENTALE

DI JOHN PILGER

Nel 1993, io ed altre quattro persone viaggiammo clandestinamente a Timor Est per raccogliere prove del genocidio commesso dalla dittatura indonesiana. L'assordante silenzio su questo minuscolo paese era tale che l'unica mappa da me trovata prima di partire aveva degli spazi bianchi per "Raccolta di Dati Incompleta". Pochi luoghi erano stato così contaminati e brutalizzati da forze sanguinarie. Nemmeno Pol Pot era riuscito a mandare all'altro mondo, in proporzione, tante persone quante aveva fatto il tiranno indonesiano Suharto in collusione con la "comunità internazionale".
A Timor Est trovai un paese ricoperto di tombe, le cui croci nere occupavano tutta la vista: croci sulle vette, croci nei vincoli, croci sui fianchi delle colline, croci dietro la strada. Annunciavano l'omicidio di intere comunità, dai neonati agli anziani.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/06/2006 (3034 letture)
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  Oceania Repressione: L'URLO PER LA LIBERTA' DELLA PAPUA OCCIDENTALE

DI GHALI HASSAN

Il senatore Peter Costello, tesoriere federale australiano, ha recentemente detto alla ABC Radio: "La Papua Occidentale è sempre stata parte dell'Indonesia. Da quando l'Indonesia è esistita come paese indipendente, la Papua Occidentale è sempre stata parte dell'Indonesia, laddove, ovviamente, Timor Est non lo era". Ovviamente, ciò è completamente falso e fuorviante. Il governo australiano si nutre infatti di bugie e della distorsione dei fatti.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/06/2006 (4455 letture)
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