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11 settembre 2001: Guida alla lettura
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IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!
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LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO
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Politica: CRISI ECONOMICA: L'UNGHERIA SFIDA IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
DI JEROME DUVAL mondialisation.ca
L'Ungheria, che dal 1 ° gennaio 2011 assumerà per sei mesi la presidenza dell'UE , subisce pesantemente le conseguenze di una crisi finanziaria che sembra non finire. Pur non essendo così distante dai parametri di Maastricht in materia di deficit pubblico (3,8% nel 2008), l'Ungheria è il primo paese dell'Unione europea ad aver ottenuto il sostegno finanziario della Troika costituita da: Fondo Monetario Internazionale, Unione Monetaria e Bce (Banca Mondiale)
Nel mese di ottobre 2008 è stato concordato un piano di finanziamento di 20 miliardi di euro: 12,3 miliardi messi a disposizione dal FMI, 6,5 dall’Unione europea e uno dalla Banca Mondiale. Lo stock del debito è cresciuto in maniera automatica: oltre alla perdita secca dovuta al pagamento degli interessi, che aggrava il deficit, alla popolazione sono state imposte pesanti condizioni, l'aumento di 5 punti percentuali di IVA, attualmente al 25%, l’innalzamento dell’età pensionabile a 65 anni, il congelamento per due anni dello stipendio dei funzionari, la soppressione della tredicesima per i pensionati, la riduzione degli aiuti pubblici all'agricoltura e al trasporto ...
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Postato da cdcnet il 17/08/2010 (98 letture)
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Economia e Finanza: MITOLOGIA GRECA: LA VERA STORIA DELLA CRISI DEL DEBITO EUROPEO
DI WALDEN BELLO Yes! Magazine
I caffè di Atene sono pieni, frotte di turisti visitano ancora il Partenone e saltano da un’isola all’altra nel favoloso Egeo. Ma sotto la facciata estiva, c’è confusione, rabbia e disperazione mentre il paese precipita nella sua peggiore crisi degli ultimi decenni.
I media mondiali hanno presentato la Grecia, la piccola Grecia, come l’epicentro della seconda fase della crisi finanziaria internazionale, allo stesso modo in cui ha ritratto Wall Street come il ground zero della sua prima fase.
Tuttavia, si riscontra un’interessante differenza nelle storie che girano attorno a questi due episodi.
Storie in conflitto
Le attività sregolate delle istituzioni finanziarie, che hanno creato strumenti ancora più complessi per moltiplicare magicamente il denaro, hanno portato al crollo di Wall Street che si è trasformato nella crisi finanziaria globale.
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Postato da cdcnet il 29/07/2010 (231 letture)
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Filosofia: MARINALEDA - DOVE UN MONDO DIVERSO E MIGLIORE E' POSSIBILE
DI DOUGLAS HAMILTON Counterpunch
A circa 100 Km a est da Siviglia si trova una cittadina di 2.700 persone chiamata Marinaleda. È una delle numerose città e paesi agricoli nella provincia di Siviglia, circondata da miglia e miglia di distese pianeggianti e agricole. Ciò che contraddistingue Marinaleda da qualunque altro posto in Spagna e, se possibile, anche in Europa è che per gli ultimi trent’anni è stata il centro di continue lotte per il lavoro e un luogo dove è emersa un’attuale forma operante e in evoluzione di socialismo reale. Ho avuto la fortuna di visitare la città la scorsa settimana e, in un momento di profonda crisi economica e di cinismo politico, non sarei potuto rimanere più colpito davanti alle sue irripetibili imprese socialiste.
Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, nel corso di una lotta per il lavoro e per una forma di agricoltura più giusta, i lavoratori di Marinaleda furono coinvolti in varie occupazioni ed espropriazioni di terre agricole in mano ai proprietari terrieri locali e delle loro vaste tenute, tipiche della regione. Le occupazioni erano guidate da un giovane, carismatico, radical-socialista di nome Juan Manuel Sç–£chez Gordillo, che guidava il Sindicato de Obreros del Campo (SOT) (Unione dei lavoratori agricoli).
Nella foto: Juan Manuel Sç–£chez Gordillo, sindaco di Marinaleda
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Postato da cdcnet il 16/06/2010 (417 letture)
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Economia e Finanza: EURO, L'IPOTESI DEL PEGGIO
DI JEAN-MICHEL VERNOCHET
voltairenet.org/
La crisi greca del budget, diventata crisi dell’euro, non è la conseguenza fatale di un’autoregolamentazione dei mercati, ma di un attacco deliberato. Per Jean-Michel Vernochet, essa fa parte di una guerra economica condotta da Washington e Londra, secondo gli stessi principi delle attuali guerre militari: ricorso alla teoria dei giochi e strategia del caos costruttore. La posta in gioco è costringere gli europei ad integrarsi in un blocco atlantico, vale a dire in un Impero, all’interno del quale pagheranno automaticamente per il deficit budgetario anglosassone, tramite il mezzo indiretto di un euro dollarizzato. Un primo passo in questo senso è già stato fatto con l’accordo siglato tra l’Unione Europea e il FMI, che concede al Fondo Mondiale una tutela particolare sulla politica economica dell’UE.
L’attacco finanziario lanciato contro la Grecia, a causa del suo debito sovrano e della sua potenziale insolvibilità, si è presto rivelato essere, nei fatti, un’offensiva contro l’Euro, che ha molto poco a che fare con le tare e i deficit strutturali dell’economia ellenica in sé. Dei “vizi”, del resto largamente condivisi dalla maggior parte dei paesi postindustriali, che hanno preso la pessima abitudine di vivere al di sopra dei propri mezzi, e a credito: da qui un’inflazione galoppante del debito, una “bolla” come un’altra destinata infine a esplodere.
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Postato da cdcnet il 27/05/2010 (358 letture)
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Politica: L'ERESIA DELLA GRECIA OFFRE UNA SPERANZA
DI JOHN PILGER
johnpilger.com
"Nel mondo in via di sviluppo, un sistema di selezione imposto dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale ha da tempo stabilito se la gente vive o muore."
Mentre la classe politica della Gran Bretagna fa finta che il suo matrimonio combinato tra Panco Pinco e Pinco Panco sia la democrazia, l'ispirazione per il resto di noi è la Grecia. Non c'è da stupirsi che la Grecia non venga presentata come un faro, ma come un "paese spazzatura" ottenendo la meritata punizione per il suo "settore pubblico obeso" e la "cultura delle scorciatoie" (the Observer). L'eresia della Grecia è che la rivolta della gente comune offre una speranza autentica a differenza di quella elargita dal signore della guerra alla Casa Bianca.
La crisi che ha portato al "salvataggio" della Grecia da parte delle banche europee e del Fondo Monetario Internazionale è il prodotto di un sistema finanziario grottesco già di per sé in crisi. La Grecia è il modello in miniatura di una moderna lotta di classe che raramente è stata riportata come tale e viene portata avanti con tutta l'urgenza del panico tra i ricchi dell'impero.
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Postato da cdcnet il 27/05/2010 (284 letture)
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Economia e Finanza: I RETROSCENA DELLA CRISI GRECA
DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com
Siete in molti a chiedermi cosa succederà in Grecia, ecco la mia analisi.
La Grecia non è che un pretesto, così come presto lo saranno Spagna e Portogallo. Si gioca a farsi paura allo scopo di creare un CERS, Comitato Europeo del rischio sistemico (la stessa struttura che verrà creata in USA) così come un Tesoro europeo (FME o altro) che si troverà in tutti i continenti e che certamente, saranno tutti legati al FMI che diventerà il supervisore mondiale mettendo in circolazione una moneta sovranazionale che Attali, Strauss-Kahn e ormai anche Paul Jorion, chiamano, Bancor.
In sostanza, un blocco completo del sistema. (Rileggete “Salvare l'Europa, istruzioni d'uso”).
Tuttavia, bisogna analizzare più in profondità.
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Postato da cdcnet il 11/05/2010 (235 letture)
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Economia e Finanza: CRISI FINANZIARIA: SALVARE L'EUROPA, ISTRUZIONI PER L'USO
DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com
La crisi greca suscita speranza e inquietudine. Speranza per coloro che sognano di vedere implodere l'Europa, inquietudine per chi, questa fine, non può concepirla. Tuttavia, non bisogna perdere di vista il fatto che l'Europa è un anello essenziale del Nuovo Ordine Mondiale che ha così tanto bisogno di energia che è “impensabile” che questa possa sparire; Del resto, sono già pronte delle soluzioni elaborate da tempo. Come al solito le riforme saranno di ordine tecnocratico mettendo in atto strutture che sfuggono al controllo delle nazioni e dunque dei cittadini.
L'euro, una moneta fragile
Una volta individuato, il problema necessita di alcuni richiami. Prima di tutto, non bisogna perdere di vista che il trattato di
Maastricht ha diviso l'Europa in due: da un lato l'Unione Europea,
dall'altra la zona euro. Ora, la zona euro è estremamente fragile per
il fatto che i paesi che la compongono hanno economie differenti. Per
esempio, la Germania non è certo allo stesso livello della Grecia, e
tuttavia, questi due paesi hanno una moneta comune.
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Postato da cdcnet il 30/04/2010 (272 letture)
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Economia e Finanza: L'ARGENTINA STA SALDANDO IL DEBITO DEL 2001
MENTRE LA GRECIA LOTTA PER EVITARE L’INADEMPIENZA
DI RICHARD WRAY The Guardian
La Grecia fa di tutto per evitare di guadagnarsi la reputazione di Paese poco attento ai debiti, come l’Argentina dieci anni fa
Per scacciare i fantasmi del suo passato economico, l’Argentina ha proposto di pagare l’ultimo gruppo di creditori risalenti al suo crack finanziario da 100 miliardi di dollari di dieci anni fa, mentre la Grecia si sta impegnando in una battaglia per evitare lo stesso destino.
Il primo ministro greco George Papandreu ha detto questa mattina al parlamento che è sbagliato credere che la nazione, pur pesantemente indebitata, sia fallita, solo perché il Fondo Monetario Internazionale si è offerto di farla uscire dai guai.
Rappresentanti del FMI dovranno recarsi la prossima settimana ad Atene per discutere quali misure saranno necessarie a curare l’economia, dopo che il ministro dell’economia greco ha richiesto al Fondo e all’Europa che si metta a punto un piano di salvataggio da 45 miliardi di euro.
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Postato da cdcnet il 23/04/2010 (287 letture)
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Economia e Finanza: USCITA DALL'EURO?
DI HELGA ZEPP
iraq-war.ru
Brian Marsal, tra tutte le persone, che è direttore esecutivo della fallita Lehman Brothers, ha detto in un’intervista con il Handelsblatt, pubblicata il 24 marzo (1), che la prossima grande crisi è imminente, dato che nessuno dei problemi emersi nel 2008 è stato risolto, non abbiamo imparato nessuna lezione da quel disastro, e le banche stanno facendo adesso esattamente quello che facevano prima.
Un’indicazione di come viene percepita la crisi dell’euro adesso in tutto il mondo si vede dal fatto che per la prima volta, il vicegovernatore della banca centrale della Cina, Zhu Min, ha messo in discussione la stabilità dell’euro; la Grecia è solo la punta dell’iceberg, ha detto; e la Spagna e l’Italia sono ovviamente motivo di maggiore preoccupazione. Zhu ha sottolineato che il problema strutturale più profondo è il come sarà gestito l’euro: “non vediamo azioni decise che segnalano ai mercati, ‘possiamo risolvere questo problema, possiamo far finire questa crisi’. Pertanto i mercati sono molto imprevedibili”. Dato che la Cina ha una consistente parte delle sue riserve monetarie in euro, e la Cina, nonostante i suoi tassi di crescita relativamente buoni, è seduta su una polveriera, queste preoccupazioni non dovrebbero essere ignorate.
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Postato da cdcnet il 19/04/2010 (457 letture)
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Economia e Finanza: LE PROSSIME GUERRE EUROPEE DEL DEBITO
I PAESI DELL’UNIONE EUROPEA SPROFONDANO NELLA DEPRESSIONE
DEL PROF. MICHAEL HUDSON
globalresearch.ca
Il debito governativo in Grecia è solamente la prima di una serie di bombe del debito europeo pronte ad esplodere. I mutui immobiliari nelle economie post-sovietiche e in Islanda sono ancor più esplosivi. Anche se questi paesi non si trovano nell’Eurozona, la maggior parte dei loro debiti è espressa in euro. All’incirca l’87% dei debiti della Lettonia è in euro o in altre valute straniere, e il paese è indebitato principalmente con banche svedesi, mentre Ungheria e Romania sono indebitate in euro soprattutto con banche austriache. Quindi i prestiti contratti dai membri non appartenenti all’euro sono serviti a sostenere i tassi di cambio per pagare questi debiti del settore privato alle banche straniere, non a finanziare i disavanzi di bilancio interni come in Grecia.
Tutti questi debiti sono insostenibilmente elevati perché la maggior
parte di questi paesi sta avendo dei profondi disavanzi di bilancio e
sta sprofondando nella depressione. Ora che i prezzi reali
dell’immobiliare stanno diminuendo, i disavanzi commerciali non sono più
finanziati da un flusso interno di prestiti sui mutui immobiliari e da
acquisizioni immobiliari in valuta straniera. Non c’è alcun modo
tangibile per stabilizzare le valute (ad esempio, economie in buona
salute). Nell’ultimo anno questi paesi hanno sostenuto i loro tassi di
cambio prendendo a prestito dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario
Internazionale. I termini di questi prestiti sono politicamente
insostenibili: forti tagli ai bilanci del settore pubblico, aliquote
fiscali più alte per i lavoratori già tassati in modo eccessivo e piani
di austerità che mandano a picco le economie e obbligano altri
lavoratori ad emigrare.
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Postato da cdcnet il 15/04/2010 (244 letture)
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