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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

 
 
comeDonChisciotte.net: Venezuela

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  Venezuela E' IL CAOS TOTALE

IL VENEZUELA CHIUDE LA FRONTIERA CON LA COLOMBIA PER ARGINARE LA 'MAFIA' DEL CONTRABBANDO DI VALUTA

FONTE: ZEROHEDGE

Come se la situazione non fosse già abbastanza caotica nell’utopia socialista venezuelana a seguito delle decisione del Presidente Maduro di seguire il programma utilizzato dal Primo Ministro indiano Modi e annunciare che la valuta più largamente diffusa (100 bolivar, dal valore di 3 cents di dollaro) sarebbe stata ritirata dal mercato entro 72 ore, stanotte egli ha deciso di chiudere la frontiera con la Colombia per reprimere il contrabbando di valuta da parte delle cosiddette “mafie”.

 
 
  Postato da cdcnet il 15/12/2016 (183 letture)
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  Venezuela QUANTO E' GRAVE LA CRISI DEL VENEZUELA ?

DI GABRIEL HETLAND
thenation.com

Secondo il New York Times, il Venezuela è "un paese che è in uno stato di collasso totale", con gli uffici statali chiusi, la fame diffusa, e gli ospedali carenti di tutto che assomigliano ad un inferno sulla terra. Vi è riferito, "c’è poco traffico a Caracas, semplicemente perché così poche persone, sia per mancanza di denaro che di lavoro, escono". Il Washington Post, che ha ripetutamente sollecitato l'intervento straniero contro il Venezuela, descrive il paese utilizzando simili, a volte identici, termini quali "collasso", "catastrofe", "completo disastro" e "Stato fallito".

Un recente articolo del Post descrive questo scenario: "Nei McDonald, vuoti di clienti a causa dell'inflazione galoppante, un Happy Meal costa quasi un terzo di un salario medio mensile. Il Venezuela è pure a corto di birra - crisi economica grave ". Quando la Coca-Cola ha annunciato l'intenzione di fermare la produzione a causa della mancanza di zucchero, Forbes ha definito il Venezuela "il paese senza Coca-Cola". The Wall Street Journal riporta timori che la gente "morirà di fame".
 
 
  Postato da cdcnet il 03/07/2016 (612 letture)
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  Venezuela LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA IN VENEZUELA

craDI LISA SULLIVAN
consortiumnews.com

MENTRE SI RIAFFERMANO IN AMERICA LATINA LE POLITICHE NEOLIBERISTE PROMOSSE DAGLI STATI UNITI, IL GOVERNO SOCIALISTA VENEZUELANO È GIUNTO A UN PUNTO DI NON RITORNO, AFFLITTO DA UNA GRAVE CRISI ECONOMICA; MA LISA SULLIVAN VEDE EMERGERE DAL BASSO UNA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA DA PARTE DI MOLTI VENEZUELANI.

Per trentadue anni il Venezuela è stato la mia casa. Le sue montagne mi hanno regalato bellezza, i suoi barrios la musica, le sue lotte uno scopo e la sua gente molto amore. La sua rivoluzione bolivariana mi ha dato speranza. Come non sentire la speranza quando la maggior parte dei miei vicini – di età dai 2 ai 70 – studiano tutti, lì nella nostra piccola città produttrice di patate tra le montagne del Venezuela occidentale? Come non avere fiducia, quando diciotto famiglie vicine hanno ricevuto una nuova casa al posto delle loro vecchie, affollate catapecchie?

Nella foto: gente in fila a Caracas fuori da un supermercato.

 
 
  Postato da cdcnet il 16/06/2016 (540 letture)
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  Venezuela Paul Craig Roberts: WASHINGTON BRINGS REGIME CHANGE TO VENEZUELA

By Paul Craig Roberts
May 02, 2016 Information Clearing House

According to President Obama, the world’s only superpower, the unipower, the exceptional country is threatened by small Venezuela in South America !

In an executive order last year, renewed this year, President Obama declared Venezuela to be an “unusual and extraordrinary threat to the national security and foreign policy of the United States” and declared a “national emergency” to counter the “Venezuelan threat”/ ).

This manufactured “extraordinary threat” serves as the Obama regime’s excuse for overthrowing President Maduro in Venezuela.

It is a Washington tradition to overthrow elected Latin American governments that try to represent the interest of the people, and not the interest of US corporations and banks.

 
 
  Postato da cdcnet il 03/05/2016 (331 letture)
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  Venezuela Interviste: THE STRANGE DEATH OF HUGO CHAVEZ

An Interview with Eva Golinger

By Mike Whitney 
April 25, 2016 Counterpunch

MW– Do you think that Hugo Chavez was murdered and, if so, who do you think might have been involved?

Eva Golinger–  I believe there is a very strong possibility that President Chavez was assassinated. There were notorious and documented assassination attempts against him throughout his presidency. Most notable was the April 11, 2002 coup d’etat, during which he was kidnapped and set to be assassinated had it not been for the unprecedented uprising of the Venezuelan people and loyal military forces that rescued him and returned him to power within 48 hours. I was able to find irrefutable evidence using the US Freedom of Information Act (FOIA), that the CIA and other US agencies were behind that coup and supported, financially, militarily and politically, those involved. Later on, there were other attempts against Chavez and his government, such as in 2004 when dozens of Colombian paramilitary forces were captured on a farm outside of Caracas that was owned by an anti-Chavez activist, Robert Alonso, just days before they were going to attack the presidential palace and kill Chavez.


(TRADUZIONE IN ITALIANO ALL'INTERNO)

 
 
  Postato da cdcnet il 25/04/2016 (542 letture)
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  Venezuela WHAT HAPPENED IN VENEZUELA?

By Arnold August
counterpunch

The December 6, 2015 election resulted in a clear victory of the opposition over the Bolivarian alliance led by the Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV). The opposition won 112 seats, obtaining votes from 67.7% of the approximately 74% of the electorate who voted. The Bolivarian coalition won 55 seats and garnered 42% of the votes. This provides the opposition with one more seat than the minimum 111 needed to be declared a full majority. The 112-seat block holds 20 seats more than a simple majority. This status provides the opposition with the control of the unicameral National Assembly.

By obtaining two-thirds of the National Assembly (NA), the opposition may approve organic laws, propose reforms and make constitutional amendments, to replace members of the Supreme Tribunal of Justice, the National Electoral Board and other public authorities, but only with the approval of other legal bodies. The NA, to be installed in January 2016, must comply with its powers already enshrined in the Constitution. The system of Venezuela is not parliamentary, but mixed, as there are checks and balances between the five branches of government.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/12/2015 (388 letture)
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  Venezuela SI PREPARA UN INTERVENTO MILITARE STATUNITENSE IN VENEZUELA?

IL GIORNALISTA RAFAEL POLEO PARLA DI UN IMMINENTE INVASIONE DEL VENEZUELA.

eeDI ATTILIO FOLLIERO
umbvrei.blogspot.it

Il giornalista venezuelano Rafael Poleo, della destra più estrema e reazionaria il 26 novembre ha pubblicato una serie di Twitter; in uno di questi segnala l'imminenza di una invasione militare internazionale in Venezuela, come quella della Repubblica Dominicana nel 1965. La Repubblica Dominicana nel 1965 fu invasa dalle forze statunitensi ed ovviamente quando il Poleo parla di una invasione internazionale in Venezuela si riferisce alle forze statunitensi.

Ricordiamo anche che Barack Obama nello scorso mese di marzo ha emesso un decreto con il quale ha dichiarato il Venezuela un pericolo speciale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Tutte le volte che gli USA hanno emesso un simile decreto hanno poi proceduto ad invadere il paese oggetto del decreto stesso.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/11/2015 (522 letture)
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  Venezuela LE 7 AZIONI DEGLI USA PER GIUSTIFICARE UN ATTACCO AL VENEZUELA

venezuelaDI CARLO SANTA MARIA
actualidad.rt.com  

La recente dichiarazione del presidente Barak Obama che ha parlato del Venezuela come di una minaccia estrema ed eccezionale ha due argomenti che a stento permettono una analisi razionale data la stranezza delle affermazioni. E' invece possibile capirla  tenendo conto delle reazioni emotive (comunque preoccupanti), al di là del quadro normativo della diplomazia e delle pratiche di rispetto in campo sociale, umano e politico.

Il primo fondamento è l'Eccezionalismo, dottrina fondamentale del governo degli Stati Uniti e legato alla sua cultura intrinseca, secondo cui questa nazione ha un destino dichiarato che la obbliga  ad esercitare il controllo e sorvegliare il mondo, affinchè si sviluppi secondo i propri criteri circa la giustizia e la libertà. Dio li ha destinati ad essere il popolo eletto il che implica avere il diritto di applicare tutti gli strumenti terreni per forzarli a seguire il suo cammino, ovviamente, torcendo il collo o il braccio, a chi non accetti il discorso 'divino'.
 
 
  Postato da cdcnet il 16/03/2015 (848 letture)
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  Venezuela AGGRESSIONE IN VISTA ? EVA GOLINGER RIVELA I PIANI USA IN VENEZUELA

FONTE: RT.COM

Come è già successo con Panama e Granada, è probabile che gli Stati Uniti finiranno per attaccare militarmente il Venezuela. Ma questi due paesi come anche Caracas non rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti, ma a differenza dei primi, il paese sudamericano ha risorse strategiche. L'avvocatessa e scrittrice Eva Golinger ha analizzato la situazione esplosiva tra Venezuela e Stati Uniti

Dichiarare una emergenza nazionale e classificare il Venezuela come una minaccia per la sicurezza interna degli Stati Uniti aggrava ulteriormente i rapporti già in difficoltà tra i due paesi. L'avvocatessa e scrittrice Eva Golinger ha analizzato i piani degli Stati Uniti in Venezuela per RT

È reale la minaccia di un'azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela?
 
 
  Postato da cdcnet il 12/03/2015 (825 letture)
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  Venezuela Imperialismo: US AGGRESSION AGAINST VENEZUELA

us-venezuela-tensionFACT NOT FINCTION

by EVA GOLINGER
counterpunch.org

Recently, several different spokespersons for the Obama administration have firmly claimed the United States government is not intervening in Venezuelan affairs. Department of State spokeswoman Jen Psaki went so far as to declare, “The allegations made by the Venezuelan government that the United States is involved in coup plotting and destabilization are baseless and false.” Psaki then reiterated a bizarrely erroneous statement she had made during a daily press briefing just a day before: “The United States does not support political transitions by non-constitutional means”.

Anyone with minimal knowlege of Latin America and world history knows Psaki’s claim is false, and calls into question the veracity of any of her prior statements. The U.S. government has backed, encouraged and supported coup d’etats in Latin America and around the world for over a century.
 
 
  Postato da cdcnet il 27/02/2015 (708 letture)
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  Venezuela Imperialismo: LA LOTTA DEL VENEZUELA CONTRO 'UN NEMICO COMUNE'

DI MIKE ALBERT
johnpilger.com

John Pilger intervistato da Mike Albert per Telesur, la rete televisiva latinoamericana.

Albert: Perché gli Stati Uniti dovrebbero voler rovesciare il governo in Venezuela?

Pilger: Qui ci sono principi e dinamiche semplici al lavoro. Washington vuole sbarazzarsi del governo venezuelano perché è indipendente dai piani USA per quella regione e perché è provato che il Venezuela ha le più grandi riserve di petrolio al mondo e utilizza il suo reddito petrolifero per il miglioramento della qualità della vita della propria gente.

La lotta del Venezuela contro “un nemico comune”. Il Venezuela resta una fonte di ispirazione per riforme sociali in un continente devastato dagli storicamente rapaci Stati Uniti. Un servizio a cura di Oxfam, a suo tempo, descrisse benissimo la rivoluzione sandinista in Nicaragua chiamandola “la minaccia di un buon esempio”. È stato così in Venezuela da quando Hugo Chàvez vinse le sue prime elezioni.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/02/2015 (737 letture)
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  Venezuela Imperialismo: VENEZUELA: A COUP IN REAL TIME

Maduro y militaresBy Eva Golinger
Venezuelanalysis

There is a coup underway in Venezuela. The pieces are all falling into place like a bad CIA movie. At every turn a new traitor is revealed, a betrayal is born, full of promises to reveal the smoking gun that will justify the unjustifiable. Infiltrations are rampant, rumors spread like wildfire, and the panic mentality threatens to overcome logic. Headlines scream danger, crisis and imminent demise, while the usual suspects declare covert war on a people whose only crime is being gatekeeper to the largest pot of black gold in the world.

This week, as the New York Times showcased an editorial degrading and ridiculing Venezuelan President Maduro, labeling him “erratic and despotic” (“Mr. Maduro in his Labyrinth”, NYT January 26, 2015), another newspaper across the Atlantic headlined a hack piece accusing the President of Venezuela’s National Assembly, Diosdado Cabello, and the most powerful political figure in the country after Maduro, of being a narcotics kingpin (“The head of security of the number two Chavista defects to the U.S. and accuses him of drug trafficking”, ABC, January 27, 2015). The accusations stem from a former Venezuelan presidential guard officer, Leasmy Salazar, who served under President Chavez and was recruited by the U.S. Drug Enforcement Agency (DEA), now becoming the new “golden child” in Washington’s war on Venezuela.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/02/2015 (833 letture)
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  Venezuela LA VERITA' SUL VENEZUELA. UNA RIVOLTA DEI RICCHI, NON UNA CAMPAGNA DI TERRORE

weisbrot guardianDI MARK WEISBROT
The Guardian

Le immagini forgiano la realtà, e questo dà alla televisione, ai video, perfino alle fotografie un potere che può scavare in profondità nella mente delle persone, anche senza che se ne rendano conto. E anche io pensavo di essere immune alle descrizioni ripetitive del Venezuela come uno stato fallito piagato da una rivolta popolare.

Ma non ero preparato per quello che ho visto a Caracas questo mese, ossia quanta poca quotidianità fosse all’interno delle proteste, quella normalità che ha prevalso nella stragrande maggioranza della città: anche io ero stato convinto dall’immaginario dei media.
 
 
  Postato da cdcnet il 24/03/2014 (989 letture)
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  Venezuela BEHIND THE LIES ABOUT VENEZUELA'S PROTESTS

by GARRY LEECH
counterpunch.org

US Secretary of State John Kerry recently called on the Venezuelan government to end the “terror campaign against its own citizens.”
Kerry’s words are just the latest in US and mainstream media efforts to portray the month-long protests in Venezuela as peaceful popular demonstrations against an authoritarian regime that has resorted to repression to quell the uprisings.  As a result, the Venezuelan government, as Kerry’s statement illustrates, is being blamed for most of the 28 deaths that have occurred.
But is this portrayal accurate?
A closer look at the reality on the ground paints a very different picture. From the beginning, the protesters have been armed, have conducted widespread arson and have been intent on achieving the unconstitutional overthrow of a democratically-elected government.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/03/2014 (1034 letture)
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  Venezuela Galleria immagini: VENEZUELA E TWITTER, L'ORGIA DELLA DISINFORMAZIONE

disintwitterDI PASCUAL SERRANO
eldiario.es

Prima arrivò internet, poi i social network. La conclusione sembrava senza appello, si era arrivati alla democratizzazione delle informazioni. I cittadini, osservatori, testimoni, armati con i loro gadgets tecnologici e una connessione a banda larga mobile avevano rovesciato l'oligopolio dei grandi media mettendo fine ai loro interessi e manipolazioni che hanno condizionato il giornalismo. In primo luogo oggi, attraverso blog e social network la realtà sarebbe arrivata in casa, senza le mediazioni perverse dei media.

Effettivamente la diagnosi sul potere e l'applicazione della manipolazione da parte dei media mainstream ha avuto successo, ma l'illusione che stavamo andando a conoscere la verità attraverso la partecipazione di massa dei cittadini  e tutto il potenziale tecnologico ora sembra perlopiù un miraggio.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/03/2014 (855 letture)
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  Venezuela USA CONTRO VENEZUELA: LA GUERRA FREDDA SI SCALDA

Free Image Hosting at www.ImageShack.us DI NIL NIKANDROV
strategic-culture.org

Durante il recente carnevale in Venezuela, delle sacche isolate di proteste studentesche che avevano manifestato in molte grandi città, come per magia, sono svanite. O, per essere più precisi , hanno smesso di manifestare nei quartieri più residenziali.
Gli organizzatori di queste proteste anti-governative avevano assicurato al mondo che quest'anno non ci sarebbe stato nessun  carnevale e che la gente non sarebbe scesa sulle spiagge dei Caraibi, come si è sempre fatto, perché « l'insoddisfazione del popolo »  aveva ormai raggiunto il suo apice . Ancora un pò e il regime sarebbe venuto giù, il presidente Nicolás Maduro e i suoi compagni sarebbero scappati tutti a Cuba , e il paese sarebbe tornato a vivere « una vera democrazia».
 
 
  Postato da cdcnet il 08/03/2014 (754 letture)
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  Venezuela Imperialismo: WASHINGTON SEEKS REGIME CHANGE IN VENEZUELA

by GARRY LEECH
counterpunch.org

Both the ongoing protests in Venezuela and the economic problems that the demonstrators are protesting against appear to have been orchestrated by the opposition in order to destabilize the country and bring down the government. Unable to gain power through the ballot box, the Venezuelan opposition has turned to unconstitutional means to oust President Nicolas Maduro. With only limited support among Venezuelans, the opposition has been dependent on outside aid from the United States and Colombia, Washington’s closest ally in Latin America. The current protests appear to represent the latest tactic in a destabilization campaign that Washington has been waging against Venezuela for more than a decade, initially to overthrow former president Hugo Chávez, and now to oust his successor Maduro.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/03/2014 (1585 letture)
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  Venezuela IL VENEZUELA OLTRE LE PROTESTE

venezeulaDI EVA GOLINGER
counterpunch.org

La rivoluzione è qui per rimanere

Per coloro di voi che non hanno familiarità con la questione Venezuelana, non permettete che il titolo dell'articolo vi inganni. La rivoluzione alla quale ci riferiamo, non è quella che la maggior parte degli organi di stampa mostrano stia accadendo a Caracas, con in protestanti che richiedono l'espulsione del Presidente Nicolas Maduro. La rivoluzione che è qui per rimanere è la Rivoluzione Boliviana, iniziata nel 1998 quando Hugo Chavez prima fu eletto Presidente, e in seguito ha trasformato una grande nazione produttrice di petrolio in un paese progressista, incentrato sulla società e con un governo popolare. Dimostrazioni hanno avuto luogo nei giorni scorsi in Venezuela tentando di indebolire e distruggere quella trasformazione, al fine di far ritornare il potere nelle mani dell'élite che governò precedentemente il paese per oltre 40 anni.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/02/2014 (685 letture)
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  Venezuela IL VENEZUELA SOTTO ATTACCO DI NUOVO

DI MARIA PAEZ VICTOR
Counterpunch

Ancora una volta è in corso un attacco molto ben organizzato contro il governo democratico popolare del Venezuela. Un attacco fatto di manipolazioni monetarie, sabotaggio economico, campagna mediatica internazionale avversa all’economia del paese, nonostante gli ottimi indicatori economici e diffamazione della società petrolifera statale. I disordini dell’ultima settimana hanno causato 3 morti e 66 feriti.

La tattica è la stessa adottata dall’opposizione non-democratica negli ultimi 15 anni dalla prima elezione del presidente Hugo Chavez. Stessa identica tattica usata nelle cosiddette Rivoluzioni Arcobaleno nell'Europa dell'Est, in Libia, in Siria, in Egitto e ora in Ucraina. Lo scopo è quello di creare una parvenza di caos, di provocare le forze di polizia, di screditare il governo attraverso i principali media internazionali per favorire disordini civili, o anche una guerra civile (come è avvenuto con successo in Siria); e, infine, promuovere le giuste condizioni per un intervento o un’occupazione internazionale.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/02/2014 (787 letture)
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  Venezuela Galleria immagini: MANIPULACION DE FOTOS DE VENEZUELA

Titolo originale: Vea las imágenes de supuesta brutalidad policial en Venezuela, que en realidad son fotos viejas en otros países.

Luigino Bracci
Alba Ciudad


Decenas de imágenes circulan en estos momentos en redes sociales y medios de comunicación de diferentes países, como forma de alegar que existe una “cruel represión” por parte de los cuerpos de seguridad venezolanos contra los manifestantes opositores. Alba Ciudad recopila algunas de estas imágenes como forma de ayudar a desmontar esta campaña de mentiras contra Venezuela. Todas las imágenes pueden ampliarse y descargarse haciéndoles click.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/02/2014 (722 letture)
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  Venezuela LATEST HRW REPORT: THIRTY LIES ABOUT VENEZUELA

By Tamara Pearson
venezuelanalysis.com

In the six pages that HRW [Human Rights Watch] dedicates to Venezuela in its World Report 2014, released this week, it manages to tell at least 30 serious lies, distortions, and omissions. Pointing out these lies is important, because many people believe that HRW is a neutral authority on human rights, and the mainstream press publish articles and headlines based on HRW report conclusions. Here are some of the headlines in both English and Spanish (translated to English) that have come out of the 2014 report:

Global Post – Venezuela intimidates opponents, media: HRW report , PanAm Post – Human Rights Watch: A black eye for Latin America , AFP – HRW criticises Venezuela in its annual report on human rights, El Economista – HRW: Democracy in Venezuela is fictitious, El Universal – Human Rights Watch report denounces persecution of media in Venezuela, El Siglo – Human Rights Watch: Venezuela is an example of “fictitious democracies”, El Colombiano: HRW describes Venezuela as a fictitious democracy , NTN24 – HRW warns that Venezuelan government applies “arbitrary” measures against media that is critical of its policies
 
 
  Postato da cdcnet il 25/01/2014 (881 letture)
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  Venezuela Servizi segreti: LA NSA HA UCCISO HUGO CHAVEZ ?

DI EVA GOLINGER
globalresearch.ca

Nel 2013, quando il presidente Hugo Chávez è morto il 5 marzo di quello stesso anno, il Venezuela ha vissuto uno dei momenti più difficili della sua storia. Chávez, un leader di grande portata le cui politiche hanno trasformato il paese, è stato vittima di un cancro devastante che lo ha ucciso in meno di due anni. Il carismatico presidente venezuelano ha fronteggiato nemici grandi e potenti nei 14 anni al potere assoluto in seno alla maggioranza, sempre eletta democraticamente. Colpi di stato, sabotaggio economico, interventi elettorali, guerra psicologica, finanziamenti multimilionari di Agenzie statunitensi a suoi oppositori e attentati alla sua vita sono state solo alcune delle tattiche e strategie di destabilizzazione a cui Chávez ha dovuto tener testa durante il suo mandato.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/01/2014 (764 letture)
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  Venezuela Politica: CHAVEZ E L'ECONOMIA POLITICA VENEZUELANA

DI LUCIANO WEXELL SEVERO
rebelion.org

Benché lo scenario degli ultimi mesi fosse prevedibile, sembrava che in pochi fossero preparati alla morte di Hugo Rafael Chávez Frías. In questo momento di costernazione, perplessità e profondo dolore davanti alla perdita del leader boliviano, si è ritenuto importante pubblicare questo breve scritto che contiene una sintesi dello sviluppo della politica economica venezuelana dall’inizio dello sfruttamento petrolifero. Le tesi centrali di questo articolo sono state già pubblicate in altre occasioni e sono state trattate più approfonditamente nel libro “Economía venezolana 1899-2008, la lucha por el petróleo y la emancipación”, pubblicato a Caracas, nell’anno 2009.

Il testo è stato diviso in tre parti. La prima fa riferimento agli antecedenti della Rivoluzione Bolivariana, all’inizio del XX secolo. La seconda tratta dei primi 14 anni dell’attuale governo. Infine, si presenta una breve sezione che tratta della dipartita di Chávez, dove si prospettano alcuni scenari per il prosieguo del profondo processo di sviluppo.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/04/2013 (889 letture)
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  Venezuela Politica: IL LASCITO DI CHAVEZ

DI BENJAMIN DANGL
Counterpunch

Le strade di un continente ed una rivoluzione bolivariana nella vita quotidiana


Il bus scivolava lungo la strada nella giungla boliviana con musica evangelica sparata fuori dagli altoparlanti. La pioggia gocciolava costantemente dai buchi nel tetto mentre il veicolo avanzava singhiozzando, passava le luci dei piccoli paesi e la grande oscurità del Chapare, una regione tropicale nel cuore del paese. Alla fine la pioggia lasciò posto all' alba, ed un sole caldo scaldò il bus umido mentre entravamo nella città di Santa Cruz, dove nel 2003 si svolgeva il summit dei presidenti ibero-americani.

Nella periferia della città il presidente venezuelano Hugo Chavez, più tardi, fece un discorso in uno stadio pieno di coltivatori di coca con i loro sacchi di foglie e di minatori con piccole bandierine boliviane sui loro elmetti.

Chavez affascinò lo stadio per 4 ore, parlando di baseball e di Simon Bolivar, criticando la guerra in Iraq di George W. Bush e congratulandosi con la Bolivia per la recente cacciata con proteste popolari del presidente neoliberale. Mentre il presidente venezuelano parlava durante la notte dalla folla saliva il fumo dei barbecue e di occasionali fuochi d' artificio.
 
 
  Postato da cdcnet il 20/03/2013 (780 letture)
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  Venezuela Politica: "EL COMANDANTE" HA LASCIATO IL PALAZZO

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Questo si’ che sarebbe un film: la storia di un uomo del popolo che sfida ogni avversità per diventare l’Elvis politico dell’America Latina. Più grande di Elvis, a dire il vero: un presidente che ha vinto 13 elezioni democratiche su 14. Ce lo possiamo anche scordare di vedere un giorno un film così vincere un Oscar – tanto meno vederlo prodotto ad Hollywood. A meno che, ovviamente, Oliver Stone convinca HBO a produrre uno special via cavo/DVD.

Com’è illuminante vedere le reazioni dei vari leader mondiali alla notizia della morte del Comandante Venezuelano Hugo Chavez. Il Presidente dell’Uruguay Jose Mujica - un uomo che rinuncia al 90% del proprio salario perchè insiste nel dire che gli basta molto di meno per le proprie necessità - ha voluto ricordare ancora una volta come considerava Chavez “il leader più generoso che io abbia mai incontrato”, mentre lodava “la fortezza della democrazia” di cui Chavez era stato il grande costruttore.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/03/2013 (721 letture)
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  Venezuela Economia: LA SVALUTAZIONE DEL VENEZUELA E GLI UCCELLI DEL MALAUGURIO

Free Image Hosting at www.ImageShack.us DI MARK WEISBROT
guardian.co.uk

La recente svalutazione del Venezuela ha acceso le aspettative di un collasso economico, ma questo pio desiderio è solo mala-informazione. Il Venezuela ha modificato il tasso di cambio fisso da VBE 4,30 (bolivares) per un dollaro a VBE 6,30 per dollaro e con questa operazione ha scatenato un bel dibattito sulla stampa internazionale. Naturalmente l'opposizione venezuelana ha subito interpretato questa mossa come un’azione disperata del governo per scongiurare l'inevitabile collasso economico.
Questa lettura dell’opposizione, supportata dalla maggior parte dei media internazionali (che si basa su fonti dell’opposizione), è questa : il Venezuela ha dovuto svalutare, perché il governo ha finito i soldi. Ma la svalutazione è insufficiente e arriva troppo tardi, l' inflazione sfuggirà di mano, ci saranno altre svalutazioni, altri soldi lasceranno il paese e il governo andrà in rovina, fino alla sua caduta.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/03/2013 (818 letture)
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  Venezuela I NEMICI DI CHAVEZ VEDONO UN'OPPORTUNITA' NEL SUO CANCRO

DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org

“Quando Chavez e’ diventato presidente, il paese stava barcollando…ha dato tutto se stesso, sudore, anima, forza, energia, intelligenza e amore per recuperare la dignità, la crescita, la sovranità e la costruzione del Venezuela. Ha contribuito fortemente a renderlo un paese forte, bello e felice…Oggi, il Venezuela prospera e continua a prosperare grazie al suo impegno e alla sua visione, grazie alla sua perseveranza e determinazione, grazie al suo amore.”
Eva Golinger, Postcards from the Revolution

Il presidente venezuelano Hugo Chavez è molto malato. E’ ora all’Havana, a Cuba, dove si sta curando per una grave insufficienza respiratoria a seguito del suo quarto intervento chirurgico in meno di due anni. Non si mostra in pubblico da più di tre settimane.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2013 (743 letture)
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  Venezuela LA BATTAGLIA DEL VENEZUELA DI CHAVEZ PER LA SUA VITA

DI ERIC MARGOLIS
lewrockwell.com

29 milioni di venezuelani stanno pregando per il loro comandante malato, Hugo Chavez – metà prega che sopravviva al suo ultimo cancro, l' altra metà prega che non ce la faccia.

Viene riportato che l' appariscente Chavez è cagionevole ed ha “serie” complicazioni alle vie respiratorie in seguito al quarto intervento chirurgico dal 2011 a Cuba. Sia il governo venezuelano che quello cubano sono molto riservati riguardo le condizioni del 58enne Chavez.

È sempre straziante osservare la battaglia dell' uomo contro il terrore del cancro, ma la prolungata malattia di Chavez sta causando incertezza economica e politica sia in Venezuela che a Cuba.

Nella foto: veglia di preghiera per Chavez a Caracas
 
 
  Postato da cdcnet il 06/01/2013 (697 letture)
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  Venezuela Politica: I RISULTATI DI HUGO CHAVEZ

DI CHARLES MUNTANER, JOAN BENACH, MARIA PAEZ VICTOR
counterpunch.org

Venezuela, un aggiornamento sui fattori sociali decisivi in materia di sanità

Mentre il presidente del Venezuela Hugo Chávez lotta per la vita a Cuba, la stampa liberale dai due lati dell’Atlantico (ad es., El Pais”) continua a criticare il suo governo. Il significato della sua vittoria (ha superato il suo rivale di 12 punti) deve ancor essere ben analizzato, evidentemente. E’ incredibile che Chávez abbia vinto, malato di cancro, attaccato dai media locali e internazionali (si pensi all’elezione di Syriza in Grecia) e, sebbene raramente riconosciuto, con una mappa elettorale estremamente orientata verso le classi medio alte, con barriere geografiche e difficoltà di accesso ai documenti di identificazione da parte della classe operaia.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/12/2012 (942 letture)
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  Venezuela STRAGE IN UNA RAFFINERIA IN VENEZUELA. 7 BUONI MOTIVI PER CREDERE A UN COMPLOTTO

DI JAMES PETRAS
petras.lahaine.org

“Non si può escludere alcuna ipotesi…E’ praticamente impossibile che ci sia un impianto petrolifero come questo, completamente automatizzato, con migliaia di addetti presenti su turni per 24 ore al giorno, sia civili sia militari, e che per 3 o 4 giorni ci sia una fuga di gas e nessuno intervenga. E’ impossibile.”

— Il Presidente Chavez rispondendo ai canali d’informazione statunitensi e alle accuse dell’opposizione secondo cui l’esplosione e l’incendio alla raffineria di petrolio sono da attribuirsi alla negligenza del governo. 26 Agosto 2012.

Solo 43 giorni prima dell’elezione presidenziale in Venezuela e con il Presidente Chavez in testa con un margine sostenuto del 20%, un’esplosione e un incendio alla raffineria Amuay ha ucciso per lo meno 48 persone – metà delle quali membri della Guardia Nazionale – e distrutto istallazioni petrolifere che producono 645,000 barili al giorno.
 
 
  Postato da cdcnet il 08/09/2012 (707 letture)
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  Venezuela Politica: LA LEZIONE DI ECONOMIA DI CHAVEZ PER L'EUROPA

DI RICHARD GOTT
guardian.co.uk

Il rifiuto di Hugo Chavez delle politiche neo-liberali che stanno trascinando a fondo l'Europa costituisce un ottimo esempio per la Grecia e non solo

Alcuni anni fa, viaggiando sull'aereo presidenziale di Hugo Chavez con un amico francese di Le Monde Diplomatique, ci hanno chiesto cosa pensavamo di ciò che stava accadendo in Europa. Era possibile uno spostamento a sinistra? Abbiamo risposto con il tono depresso e pessimista tipico dei primi anni del 21° secolo. Non vedevamo, ne' in Inghilterra, ne' in Francia, ne' da nessun'altra parte dell'eurozona, una grande opportunità per una svolta politica.
 
 
  Postato da cdcnet il 20/05/2012 (1151 letture)
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  Venezuela Imperialismo: DOPO L'IRAN, IL VENEZUELA?

DI MIKE WHITNEY
Counterpunch

"Il caso contro il Venezuela iniziato durante l’amministrazione George W. Bush è accelerato rapidamente sotto Obama."

Eva Golinger, autrice di “The Chavez Code: Cracking US Intervention in Venezuela

Avvocato ed attivista, Eva Golinger ha scritto un pezzo eccellente sulle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela che ha postato sul suo sito web Postcards from the Revolution. Golinger dettaglia la trasformazione stupefacente che Chavez ha effettuato da quando è salito al potere dodici anni fa.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2012 (1098 letture)
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  Venezuela LA RIVOLTA IN LIBIA, UN MESSAGGIO PER CHAVEZ

DI NIL NIKADROV
Strategic Culture

L’attacco dei ribelli libici del 23 agosto contro l’ambasciata venezuelana e il compound di Tripoli sono largamente passati sotto silenzio, anche se le vittime sono state fatte presenti quando l’ambasciatore venezuelano Afif Tajeldine e il personale dell’ambasciata si sono mossi all’ultimo momento in un luogo più sicuro e hanno lasciato la Libia poco tempo dopo. Dopo l’incidente si è capito che l’ambasciata del Venezuela fosse stata l’unica saccheggiata nell’intero quartiere, e ciò significa che l’attacco - guidato, secondo il racconto di testimoni oculari, da individui dall’aspetto europeo e con la postura militare – avesse specificamente come obbiettivo l’avamposto della nazione.

Nella foto: l'ambasciatore del Venezuela in Libia Afif Tajeldine
 
 
  Postato da cdcnet il 11/09/2011 (1144 letture)
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  Venezuela GLI USA SI MUOVONO PER PRENDERSI IL PETROLIO DEL VENEZUELA

DI NIL NIKANDROV
Strategic Culture

Sembra proprio che il Venezuela con le sue ricchezze petrolifere sia il prossimo paese sulla lista della spesa degli Stati Uniti. Bisogna essere degli idealisti senza speranza per credere che, dopo la crociata scatenata dagli USA contro i paesi produttori di petrolio asiatici e africani, i giacimenti di petrolio venezuelano, rimasti finora al di fuori del controllo degli Stati Uniti, non fanno gola a Washington.

Secondo varie stime, le riserve petrolifere del Venezuela dovrebbero durare per 100-150 anni in caso di forte sfruttamento.

La guerra ormai permanente degli Stati Uniti per il petrolio e ora contro il Venezuela è iniziata nel dicembre del 2002 quando il gigante petrolifero PDVSA dovette far fronte a uno sciopero che coinvolse circa 20.000 dipendenti. I nemici di Chavez si aspettavano che la destabilizzazione nel settore petrolifero venezuelano, le file alle pompe di benzina e i problemi con fornitura di gas nelle abitazioni case avrebbe fatto a pezzi un regime così insolente, ma i sostenitori di Chavez non si sono arresi.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2011 (960 letture)
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  Venezuela LO SCENARIO LIBICO DI OBAMA PER IL VENEZUELA

NIL NIKANDROV
strategic-culture.org

La visita di Barack Obama in America Latina (Brasile, Cile e El Salvador) dal 19 al 23 Marzo prosegue tra gli attuali eventi profondamente drammatici in Libia e nei suoi dintorni.
L’azione militare della coalizione Occidentale nei confronti del “Regime sanguinario di Gheddafi” sta diventando sempre più violenta. L’avvio di un intervento di terra è solo questione di tempo.

L’ostentato ordine di Obama di attaccare la Libia, impartito al 42esimo minuto della conversazione riservata con la sua controparte brasiliana Dilma Rousseff ha dimostrato un episodio ancor più scioccante del soggiorno del leader statunitense in America Latina. Un consigliere Statunitense del Presidente si è avvicinato ad Obama a dispetto di tutti gli standards di protocollo diplomatici e gli ha consegnato un foglio. Il Presidente degli Stati Uniti gli ha dato uno sguardo, ha preso un telefono cellulare dal suo consigliere e ha detto con voce ferma “Procedete!”. Il Presidente Afro – Americano ovviamente ha cercato di impressionare Dilma con la sua risoluzione, e di dimostrarle che ci sono momenti in cui la diplomazia e le buone maniere vengono messe da parte.
 
 
  Postato da cdcnet il 31/03/2011 (1514 letture)
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  Venezuela POSSIAMO CAMBIARE OBAMA CON CHAVEZ ?

DI MIKE WHITNEY
informationclearinghouse.info

Lunedì, mentre Barack Obama si stava divertendo con i suoi amici della Camera di Commercio statunitense, Hugo Chavez era occupato a distribuire computer portatili ai bambini delle medie in una scuola di Caracas. Dopo di che, il presidente venezuelano si è precipitato in un impianto di distribuzione alimentare che mette a disposizione 110 milioni di dollari in cibi pre-confezionati per i poveri del Venezuela. Infine, ha concluso il pomeriggio facendo un'apparizione in uno dei molti cantieri dove sono in costruzione nuove case per le vittime delle massicce inondazioni di gennaio. E' tutto per quanto riguarda la giornata lavorativa di Hugo Chavez.

Mentre Obama si è rivelato essere il presidente più deludente dell'ultimo secolo, Chavez continua a stupire con la sua volontà di migliorare le vite dei comuni lavoratori. Per esempio, in soli dodici anni, Chavez ha creato un fiorente servizio sanitario nazionale pubblico con 553 centri diagnostici e strutture sanitarie diffuse in tutta la capitale.

L'assistenza sanitaria è gratuita e da quando Chavez ha inaugurato il programma Mision Barrio Adentro sono state effettuate 55 milioni di visite mediche. In confronto al “misero” omaggio in denaro di Obama al gigante americano HMO, che ha cercato di promuovere l'assistenza sanitaria universale. Che bello scherzo.
 
 
  Postato da cdcnet il 15/02/2011 (1141 letture)
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  Venezuela PERCHE' WASHINGTON ODIA HUGO CHAVEZ

DI MIKE WHITNEY
informationclearinghouse.info

A fine novembre, il Venezuela è stata colpito con violenza da piogge torrenziali ed inondazioni che hanno causato 35 morti e hanno lasciato circa 130.000 persone senza casa.
Se George Bush fosse stato presidente, invece che Hugo Chavez, gli sfollati sarebbero stati spediti sottotiro in campi di prigionia improvvisati -- come il Superdome-- come è successo con l'uragano Katrina. Ma non è così che lavora Chavez.
Il presidente venezuelano ha promulgato velocemente leggi "speciali" che gli hanno concesso poteri per garantire aiuti di emergenza e alloggi per le vittime dell'alluvione. Chavez ha poi sgomberato il palazzo presidenziale e lo ha trasformato in un alloggio per 60 persone, che sarebbe l'equivalente di convertire la Casa Bianca in un rifugio per senzatetto.
Le vittime del disastro sono ora sfamati e accuditi dallo stato fino a quando non potranno ritornare alle loro case e a lavorare.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/01/2011 (1290 letture)
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  Venezuela MITO E REALTA' DELLA LOTTA ANTIDROGA IN VENEZUELA

DI ROMAIN MIGUS
Voltairenet.org

DI ROMAIN MIGUS
Voltairenet.org

Per preparare l’opinione pubblica internazionale su un possibile attacco militare contro il Venezuela, la propaganda USA insiste nella menzogna secondo cui il governo di Chavez in Venezuela appoggia i narcotrafficanti. Questa accusa calunniosa svanisce perché il governo bolivariano rivoluzionario considera che è un suo dovere educare ed emancipare i drogati e combatte duramente i trafficanti. Negli USA è l’opposto, ed è per questo per esempio che la produzione di droga prospera in Colombia ed Afghanistan, due paesi distanti e protetti dagli Stati Uniti. Romain Migus riassume il sostegno in cifre.

La fine degli accordi che il Governo Bolivariano intratteneva con la Drug Enforcement Administration in Venezuela (DEA) segna l’inizio di una guerra mediatica e psicologica contro la Rivoluzione Bolivariana. Si sono sentite numerose dichiarazioni del governo statunitense che pretendono di fare credere che le mafie della droga regnano nel Venezuela. Queste calunnie, nonostante siano state smentite da varie documentazioni di organismi internazionali, sono amplificate dalle grandi imprese transnazionali della comunicazione. Il consumatore di questo tipo di informazione tende quindi a denigrare il governo bolivariano.
 
 
  Postato da cdcnet il 09/11/2009 (1730 letture)
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  Venezuela Politica: IL VENEZUELA DOPO IL REFERENDUM

DI TARIQ ALI
Counterpunch

Lezioni per i bolivariani

La sconfitta di misura di Hugo Chavez nel referendum e' stata il risultato di un'astensione su larga scala da parte dei suoi sostenitori. Il 44 per cento dell'elettorato e' rimasto a casa. Perche'? Innanzitutto, perche' non hanno capito o accettato il fatto che questo fosse un referendum necessario. Le misure relative alla settimana lavorativa ed altre riforme sociali proposte potrebbero essere facilmente discusse dal parlamento in carica. Gli argomenti chiave erano la rimozione delle restrizioni sull'elezione del capo del governo (come nel caso della maggior parte dell'Europa) e l'avvicinamento ad uno "stato socialista". Sull'ultimo semplicemente non c'e' stato abbastanza dibattito alla base.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/12/2007 (1887 letture)
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  Venezuela Imperialismo: EMERGE UN RAPPORTO CIA PER LA DESTABILIZZAZIONE DEL VENEZUELA

DI JAMES PETRAS
Counterpunch

I media occidentali hanno dato spazio soprattutto alle reazioni di Chavez all'ingerenza USA e ad alcuni dei quesiti del referendum tenutosi ieri in Venezuela. Ma ciò che non è stato evidenziato è che la minaccia di ingerenza USA era tutt'altro che una fantasia del presidente venezuelano, e la posta in gioco nel referendum riguardava soprattutto la socializzazione e democratizzazione dell'economia di base. N.d.r.

Il 26 novembre 2007 la televisione di stato venezuelana ha fatto circolare un rapporto confidenziale inviato dall'ambasciata statunitense alla CIA che rivela la devastante operazione clandestina degli Stati Uniti e che influenzerà il referendum di domenica, 2 dicembre 2007.

Il rapporto inivato da un'ufficiale dell'ambasciata, Michale Middleton Steer, era indirizzato al Direttore della CIA, Michael Hayden. Il rapporto era intitolato “Advancing to the Last Phase of Operation Pincer” (anticipazione dell'ultima fase dell'operazione “tenaglia”) ed aggiorna sull'attività di un'unità della CIA dall'acronimo “HUMINT” (human intelligence) che è coinvolta nell'azione clandestina di destabilizzare l'imminente referendum e coordinare la milizia civile sconfitta alle elezioni dal governo Chavez. L'inchiesta dell'ambasciata e della CIA stima che il 57% dei votanti approverebbe gli emendamenti costituzionali proposti da Chavez, ma prevede anche il 60% di astenzione.
 
 
  Postato da cdcnet il 07/12/2007 (1945 letture)
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  Venezuela LA LITE TRA CHAVEZ E JUAN CARLOS: L'APPOGGIO DELLA SPAGNA AL GOLPE DEL 2002

DI PABLO OUZIEL
Online Journal

Lo scontro tra la monarchia spagnola e il socialismo

Il 1 agosto 1969 la rivista Time citò la seguente frase del Generalissimo Francisco Franco: "Consapevole della mia responsabilità di fronte a Dio e alla storia e prendendo in considerazione le qualità che si trovano nella persona del principe Juan Carlos di Borbone, che è stato perfettamente istruito per intraprendere l'alta missione a cui potrebbe essere chiamato, ho deciso di proporre egli alla nazione come mio successore". Con questa affermazione iniziò la relazione formale tra l'attuale re di Spagna e il dittatore fascista del paese.

Nel novembre 2007 al summit Ibero-Americano a Santiago del Cile, il re di Spagna, Juan Carlos, ha puntato il dito contro il presidente venezuelano Hugo Ch疱ez e gli ha chiesto, "perch non ti stai zitto?", dopo che Ch疱ez aveva definito l'ex primo ministro spagnolo Jos MarJIS+7942 Aznar un fascista, e dopo che Jos Luis RodrJIS+7948uez Zapatero, l'attuale primo ministro spagnolo, aveva cercato di difendere Aznar.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/11/2007 (3179 letture)
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  Venezuela LA VECCHIA SQUADRACCIA DELL'IRAN-CONTRA FA DI TUTTO PER SCREDITARE CHAVEZ

DI JOHN PILGER
The Guardian

Ho fatto una passeggiata con Roberto Navarrete, all’interno dello Stadio Nazionale di Santiago, Cile. Sferzato dal vento freddo che soffiava dalle Ande, era deserto e lugubre. Mi diceva che molte cose non erano cambiate: la rete da pollaio, sedili spaccati, gli sgabuzzini da dove risuonavano le urla. Ci siamo fermati davanti ad un grande numero 28. "Ecco dove stavo, davanti al segnapunti. Ecco dove venivo portato per subire le torture." .

Milioni di "trattenuti o scomparsi" sono stati imprigionati dentro lo stadio, nella scia del golpe –orchestrato dagli USA- del generale Augusto Pinochet, contro la democrazia di Salvador Allende, l’ 11/09/1973. La maggior parte degli abitanti dell’America Latina, gli "abandonados", non ha mai dimenticato la lezione di storia e d’infamia tenutesi il primo "11/09". Roberto dice: "Negli anni di Allende c’era la speranza che l’animo umano potesse trionfare". "Ma il America Latina coloro che ritenevano di essere nati per governare hanno agito con tale brutalità nel difendere i loro diritti, le proprietà, la stretta sulla società da essersi avvicinati al fascismo vero e proprio. Persone ben vestite, le cui case traboccavano di cibo, manifestarono suonando pentole con tanto vigore, quasi fossero stati loro i bisognosi. Così accadde 36 anni fa in Cile. Così accade adesso in Venezuela. Chvez è come Allende, tutto ciò è così evocativo per me!".
 
 
  Postato da cdcnet il 23/08/2007 (1959 letture)
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  Venezuela Servizi segreti: LA CIA STA TENTANDO DI UCCIDERE HUGO CHAVEZ ?

DI CHRIS CARLSON
Information Clearing House

"Voglio uccidere quel figlio di puttana", ha dichiarato il capitano della Guardia Nazionale venezuelana, Thomas Guillen, in una telefonata registrata alla moglie. Durante la conversazione, mandata in onda lo scorso mese sulla tv di stato venezuelana, il capitano ha rivelato il piano, elaborato assieme al padre, per uccidere il presidente Hugo Chavez. Il giorno seguente, il capitano e suo padre, Ramon Guillen Davila, generale ritirato, sono stati arrestati e incarcerati per aver cospirato contro il Presidente del Venezuela. [1]

Nelle ultime settimane, Hugo Chàvez ha a più riprese avvertito che gli Usa tramano per farlo fuori e stanno aumentando le attività dirette contro il suo governo e la sua persona. Chavez ha anche affermato che la CIA sta lavorando con alcuni contatti del famoso terrorista cubano, nonchè agente CIA, Posada Carriles, elaborando piani per il suo assassinio. C'è qualche verità in tutto ciò? Potrebbe essere un'altra classica cospirazione della CIA al fine di uccidere un nuovo "nemico” ufficiale degli Stati Uniti? Una rapida occhiata ai legami tra CIA e il generale Ramon Guillén Davila mostra che la possibilità è decisamente fondata.
 
 
  Postato da cdcnet il 02/05/2007 (3420 letture)
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  Venezuela BONO ATTACCA IL VENEZUELA

DI WAYNE MADSEN
Wayne Madsen Report

Il Venezuela Solidarity Network ci ha mandato il seguente appello a Bono, la cosiddetta rock-star “umanitaria”

Caro Bono,

Nella pagina “Hearts & Minds” del vostro sito Web, iniziate un appello agli altri con una citazione del Mahatma Gandhi, “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”. Il vostro appello prosegue sottolineando i molti sforzi filantropici fatti dagli U2 attraverso gli anni. Questi includevano concerti per beneficenza e altre campagne mondiali per questioni quali i diritti umani, la sostenibilità, la riduzione del debito, l'Aids, la povertà, le malattie, il militarismo e l'oppressione politica.

Visto questo passato, molte persone nel mondo sono rimaste scioccate nello scoprire che siete tra i proprietari, attraverso la Elevation Partners, di Pandemic/Bioware, produttore di “Mercenaries 2”.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/04/2007 (2311 letture)
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  Venezuela Politica: LA GUERRA LIBERALE ALLA DEMOCRAZIA

DI JOHN PILGER
New Statesman

"Hugo Chvez esprime il tipo di democrazia genuina ed esuberante da tempo abbandonata dalla Gran Bretagna"

Nel nuovo libro di Andrew Cockburn, “Rumsfeld”, il divario fra il potere dilagante e le sue lontane vittime si chiude. Donald Rumsfeld, Segretario alla Difesa statunitense fino allo scorso anno e uno degli artefici del bagno di sangue in Iraq, è descritto come uno che, dal suo ufficio al Pentagono, dirigeva personalmente la tortura di esseri umani, usando “fobie individuali come la paura dei cani, per indurre stress” e “asciugamani bagnati e acqua gocciolante per provocare una percezione di semi-soffocamento” . Le prove documentate da Cockburn dimostrano che altri mafiosi di Bush, come Paul Wolfowitz, attualmente presidente della Banca Mondiale “erano già d’accordo che Rumsfeld avrebbe dovuto approvare qualsiasi azione, eccetto le più severe, del tipo asciugamani bagnati, senza limiti” .
 
 
  Postato da cdcnet il 29/03/2007 (1915 letture)
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  Venezuela Politica: L'OLIGARCHIA VENEZUELANA TENTA DI PROVOCARE UNA CRISI ALIMENTARE

DI SALIM LAMRANI
Mondialisation

L'oligarchia venezuelana, opposta alle riforme economiche e sociali del presidente Chavez, tenta nuovamente di destabilizzare la nazione, speculando sui prezzi dei prodotti di prima necessità. Dopo il colpo di stato dell'aprile 2002, ed il sabotaggio petrolifero del dicembre 2002, l'elite aspira a provocare una crisi alimentare e a scatenare moti nel Paese.

Gli ipermercati venezuelani hanno aumentato a dismisura il prezzo dei prodotti di base, come la carne, lo zucchero ed i cereali, rendendoli inaccessibili alla popolazione e creando così serie difficoltà alimentari. Secondo la Banca Centrale del Venezuela (BCV) pressoch un quarto del paniere è gravato dall'inflazione artificiale, che tocca in primo luogo le classi più modeste. Così, i prezzi sono aumentati in media del 66%, e, in certi casi, sono più che duplicati. Per esempio, il prezzo del pollo ha subito un'inflazione del 110% e quello del formaggio del 245%. (1)
 
 
  Postato da cdcnet il 12/03/2007 (2351 letture)
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  Venezuela Opinioni: ENTUSIASTI DI CHAVEZ?

DI DON ROBERTSON
The American Philosopher

Il direttore dell'Intelligence Nazionale John Negroponte è un uomo, come riferisce la German Press Agency, ossessionato dal presidente del Venezuela Hugo Chavez. Durante una recente udienza di ratifica al Senato, il direttore Negroponte, in qualità di nuovo Segretario di Stato delegato, il che lo rende il braccio destro del Segretario di Stato Condoleezza Rice, ha descritto il presidente Hugo Chavez come un leader parte di un gruppo di "populismo radicale" che continua a diffondersi come una specie di spaventosa peste politica in tutta l'America Latina. "Populismo radicale", così come lo ha usato il direttore Negroponte in questa luce poco lusinghiera, per me è un termine nuovo. Che cosa si intende secondo la Dottrina di Monroe col termine populismo radicale con cui Negroponte sta dipingendo Hugo Chavez, il capo regolarmente eletto di uno dei nostri vicini del sud ?

Hugo Chavez è troppo popolare? È così popolare che si è radicalizzato?

Suppongo che in questo caso si possa dire di si. Nonostante una tale accusa di "populismo radicale" sia stata posta particolarmente bene da John Negroponte, dato che il presidente sotto la cui amministrazione Negroponte lavora è così radicalmente impopolare sia nel suo paese che in tutto il mondo, in cui sta intraprendendo più guerre dei quattordici precedenti presidenti assieme. E, l'antitesi Chavez è pericolosa?
 
 
  Postato da cdcnet il 20/02/2007 (1898 letture)
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  Venezuela Politica: DA CARACAS, VENEZUELA (PARTE II)

DI MICHAEL C. RUPPERT
From the Wilderness

LA CITTA’

Caracas è una cacofonia caleidoscopica ultracondensata di colori diversi che sopraffanno i sensi dei gringos già al primo sguardo. Di fronte a un luminosissimo tramonto, la prima reazione è o indossare mentalmente degli occhiali da sole o distogliere subito lo sguardo finchè la lucentezza non sia diminuita. Il traffico, specialmente durante l’ora di punta fa sembrare Midtown Manhattan come un picnic. Fiancheggiata da Jalopies, Chevys, Ford e Toyotas, e da una serie di autobus diversamente colorati (o non) che ricordano il Messico, e motociclette con motociclisti che indossano come caschi elmetti militari USA tutto insieme a BMW M3, SUV e Mercedes Benz di ultima generazione che si incontrano specialmente agli incroci privi di controllo, tutto dà l’impressione di trovarsi in un contesto dove non vigono regole. Da questa parte il traffico agli incroci è evidente dai paraurti delle macchine che si trovano di fronte l’uno all’altro, a una distanza spesso di pochi centimetri, ma a volte anche meno.

In tutto questo caos i pedoni fluiscono come liquido scivoloso. Le ambulanze e le auto della polizia sostano senza speranza incagliate nel traffico, le loro sirene che suonano più come il grido disperato di un animale che come un comando. E spesso, sono sopraffatti dalla sinfonia caotica di clacson di auto e antifurti. Questi seguendo il ritmo sembrano colpi di percussioni di un album di Tito Fuentes. Gli antifurti delle auto poi suonano per tutta la notte.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/01/2007 (2933 letture)
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  Venezuela Politica: DA CARACAS, VENEZUELA (PARTE I)

DI MICHAEL C. RUPPERT
From the Wilderness

Ora scrivo a proposito di uno dei più influenti e importanti paesi nel mondo oggi, il Venezuela . E’ certamente la nazione più influente dell’emisfero occidentale al di fuori degli Stati Uniti, e non è necessaria l’assunzione di una gran quantità di te per capire che probabilmente le più grandi battaglie sulla sua sovranità devono ancora cominciare e in cui gli Stati Uniti non dureranno come superpotenza ma rivaleggeranno alla pari con un popolo evoluto, una nazione progredita, e un leader che ha governato e condotto con successo fin dal 1998 sia la politica interna che estera .

Il risultato di questi scontri potrà decidere in parte il corso della storia del mondo e se l’impero riuscirà a garantirsi il fabbisogno energetico per conservare ancora per un po’ l’apparente equilibrio interno e il controllo semi-reale all’estero. Più a lungo l’impero mantiene questa forma di controllo, più per il resto del mondo i cambiamenti saranno negativi. E continuando inoltre a percorrere la via del “consumo anzich del risparmio” non sapremo quale sarà il destino della nostra specie .
 
 
  Postato da cdcnet il 21/01/2007 (2779 letture)
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  Venezuela Politica: ELEZIONI E PIANO ALCATRAZ IN VENEZUELA

DI HECTOR ARENAS AMOROCHO
Reseau Voltaire

Impero e opposizione cercano ingovernabilità

Il 3 dicembre 2006, il Venezuela assisterà alle proprie elezioni sullo sfondo di una lotta di potere senza precedenti. È inedita anche la chiarezza con cui le elezioni sono percepite dai settori mobilizzati: la scelta è tra il continuare la Rivoluzione di Indipendenza Bolivariana, capeggiata dal presidente Hugo Chvez Fras, o il ritorno al tracciato imperiale della regione diretto oggigiorno da George Bush II. A differenza di anteriori frustrazioni come quelle di Jacobo rbenz in Guatemala (1951) e Allende in Cile (1973), il processo bolivariano, oltre a mostrare innegabili progressi sociali, è subentrato alla Fuerza Armada Nacional (FAN) con valori di sovranità e indipendenza nazionale. Con questa particolarità, nell'inedito e decisivo scenario dell'ordine mondiale che cambia, l'attività e il risultato elettorale in Venezuela si convertono in elemento centrale di un movimento politico di fondo che trascende con chiarezza la cornice dello Stato nazionale, per suscitare impatti regionali ed effetti globali.
 
 
  Postato da cdcnet il 24/12/2006 (1527 letture)
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