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11 settembre 2001: Guida alla lettura
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IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!
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LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO
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Coercizione mentale: OSAMA BIN LADEN: VIVO O MORTO ?
DI DAVID RAY GRIFFIN
globalresearch.ca
Osama bin Laden è ancora vivo? Ho trattato la questione in un recente breve libro intitolato Osama bin Laden: Dead or Alive? (‘Osama bin Laden: vivo o morto?’), i cui punti principali riassumo qui di seguito.
Il trasferimento del potere dall’amministrazione Bush a quella di Barack Obama ha reso questa domanda più rilevante.
Anche se, com’è noto, George W. Bush ha affermato di volere Osama bin Laden “vivo o morto”, egli ha anche messo in chiaro di non avere intenzioni serie in proposito. Oltre a dichiarare di non essere preoccupato per via di bin Laden, Bush l’ha anche dimostrato nei fatti dirottando la maggior parte delle risorse militari americane verso l’Iraq. Naturalmente, Bush poteva non preoccuparsi di bin Laden perché sapeva non solo che questi non era implicato nell’11 settembre, ma anche che, comunque, era probabilmente morto.
Non conosco l’opinione del presidente Obama e dei suoi in merito, ma la loro retorica presuppone sia la responsabilità di bin Laden per l’11 settembre sia che egli sia ancora vivo.
Ad esempio, nel novembre 2008 in un articolo sul <i>Washington</i> Post si leggeva: <br><br> “Il presidente-eletto Barack Obama (…) intende rinnovare l’impegno degli U.S.A. nella caccia ad Osama bin Laden (…) ‘è questo il nostro nemico’, ha detto di bin Laden un consulente, ‘e quindi deve essere il nostro bersaglio principale’”.
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Postato da cdcnet il 25/10/2009 (304 letture)
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Coercizione mentale: COME MILITARI E SERVIZI SEGRETI SI SONO IMPADRONITI DELLE NOTIZIE
DI NICK DAVIES
The Independent
Dopo la serie di articoli sulla roadmap del Pentagono per il controllo dell'informazione, vi presentiamo un interessante articolo con esempi del potente apparato clandestino di propaganda creato dopo l'11 Settembre. Il seguente è un estratto pubblicato dal The Independent inglese del libro di Nick Davies "Flat Earth News: an award-winning reporter exposes falsehood, distortion and propaganda in the global media" ["Notizie dalla Terra Piatta: un premiato reporter smaschera le falsità, le distorsioni e la propaganda nei media globali" N.d.r.] (Ed. Chatto & Windus)
Nel suo nuovo e molto discusso libro, Nick Davies sostiene che i servizi segreti stanno segretamente facendo propaganda per manipolare l’opinione pubblica – e che i media semplicemente si bevono tutto.
La mattina del 9 febbraio 2004, il New York Times tratta un esclusiva ed allarmante storia. Il loro corrispondente da Baghdad, Dexter Filkins, riferiva che i funzionari americani erano venuti in possesso di una lettera di 17 pagine presumibilmente scritta dal noto terrorista Abu Musab al Zarqawi indirizzata ai capi di al Queda esortandoli ad accettare il fatto che il modo migliore per sconfiggere l’esercito americano in Iraq era dare inizio ad una guerra civile.
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Postato da cdcnet il 04/03/2008 (1120 letture)
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Coercizione mentale: La fiaba infinita
di Truman Burbank
Una grande opera di antropologia è la Morfologia della fiaba di Vladimir Propp, in cui vengono analizzate le fiabe di magia e vengono individuati gli elementi di base presenti in tali fiabe, i quali risultano essere in numero sorprendentemente limitato.
Al tempo di oggi può essere interessante analizzare la narrazione dei mass media e vedere se essa può essere studiata come una serie di varianti sulla stessa fiaba, la fiaba mass-mediatica. Qui c’è un tentativo di individuare punti di partenza.
L’aspetto strutturale Propp mostra inizialmente delle fiabe superficialmente diverse, ma chiarisce subito che esse sono facilmente raggruppabili come varianti di una singola fiaba, semplicemente guardando alla trama, all’intreccio del racconto, evitando di fissarsi sui nomi dei protagonisti o sul loro ruolo. Egli fa riferimento a Goethe, che invitava a guardare la forma (io direi la struttura) prima dei dettagli. Da alcuni punti di vista la fiaba mediatica rientra nei canoni della fiaba standard. Nel seguito un’analisi ispirata a tali idee, per quanto a volte sia differente dalle schematizzazioni di Propp.
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Postato da Truman il 06/11/2007 (1263 letture)
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Coercizione mentale: MANIPOLATI DIGITALMENTE I VIDEO DI AL-QAEDA
DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet
Un esperto analista informatico ha fornito la prova che i cosiddetti filmati di Al-Qaeda sono digitalmente falsificati ed ha inoltre denunciato senza volerlo un sorprendente dettaglio che indica chiaramente che un’organizzazione affiliata al Pentagono è la responsabile diretta del rilascio dei video.
"Neal Krawetz, un ricercatore nonché consulente per la sicurezza informatica, ha fornito oggi un’interessante presentazione alla conferenza BlackHat sulla sicurezza di Las Vegas, riguardo l’analisi delle fotografie digitali e delle immagini video alla ricerca di alterazioni o miglioramenti" (da Wired News).
"Impiegando un programma da lui scritto ( e fornito alla conferenza in CD-ROM), Krawetz è riuscito ad ottenere i tabulati delle tabelle di quantizzazione di un file JPEG (il che indica la compressione dell’immagine) e a determinare il mezzo finale con cui è stata creata l’immagine – cioé il tipo e il modello della camera in caso di immagine originale o la versione del Photoshop impiegata per alterare e ri-salvare l’immagine".
Ma la scoperta più significativa di Krawetz è giunta grazie all’analisi di un dettaglio contenuto in un video di Ayman al-Zawahiri del 2006.
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Postato da cdcnet il 10/08/2007 (1749 letture)
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Coercizione mentale: FREEDOM NEXT TIME
DI JOHN PILGER
Information Clearing House
Il titolo di questo intervento è Freedom Next Time, titolo anche del mio libro, nato con l'intento di essere un antidoto alla propaganda che troppe volte si camuffa da giornalismo. Quindi ho pensato di parlare oggi di giornalismo, della guerra raccontata dal giornalismo, della propaganda, del silenzio e di come il silenzio si possa spezzare. Edward Bernays, il cosiddetto padre delle pubbliche relazioni, scrisse di un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro paese, riferendosi al giornalismo, ai media. Questo accadeva quasi 80 anni fa, non molto tempo dopo l'invenzione del giornalismo aziendale: è una storia di cui pochi giornalisti parlano o sanno qualcosa, e che cominciò con l'arrivo della pubblicità privata.
Nel momento in cui le nuove imprese iniziarono a prendere il controllo della stampa, venne inventato ciò che fu definito "giornalismo professionale". Per attrarre le grandi agenzie pubblicitarie, la nuova stampa aziendale doveva avere una facciata rispettabile e rifarsi ai principi di obiettività, imparzialità ed equilibrio. Furono fondate allora le prime scuole di giornalismo e il giornalismo professionale venne avvolto dal mito di neutralità liberale. Il diritto alla libertà di espressione fu associato ai nuovi media e alle grandi imprese ma l'intera faccenda era "completamente fasulla", come dice giustamente Robert McChesney.
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Postato da cdcnet il 08/08/2007 (1169 letture)
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Coercizione mentale: 'AL QAEDA': FANTASIA DEI PROPAGANDISTI DELLA PAURA E DELLA GUERRA
DI DAMIAN LATAAN
Lataan.blogspot.com
Ieri (24 aprile 2007) il primo ministro australiano John Howard e la sua banda di lunatici sfruttatori della paura hanno sollecitato gli australiani, riuniti a Gallipoli per la Giornata del Soldato Australiano, a non ignorare la possibilità di una "minaccia terroristica". Nel Regno Unito il Guardian del 25/04/07 scriveva che il “capo del controterrorismo di Scotland Yard ha affermato ieri che Al-Qaida è sopravvissuta ai 6 anni di “guerra al terrorismo”, lanciata dal presidente George Bush e Tony Blair, e il suo nucleo fondamentale di comando ha mantenuto la capacità di ordinare attacchi devastanti sulla Gran Bretagna”. Come a Gallipoli. Ed in Iraq, dove a quanto sembra la concessionaria irachena di ‘al Qaeda’ si è assunta la responsabilità della morte ieri di 9 soldati statunitensi.
La bontà della affiliazione con ‘al Qaeda’ è tale che persino gli israeliani hanno tentato di mettere su un’attività di ‘al Qeada’ in Palestina. Sfortunatamente le persone del luogo hanno scoperto presto che l’affare non era genuino (a quanto pare il Mossad non aveva pagato la commissione a bin Laden) cosicché l’esercizio venne rapidamente chiuso.
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Postato da cdcnet il 05/05/2007 (1211 letture)
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Approfondimenti: INKER BELL, PINOCHET E LA FAVOLA DEL MIRACOLO DEL CILE
GREG PALAST Information Clearing House
L’ex dittatore militare cileno Generale Augusto Pinochet è morto oggi (il 10 dicembre scorso, ndt) all’età di 91 anni.
La fata di Cenerentola, Tinker Bell (1) e il Generale Augusto Pinochet hanno molto in comune.
Tutti e tre hanno compiuto buone azioni per magia. Nel caso di Pinochet, gli è stato riconosciuto universalmente il Miracolo del Cile, l’esperimento selvaggiamente riuscito sui liberi mercati, privatizzazione, deregulation ed espansione economica libera dai sindacati, i cui semi del laissez-faire si sparsero da Valparaiso alla Virginia.
Ma la zucca di Cenerentola non si è trasformata proprio in una carrozza. Anche il Miracolo del Cile è stato solo un’altra fiaba. La pretesa che il Generale Pinochet abbia generato una potenza economica fu una di quelle affermazioni la cui verità sta interamente nella sua ripetizione.
Il Cile potrebbe vantare qualche successo economico. Ma quello fu per il lavoro di Salvador Allende – che ha salvato la sua nazione, in maniera miracolosa, un decennio dopo la sua morte.
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Postato da cdcnet il 04/01/2007 (1793 letture)
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Flashback: MILOSEVIC: 15 DOMANDE (E RISPOSTE) PER I MEDIA
DI MICHEL COLLON
(Traduzione di Curzio Bettio - Soccorso Popolare di Padova)
É diventato un po’ meno difficile determinare se siamo stati informati in modo corretto sulla Jugoslavia. Avevano il diritto di presentarci la guerra della NATO come una guerra “umanitaria”? Le Grandi Potenze avevano strategie segrete? I media ci hanno raccontato menzogne e hanno diffuso propaganda di guerra? Noi vi invitiamo a prendere in considerazione questo breve test sui mezzi di informazione in modo da avere una chiara visione e saggiare come i vostri media stanno per informarvi nelle prossime ore.
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Postato da cdcnet il 16/12/2006 (4225 letture)
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Flashback: COME I NOSTRI GOVERNI USANO IL TERRORISMO PER CONTROLLARCI
DI TIM HOWELLS
La sponsorizzazione del terrorismo da parte dei governi occidentali, terrorismo che ha come bersaglio la popolazione di questi stessi governi, è sempre stato un argomento scottante. Sebbene alcuni grossi scandali abbiano avuto una seppur superficiale attenzione da parte dei media, l’argomento è stato poi rapidamente fatto sparire senza ulteriori discussioni o investigazioni. Quindi quest’anno l’apparire di due grossi studi su questo tema è un bel passo avanti e costituisce una lettura obbligata per chiunque cerchi di capire gli eventi dell’11 settembre 2001 e il mondo dopo l’11 settembre.
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Postato da cdcnet il 02/11/2006 (1419 letture)
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Coercizione mentale: SCONTRO DI CIVILTA': LA VECCHIA STORIA DEL "NUOVO TOTALITARISMO"
DI CEDRIC HOUSEZ
Reseau Voltaire
Inventare il nemico
In occasione del quinto anniversario degli attentati dell'11 Settembre 2001, il presidente degli Stati Uniti ha confermato ai suoi concittadini che la guerra contro il "totalitarismo islamico" era in corso. Ma ad uno sguardo più attento, questo concetto non ha alcuna definizione precisa così da permettere di inquadrare gruppi tra loro eterogenei per demonizzarli e giustificare eventuali attacchi. Cedric Housez rintraccia in questo articolo l'uso che la propaganda statunitense ha fatto del termine "totalitarismo" dalla Guerra fredda fino ad oggi.
"Fascislamismo", "fascismo islamico", "nuovo fascismo", "nuovo totalitarismo"... Sembra che l'ultima moda nella "guerra al terrorismo" stia nel rinnovare la denominazione "fascista" e nel ritorno della retorica anti-totalitaria. Sebbene non molto recente [1], questo fenomeno trova oggi un’eco considerevole, particolarmente incisiva nell'attualità mediatica francese del 2006.
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Postato da cdcnet il 10/10/2006 (1904 letture)
(Leggi Tutto... | 38375 bytes aggiuntivi | Coercizione mentale | Voto: 3) |
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