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11 settembre 2001: Guida alla lettura
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IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!
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LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO
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Terrore e Guerre: OPERAZIONE VENDETTA GIUSTIFICATA:
L’ATTACCO ISRAELIANO CONTRO LA FREEDOM FLOTILLA FA PARTE DI UNA STRATEGIA MILITARE PIÙ AMPIA
DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research
Il criminale di guerra e primo ministro Netanyahu, che ha ordinato l’assalto contro la flotta internazionale diretta a Gaza, era in visita ufficiale in Canada al momento dell’attacco israeliano.
L’assalto costituisce un atto di pirateria che viola la legge marittima della Convenzione delle Nazioni Unite.
L’azione di Netanyahu, che ha provocato 9 morti e circa 60 feriti, costituisce un atto criminale commesso in acque internazionali (BBC News - “Deaths as Israeli forces storm Gaza aid ship”).
Netanyahu – che crudele ironia! – si era recentemente impegnato a trovare la pace con la Palestina: “Vogliamo agire in fretta e con dialoghi diretti perché il problema che abbiamo con i palestinesi può essere risolto pacificamente e solo se ci sediamo assieme a un tavolo”.
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Postato da cdcnet il 11/06/2010 (263 letture)
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CAMPANE A MORTO PER L' UMANITA': LA CATASTROFE PETROLIFERA DELLA BP
L' ATTENTATO DI TIMES SQUARE E LA FOLLIA DELL’ AGENDA IMPERIALE DEL PETROLIO
DI LARRY CHIN
onlinejournal.com
Di fronte alla fine dell’era del petrolio e al crollo sistemico, i leader dell’impero angloamericano si sono impegnati in giochi a somma zero sempre più violenti e palesemente futili per recuperare quanto rimane di un ambiente governativo ed economico corrotto.
L’impero in crisi
Dalla catastrofe della piattaforma della BP Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, il crollo dei mercati azionari, e dalle conseguenze sanguinose delle guerre fabbricate è chiaro che l’impero ha perso il controllo del suo stesso sistema criminale.
Come ha scritto Michael C. Ruppert nel suo libro del 2004 intitolato Crossing
the Rubicon:
Ci sono molti fattori che devono gestire adesso i governanti dell’impero
americano quando guardano la loro deludente mappa del mondo. Devono:
- Ripartire risorse in diminuzione tra i competitori, alcuni dei quali
possiedono armi nucleari;
- Mantenere ed espandere il loro controllo sul gas e sul petrolio
rimanenti per assicurarsi il predominio globale e mantenere l’ordine tra
i cittadini dell’impero;
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Postato da cdcnet il 25/05/2010 (324 letture)
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CAMBIAMENTO DEGLI EQUILIBRI STRATEGICI DEL MEDIO-ORIENTE
DI THIERRY MEYSSAN Reseau Voltaire
L'insuccesso del rimodellamento Medio-Orientale, ha lasciato il campo libero ad una nuova alleanza, quella del triangolo Tehran-Damasco-Ankara. La Natura ha orrore del vuoto, e Mosca colma lo spazio lasciato vacante da Washington. Il vento ha girato e soffia forte. In alcuni mesi, è tutto l'equilibrio regionale che è stato sconvolto. L'equilibrio del Vicino-Oriente è stato modificato interamente durante gli ultimi mesi. Innanzitutto sono cambiate le capacità e le posizioni di parecchi degli attori.
- Le forze armate israeliane che avevano inanellato vittoria su vittoria
nei decenni passati, non sono più capaci di dominare il terreno.
Durante la loro offensiva contro il Libano (2006), e poi contro Gaza
(2008), hanno mostrato di aver aumentato il proprio potere distruttivo,
senza però riuscire più a raggiungere gli obiettivi prefissati,
all'occorrenza nel distruggere l’Hezbollah e Hamas.
Inoltre, il loro arsenale, alimentato a richiesta, dagli Stati
Uniti, non garantisce più loro il dominio. I loro carri sono diventati
vulnerabili agli RPG russi, mentre formavano la spina dorsale dei loro
blitzkrieg. La loro marina è minacciata dai missili suolo-mare
consegnati dalla Cina a Hezbollah, dotati oramai del sistema
anti-interferenza che mancava loro nel 2006. Infine, il loro dominio
aereo non resisterà molto tempo alla proliferazione dei S-300 russi, in
corso di consegna nella regione.
Nella foto: il triangolo Turchia, Iran e Siria, da sinistra a destra Gül, Ahmadinejad e Assad.
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Postato da cdcnet il 21/05/2010 (195 letture)
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IL FATALE PREMIO GEOLOGICO CHIAMATO HAITI
DI F.WILLIAM ENGDAHL
www.globalresearch.ca
Il presidente diventa l’inviato speciale dell’ONU nell’Haiti colpita dal terremoto.
Un affarista e predicatore neoconservatore convertito americano sostiene che gli Haitiani sono stati condannati per aver fatto un letterale ‘patto con il diavolo’.
Le organizzazioni di soccorso venezuelane, nicaraguensi, boliviane, francesi e svizzere accusano i militari americani di negare il permesso di atterraggio agli aerei che trasportano i medicinali necessari e l’acqua potabile urgentemente necessaria per i milioni di Haitiani terremotati, feriti e senzatetto.
Dietro il fumo, le macerie e il dramma infinito della tragedia umana di questo disgraziato paese caraibico, si sta svolgendo un dramma per il controllo di quella che i geofisici credono che possa essere la zona più ricca del mondo di petrolio e di gas derivato da idrocarburi dopo il Medioriente, possibilmente di grandezza maggiore del vicino Veneuela.
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Postato da cdcnet il 06/02/2010 (393 letture)
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USA E CINA: UNO PERDE, L'ALTRO VINCE
DI JAMES PETRAS Rebelion
Introduzione
Il capitalismo asiatico, in particolare Cina e Corea del Sud, è in concorrenza con gli Stati Uniti per il potere mondiale. Il potere asiatico globale ha una crescita economica dinamica, mentre gli USA perseguono una strategia di costruzione di un impero con i mezzi militari.
Lettura di una edizione del Financial Times
Anche una lettura superficiale di un singolo numero del The Financial Times – come quella del 28 dicembre 2009-ci fa capire le diverse strategie di costruzione di un impero. In prima pagina, il principale articolo sugli Stati Uniti parla dei conflitti militari in atto e della “guerra contro il terrorismo”, sotto il titolo di “Obama chiede la revisione dell’elenco delle organizzazioni terroristiche”. Paradossalmente ci sono due articoli nella stessa pagina, uno sulla Cina che parla della inaugurazione del treno passeggeri più veloce al mondo e della decisione di mantenere la loro moneta legata al dollaro USA per promuovere il loro settore di esportazioni. Mentre Obama è focalizzato sulla creazione di un quarto fronte di battaglia (Yemen) nella “guerra al terrore” (dopo l’Iraq, Afghanistan e Pakistan), il Financial Times nella stessa pagina informa che un trust della Corea del Sud ha vinto un appalto di 20.400 milioni di dollari per sviluppare l’energia nucleare ad uso civile negli Emirati Arabi Uniti, battendo i suoi concorrenti americani ed europei.
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Postato da cdcnet il 16/01/2010 (320 letture)
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L'ORDINE DEL GIORNO SEGRETO DELLO YEMEN
DIETRO GLI SCENARI DI AL-QAIDA, UN CHECK POINT STRATEGICO DEL TRANSITO DEL PETROLIO
DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca/
Il 25 dicembre scorso le autorità statunitensi hanno arrestato un nigeriano di nome Abdulmutallab a bordo di un volo della Northwest Airlines da Amsterdam a Detroit, con l’accusa di aver tentato di far saltare in aria l’aeromobile con degli esplosivi di contrabbando. Da quel momento sono state trasmesse notizie dalla CNN, dal New York Times e da altre fonti che fosse “sospettato” di essere stato addestrato nello Yemen per la sua missione terroristica. Ciò a cui il mondo è stato assoggettato è l’emergenza di un nuovo bersaglio per la ‘guerra al terrorismo’ americana, ossia un desolato stato della penisola araba, lo Yemen. Uno sguardo più approfondito al quadro generale suggerisce che il Pentagono e l’intelligence americana abbiano un ordine del giorno segreto nello Yemen.
Da alcuni mesi il mondo ha assistito ad una costante escalation del coinvolgimento militare americano nello Yemen, una terra deprimentemente povera, confinante a nord con l’Arabia Saudita, prospiciente ad un’altra terra desolata di cui si è parlato molto di recente, la Somalia.
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Postato da cdcnet il 11/01/2010 (377 letture)
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IRAN, PAKISTAN E BALUCHISTAN
DI GILLES BONALFI Mondialisation.ca
Questa nostra società dello spettacolo si basa su un pilastro fondamentale: i media. Internet però ci mostra ogni giorno che quello che ci viene propinato con l'etichetta di “informazione”, non ha niente a che vedere con la realtà.
È arrivato il momento di interessarsi a un caso particolare, quello dell'Iran.
Qualche giorno fa ho affermato che la guerra scoppierà tra non molto ed è importante condurre un'analisi precisa (e dalle fonti serie) degli annessi e connessi della futura terza guerra mondiale.
Innanzitutto, dovete sapere che la realtà assomiglia molto alle scatole cinesi. Infatti, dietro un “segreto”, spesso se ne nasconde un altro, molto più importante. Ecco perché capire il problema dell'Iran deve svolgersi su due assi: quello più evidente, il problema del petrolio, ma anche quello, più segreto, del nuovo ordine mondiale.
Tanto per cominciare, è importante precisare che l'Iran detiene il 10% delle riserve petrolifere mondiali attestate (si trova così al terzo posto dei fornitori), ma anche il 15% delle riserve di gas (secondo posto). Per meglio individuare il problema, vi consiglio di guardare sul mio blog il video “Réfléchir sur le 11 septembre” [Riflettere sull'11 settembre, NdT]: una conferenza di Daniele Ganser, (rinomato) storico specialista delle questioni del terrorismo e del petrolio.
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Postato da cdcnet il 09/11/2009 (597 letture)
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IMPERIALISMO: LA STRATEGIA DI CONTENIMENTO DI OBAMA: HONDURAS, IRAN, PAKISTAN, AFGHANISTAN
(E l'EFFETTO BOOMERANG).
DI JAMES PETRAS
Information Clearing House
I recenti eventi in Honduras e Iran, che hanno opposto regimi democraticamente eletti ad attori militari e civili filostatunitensi, intenzionati a rovesciarli, possono essere meglio compresi come una più ampia strategia della Casa Bianca progettata per contenere i consensi ottenuti dai governi e movimenti d’opposizione durante gli anni di Bush.
Secondo un modello riconducibile alle nuove politiche della Guerra Fredda di Reagan, Obama ha ampiamente aumentato il budget militare, il numero dei soldati combattenti, mirato a nuove regioni di intervento militare e appoggiato colpi militari in regioni tradizionalmente controllate dagli USA. Tuttavia, la strategia di contenimento di Obama avviene in un contesto internazionale e interno molto differente. Diversamente da Reagan, Obama affronta una prolungata e profonda recessione/depressione, enormi deficit fiscali e commerciali, un ruolo declinante nell’economia mondiale e una perdita di dominio politico in America Latina, nel Medio Oriente, nell’Asia orientale e altrove. Mentre Reagan affrontò un regime sovietico comunista in fase di decadenza, Obama si deve confrontare con una crescente opposizione mondiale proveniente da una varietà di regimi laici indipendenti, clericali, nazionalisti, liberal-democratici e socialisti e movimenti sociali ancorati a lotte locali.
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Postato da cdcnet il 03/08/2009 (961 letture)
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IL GRANDE RIARMO PLANETARIO

di JACQUES DUFOUR
Mondialisation
Il processo di riarmo planetario prosegue allegramente nel 2009 con spese militari che continuano ad aumentare ed esercitano un grave prelievo di risorse che dovrebbero servire allo sviluppo umano. Nello stesso tempo, la crisi finanziaria che imperversa su scala mondiale spinge i governi a prelevare somme astronomiche dai bilanci nazionali per salvare le fortune dei più ricchi. I due fenomeni combinati insieme generano un processo di impoverimento generale e contribuiscono alla disintegrazione delle società.
Il presente articolo ha per obiettivo una breve descrizione delle interrelazioni tra questi due processi e la proposta di un'alternativa adatta a promuovere lo sviluppo, la sicurezza e i diritti umani per tutti.
[Fonte foto:: http://kayleehardman.blogspot.com/)
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Postato da cdcnet il 29/06/2009 (532 letture)
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