Covid o non Covid, Bulldozer israeliano demolisce un asilo palestinese
Data: 20/08/2021
Argomento: Palestina


Proprio mentre un nuovo anno scolastico sta iniziando, le forze israeliane demoliscono un asilo palestinese nuovo di zecca, citando, come al solito, "mancanza di permesso" nel contesto di un'occupazione che solo raramente dispensa permessi ai non ebrei.




Ripubblicato da Palestine News and Info Agency (WAFA), 17 agosto 2021

GERUSALEMME, martedì 17 agosto 2021 (WAFA) - Fonti locali hanno riferito che le autorità di occupazione israeliane hanno demolito oggi un asilo nella città di Beit Sfafa, a sud-ovest della città occupata di Gerusalemme.

Le fonti hanno detto a WAFA che le forze israeliane hanno scortato un bulldozer della municipalità di Gerusalemme nell'area di al-Safeh, dove il pesante macchinario ha demolito un asilo appartenente a Mohammad Jum'a.

L'asilo, adiacente alla casa della famiglia Jum'a, avrebbe dovuto aprire le sue porte con l'inizio del nuovo anno scolastico.

Usando il pretesto della costruzione illegale, Israele demolisce regolarmente le case per limitare l'espansione palestinese nella Gerusalemme occupata.

Allo stesso tempo, la municipalità e il governo costruiscono decine di migliaia di unità abitative negli insediamenti illegali di Gerusalemme Est per gli ebrei con l'obiettivo di compensare l'equilibrio demografico a favore dei coloni ebrei nella città occupata.

Anche se i palestinesi di Gerusalemme Est (una parte dei territori palestinesi riconosciuti a livello internazionale e soggetti all'occupazione militare israeliana dal 1967) si vedono negati i loro diritti di cittadinanza e sono invece classificati solo come "residenti" i cui permessi possono essere revocati se si allontanano dalla città per più di qualche anno.

Sono anche discriminati in tutti gli aspetti della vita, incluso l'alloggio, il lavoro e i servizi, e non possono accedere ai servizi in Cisgiordania a causa della costruzione del muro di separazione di Israele.

Secondo un rapporto del gruppo israeliano per i diritti umani B'Tselem, l'Alta Corte israeliana potrebbe essere responsabile di crimini di guerra per le sue politiche che hanno portato all'esproprio dei palestinesi dalle loro proprietà nell'Area C della Cisgiordania.

Il rapporto, Fake Justice, mostra che il sostegno della corte alla politica di pianificazione israeliana equivale al sostegno all'esproprio e al trasferimento forzato dei palestinesi, un crimine di guerra secondo il diritto internazionale.

https://israelpalestinenews.org/








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