La lezione afgana per i servi dello Zio Sam
Data: 17/08/2021
Argomento: Afghanistan


Questa settimana il Presidente americano Joe Biden ha dichiarato di non avere “alcun rimpianto” sul ritiro delle forze americane dall’Afghanistan, mentre i miliziani talebani sembrano pronti ad invadere l’intero paese centro asiatico. Qui la lezione è: chiunque agisca come un servo per Washington, lo fa con il rischio di un tradimento finale da parte degli Stati Uniti.




Il regime fantoccio di Kabul sostenuto dagli Stati Uniti ha eseguito gli ordini di Washington per circa due decenni. Dopo 20 anni di guerra inutile che è costata la vita a centinaia di migliaia di afgani e trilioni di dollari, lo Zio Sam ha deciso di fare i bagagli, andarsene, e lasciare gli afgani al loro triste destino. Mentre i Talebani conquistano [in inglese] una dietro l’altra le capitali provinciali, le agenzie di intelligence americane avvertono [in inglese] che il regime di Kabul potrebbe cadere nel giro di un mese. E questa settimana, senza pietà, Biden ha detto agli afgani che dovevano cavarsela da soli.

Che fine hanno fatto le nobili promesse americane di “costruire la nazione” o di “combattere il terrorismo”, di “difendere la democrazia” e “proteggere i diritti delle donne”?

E’ una storia sporca, con molti precedenti storici che raccontano come, in un batter d’occhio, lo Zio Sam possa gettare in pasto ai pescecani i suoi precedenti “alleati”. Come una volta ha osservato l’anziano statista americano Henry Kissinger, gli Stati Uniti non hanno alleati permanenti, ma solo interessi.

Circa 46 anni fa, la caduta di Saigon vide gli Stati Uniti lasciare il corrotto regime fantoccio del Vietnam del Sud, che aveva sostenuto, mentre i comunisti nord vietnamiti mettevano definitivamente in fuga i sovrabbondanti pedoni americani.

Un esempio più recente di spietato tradimento da parte di Washington è stato quello di lasciare i combattenti curdi alla mercé dei Turchi quando questi ultimi hanno invaso la Siria settentrionale, durante la presidenza Trump. Chiunque accetti l’appoggio americano deve sapere che la scritta in piccolo sul contratto è sempre questa: essere scaricati in qualsiasi momento lo Zio Sam voglia o gli sia conveniente.

L’Afghanistan è forse la prova più lampante di questa slealtà americana dalla caduta di Saigon nel 1975.

E’ un monito per gli quelli che sembrano incredibilmente ancora avere fiducia nell’attaccare il proprio carro all’alleanza americana.

L’Ucraina, guidata a Kiev da un regime corrotto, sembra servilmente desiderosa di riporre tutto il suo destino nelle mani della capricciosa Washington. Secoli di storia comune con la Russia sono stati sacrificati dal regime di Kiev per ottenere la benevolenza militare di Washington. Una guerra civile di sette anni, finanziata dai 2 miliardi di dollari in aiuti militari americani, hanno distrutto la pace e la prosperità dell’Ucraina, oltre a danneggiare le relazioni di vicinato con la Russia. Possiamo essere sicuri che quando i pianificatori imperiali di Washington capiranno che è diventato inutile usare l’Ucraina come pedina contro la Russia, allora gli ucraini saranno mollati da soli a risolvere quel casino cronico.

Stessa cosa per i lacché americani degli Stati baltici. Si comportano come servi di Washington per rovinare le relazioni tra Russia e Unione Europea. Per anni i paesi baltici si sono opposti al gasdotto russo del Nord Stream 2, spingendo invece per le esportazioni di gas americano molto più costose e inquinanti. Da un giorno all’altro, Washington ha deciso che tale politica era insostenibile, e che non valesse la pena inimicarsi la Germania e il resto dell’Unione Europea. E così i lacché baltici vengono lasciati fuori al freddo a fare la figura dei cretini.

Ma non sembrano imparare. Questa settimana la Lituania ha eseguito gli ordini dello Zio Sam e ha provocato la Cina annunciando che avrebbe riconosciuto Taiwan. Questa mossa ha fatto infuriare Pechino perché mina la politica internazionale di “Una Sola Cina” di accettare Taiwan sotto la sovranità cinese. Cina ha richiamato il suo rappresentante a Vilnius e ha minacciato misure economica punitive. Come principale partner commerciale dell’Unione Europea, è sconsiderato e autolesionista incorrere nella collera della Cina. La Lituania e il resto della UE potrebbero potenzialmente subire delle perdite economiche, il tutto per seguire l’agenda geopolitica americana di ostilità nei confronti della Cina.

Attualmente, la cautela maggiore verso la slealtà americana deve averla sicuramente la traditrice isola cinese di Taiwan. Pechino ha avvertito [in inglese] che la provocatoria vendita di armi da parte di Washington sta fomentando le fazioni separatiste presenti sull’isola. La Cina ha reclamato il diritto di invadere militarmente Taiwan e di riprenderne il controllo con la forza. Tale mossa potrebbe innescare una guerra tra Stati Uniti e Cina, dato che Washington ha più volte promesso di “difendere” Taiwan.

Ma, come ci ricorda la debacle afgana, è probabile che Washington lasci i taiwanesi al loro destino in caso di confronto militare con la Cina continentale. Verrebbe versato sangue cinese su entrambi i fronti prima che Pechino affermi la sua autorità.

L’Afghanistan dimostra con brutale chiarezza che non c’è un briciolo di principi nella politica estera di Washington e nei suoi interventi militari. Le vite dei comuni cittadini americani sono sacrificabili come quelle degli stranieri fino a quando si devono fare gli interessi di Washington, a vantaggio dei suoi profitti corporativi. Quando questi interessi cessano di esistere, allora le vite perse vengono gettate nel water come la merda.

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Articolo di Finian Cunningham pubblicato su Strategic Culture il 15 agosto 2021
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.







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