Putin spara a zero sui capoccioni del W.E.F.
Data: 11/03/2021
Argomento: Russia


Perché Vladimir Putin prende posizione contro gli uomini più ricchi e potenti del mondo? Perché critica fortemente la loro “creatura prediletta”, la globalizzazione, ed il loro “Grande Reset”? Pensa davvero che questi “megapresidenti aziendali” e queste élite “dal cucchiaio d’argento” ascolteranno ciò che ha da dire o si rende conto che lo odieranno più che mai? Perché sta facendo questo?




Ecco cosa sta succedendo: alla fine di gennaio, Putin ha avuto l’opportunità di parlare (online) al World Economic Forum (WEF) a Davos, Svizzera. Il WEF è una prestigiosa assemblea di leader politici, alti dirigenti di multinazionali ed élite miliardarie, molti dei quali sono direttamente coinvolti nel massiccio progetto di ristrutturazione globale che è attualmente in corso dietro la cortina fumogena della pandemia Covid-19.

I potenti membri del WEF hanno deciso che il Coronavirus ha offerto loro l’opportunità perfetta per attuare la loro strategia distopica che include una transizione affrettata verso l’energia verde, l’I.A., la robotica, il transumanesimo, la vaccinazione universale e una “matrix” di sorveglianza completa che rileva la posizione e le attività di ogni essere umano sul pianeta.

I sostenitori di questo stato di polizia universale si riferiscono tranquillamente ad esso come “Il Grande Reset” che è l’ultimo rifacimento del più familiare “Nuovo Ordine Mondiale”. Non c’è un filo di differenza tra il Reset e il governo mondiale unico che ha preoccupato gli attivisti miliardari per più di un secolo. Questo è il gruppo a cui Putin ha fatto le seguenti osservazioni:

“Vorrei parlare più in dettaglio delle principali sfide… che la comunità internazionale sta affrontando… La prima è socioeconomica… A partire dal 1980, il PIL mondiale pro-capite è raddoppiato in termini di parità di potere d’acquisto reale. Questo è sicuramente un indicatore positivo. La globalizzazione e la crescita interna hanno portato ad una forte crescita nei paesi in via di sviluppo e hanno sollevato oltre un miliardo di persone dalla povertà… Tuttavia, la domanda principale… è quale sia stata la natura di questa crescita globale e chi ne ha beneficiato maggiormente…

… i paesi in via di sviluppo hanno beneficiato molto della crescente domanda dei loro prodotti tradizionali e anche di quelli nuovi. Tuttavia, questa integrazione nell’economia globale ha prodotto più che nuovi posti di lavoro o maggiori guadagni da esportazione. Ha avuto anche i suoi costi sociali, tra cui un significativo divario nei redditi individuali… Secondo la Banca Mondiale, negli Stati Uniti nel 2000, 3,6 milioni di persone vivevano con un reddito inferiore a 5,50 dollari al giorno, ma nel 2016 questo numero è cresciuto fino a 5,6 milioni di persone…

Nel frattempo, la globalizzazione ha portato a un aumento significativo dei ricavi delle grandi imprese multinazionali, soprattutto statunitensi ed europee… In termini di profitti aziendali, chi si è accaparrato le entrate? La risposta è chiara: l’uno per cento della popolazione.

E cosa è successo nella vita delle altre persone? Negli ultimi 30 anni, in un certo numero di paesi sviluppati, i redditi reali di più della metà dei cittadini sono stati stagnanti, non in crescita. Nel frattempo, il costo dell’istruzione e dei servizi sanitari è aumentato. Sapete di quanto? Di tre volte…

In altre parole, milioni di persone, anche nei paesi ricchi, hanno smesso di sperare in un aumento del loro reddito. Nel frattempo, si trovano di fronte al problema di come mantenere se stessi e i loro genitori in buona salute e di come fornire ai loro figli un’educazione decente…

Questi squilibri nello sviluppo socioeconomico globale sono il risultato diretto della politica perseguita negli anni ’80, spesso approssimativa o dogmatica. Questa politica poggiava sul cosiddetto Consenso di Washington con le sue regole non scritte, quando si dava la priorità alla crescita economica basata su un debito privato in condizioni di deregolamentazione e basse tasse sui ricchi e sulle corporations…

Come ho già detto, la pandemia di coronavirus ha solo esacerbato questi problemi. Nell’ultimo anno, l’economia globale ha sostenuto il suo più grande declino dalla seconda guerra mondiale. A luglio, il mercato del lavoro aveva perso quasi 500 milioni di posti di lavoro… Solo nei primi nove mesi dell’anno scorso, i guadagni persi ammontano a 3,5 trilioni di dollari. Questa cifra sta salendo e, quindi, la tensione sociale è in aumento“. (“Sessione di Davos Agenda 2021 Online Forum, Putin si rivolge al Forum economico mondiale, 27 gennaio 2021)

Perché Putin dice queste cose al suo pubblico elitario? Pensa che questi gatti grassi (*) non sappiano come funziona il sistema o come è stato originariamente impostato? Pensa che non siano consapevoli degli evidenti difetti di un sistema che sposta tutti i profitti alle corporations oscenamente ricche ed alle élite manipolatrici, mentre la gente che lavora scivola sempre più nei debiti e nella disperazione?

Putin sa come funziona la globalizzazione, così come sa chi è stato destinato a beneficiarne. Non è un segreto. Guardate questa citazione del presidente russo in un discorso di quasi 5 anni fa:

“Alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, c’era la possibilità non solo di accelerare il processo di globalizzazione, ma anche di dargli una qualità diversa e renderlo più armonioso e sostenibile. Ma alcuni paesi che si consideravano vincitori della guerra fredda, e non solo si consideravano tali ma lo dicevano anche, apertamente, decisero semplicemente di rimodellare l’ordine politico ed economico globale per adattarlo ai loro interessi.

Nella loro euforia, hanno essenzialmente abbandonato il dialogo sostanziale e paritario con gli altri attori della vita internazionale, hanno scelto di non migliorare o creare istituzioni universali, e hanno cercato invece di portare il mondo intero sotto la cupola delle loro organizzazioni, norme e regole. Hanno scelto la strada della globalizzazione e della sicurezza per se stessi, per pochi eletti, ma non per tutti”. (Presidente Vladimir Putin, riunione del Valdai International Discussion Club).

“Al vincitore appartiene il bottino”? Non è forse questo che Putin sta dicendo, che Washington ha pensato che il suo trionfo nella Guerra Fredda gli desse il diritto di creare un sistema con cui poter saccheggiare e depredare il resto del mondo impunemente?

In effetti, questo è precisamente quello che sta dicendo. E sa anche di cosa sta parlando. Putin ha seguito gli sviluppi del commercio globale per oltre 20 anni. Sa che il sistema è truccato e sa chi lo ha truccato. E ora gli sta dicendo senza mezzi termini che sono responsabili del casino in cui si trova il mondo oggi.

“Il mondo è in crisi, perché avete mandato tutto a puttane”. Questo è quello che sta dicendo. Non è un messaggio sottile, lo sta semplicemente enunciando. Guardate questo trafiletto di un suo precedente discorso, in cui mostra di essere non solo un leader capace ma anche un acuto critico delle tendenze sociali legate alla globalizzazione:

“Sembra che le élite non vedano la stratificazione crescente nella società e l’erosione della classe media… (ma la situazione) crea un clima di incertezza che ha un impatto diretto sull’animo della gente. Studi sociologici condotti in tutto il mondo mostrano che le persone in diversi paesi e in diversi continenti tendono a vedere il futuro come oscuro e tetro. Questo è triste. Il futuro non li attira, ma li spaventa. Allo stesso tempo, le persone non vedono reali opportunità o mezzi per cambiare qualcosa, influenzare gli eventi e modellare la politica. Per quanto riguarda l’affermazione che le frange estreme ed i populisti hanno sconfitto la minoranza ragionevole, sobria e responsabile, non stiamo parlando di populisti o qualcosa del genere, ma di gente comune, cittadini comuni che stanno perdendo la fiducia nella classe dirigente. Questo è il problema… ” (Presidente Vladimir Putin, riunione del Valdai International Discussion Club)

In un solo breve commento, Putin mostra di avere una migliore comprensione di “ciò che sta succedendo” in Occidente di qualsiasi idiota nel congresso di oggi. E notate come ignora la montatura sulla “giustizia razziale”, BLM, “supremazia bianca” e le altre idiozie “razziali” che vengono propagandate oggi dai media. Non si lascia ingannare da queste sciocchezze. Sa che è solo un’altra diversione promossa dai quadri di sacchi di merda che usano la politica razziale e dell’identità per nascondere il loro ruolo nella guerra di classe in corso. Questo è ciò che sta realmente accadendo. Gli uomini a cui Putin si rivolge nel suo discorso sono gli stessi che stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per sventrare la democrazia, fottere la classe media e gettare nella polvere la popolazione attiva americana. Si tratta di una vecchia guerra di classe, abbellita per sembrare un’agitazione razziale. Ecco un altro passaggio:

“…Negli ultimi 20 anni abbiamo creato una base per la cosiddetta Quarta Rivoluzione Industriale (alias-“Il grande Reset”) basata sull’ampio uso dell’IA, dell’automazione e della robotica. La pandemia di coronavirus ha notevolmente accelerato tali progetti e la loro attuazione. Tuttavia, questo processo sta portando a nuovi cambiamenti strutturali, penso in particolare al mercato del lavoro. Questo significa che moltissime persone potrebbero perdere il loro lavoro, a meno che lo Stato non prenda misure efficaci per evitarlo. La maggior parte di queste persone appartiene alla cosiddetta classe media, che è la base di ogni società moderna.

…. L’aumento dei problemi economici e della disuguaglianza sta dividendo la società, scatenando l’intolleranza sociale, razziale ed etnica. Indicativamente, queste tensioni stanno esplodendo anche nei paesi con istituzioni apparentemente civili e democratiche che sono progettate per alleviare e bloccare tali fenomeni ed eccessi.

I problemi socioeconomici sistemici stanno evocando un tale malcontento sociale che richiedono un’attenzione speciale e soluzioni reali. La pericolosa illusione che possano essere ignorati o messi all’angolo è gravida di gravi conseguenze”. (Putin, WEF)

Putin capisce che le chiusure legate alla Covid e la chiusura delle imprese “non essenziali” è solo il preludio al massiccio progetto di ristrutturazione della società che le élite hanno in serbo per noi. Hanno già lasciato milioni di persone senza lavoro e ampliato le loro capacità di sorveglianza in previsione dei disordini sociali che stanno deliberatamente suscitando. Putin pensa che questa strategia futuristica sia inutilmente sconsiderata, dirompente e non tienga conto dell’intensificarsi delle animosità sociali e dell’ampliarsi delle divisioni politiche che sono destinate ad avere un impatto catastrofico sulle istituzioni democratiche. Ma Putin sa anche che il suo appello per un approccio più cauto sarà spazzato via dai potenti miliardari che stabiliscono la politica e prendono le decisioni. Qui c’è di più:

La società sarà ancora divisa politicamente e socialmente. Questo è destinato ad accadere perché la gente è insoddisfatta non per alcune questioni astratte ma per problemi reali che riguardano tutti, indipendentemente dalle opinioni politiche che le persone hanno o pensano di avere. Nel frattempo, i problemi reali creano il malcontento“.

Questo è un tema ricorrente con Putin e dimostra che ha una comprensione più profonda di ciò che sta realmente accadendo sia negli Stati Uniti che in Europa rispetto a qualsiasi suo pari. I candidati populisti, come Trump, non hanno guadagnato slancio grazie alle loro capacità e carisma, ma perché la situazione finanziaria di milioni di americani continua a deteriorarsi costringendoli a cercare rimedi al di fuori dei candidati dell’establishment. Il disagio economico è reale e diffuso e, come nota Putin, si sta esprimendo in esplosioni di malcontento, frustrazione e rabbia. Ancora:

“Quindi, la questione chiave oggi su come costruire un programma di azioni al fine non solo di ripristinare rapidamente le economie globali e nazionali colpite dalla pandemia, ma per garantire che questa ripresa sia sostenibile nel lungo periodo, si basa su una struttura di alta qualità e su aiuti per superare il peso degli squilibri sociali. Chiaramente… la crescita economica si baserà in gran parte sugli incentivi fiscali con i bilanci statali e le banche centrali che giocheranno il ruolo chiave.

In realtà, possiamo vedere questo tipo di tendenze nei paesi sviluppati e anche in alcune economie in via di sviluppo. Un ruolo crescente dello stato nella sfera socioeconomica a livello nazionale implica ovviamente una maggiore responsabilità e una stretta interazione interstatale quando si tratta di questioni sull’agenda globale.

in vari forum internazionali vengono regolarmente fatti appelli per una crescita inclusiva e per la creazione di standard di vita decenti per tutti. Così dovrebbe essere, e questa è una visione assolutamente corretta dei nostri sforzi comuni.

È chiaro che il mondo non può continuare a creare un’economia che beneficerà solo un milione di persone, o addirittura il miliardo d’oro. Questo è un concetto distruttivo. Questo modello è squilibrato per definizione. I recenti sviluppi, comprese le crisi migratorie, lo hanno riaffermato ancora una volta”. (Putin, WEF)

Le raccomandazioni di Putin, ovviamente, saranno liquidate con un gesto della mano dagli uomini al potere. L’ultima cosa che questi sociopatici vogliono è una “crescita inclusiva… e standard di vita decenti per tutti”. Questo non è nemmeno sulla loro lista, e perché dovrebbe esserlo. Dopo tutto, sanno cosa vogliono. “Vogliono di più per se stessi e meno per tutti gli altri” (George Carlin). Che è il motivo per cui il sistema funziona in questo modo, perché è stato costruito con questo unico obiettivo in mente.

Putin riconosce anche la necessità di un maggiore intervento statale nell’economia per controbilanciare gli effetti più distruttivi del capitalismo “spacca e arraffa”. E, mentre rifiuta i cambiamenti strutturali rapidi e di vasta portata (il Grande Reset) che precipiterebbero un massiccio sconvolgimento sociale, sostiene un ruolo maggiore per lo stato nel fornire stimoli fiscali essenziali, occupazione e una più equa distribuzione della ricchezza. Questo non implica che Putin sostenga il socialismo di stato. Non lo fa. Sostiene semplicemente una forma più regolata e benigna di capitalismo che si allontana dal modello di “terra bruciata” sostenuto da potenti membri del WEF e altre organizzazioni elitarie.

Con questo in mente, Putin fa queste specifiche raccomandazioni:

“Dobbiamo ora passare dall’enunciazione dei fatti all’azione, investendo i nostri sforzi e le nostre risorse nella riduzione delle disuguaglianze sociali nei singoli paesi e nel graduale bilanciamento degli standard di sviluppo economico dei diversi paesi e regioni del mondo. Questo porrebbe fine alle crisi migratorie”.

Gli obiettivi di questa politica volta a garantire uno sviluppo sostenibile e armonioso sono chiari. Implicano la creazione di nuove opportunità per tutti, condizioni in cui tutti potranno svilupparsi e realizzare il loro potenziale indipendentemente da dove sono nati e vivono

Vorrei sottolineare quattro priorità chiave, come le vedo io.

In primo luogo, tutti devono avere condizioni di vita confortevoli, compresi gli alloggi e le infrastrutture di trasporto, energia e servizi pubblici a prezzi accessibili. Inoltre, il benessere ambientale, qualcosa che non deve essere trascurato.

In secondo luogo, tutti devono essere sicuri di avere un lavoro che possa garantire una crescita sostenibile del reddito e, quindi, un livello di vita decente. Tutti devono avere accesso a un sistema efficace di educazione permanente, che è assolutamente indispensabile ora e che permetterà alle persone di svilupparsi, fare carriera e ricevere una pensione decente e prestazioni sociali al momento del pensionamento.

Terzo, le persone devono essere sicure di ricevere cure mediche efficaci e di alta qualità ogni volta che sarà necessario, e che il sistema sanitario nazionale garantirà l’accesso a servizi medici moderni.

Quarto, indipendentemente dal reddito familiare, i bambini devono poter ricevere un’istruzione decente e realizzare il loro potenziale. Ogni bambino ha un potenziale”. (Putin, Davos)

Cosa significa il fatto che l’attuale presidente della Russia sta ora gettando il suo peso in un programma che è quasi identico al Bill of Rights economico di Franklin Delano Roosevelt? Non sembra un po’ strano? Dopo tutto, Putin è un devoto cristiano ortodosso, un forte sostenitore della famiglia tradizionale, un conservatore sociale dichiarato e un sopravvissuto del fallito stato sovietico. Chi avrebbe pensato che un uomo del genere avrebbe sostenuto un programma che fornisce un livello di vita decente ad ogni membro della società, indipendentemente dalle loro circostanze?

Ma ha senso, no? Putin sta spingendo per un ritorno agli “albori” del capitalismo del 20° secolo, fortemente regolamentato, quando i salari dei lavoratori erano ancora in aumento, quando le tasse universitarie e l’assistenza sanitaria erano ancora accessibili, e quando il sogno americano era ancora alla portata dell’uomo medio. Le persone erano più felici allora, perché sentivano che se si impegnavano, lavoravano sodo e mettevano i loro risparmi in banca, alla fine avrebbero raggiunto il loro obiettivo. Ma questo non è più vero. La gente è molto più pessimista ora e non crede più che l’America sia la terra delle opportunità.

Putin vuole riaccendere quell’ottimismo. Vuole evitare disordini sociali implementando programmi che forniscono una più equa distribuzione della ricchezza. Questo non è un ritorno al comunismo. È un modo sensato per ammorbidire gli effetti più duri del capitalismo sfrenato, che attualmente sta devastando l’Occidente. Ancora Putin:

“Questo è l’unico modo per garantire uno sviluppo economicamente sostenibile dell’economia moderna, in cui le persone sono percepite come il fine, piuttosto che il mezzo… Una strategia, attuata anche dal mio paese, imperniata proprio su questi approcci. Le nostre priorità ruotano intorno alle persone, alle loro famiglie, e mirano a garantire lo sviluppo demografico, a proteggere le persone, a migliorare il loro benessere e a proteggere la loro salute. Stiamo lavorando per creare condizioni favorevoli per un lavoro degno e conveniente e un’imprenditoria di successo e per garantire la trasformazione digitale come fondamento di un futuro high-tech per tutto il paese, piuttosto che per un gruppo ristretto di aziende.

Intendiamo concentrare gli sforzi dello Stato, della comunità imprenditoriale e della società civile su questi compiti e attuare una politica di bilancio con i relativi incentivi negli anni a venire….” (Putin, Davos)

Immaginate un leader politico che metta davvero i bisogni e il benessere del suo popolo prima degli interessi speciali dei suoi ricchi finanziatori e dei suoi loschi amici aziendali. Immaginate un leader che si trovasse faccia a faccia con i grandi finanziatori e dicesse loro che il loro sistema “faceva schifo” e che stavano prendendo troppo per se stessi senza lasciare niente a nessun altro. Immaginate un leader che si attirasse maggiori critiche, intimidazioni, demonizzazioni e sanzioni punitive per aver “detto la verità al potere”, al fine di stare dalla parte dei lavoratori comuni, dei pensionati, degli esclusi e delle altre vittime di questo sistema di fregatura globalista.

La ragione per cui Putin ha parlato alla conferenza del WEF e si è messo a rischio, è perché Putin è uno dei “buoni” che crede davvero che tutti meritino una possibilità di una vita decente. Ed è questo che distingue Putin dagli altri leader del mondo di oggi. Non si limita a “sparare parole”, ma “fa ciò che dice”.

(*) scelta del traduttore; i russi usano “nachaltsvo”, appunto i gatti grassi, per indicare i ricconi

 

Link: https://www.unz.com/mwhitney/putin-blasts-w-e-f-honchos-at-davos-gabfest/

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte







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