Bolivia: Evo Morales si dimette di fronte all'attacco fascista
Data: 10/11/2019
Argomento: Americhe


Il presidente boliviano si è dimesso per impedire alla violenza dell'opposizione di fare vittime nella nazione.



Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha annunciato le sue dimissioni dalla carica dopo che gruppi di opposizione, che non vogliono riconoscere i risultati elettorali dello scorso 20 ottobre, hanno lanciato un'ondata di violenza.

L'escalation della violenza da parte di questi gruppi ha portato all'attacco di militanti e leader del Movimento verso il socialismo (MAS). Stanno intimidendo i giornalisti, bruciando le residenze dei membri del MAS, inclusa la sorella di Evo, e attaccando chiunque sembri indigeno. Alcuni alleati politici e la polizia nazionale sono passati dalla parte dell'opposizione. Il paese è in piena crisi.

In un comunicato, le Forze armate (FF.AA.) hanno indicato che per ripristinare la stabilità della nazione, è necessario un cambiamento nella presidenza:

"Suggeriamo al presidente di dimettersi dal suo mandato permettendo la pacificazione e il mantenimento della stabilità della Bolivia", ha dichiarato il comandante in capo delle forze armate, William Kaiman.

Morales ha subito il crollo del suo gabinetto dopo massicce dimissioni come nei casi del vice ministro del Turismo, Marcelo Arze; della presidente del Supremo tribunale elettorale, María Eugenia Choque; del ministro della Pianificazione, Mariana Prado; così come del senatore eletto di Potosí, René Joaquino; del governatore Juan Carlos Cejas e del sindaco Williams Cervantes, dello stesso dipartimento.

Sebbene l'ormai ex presidente boliviano abbia invitato le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite (ONU) e l'Organizzazione degli Stati americani (OAS) a controllare i risultati elettorali e a convocare tutti i settori sociali in una tavola rotonda per il dialogo, ciò non è bastato a impedire che l'opposizione e gruppi di estrema destra rimanessero dispiegati nelle strade attaccando la popolazione.

Le dimissioni forzate di Morales lasciano la Bolivia con alti indici di sviluppo umano, con diritti fondamentali garantiti per la popolazione e con una crescita economica del 4,5%, secondo la Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi.

Resumen Latinoamericano








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