CONVENTION DEMOCRATICI, PROTESTE DI MASSA ANTI-CLINTON
Data: 28/07/2016
Argomento: USA


di STEPHEN LENDMAN
sjlendman.blogspot.it

Viene definita la donna più potente d'America. È anche la più insultata, una minaccia senza precedenti per la pace nel mondo e per le libertà fondamentali. La possibilità che succeda ad Obama dovrebbe terrorizzare chiunque.

I circoli dell'establishment l'adorano. I progressisti che Lunedì sono scesi in strada a Philadelphia invocavano "Hillary Mai", "Hill No", "Rinchiudetela". Decine di migliaia si sono radunati contro di lei all'esterno del Wells Fargo Center, sede della Convention, nonostante il caldo soffocante di Philadelphia.

Grazie alle mie personali esperienze di tanto tempo fa, quando studiai all'MBA (Master in Business Administation) e poi lavorai in città, so quanto in estate sia difficile da sopportare per molti giorni ed altrettante notti.



Eppure il fervore anti-Clinton ha fatto uscire in forza numeri enormi, si stima che Lunedì fossero in cinquantamila (50.000) o anche più – di gran lunga molti più di quei pochi che c'erano a Cleveland contro Trump, circa uno o duemila.

Le strade di Philadelphia sono state inondate dal fervore anti-Hillary – una repulsione di massa della base del partito per la sua imminente Nomination a candidato dei Democratici - un affronto a qualsiasi cosa democratica.

Uno stesso articolo ha definito il New York Times come l'addetto stampa pseudo-ufficiale di Hillary. La sua copertura di Lunedì si è concentrata quasi esclusivamente sulle orchestrate procedure della DNC all'interno della sala convegni – che all'esterno è in gran parte tappezzata dai manifesti delle massicce proteste.

Il giornale ha mentito sostenendo che un "migliaio" scarso di manifestanti sono scesi in strada "per sfogare la loro frustrazione". Hanno dilagato con la loro avversione anti-Clinton – come probabilmente accadrà di nuovo Martedì, quando riceverà la Nomination, e Giovedì, quando terrà il suo discorso di accettazione.

 

Lunedì, durante un pranzo che raccoglieva i suoi delegati, Sanders è stato ricoperto di fischi per aver detto: "Abbiamo dovuto eleggere Hillary Clinton e Tim Kaine".

All'interno della sala congressi fischi assordanti ed insulti urlati accompagnavano riferimenti al nome di Hillary. All'esterno alcuni hanno organizzato un finto processo. Altri ancora hanno piantato delle "lapidi per la democrazia" in un parco vicino.
Molti, forse la maggior parte, dei sostenitori di Sanders rifiutano la Clinton, definendola corrotta, una candidata illegale.
Molti cori inneggiavano: "Una è andata, avanti l'altra" riferendosi alle dimissioni di Debbie Wasserman Schultz, la Presidentessa della DNC, per i brogli elettorali a favore della Clinton.
Altri gridavano: "Diavolo, nessuna DNC. Non voteremo per Hillary!". Decine sono stati arrestati, come probabilmente molti altri ancora prima che le cerimonia giungano a termine Giovedì sera.

 

Gli elettori a Novembre dovranno scegliere tra un miliardario razzista e un'impunita criminale di guerra/truffatrice. Chiunque vinca, ci perde la gente comune di tutto il mondo.

Stephen Lendman

Stephen Lendman è nato nel 1934 a Boston, nel Massachusetts. Nel 1956 si laurea ad Harvard. Dopo due anni di servizio nell'esercito, nel 1960 consegue un Master in Business Administration alla Wharton School (Università della Pennsylvania). Lavora per sette anni come Analista di ricerca del Marketing e nel 1967 entra a far parte dell'azienda di famiglia, il "Lendman Group". Vi rimane fino alla fine del 1999, quando va in pensione. Nell'estate del 2005 inizia a scrivere sulle principali questioni mondiali e nazionali. All'inizio del 2007 inizia ad essere ospitato in radio. Oggi conduce tre volte alla settimana il programma "Progressive Radio News Hour" su Radio Network Progressive, in cui discute con illustri ospiti le maggiori questioni nazionali e mondiali. Nel 2008 vince il premio "Project Censored". Nel 2011 è il destinatario del premio "International Journalism" del prestigioso Club of Mexico's Journalists.  Ha scritto diversi libri: 
"THE IRAQ QUAGMIRE - The Price of Imperial Arrogance" (2007, con J.J. Asongu)
"HOW WALL STREET FLEECES AMERICA - Privatized Banking, Government Collusion and Class War" (2011)
"BANKER OCCUPATION - Waging Financial War on Humanity" (2012)
"FLASHPOINT IN UKRAINE - How the US Drive for Hegemony Risks World War III" (2014).
Vive a Chicago. Potete scrivergli a: lendmanstephen@sbcglobal.net

 







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