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  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

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  Iran IMPERIALISMO: LA PROSSIMA GUERRA IRANIANA

DI MJ ROSEMBERG
The Huffington Post

Sta succedendo di nuovo.

Le stesse forze - con alcune nuove aggiunte e meno alcuni disertori intelligenti - che hanno spinto gli Stati Uniti in una guerra inutile e mortale con l'Iraq, ora si stanno organizzando per la prossima guerra.

Questa volta l'obiettivo è l'Iran, che, proprio come l'Iraq, si dice sia in procinto di creare armi di distruzione di massa.

Inoltre, proprio come l'Iraq, il suo presidente è un probabile pazzo determinato a distruggere Israele.

Nel caso dell'Iraq, il presidente, Saddam Hussein, non solo minacciò di bruciare "la metà di Israele", ma effettivamente lanciò 39 missili SCUD contro Israele durante la guerra del Golfo del 1991.

Quella guerra determinò la fine del potere di Saddam.
 
 
  Postato da cdcnet il 11/06/2010 (534 letture)
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  USA IMPERIALISMO: IL SEQUESTRO DI HAITI

DI JOHN PILGER
johnpilger.com/

Il sequestro di Haiti è stato rapido e grossolano. Il 22 gennaio gli Stati Uniti hanno ottenuto il “formale beneplacito” delle Nazioni Unite di impossessarsi dei porti ed aeroporti di Haiti, e di “mettere in sicurezza” le strade. Nessun Haitiano ha firmato questo accordo, che non ha niente di legale. Regna l'egemonia, col blocco navale americano e l'arrivo di 13.000 marines, forze speciali, spie e mercenari, nessuno di questi addestrati ai soccorsi umanitari.

L'aeroporto della capitale Port-au-Prince è adesso una base militare americana e i voli di soccorso sono stati dirottati sulla Repubblica Dominicana. Per tre ore, tutti i voli sono stati sospesi all'arrivo di Hillary Clinton. I feriti gravi haitiani hanno dovuto aspettare mentre 800 residenti americani di Haiti venivano sfamati ed evacuati. Sei giorni sono trascorsi prima che l'aviazione statunitense paracadutasse bottiglie d'acqua alla gente assetata e disidratata.

 
 
  Postato da cdcnet il 01/02/2010 (304 letture)
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  USA IMPERIALISMO: IL 2010 DEGLI U.S.A: DICHIARARE GUERRA IN TUTTO IL MONDO

DI RICK ROZOFF
Stop NATO

Il primo gennaio inaugura l'ultimo anno della prima decade del nuovo millennio e di dieci anni consecutivi di guerre condotte dagli Stati uniti in medio oriente.

A partire dal 7 ottobre 2001, missili e bombe si abbattono sull'Afghanistan, le operazioni di guerra americane all'estero non si sono fermate un anno, un mese, una settimana o un giorno nel ventunesimo secolo.

La guerra in Afghanistan, il primo conflitto aereo e di terra degli U.S.A. in Asia dalle disastrose guerre in Vietnam e in Cambogia negli anni sessanta e all'inizio dei settanta, e la prima guerra di terra e campagna asiatica della N.A.T.O., cominciò alla fine della guerra in Macedonia del 2001, lanciata dalla N.A.T.O. occupando il Kossovo, una guerra in cui il ruolo delle truppe statunitensi è ancora da delineare e affrontare correttamente e che ha portato alla migrazione di quasi il 10% della popolazione della nazione.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/01/2010 (684 letture)
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  Afghanistan IMPERIALISMO: IL GRANDE GIOCO: LA GUERRA U.S.A. E NATO IN AFGHANISTAN

DI RICK ROZOFF
Stop NATO

Più di cinquanta nazioni in un unico teatro di guerra

Gli Stati Uniti (e la Gran Bretagna) cominciarono a bombardare la capitale afgana di Kabul, il 7 ottobre 2001 con missili da crociera Tomahawk lanciati da navi da guerra e sottomarini nonché con bombe sganciate da aerei da guerra; poco dopo le forze speciali americane iniziarono le operazioni di terra, un compito che è stato poi condotto dalle unità regolari dell'esercito e della Marina. I bombardamenti e le operazioni di combattimento a terra continuano da più di otto anni ed entrambi saranno intensificati a livelli record in breve tempo.

La combinazione delle forze degli Stati Uniti e della NATO rappresenterebbe un numero impressionante, superiore a 150.000 soldati. Per fare un confronto, a partire dal settembre di quest'anno ci sono stati circa 120.000 soldati americani in Iraq e solo una piccola manciata di personale di altre nazioni, quelli assegnati alle missioni di addestramento della NATO - Iraq, che si trovano ancora con loro.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/01/2010 (696 letture)
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  Iran IMPERIALISMO: E' L'ORA DEL "BOMB, BOMB, BOMB IRAN"

DI PEPE ESCOBAR
Asia Times

Gli Stati Uniti e la folla occidentale del "bombarda, bombarda, bombarda l’Iran" - isterismo portato al culmine prima dei colloqui sul nucleare multilaterale di giovedì a Ginevra - potrebbero fare di peggio che avere un incontro con il Presidente brasiliano Luiz Inç•¶io Lula da Silva.

Lula effettivamente ha parlato con il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad faccia a faccia per più di un'ora ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la scorsa settimana. Egli ha invitato Ahmadinejad in Brasile nel mese di novembre. A proposito dell’incontro, è andato dritto al punto, "Cosa voglio per l'Iran è ciò che ho sempre voluto per il Brasile - un pacifico programma nucleare civile."

Lula è un'isola di buon senso in un oceano di isterismo. Il presidente francese Nicolas Sarkozy pubblicamente ha dato una scadenza a dicembre perch l’Iran non commetta un “tragico errore ", come provocare Armageddon. Il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha ribadito che il G8 dava all'Iran solo tre mesi ancora.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama – che ha tre guerre in corso (Iraq e AfPak combo) - ha chiesto che l'Iran (che non è in guerra con nessuno) dimostri "le sue intenzioni pacifiche o renda conto alle norme internazionali e alle leggi internazionali".
 
 
  Postato da cdcnet il 06/10/2009 (316 letture)
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  Geopolitica IMPERIALISMO: LA STRATEGIA DI CONTENIMENTO DI OBAMA: HONDURAS, IRAN, PAKISTAN, AFGHANISTAN

(E l'EFFETTO BOOMERANG).

DI JAMES PETRAS
Information Clearing House

I recenti eventi in Honduras e Iran, che hanno opposto regimi democraticamente eletti ad attori militari e civili filostatunitensi, intenzionati a rovesciarli, possono essere meglio compresi come una più ampia strategia della Casa Bianca progettata per contenere i consensi ottenuti dai governi e movimenti d’opposizione durante gli anni di Bush.

Secondo un modello riconducibile alle nuove politiche della Guerra Fredda di Reagan, Obama ha ampiamente aumentato il budget militare, il numero dei soldati combattenti, mirato a nuove regioni di intervento militare e appoggiato colpi militari in regioni tradizionalmente controllate dagli USA. Tuttavia, la strategia di contenimento di Obama avviene in un contesto internazionale e interno molto differente. Diversamente da Reagan, Obama affronta una prolungata e profonda recessione/depressione, enormi deficit fiscali e commerciali, un ruolo declinante nell’economia mondiale e una perdita di dominio politico in America Latina, nel Medio Oriente, nell’Asia orientale e altrove. Mentre Reagan affrontò un regime sovietico comunista in fase di decadenza, Obama si deve confrontare con una crescente opposizione mondiale proveniente da una varietà di regimi laici indipendenti, clericali, nazionalisti, liberal-democratici e socialisti e movimenti sociali ancorati a lotte locali.
 
 
  Postato da cdcnet il 03/08/2009 (961 letture)
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  Iran IMPERIALISMO: SIETE PRONTI PER LA GUERRA CONTRO IL TANTO DEMONIZZATO IRAN ?

DI PAUL CRAIG ROBERTS
onlinejournal.com

Quanta attenzione ricevono dai media americani le elezioni in paesi come Giappone, India e Argentina? Quanti cittadini e giornalisti americani conoscono i capi di governo di paesi che non siano Inghilterra, Francia o Germania? Quanti sanno per esempio i nomi dei presidenti di Svizzera, Olanda, Brasile, Giappone o Cina?

Al contrario, tutti sanno chi è il presidente dell’ Iran, essendo questi demonizzato quotidianamente dai mezzi d’ informazione USA.

Questo fatto dimostra quanto l’ America sia ignorante. In Iran non é il presidente che detta le regole, tanto meno è egli il capo supremo delle forze armate. La sua politica non puó sconfinare oltre le regole dettate dagli ayatollah, i quali non sono disposti a rinunciare alla Rivoluzione iraniana in cambio dell’ assoggettamento agli Stati Uniti.
 
 
  Postato da cdcnet il 29/06/2009 (603 letture)
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  Iraq IMPERIALISMO: IRAQ: LASCIATE CHE SIANO I NUMERI A PARLARE

DELLA DR.SSA NAJI AL AZZAWI
BRussell's Tribunal

Cari amici,

sono orgogliosa di essere una scienziata e una ricercatrice. Ho costruito la mia carriera su teorie e numeri. Come docente insegno ai miei studenti che tutto si basa sulla scienza, tutto ha una ragione. Perciò mi sento sempre frustrata quando mi ritrovo soverchiata dai sentimenti su alcuni argomenti specifici.

Uno di questi argomenti è l'occupazione del mio paese, l'Iraq. Su questa materia trovo che non riesco a essere spassionata. Non riesco a essere la ricercatrice e l'osservatrice e discutere senza sentimento o emozione, come ci si aspetta da me a volte. Mi trovo a fare ricerca sui danni causati dalla guerra e dall'occupazione, e la mia mente freme di rabbia, i miei occhi bruciano di lacrime disperate per la situazione del mio paese.

Sei anni sono passati dall'attacco e il dolore è fresco e tagliente come lo era nel Marzo del 2003. Quest'anno ho deciso di guardare la cosa da scienziata. Non attacchero la questione con l'emozione. Lascerò che i numeri parlino da soli. Quest'anno mi rilasserò e farò la parte dell'analista, della ricercatrice, su questo argomento che è il più vicino al mio cuore.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/04/2009 (464 letture)
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  Afghanistan IMPERIALISMO: AFGHANISTAN: CAPIRE IL "GRAN GIOCO" DEL PETROLIO

DI SEBASTIAN PELLEGRINO
Visiones Alternativas

La Casa Bianca concentra i suoi sforzi bellici in Afghanistan, scenario strategico della disputa globale per le maggiori riserve e risorse energetiche dell’Asia.

Le prime decisioni importanti prese dalla nuova amministrazione americana in materia di politica estera, sembrano accordarsi con le premesse pre-elettorali di Barack Obama a riguardo “dei solidi ideali di libertà Americana”. Guantanamo potrebbe essere…il ritiro delle truppe dall’Iraq potrebbe essere…

Apparenza, presunzione e vacuità sono i parametri con cui questa amministrazione gioca prima di esteriorizzare ed applicare una misura extraterritoriale. La componente religiosa, retrogusto della dottrina del “Destino Manifesto”, è la favorita di Obama.

La cuspide dei labirinti discorsivi a fine di febbraio annunciò il prossimo destino delle truppe dell'Iraq. “È mia intenzione ritirare tutte le truppe militari americane dall’Iraq per la fine del 2010” disse l’inquilino della Casa Bianca, anche se lascerà 50.000 soldatti effettivi per “cooperare” con il paese del Golfo Persico.

Nella foto: guerriglieri talebani.
 
 
  Postato da cdcnet il 28/04/2009 (509 letture)
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  Miscellanea IMPERIALISMO: NATO: IL PITBULL IMPERIALE

DI EDWARD S. HERMAN
Z Magazine

Uno dei cliché più falsi della storia dei paesi occidentali dopo la Seconda Guerra mondiale è che la NATO sia stata creata come un'organizzazione difensiva per contrastare la minaccia di un attacco sovietico all'Europa dell'Ovest. E' assolutamente falso!

Certo, la minaccia sovietica ha giocato un ruolo fondamentale nella propaganda occidentale, ma un gran numero dei più importanti dirigenti politici USA o dell'Europa occidentale dietro le quinte riconoscono che la suddetta invasione sovietica non aveva nulla di una minaccia reale. L'Unione Sovietica veniva dall'essere stata devastata e, pur possedendo un notevole esercito, era stremata e aveva bisogno di tempo per recuperare. Gli USA da parte loro erano in piena crescita, la guerra aveva rivitalizzato la loro economia, non avevano subito alcun danno di guerra e nel loro arsenale disponevano di una bomba atomica di cui avevano dimostrato l'efficacia all'Unione Sovietica uccidendo un quarto di milione di Giapponesi a Hiroshima e Nagasaki.
A Washington si prendeva seriamente in considerazione di colpire l'Unione Sovietica prima che si rimettesse in forze o si dotasse essa stessa dell'arma atomica, ma questa opzione fu respinta in favore di politiche di "contenimento", di guerra economica e di altre forme di destabilizzazione. Nell'aprile del 1950, il rapporto NSC 68 (National Security Council Report 68), descrivendo la grande minaccia sovietica, invocava esplicitamente un programma di destabilizzazione mirante a un cambiamento di regime in questo paese, che alla fine si concretizzerà nel 1991.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/04/2009 (528 letture)
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