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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

  Stat

 

 
  Mondo William Engdahl: STRATEGIC CHINA RUSSIA ARCTIC COOPERATION

F. William Engdahl
journal-neo.org

Cooperation in building modern railway links, deep water ports and mining infrastructure in Russia’s Arctic and Murmansk Peninsula in the far north is becoming a strategic new element binding China and Russia. Its implications are worth a closer look.

On March 29 a high-level delegation from the Chinese Government and private companies will meet with their Russian government counterparts in the ancient seacoast city of Arkhangelsk on the White Sea at the mouth of the Northern Dvina River. The city is strategic as it is now navigable by ship year-around owing to technology improvements in Russian icebreakers. The occasion of the March 29 gathering is the fourth meeting of The Arctic: Territory of Dialogue forum since its creation by Russia in 2010. Among the agenda topics will be China-Russia cooperation in development of projects including the Belkomur railway and the Arkhangelsk deepwater port.

 
 
  Postato da cdcnet il 21/03/2017 (147 letture)
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  Europa William Engdahl: VATICAN, BILDERBERG AND A 'MIGRATION' CRISIS

F. William Engdahl
journal-neo.org

The annual meeting of the secretive Bilderberg Group took place this year in Dresden, Germany from June 9-12. Notable is their terminology in an official press release announcing topics for discussion. Point three (not necessarily in terms of importance) is curiously titled “Europe: migration, growth, reform, vision, unity.” Curious is the choice of the word “migration” for the EU refugee crisis that began in Spring 2015 as Turkey opened the detention centers and refugee camps from Syrian war refugees and pointed them to the EU. More about that later on. Here I want to concentrate on the little-known historical ties or links between the Bilderberg Meetings, founded in 1954, and the Vatican, and the role of both in heating up the current EU refugee instability.

 
 
  Postato da cdcnet il 18/12/2016 (196 letture)
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  Ungheria William Engdahl: PROPONGO VIKTOR ORBAN PER IL PREMIO NOBEL DELLA PACE

DI F.WILLIAM ENGDAHL
New Eastern Outlook

Ora, prima che tutti voi abbiate una qualsiasi reazione, confermo di essere pienamente cosciente del fatto che il Comitato Norvegese del Nobel, che decide appunto i vincitori del Premio Nobel, scelga ispirandosi all’agenda globalista. Qualcuno potrebbe sostenere che siano addirittura corrotti. Sono altresì consapevole che in passato hanno conferito il premio a candidati non propriamente amanti della pace, come Henry Kissinger, Barack Obama, persino l’Unione Europea. Ciononostante voglio proporre il coraggioso Primo Ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, per il premio. Lasciatemi spiegare le mie ragioni.

 
 
  Postato da cdcnet il 30/11/2016 (214 letture)
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  Mondo William Engdahl: The Iran-Russia-China Strategic Triangle

F. William Engdahl
journal-neo.org

The developing economic, political and military links binding Iran, China and Russia in what I see as an emerging Golden Triangle in Eurasia, are continuing to deepen insignificant areas. This, while it seems to be US geopolitical strategy in a prospective Trump Administration to distance Washington from both Iran and from China, while dangling the carrot of lessened confrontation between Washington and Moscow–classic Halford Mackinder or Kissinger geopolitics of avoiding a two-front war that was colossally backfiring on Washington by trying to shift the power balance. At present, the dynamic of the past several years of closer cooperation by the three pivotal states of the Eurasian Heartland is gaining strategic momentum. The latest is the visit of China’s Minister of Defense and of Russian senior officials to Teheran.

 
 
  Postato da cdcnet il 21/11/2016 (215 letture)
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  Ungheria William Engdahl: SARA' L'UNGHERIA LA PROSSIMA AD USCIRE DALL'UNIONE EUROPEA ?

Hungarian prime minister Viktor Orbán DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Sarà l'Ungheria ad essere la prossima nazione a uscire dalla disfunzionale Unione Europea? La domanda non è affatto peregrina così come potrebbe sembrare. Il 2 ottobre, in Ungheria, gli elettori parteciperanno a un referendum nazionale per votare se acconsentono o meno alla dislocazione forzata di immigrati in Ungheria da parte dell'UE. Si tratta di una domanda importante in Ungheria, una terra di gente fiera e fermamente indipendentemente che ha subito 150 anni di dominio ottomano; guerre con gli Asburgo d’Austria fino a quando il compromesso austro-ungarico del 1867 ha creato una convivenza pacifica sotto la duplice monarchia d'Austria-Ungheria.

 
 
  Postato da cdcnet il 24/08/2016 (335 letture)
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  Russia William Engdahl: PUTIN 'NIET' AI NEOLIBERALI, 'DA' ALLO SVILUPPO NAZIONALE

shutterstock_428679469DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Dopo più di due anni di peggioramenti della economia e con un tasso di interesse della banca centrale del 10.5%, che rende virtualmente impossibile lo stimolo alla crescita tramite la richiesta di nuovo credito, il Presidente russo Vladimir Putin ha finalmente sciolto una situazione bloccata tra due fazioni interne. Il 25 luglio ha dato il mandato al gruppo di economisti chiamato Club Stolypin di preparare una loro proposta di crescita economica che verrà presentata al governo entro il Quarto Trimestre di quest'anno. Con questa decisione, Putin ha rigettato due fazioni economiche di stampo neo-liberal che avevano portato la Russia verso una recessione sia politica che economica con le loro dottrine occidentali del libero mercato. Questa è una mossa importantissima, che mi aspettavo già da quando ho avuto la possibilità di avere alcuni scambi di vedute durante il Forum Economico Internazionale a San Pietroburgo.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/08/2016 (497 letture)
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  Turchia William Engdahl: DIETRO IL DISPERATO TENTATIVO DI COLPO DI STATO IN TURCHIA 'FIRMATO' C.I.A.

Soldati turchi e i supporter del presidente Erdogan nella piazza di Taksim a IstanbulEngdahl sostiene l'ipotesi che dietro il tentato colpo di stato in Turchia ci sia Washington.

DI F. WILLIAM ENGDAHL
informationclearinghouse.info

La sera del 15 luglio, un gruppo di ufficiali militari Turchi ha annunciato di aver effettuato un colpo di stato e di aver assunto il controllo del paese. Dicevano che Erdogan era in fuga e che in poco tempo avrebbero ristabilito l’ordine pubblico.

L’unico problema di quegli ufficiali militari e dei loro sponsor d’oltreoceano laggiù a Langley in Virginia e a Saylorsburg in Pennsylvania – dove vive in esilio sotto la protezione della CIA il politico Turco Fetullah Gülen - è che l’azione è miseramente fallita. Dietro questo tentativo di colpo di stato ci sono ragioni ben più drammatiche, legate all’importante cambiamento geopolitico che stava compiendo l’imprevedibile leader Turco – l’ancora presidente Recep Erdogan – quando i fedelissimi di Gülen hanno tentato il loro disperato colpo di stato, poi fallito. Segue una serie di domande e risposte sui fatti verificatisi in questa zona critica dell’ordine geopolitico mondiale.

 
 
  Postato da cdcnet il 20/07/2016 (627 letture)
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  Russia William Engdahl: QUANDO SI LIBERERA' LA RUSSIA DELLA 'QUINTA COLONNA', SUO TALLONE DI ACHILLE?

34534534544DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

La Russia di Putin ha mostrato di non temere nessuno: come si spiega dunque questa deferenza verso quegli stessi ‘banksters’ che ancora danno filo da torcere alla Banca Centrale Russa?

Per tre giorni nel mese di giugno scorso – dal 16 al 18 - ho avuto la possibilità di partecipare come relatore alla Relazione Annuale dell’International Economic Forum di San Pietroburgo in Russia. Sono stato in Russia diverse volte da quando è avvenuto il colpo di stato ucraino appoggiato dagli USA nel febbraio 2014, seguito dalle deliberate escalation militari della NATO e dalle tensioni economiche sfociate poi nelle sanzioni contro la Russia.

 
 
  Postato da cdcnet il 10/07/2016 (453 letture)
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  Animali e Ambiente William Engdahl: L'EFFETTO POSITIVO DELL'ECCESSO DI CO2 NELL'ATMOSFERA

DI F.WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Dalla conferenza nel 1975 indetta da Margaret Mead per lanciare una campagna ecologista non scientifica basata sulla paura, il cui presupposto era l'affermazione falsa che le emissioni antropiche di CO2 stavano mettendo in pericolo il clima mondiale, l'ONU, innumerevoli ONG e numerosi governi hanno speso miliardi di dollari per trovare i mezzi atti a ridurre queste emissioni artificiali di CO2. In principio lo chiamarono “riscaldamento globale”, ma poi, constatato in seguito che le temperature prendevano a diminuire piuttosto che aumentare, gli autori di questa colossale truffa scientifica ne mutarono il nome in “cambiamento climatico”. Fortunatamente, per l'avvenire della vita sul pianeta, quella campagna fallì.

 
 
  Postato da cdcnet il 09/06/2016 (660 letture)
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  Europa William Engdahl: L'INCREDIBILE STORIA DEL GLIFOSATO DI BRUXELLES E LO 'SHEEP DIP'

20160DI F.WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

In una storia di corruzione a Bruxelles, quasi troppo grossolana per essere vera, la Commissione dell’Unione Europea è pronta ad approvare l’autorizzazione di utilizzare un elemento chimico provato cancerogeno, il glifosato, nonostante gli avvertimenti dell’organizzazione mondiale della sanità e da numerosi scienziati indipendenti che ne segnalano la tossicità per animali ed esseri umani. Soltanto sostenute proteste hanno costretto la UE a procrastinare a sorpresa la data prevista delle votazioni per la ri-approvazione.

Il Commissario UE alla Salute e alla sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis ha procrastinato la conferma dell’autorizzazione del glifosato questo mese, non per una coraggiosa risposta morale contro il corrotto gruppo della commissione UE per la sicurezza alimentare (EFSA) ed a favore di rinnovare l’autorizzazione all’impiego per il diserbante più usato al mondo, il glifosato. Il commissario è comunque prontissimo a concedere l’autorizzazione, nonostante il fatto che il comitato scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2015 ha catalogato il glifosato come probabile cancerogeno per animali ed esseri umani. Il commissario ha procrastinato la votazione soltanto perché quattro tra gli stati membri UE, a sorpresa, si sono rifiutati di approvare il rinnovo. Adesso Andriukaitis e il cartello dei diserbanti OGM stanno confabulando per trovare un modo alternativo di fare approvare il rinnovo nel silenzio.

 
 
  Postato da cdcnet il 28/03/2016 (561 letture)
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  Mondo William Engdahl: USA VS IRAN (WASHINGTON SOTTOVALUTA ANCORA GLI IRANIANI)

1032419918 DI F WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Di questi tempi la politica estera di Washington è dominata da qualcosa che sa di masochismo politico, non molto differente dalle argomentazioni date dalla C.I.A. sulla tortura, per legittimare il waterboarding come modello di successo per estrarre informazioni preziose dal nemico contro cui si combatte. Torna alla mente Abu Ghraib e Guantanamo. Gente che fabbrica le  guerre come il capo della CIA “honcho” John Brennan o Victoria Nuland del Dipartimento di Stato, o il neocon Ash (ash come le ceneri della guerra) Carter del Pentagono sembrano convinti che questo sia il modo per essere una grande nazione. In primo luogo bisogna far vedere di essere "poliziotti duri" e "riempire  di botte” chiunque non la pensi come loro, cioè come la nazione. Poi spingere le sanzioni fino al punto che (chi non è d'accordo) non ce la fa più economicamente, poi ci si può sedere accanto e fare il "poliziotto buono". Quegli stupidi manuali della C.I.A. e dell'esercito dicono che la tortura funziona sempre. L'unico problema è che non è così.

Questo è sicuramente vero con le tante nazioni che oggi non riecono a resistere al bullismo del "poliziotto duro" dei giochi di Washington. Quello che l'Iran sta facendo in termini di prezzi sulla vendita del suo petrolio all'estero ne è un esempio.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/02/2016 (431 letture)
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  Economia William Engdahl: LA RUSSIA STA INFRANGENDO IL MONOPOLIO DEL PREZZO DEL PETROLIO AMERICANO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

La fine del “petroldollaro” significherà la fine simultanea della capacità degli Stati Uniti di imporre l’egemonia globale.

La Russia ha appena intrapreso passi significativi che infrangeranno l’attuale monopolio del prezzo del petrolio di Wall Street, almeno per una parte ingente del mercato mondiale del petrolio. La mossa fa parte della strategia di lungo termine di dissociare l'economia russa dal dollaro americano, a tutt’oggi tallone d’Achille dell’economia russa e, in modo speciale, proprio la sua significativa esportazione di petrolio.

A novembre inoltrato il Ministro dell’Energia russo ha annunciato che si sarebbe cominciato a mettere alla prova dei mercati un nuovo parametro di riferimento per il petrolio russo. Mentre per molti questo suonerebbe come una cosa da niente, in realtà è di portata enorme. Se avrà successo, e non c'è ragione perché non lo abbia, l’accordo connesso al parametro di riferimento per i futures relativi al petrolio greggio russo, negoziato secondo tassi di cambio russi, fisserà il prezzo del petrolio in rubli e non più in dollari americani. Ciò è parte di una de-dollarizzazione, mossa che Russia, Cina e un numero crescente di altri Paesi hanno intrapreso senza tanti strepiti.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/01/2016 (555 letture)
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  Siria William Engdahl: AL TAVOLO DEL CAOS DEI RIFUGIATI SIRIANI - SOROS GIOCA DA SOLO

Philanthropist George Soros speaks during an interview with the Associated Press, Tuesday, Sept. 7, 2010, in New York.DI F. WILLIAM ENGDAHL
New Eastern Outlook 

George Soros - quello che vive speculando sui fondi - si è autodefinito filantropo, e le sue fondazioni esentasse sono un ingranaggio della macchina della guerra preventiva

Da quando, nel 1913, consigliarono a John D. Rockefeller di proteggere il suo patrimonio dalle tasse del governo, creando una fondazione filantropica che godeva di esenzioni fiscali, le fondazioni sono state utilizzate dagli oligarchi americani per mascherare tutte le loro azioni più sporche, sotto il cappello del "fare del bene per l'umanità" conosciuto come "filantropia", una cosa fatta da chi ama l'umanità. 

Non è da meno George Soros, che probabilmente ha più fondazioni esenti da tasse di chiunque altro in giro per il mondo. Le sue fondazioni Open Society hanno sedi in qualsiasi paese in cui Washington voglia mettere un 'proprio uomo', o almeno dove voglia estromettere qualcuno che non sa leggere la sua musica. Queste fondazioni giocarono un ruolo chiave nei cambi di regime avvenuti dopo il 1989 nella ex Unione Sovietica e in tutta l' Europa orientale; adesso hanno spostato la loro attenzione sulla propaganda al servizio della guerra con cui USA  e UK vogliono distruggere la stabilità della Siria, come fecero in Libia tre anni fa, creando l'attuale crisi dei rifugiati che sta travolgendo la UE.

 
 
  Postato da cdcnet il 19/01/2016 (410 letture)
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  Russia William Engdahl: LA RUSSIA PUO' RISOLVERE DA SOLA I SUOI PROBLEMI ECONOMICI

DI F. WILLIAM ENGDAHL
 journal-neo.org

Da quando Washington e l’UE hanno imposto le loro immotivate sanzioni contro la Russia, a partire dalla primavera 2014, il presidente Putin ed il suo governo hanno intrapreso lodevoli e spesso brillanti iniziative per contrastare quella che di fatto è una vera guerra finanziaria. Alla fine sono riusciti ad evitare le distorsioni profonde nel sistema economico-monetario russo. Fallire in questo, in futuro, significherebbe per la Russia mostrare al mondo il proprio tallone d’Achille. Per sua fortuna, essa è in grado di adottare delle contromisure prima ancora di dover iniziare a pensare ad una moneta alternativa al Dollaro negli scambi internazionali. Si tratta solo di guardare all’intera faccenda da una diversa prospettiva.

La chiave dell’economia russa, di ogni economia in generale, richiede di sapere chi controlla l’emissione e la circolazione della moneta e se questi sia al servizio, diretto o indiretto, di interessi privati piuttosto che del bene della nazionale.

Il caos si abbattè sull’URSS dopo la caduta del muro di Berlino all’indomani del novembre 1989. Nel luglio del 1990 uno dei primi atti del “democratico” eroe dei media occidentali Boris Yeltsin, neoeletto presidente della Repubblica un mese dopo aver dichiarato l’indipendenza dall’URSS, fu quello di modificare la costituzione all’art. 75, creando la Banca Centrale della Federazione.

 
 
  Postato da cdcnet il 22/12/2015 (774 letture)
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  Cina William Engdahl: LA CINA MUOVE I PRIMI PASSI PRUDENTI PER SPODESTARE IL DOLLARO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Mentre Washington appare ossessionata dalla volontà di umiliare in qualche modo il Presidente Cinese Xi Jinping e fargli perdere credibilità, ad inviare navi da guerra nelle acque territoriali Cinesi appena pochi giorni dopo l’incontro di Obama alla Casa Bianca con il Presidente Xi, nonchè altri atti di provocazione, il Governo Britannico si sta avvantaggiando del crescente raffreddamento dei rapporti tra Washington e Pechino. Stanno cercando di ritagliarsi un ruolo in ciò che vedono come l’ascesa della valuta Cinese, il Renmimbi (RMB) come valuta mondiale di riserva di primo piano. La Cina, da parte sua sta muovendo passi cauti verso la conquista di un ruolo di primo piano per il Renmimbi, qualcosa che potrebbe potenzialmente preparare la strada a un uscita della Cina, e di tanti altri dal dollaro come valuta principale di riferimento e dalla necessità di detenere buoni del Tesoro USA.

Xi si è recato in visita ufficiale a Londra alla fine di Ottobre allo scopo di incontrare, non soltanto il Primo Ministro Cameron, ma anche la Regina. Dopo i colloquii con Cameron, il Presidente Cinese ha proclamato che Cina e Gran Bretagna costruiranno una “strategia globale condivisa e comprensiva” per il 21esimo secolo. Dal punto di vista della Gran Bretagna è una mossa scaltra rivolta alle istituzioni finanziarie della City di Londra per ufficializzare la volontà che il loro futuro finanziario sia saldamente legato alle sorti Cinesi mentre il dragone Cinese rende la sua moneta, il Renmimbi, una delle monete principali per i commerci internazionali, nonchè valuta di riserva riconosciuta. Sono anche brutte notizie per gli investitori in dollari, dal momento che è chiaro che Pechino avrà sempre meno interesse a supportare un sistema basato sul dollaro rigonfio di debiti negli anni prossimi venturi.

 
 
  Postato da cdcnet il 15/12/2015 (567 letture)
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  Mondo William Engdahl: IN CHE MODO ISRAELE E L'ISIS SONO CULO E CAMICIA

DI F.WILLIAM ENGDAHL
darkmoon.me

Quest’articolo è un altro pezzo del rompicapo. Ci fornisce informazioni cruciali che ci rendono in grado di vedere attraverso la nebbia che circonda le connessioni tra gli USA, Israele, Turchia e l’organizzazione più fanatica a livello mondiale: ISIS, ISIL, Stato Islamico o Daesh.

Il cosiddetto Stato Islamico non è ciò che afferma di essere. Così come la Federal Reserve, che non è federale e nemmeno ha riserve, lo Stato Islamico non è Islamico e nemmeno è uno Stato. È un gruppo terrorista che è stato creato dall’intelligence americana e da mercenari alleati dei sionisti, addestrati presso le basi CIA in Giordania e lasciati a dare libero sfogo sulla popolazione di Siria e Irak, per destabilizzare quei Paesi, in assistenza a Israele.

Ciò non doveva decisamente accadere. Sembra che un soldato israeliano con il rango di colonnello sia stato “colto in flagrante con l’IS." Con ciò intendo che è stato catturato da soldatidell’esercito iracheno, nel bel mezzo di un branco di terroristi del cosiddetto IS o Stato Islamico o ISIS o DAESH, a voi la scelta. Sotto interrogatorio da parte dell’intelligence irachena ha rivelato, a quanto pare, il ruolo dell'IDF (NdT. Israel Defense Forces) di Netanyahu nel dare supporto all’IS.

 
 
  Postato da cdcnet il 13/12/2015 (759 letture)
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  Russia William Engdahl: CHE SENSO HA UNA GUERRA MONDIALE 'PREVENTIVA' CONTRO LA RUSSIA?

DI F. WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Washington continua a collezionare brutte figure internazionali a causa della sua manifesta inabilità di contrastare l’impressione, ormai diffusa nel mondo, che la Russia, che spende meno del 10% di quanto spende il Pentagono in termini di bilancio annuo per la Difesa, sia stata in grado di fare di più contro l’ISIS in sole 6 settimane in Siria che quanto l’intera mitica campagna di bombardamenti della US Air Force non abbia risolto in quasi un anno e mezzo. Un aspetto che attrae particolarmente attenzione è la dimostrazione in campo da parte dei Russi del possesso di nuove tecnologie che smentiscono la largamente accettata visione Occidentale che dipinge la Russia come poco più che una arretrata esportatrice di carburanti e materie prime grezze.

I risultati di una recente riorganizzazione del complesso militare-industriale di Stato Russo, parallela a una riorganizzazione delle forze armate di era sovietica ad opera del Ministro della Difesa Sergey Shoigu sono visibili negli attacchi condotti fin adesso contro l’ISIS ed altri gruppi terroristici sul territorio Siriano. Le capacità militari Russe hanno sicuramente fatto cambiamenti epocali dagli anni della guerra fredda ad oggi.

 
 
  Postato da cdcnet il 27/11/2015 (699 letture)
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  Portogallo William Engdahl: PORTUGAL, THE EUROZONE'S NEXT GREECE

34234234222F. William Engdahl
journal-neo.org

The illusion that all is well in the Euroland following the brutal Greek austerity agreement this summer is soon to be rudely disrupted by a new Eurozone crisis, this in what was hailed as the IMF and ECB “success story”–Portugal. Very soon, perhaps in a matter of weeks, it will become clear again, as in Greece, or in Germany in 1931, that austerity, spending cuts and tax increases are not a way out of a national economic crisis.

The October 4 national parliament elections have blown the pretty facade off of a game of statistical manipulation, financial tricks and outright fraud that allowed a conservative free market government to claim success in ending Portugal’s severe economic crisis.
 
 
  Postato da cdcnet il 08/11/2015 (446 letture)
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  Russia William Engdahl: RUSSIA GETS VERY SERIOUS ON DE-DOLLARIZING

Putin_wenjiabao1By F. William Engdahl
June 12, 2015 "Information Clearing House" - "NEO"

Russia is about to take another major step towards liberating the Ruble from the Dollar System. Its Finance Ministry just revealed it is considering issuing Russian state debt in Chinese Yuan. That would be an elegant way to decouple from the dependence and blackmail pressures from the US Treasury financial terrorism operations while at the same time strengthening the bonds between China and Russia–Washington’s worst geopolitical nightmare.

Russian Deputy Minister of Finance, Sergei Storchak, announced that his ministry is making a careful study of what would be required to issue Russian bonds denominated in Chinese Yuan. The latest news is part of a long-term strategy between Russia and China that goes at the heart of American hegemony—the role of the dollar as the leading world central bank reserve currency.

 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2015 (423 letture)
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  Russia William Engdahl: E SE PUTIN STESSE DICENDO LA VERITA' ?

DI WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org

Il 26 aprile scorso la principale emittente televisiva nazionale della Russia, Rossiya 1, ha celebrato il presidente Vladimir Putin in un documentario creato per il popolo russo nel quale venivano esposti gli eventi dell' ultimo periodo storico, compreso l' evento dell' annessione della Crimea, quello del colpo di Stato in Ucraina supportato dagli Stati Uniti, e lo stato generale dei rapporti fra Russia e Stati Uniti e Unione Europea. Nelle sue parole si è potuta apprezzare la  franchezza e la schiettezza. Nel bel mezzo del suo intervento l' ex capo del KGB russo ha  “sganciato una bomba” politica comunque già di conoscenza dei servizi segreti russi da circa due decenni.

Putin ha dichiarato senza mezzi termini, che, a suo parere, l' Occidente sarebbe stato contento nell' avere una Russia debole, sofferente e mendicante, condizione che però, chiaramente, dato il loro carattere e l'indole, il popolo russo non sarebbe disposto a subire. Durante il suo intervento, il presidente russo ha detto, per la prima volta pubblicamente, qualcosa che in realtà l' intelligence russa conosce già da quasi due decenni, rimasta però in silenzio fino a quel momento, molto probabilmente, nella speranza di un' epoca di migliori e tranquille relazioni fra Russia e Stati Uniti.

 
 
  Postato da cdcnet il 26/05/2015 (1075 letture)
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  Salute William Engdahl: LA POLIO O QUALCOSA DI PIU' SINISTRO ?

DI WILLIAM ENGHDAL
journal-neo.org

La polio è una cosa di cui vanto una conoscenza più che passeggera. Due giorni prima del mio quinto compleanno un medico di Minneapolis mi diagnosticò la malattia (polio). Ho imparato solo decenni dopo che non era polio, o poliomielite o paralisi infantile com’è (stata) spesso chiamata. Tutto questo avveniva poco dopo la seconda guerra mondiale.

Poi, un paio di anni più tardi, ci presentarono Jonas Salk e il vaccino antipolio, e il mondo credette che con l’introduzione di tale vaccino e della variante “Sabin”, la poliomielite sarebbe stata eradicata completamente. La realtà è che la polio non era e non è un "virus" e, nonostante i vaccini di Salk e Sabin, la malattia non è scomparsa.

 
 
  Postato da cdcnet il 22/04/2015 (832 letture)
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  Cina William Engdahl: PIAZZA TIENANMEN, 4 GIUGNO 1989: COSA SUCCESSE DAVVERO ?

DI WILLIAM ENGDAHL
rt.com

Questa settimana cade il venticinquesimo anniversario di quello che, nel mondo, è stato definito come un massacro perpetrato dall’esercito cinese contro “migliaia” di studenti, che manifestavano pacificamente a favore della democrazia in piazza Tienanmen - a Pechino.

La risposta del’occidente fu quella di demonizzare il governo cinese e di imporre sanzioni economico-militari, che in molti casi sopravvivono tutt’oggi. La recente scoperta di un telegramma diplomatico inviato dall’allora ambasciatore USA in Cina, James E. Lilley, a Washington, mette in nuova luce cosa veramente accadde quel 4 Giugno.

 
 
  Postato da cdcnet il 07/06/2014 (537 letture)
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  Europa William Engdahl: IL PIANO DIFENSIVO DELLA MONSANTO

L’INGANNO DEGLI OGM MONSANTO IN EUROPA.

DI WILLIAM F. ENGDAHL
Global Research

Il 31 maggio i titoli di testa dei media mondiali erano simili a questo, preso da Reuters: “la Monsanto fa un passo indietro sulle colture OGM in Europa.” La fonte originale della storia è da attribuire a un giornale tedesco di sinistra, TAZ , il quale ha pubblicato estratti di un’intervista al portavoce ufficiale della Monsanto Germany.

Stando a quel che si dice Ursula Lüttmer-Ouazane avrebbe dichiarato al TAZ che “Siamo arrivati alla conclusione che al momento non godiamo di largo consenso.”

 
 
  Postato da cdcnet il 21/06/2013 (512 letture)
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  Salute William Engdahl: LO SCANDALO DEGLI OGM

GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Uno dei grandi misteri di cui è intrisa la diffusione di piante OGM in tutto il mondo fin da quando, agli inizi degli anni ’90, negli Stati Uniti e in Argentina vennero autorizzati i primi raccolti per il commercio, è stata l'assenza di studi scientifici indipendenti sui possibili effetti a lungo termine di una dieta a base di piante OGM sugli esseri umani o addirittura sui topi. Ora è venuta a galla la vera ragione. Le aziende agro-alimentari OGM come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altri ne vietano la ricerca indipendente.

Un editoriale dell’agosto 2009 dell’autorevole rivista mensile scientifica americana, Scientific American, rivela la scioccante e inquietante realtà dietro la proliferazione fin dal 1994 di prodotti OGM in tutta la catena alimentare del pianeta.

 
 
  Postato da cdcnet il 26/01/2013 (1074 letture)
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  Economia William Engdahl: IL PERCHE' DELL'ESORBITANTE IMPENNATA DEL PREZZO DEL PETROLIO

PEAK OIL O SPECULAZIONI DI WALL STREET?

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Sin da circa l'ottobre dell'anno passato, il prezzo del greggio sulle borse merci mondiali è esploso. Diverse persone offrono diverse versioni. La più comune è la convinzione nei mercati finanziari che lo scoppio di una guerra tra Israele e l'Iran, tra gli Stati Uniti e l'Iran oppure tra tutti e tre sia imminente. Altri fronti sostengono che il prezzo stia aumentando inesorabilmente a causa del superamento del cosiddetto "Peak Oil", il picco del petrolio, il punto di una curva gaussiana immaginaria in cui la metà delle riserve conosciute sono esaurite, mentre la quantità estratta diminuirà parallelamente all'impennata dei prezzi.

 
 
  Postato da cdcnet il 18/03/2012 (1085 letture)
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  Africa William Engdahl: LA NIGERIA, TRASCINATA NEL CAOS E NELLA GUERRA CIVILE

IL RUOLO DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

La Nigeria, la nazione più popolata e il più grande produttore di petrolio dell’Africa, è con sistematica evidenza, oramai immersa nel caos e nella guerra civile. La recente e improvvisa decisione del Governo di Goodluck Jonathan di togliere i sussidi alla benzina e a altri carburanti importati ha un retroterra più sinistro della semplice corruzione, e il Fondo Monetario Internazionale, con sede a Washington, svolge un ruolo fondamentale. La Cina sembra essere chi andrà a perderci, assieme al popolo nigeriano.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/02/2012 (1649 letture)
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  Russia William Engdahl: IL VERO CRIMINE DI MIKHAIL KHODORKOVSKY

DI F: WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

La decisione finale del processo russo contro l’ex oligarca del petrolio Mikhail Khodorkovsky ha provocato drammatiche dichiarazioni di protesta da parte dell’amministrazione americana di Obama e dei governi di tutto il mondo, etichettando la giustizia russa come tirannica e anche peggio. Ciò che viene accuratamente omesso dalla storia di Khodorkovsky è, tuttavia, la vera ragione per cui Putin ha arrestato ed imprigionato l’ex capo del più grande gigante petrolifero privato della Russia, Yukos. Il vero crimine di Khodorkovsky non è stato il furto di beni russi per una carenza ai tempi da briganti di Yeltsin.

Il vero crimine di Mikhail Khodorkovsky sta nel fatto che egli era parte di un’operazione dell’intelligence occidentale per smantellare e distruggere ciò che rimane della Russia come stato funzionante. Alla luce dei fatti, la giustizia mossa contro di lui è mite in confronto agli standard di Stati Uniti e Inghilterra per coloro che vengono condannati di tradimento contro lo stato.

La prigione delle torture di Obama a Guantanamo è solo un esempio delle diverse misure di Washington.

 
 
  Postato da cdcnet il 18/01/2011 (1043 letture)
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  Animali e Ambiente William Engdahl: COLTURE GENETICAMENTE MODIFICATE: LA CATASTROFE OGM NEGLI USA

UNA LEZIONE PER IL MONDO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Di recente, i potentati non eletti della Commissione Europea, noti per essersi sempre opposti alla diffusione di organismi geneticamente modificati (OGM) nell'agricoltura dell'UE, hanno dimostrato un cambiamento di direzione. Ad approvare l'adozione degli OGM, al fianco del presidente della commissione europea, ci sarà il nuovo Commissario all'Ambiente, il revisore contabile maltese John Dalli. L'ex Commissario all'Ambiente, il greco Staros Dimas, era, invece, un feroce oppositore degli OGM. Anche il governo cinese ha comunicato che potrebbe approvare una varietà di riso OGM. Prima che le cose si evolvano troppo, farebbero bene a osservare più attentamente ciò che succede negli USA, dove le colture geneticamente modificate sono tutt'altro che positive, anzi.

Ciò che viene meticolosamente nascosto da Monsanto e da altre aziende operanti nell'agribusiness, che pubblicizzano colture modificate geneticamente come alternativa a quelle convenzionali, è il fatto che in tutto il mondo, fino ad oggi, le colture OGM sono state utilizzate e brevettate solo per due motivi, il primo dei quali è la tolleranza ai velenosissimi erbicidi chimici al glifosate, che Monsanto e altri costringono gli agricoltori a comprare, come condizione per poter utilizzare i loro semi OGM. La seconda ragione è la resistenza a dei particolari insetti. Contrariamente ai miti promossi dai giganti dell'agribusiness per soddisfare i loro interessi, non esiste un seme OGM in grado di assicurare un raccolto più ricco o che richieda meno erbicidi chimici tossici. Questo semplicemente perchè non porterebbe alcun profitto.

Il disastro delle super erbacce

Come ha notato l'illustre biologa e oppositrice agli OGM, la Dott. ssa Mae-Wan Ho, dell' Institute of Science di Londra, le aziende come Monsanto rendono i semi immuni agli erbicidi, grazie a un gene non sensibile al glifosate, che codifica l'enzima colpito dall'erbicida. L'enzima deriva da un batterio del suolo, l'Agrobacterium tumefaciens. L'immunità agli insetti è dovuta a una o più tossine derivanti dal batterio del suolo BT (Bacillus thuringiensis). Gli Stati Uniti hanno iniziato la coltivazione su larga scala di piante geneticamente modificate, soprattutto soia, grano e cotone, intorno al 1997. Oggi, le colture genericamente modificate occupano tra l'85% e il 91% delle aree coltivate con le tre colture principali degli USA, che sono appunto la soia, il grano e il cotone, per un totale di circa 70 milioni di ettari.

 
 
  Postato da cdcnet il 01/09/2010 (5642 letture)
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  Americhe William Engdahl: IL FATALE PREMIO GEOLOGICO CHIAMATO HAITI

DI F.WILLIAM ENGDAHL
www.globalresearch.ca

Il presidente diventa l’inviato speciale dell’ONU nell’Haiti colpita dal terremoto.

Un affarista e predicatore neoconservatore convertito americano sostiene che gli Haitiani sono stati condannati per aver fatto un letterale ‘patto con il diavolo’.

Le organizzazioni di soccorso venezuelane, nicaraguensi, boliviane, francesi e svizzere accusano i militari americani di negare il permesso di atterraggio agli aerei che trasportano i medicinali necessari e l’acqua potabile urgentemente necessaria per i milioni di Haitiani terremotati, feriti e senzatetto.

Dietro il fumo, le macerie e il dramma infinito della tragedia umana di questo disgraziato paese caraibico, si sta svolgendo un dramma per il controllo di quella che i geofisici credono che possa essere la zona più ricca del mondo di petrolio e di gas derivato da idrocarburi dopo il Medioriente, possibilmente di grandezza maggiore del vicino Veneuela.

 
 
  Postato da cdcnet il 06/02/2010 (1429 letture)
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  Medio Oriente William Engdahl: L'ORDINE DEL GIORNO SEGRETO DELLO YEMEN

DIETRO GLI SCENARI DI AL-QAIDA, UN CHECK POINT STRATEGICO DEL TRANSITO DEL PETROLIO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca/

Il 25 dicembre scorso le autorità statunitensi hanno arrestato un nigeriano di nome Abdulmutallab a bordo di un volo della Northwest Airlines da Amsterdam a Detroit, con l’accusa di aver tentato di far saltare in aria l’aeromobile con degli esplosivi di contrabbando. Da quel momento sono state trasmesse notizie dalla CNN, dal New York Times e da altre fonti che fosse “sospettato” di essere stato addestrato nello Yemen per la sua missione terroristica. Ciò a cui il mondo è stato assoggettato è l’emergenza di un nuovo bersaglio per la ‘guerra al terrorismo’ americana, ossia un desolato stato della penisola araba, lo Yemen. Uno sguardo più approfondito al quadro generale suggerisce che il Pentagono e l’intelligence americana abbiano un ordine del giorno segreto nello Yemen.

Da alcuni mesi il mondo ha assistito ad una costante escalation del coinvolgimento militare americano nello Yemen, una terra deprimentemente povera, confinante a nord con l’Arabia Saudita, prospiciente ad un’altra terra desolata di cui si è parlato molto di recente, la Somalia.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/01/2010 (1266 letture)
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  Salute William Engdahl: OMS: IL ''PAPA DELL'INFLUENZA SUINA'' ACCUSATO DI CORRUZIONE

DI F.WILLIAM ENGDAHL
voltairenet.org

Chiamato “Dr.Flu” (Dottor Influenza), il professor Albert Osterhaus (nella foto) è il principale consigliere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la pandemia H1N1.
Da diversi anni, parla dell’imminenza di una pandemia globale e quello che sta succedendo sembra dargli ragione.
Ma lo scandalo che è scoppiato nei Paesi Bassi e che è stato oggetto di dibattito in Parlamento, ha messo in evidenza i suoi legami personali con i laboratori che fabbricano i vaccini da lui fatti prescrivere all’OMS.
F. William Engdhal spiega come un esperto senza scrupoli abbia potuto manipolare l’opinione pubblica internazionale, sopravvalutare l’impatto dell’influenza H1N1 e fare la fortuna dei laboratori in cui lavora.


Da molto tempo, il Parlamento nederlandese [1] nutriva dei sospetti sul famoso Dott. Osterhaus e aveva aperto un’inchiesta per conflitto d’interesse e malversazioni. Fuori dai Paesi Bassi e dai media nederlandesi, solo alcune righe nel'autorevole rivista britannica Science han menzionato l’inchiesta sensazionale sugli affari di Osterhaus.

 
 
  Postato da cdcnet il 07/01/2010 (1130 letture)
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  Salute William Engdahl: IMMUNITA' GIURIDICA PER I PRODUTTORI DEI VACCINI CONTRO L'INFLUENZA SUINA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Il Segretario statunitense alla Salute e ai Servizi alla persona, Kathleen Sebelius, ha appena firmato un decreto che concede ai produttori di vaccini la totale immunità giuridica da ogni azione legale che risulti da qualsiasi nuovo vaccino contro l’Influenza suina. Inoltre, il programma del Governo statunitense da 7 miliardi di dollari per velocizzare l’entrata sul mercato dei vaccini in tempo per la stagione influenzale autunnale è in corso di attuazione senza effettuare nemmeno i normali test di sicurezza. Cos’altro bolle in pentola nella campagna ufficiale di isteria dell’OMS per dichiarare il cosiddetto virus H1N1 una minaccia pandemica?

Innanzitutto, nè l’OMS nè il CDC o qualche altra istituzione scientifica ha fornito le necessarie prove scientifiche sull’esistenza del presunto nuovo virus H1N1 Influenza A, prove che richiedono che il virus venga scientificamente isolato, definito e fotografato con un microscopio elettronico: la procedura standard scientificamente accettata. Tuttavia è stata utilizzata come la base per dichiarare una minaccia “pandemica” globale.

L’attuale campagna ufficiale volta a suscitare panico sul presunto pericolo dell’Influenza suina sta rapidamente assumendo le dimensioni di un romanzo fantascientifico di George Orwell. Il documento firmato da Sibelius garantisce l’immunità ai produttori del vaccino contro l’influenza suina, in base ad una disposizione di una legge del 2006 sulle emergenze di salute pubblica.

 
 
  Postato da cdcnet il 08/08/2009 (1611 letture)
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  Cina William Engdahl: IL GIOCO NASCOSTO DI WASHINGTON NEI CONFRONTI DELLA CINA

DI WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Dopo i tragici eventi del 5 luglio nella regione autonoma cinese dello Xinjiang sarebbe opportuno vedere piu' da vicino il ruolo strategico del National Endowment for Democracy (NED), una organizzazione non governativa finanziata dagli Stati Uniti. Ci sono ancora una volta forti indizi che riguardano le implicazioni del governo statunitense con la politica interna della Cina attraverso il NED.

L’ intervento USA negli affari del Xinjiang sembra avere poco a che fare con la violazione dei diritti umani da parte delle autorita' di Pechino nei confronti degli Uiguri. Piu' che altro gli Stati Uniti sembrano preoccuparsi della posizione strategica della regione e della sua importanza nella futura cooperazione economica ed energetica della Cina con Russia, Kazakistan e altri stati dell’ Asia centrale facenti parte dell’ Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO).

 
 
  Postato da cdcnet il 23/07/2009 (1501 letture)
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  Salute William Engdahl: IL PIANO SEGRETO DI VACCINAZIONE DI SARKOZY CONTRO L'INFLUENZA SUINA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
mondialisation.ca

Secondo alcune indiscrezioni apparse su un giornale francese, il governo francese è in procinto di mettere a punto piani segreti per imporre all'insieme della popolazione una campagna di vaccinazione obbligatoria, presentata falsamente come contro eventuali influenze suine. Questo piano, senza precedenti, va anche contro le raccomandazioni dei responsabili della salute pubblica. I giganti farmaceutici beneficiano di questa misura mentre l'influenza suina spinge verso la militarizzazione della sanità pubblica e l'inutile ricorso al panico nella popolazione per portare avanti l'ordine del giorno.

Secondo un articolo dell'edizione del 30 maggio del quotidiano francese Le Journal de la Dimanche, il regime Sarkozy ha autorizzato una spesa di circa un miliardo di euro per acquistare vaccini falsamente destinati a lottare o a proteggere contro il virus H1N1 dell'influenza suina. L'unico problema è che, al momento attuale, nè l'OMS, nè il Center for Diseases Control (CDC) degli Stati Uniti sono riusciti ad isolare, fotografare al microscopio elettronico, nè a classificare chimicamente il virus Influenza A H1N1. Inoltre, nessuna pubblicazione scientifica indica che dei virologi francesi l'abbiano fatto. Rendere obbligatori dei farmaci per una malattia ipotizzata, che non è nemmeno ben definita, è perlomeno sospetto.

Ancora più bizzarra è l'ammissione della Food & Drug Administration del governo statunitense, l'organismo incaricato della salute e della sicurezza dei cittadini, secondo il quale il "test" autorizzato ad uscire anticipatamente per la verifica dell'infezione da H1N1 non è un test validato. Più precisamente, in tutti i decessi presentati fino a questo momento come prova scientifica di morte attribuibile al virus H1N1 dell'influenza suina, non esiste alcuna prova medico-legale che permetta di dire che tali decessi siano dovuti davvero a questo tipo di virus. Gli epidemiologi europei pensano che i decessi descritti finora siano "frutto del caso" o di quelle che vengono definite infezioni opportuniste.

 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2009 (2001 letture)
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  Economia William Engdahl: LA PROSSIMA ONDATA DI CRISI IN ARRIVO DALL'EUROPA DELL'EST

DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Le banche europee sono di fronte ad un’ondata completamente nuova di perdite per i mesi a venire che non sono ancora state calcolate in nessun piano di aiuti al settore bancario da parte dei governi. A differenza delle perdite delle banche americane che provengono originariamente dalle loro esposizioni in un mercato immobiliare subprime di bassa qualità e in altre forme di cartolarizzazione dei prestiti, i problemi delle banche dell’Europa Occidentale, soprattutto in Austria, Svezia e forse Svizzera nascono dagli enormi volumi di prestiti erogati durante il periodo 2002-2007 con tassi di interesse internazionali estremamente bassi a clienti nei paesi dell’Europa Orientale.
I problemi nell’Europa dell’Est che stanno emergendo solo ora con piena forza sono, se si può dire, una conseguenza indiretta delle politiche monetarie libertine della Fed di Greenspan dal 2002 al 2006, il periodo in cui ha iniziato ad avere successo lo schema Ponzi di Wall Street di cartolarizzazioni garantite da beni.

 
 
  Postato da cdcnet il 22/02/2009 (1844 letture)
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  USA William Engdahl: LA FEDERAL RESERVE PREPARA LA SCENA PER UN'IPERINFLAZIONE IN STILE WEIMAR

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global research

15 dicembre, 2008 In merito ad una richiesta proveniente da un importante servizio americano di informazione finanziaria la Federal Reserve si è seccamente rifiutata di rivelare i destinatari degli oltre 2.000 miliardi di dollari dei contribuenti americani in prestiti di emergenza e di rivelare i beni che la banca centrale sta accettando come collaterale. I loro avvocati sono ricorsi alla scusa fantasiosa che tutto questo è stato fatto per proteggere i “segreti commerciali”. Il segreto che il sistema finanziario degli Stati Uniti è fallito de facto? L’ultima mossa della Fed è un’ulteriore indicazione del livello di panico e della mancanza di una chiara strategia all’interno dei ranghi più elevati delle istituzioni finanziarie americane. L’espansione senza precedenti della Base Monetaria operata dalla Federal Reserve nelle ultime settimane prepara la scena per una prossima iperinflazione in stile Weimar, forse prima del 2010.

Il 7 novembre Bloomberg si è appellata alla legge sulla libertà di informazione chiedendo i dettagli sui termini dei nuovi undici programmi di prestito della Federal Reserve creati nel corso dell’aggravamento della crisi finanziaria.

 
 
  Postato da cdcnet il 26/12/2008 (1105 letture)
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  USA William Engdahl: LA VERITA' DIETRO LA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Globalresearch

Venerdì 21 novembre il mondo è giunto ad un passo dal più grande disastro finanziario della storia, secondo i banchieri che si trovano al centro degli avvenimenti e con i quali sono in contatto. La causa scatenante è stata la banca che solo due anni fa era la più grande d’America, Citigroup. La dimensione della nazionalizzazione de facto degli istituti bancari per 2.000 miliardi di dollari da parte del governo americano è un segnale delle scosse che devono ancora colpire altre importanti banche americane, e forse anche europee, che si pensava fossero “troppo grandi per fallire.”
Il modo maldestro con cui il Segretario al Tesoro Henry Paulson, lui stesso non un banchiere ma un “banchiere d’investimento” di Wall Street la cui esperienza è stata nel mondo alquanto diverso della compravendita di azioni e obbligazioni e nelle sottoscrizione delle stesse, ha gestito la crisi che si stava spalancando è stato peggio di un incompetente. Ha trasformato una grave situazione in una preoccupante crisi a livello globale.

 
 
  Postato da cdcnet il 30/11/2008 (1033 letture)
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  Economia William Engdahl: DIETRO IL PANICO: LA GUERRA FINANZIARIA SUL FUTURO DEL POTERE BANCARIO MONDIALE

DI F. WILLIAM ENGDAHL
engdahl.oilgeopolitics.net

Dal comportamento che i mercati finanziari europei hanno tenuto nelle scorse due settimane si può chiaramente evincere che le drammatiche vicende del tracollo e del panico finanziari sono usate a bella posta da certe influenti fazioni dentro e fuori l'Ue per dare forma al volto futuro delle banche mondiali in seguito alla disfatta dei subprime Usa e degli Asset-Backed Security (Abs) [1]. Lo sviluppo più interessante degli ultimi giorni è stata la forte e coesa posizione assunta dal Cancelliere tedesco, dal suo ministro delle Finanze, dalla Bundesbank e dalla coalizione di governo, tutti insieme contro l'ipotesi di salvataggio delle banche dell'Ue sul modello degli Stati Uniti.

I mercati azionari che perdono dal 7 al 10 per cento ogni giorno fanno scrivere titoli drammatici sui giornali e alimentano un diffuso senso di malessere ai confini con il panico tra la gente comune. Gli avvenimenti delle ultime due settimane tra le banche dell'Ue, a partire dal drammatico salvataggio di Hypo Real Estate, Dexia e Fortis, uniti all'annuncio del Cancelliere dello Scacchiere britannico, Alistair Darling, di un rapido cambiamento nella condotta circa le banche del Regno Unito che versano in cattive acque, hanno cominciato a rivelare i contorni di una risposta europea nettamente differente a quella che è nei fatti una crisi “made in Usa”.

 
 
  Postato da cdcnet il 31/10/2008 (877 letture)
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  USA William Engdahl: HENRY PAULSON HA PERSO IL CONTROLLO DELLA FINANZA E DELL' ECONOMIA USA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Online Journal

Quando Henry Paulson accettò di lasciare il suo incarico di presidente della potente banca di investimenti di Wall Street, Goldman Sachs, per andare a Washington come Segretario del Tesoro nel 2006 chiese poteri straordinari, di fatto come uno zar dell’economia. Li ottenne.

Paulson è anche a capo del Gruppo di Lavoro Presidenziale per il Mercato Finanziario – il segretario del tesoro e presidente del Federal Reserve Board, della Commissione di Sicurezza e Scambi e della Commodity Futures Trading Commission. Il Gruppo di Lavoro è l’equivalente nel mondo finanziario della stanza della guerra al Pentagono.

Paulson, e non il presidente della Fed Bernanke, è la persona che gestisce le crisi per l'amministrazione. E le sue azioni recenti indicano che ha perso il controllo dei problemi mentre questi, dalle compagnie di prestiti semigovernative Freddie Mac e Fannie Mae al collasso del mercato multimiliardario dei fondi Asset Backed Securities (ABS) all’economia reale si stanno unendo nella peggior crisi dalla Grande Depressione degli anni ’30.

“Il sistema bancario statunitense è sicuro”

In una strana eco del presidente Herbert Hoover nel 1932, durante una campagna presidenziale contro Roosevelt, in seguito al crollo della borsa e al collasso di numerose banche minori, Paulson è recentemente apparso sulle TV nazionali per dichiarare “il nostro sistema bancario è sicuro e in salute.” Ha aggiunto che la lista delle banche coinvolte è “una situazione ben gestibile.” In effetti ciò che non ha detto è che l’agenzia federale per l’assicurazione dei depositi, il Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), ha un elenco di banche problematiche che ne conta 90. In quell’elenco non sono incluse banche come Citigroup, fino a poco tempo fa la banca più grande al mondo.

 
 
  Postato da cdcnet il 04/09/2008 (931 letture)
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  Mondo William Engdahl: DIFESA MISSILISTICA: WASHINGTON E LA POLONIA PORTANO IL MONDO VERSO LA GUERRA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

La firma il 14 agosto di un accordo tra i governi degli Stati Uniti e della Polonia per lo spiegamento sul suolo polacco di ‘missili intercettori’ Usa è la più pericolosa mossa verso una guerra nucleare che il mondo abbia visto dalla crisi cubana dei missili del 1962. Lungi dall’essere una mossa difensiva per proteggere gli Stati europei della Nato da un attacco nucleare russo, come hanno fatto notare gli strateghi militari i missili Usa in Polonia pongono una minaccia esistenziale totale alla futura esistenza della nazione russa. Il governo russo ha rilasciato ripetuti avvertimenti su questo fatto a partire dal momento in cui per la prima volta i piani Usa vennero svelati all’inizio del 2007. Oggi, nonostante ripetuti tentativi diplomatici da parte della Russia di raggiungere un accordo con Washington, l’amministrazione Bush, in seguito all’umiliante sconfitta Usa in Georgia, ha esercitato pressioni sul governo polacco perchè infine firmasse l’accordo. Le conseguenze potrebbero essere impensabili per l’Europa e per il pianeta.

L’accordo preliminare per posizionare gli elementi dello scudo di difesa missilistica globale Usa è stato firmato dal viceministro degli esteri polacco Andrzej Kremer e dal capo dei negoziatori Usa John Rood il 14 agosto. In base ai suoi termini Washington prevede di posizionare 10 missili intercettori in Polonia accoppiati con il sistema radar della Repubblica ceca che afferma risibilmente essere volto a contrastare attacchi da quelli che definisce “Stati canaglia”, compreso l’Iran.

 
 
  Postato da cdcnet il 21/08/2008 (1044 letture)
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  Economia William Engdahl: LO TSUNAMI FINANZIARIO NON E' ANCORA AL CULMINE

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

I Credit Default Swap: la prossima fase di una crisi in via di sviluppo

Il meltdown dei subprime è solo la punta dell’iceberg

Mentre l’attenzione si è finora concentrata sulla crisi relativamente minore dell’insolvenza nei mutui sub-prime statunitensi quale fulcro dell’attuale crisi nei settori di finanza e credito che sta coinvolgendo il mondo bancario anglosassone, ora si comincia a mettere a fuoco un problema molto più consistente. Le obbligazioni garantite da ipoteca sub-prime o ad alto rischio – le CMO come vengono chiamate – sono solo la punta di un iceberg gigantesco fatto di crediti furbeschi che cominciano a guastarsi. La prossima crisi è già cominciata nel mercato dei Credit Default Swap, un mercato da 62 mila miliardi di dollari. Non ne avete mai sentito parlare? Allora, è tempo di darci un’occhiata.


La prossima fase della crisi in via di sviluppo nella “rivoluzione della finanza” USA-centrica sta emergendo nel mercato in relazione a quegli arcani strumenti conosciuti come Credit Default Swap o CDS. I banchieri di Wall Street devono sempre venirsene fuori con un’abbreviazione per questo genere di cose.

Come ho esposto in dettaglio nella mia precedente serie esclusiva intitolata, “The Financial Tsunami, Parts I-V” [‘Lo tsunami finanziario, parti I-V’ n.d.t.], il Credit Default Swap fu inventato alcuni anni fa da una giovane matematica dell’università di Cambridge, Blythe Masters, che lavorava per la J.P. Morgan Chase Bank a New York. L’allora neolaureata convinse il suo capo a sviluppare un nuovo e rivoluzionario prodotto di rischio, presto divenuto noto con il nome di CDS.

 
 
  Postato da cdcnet il 23/06/2008 (1231 letture)
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  Economia William Engdahl: LO TSUNAMI FINANZIARIO PARTE IV: LA CARTOLARIZZAZIONE: L'ULTIMO TANGO

DI F.WILLIAM ENGDAHL
Global research

Fine del gioco: la creazione senza freni di moneta privata

Dopo l'abolizione del Glass-Steagall Act nel 1999, agl'inizi del nuovo millennio abbiamo assistito a una stupefacente trasformazione dei mercati creditizi americani in quello che è ben presto diventato il più grande meccanismo al mondo per la creazione senza freni di moneta privata.

La Nuova Finanza è nata da un incestuoso e intercollegato, anche se informale, cartello di operatori, tutti formatisi sugli scritti di Alan Greenspan e dei suoi amici di J.P. Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e degli altri maggiori istituti finanziari di New York. La cartolarizzazione doveva garantire un "nuovo" secolo degli Stati Uniti e il suo dominio finanziario, come i suoi creatori credevano fermamente all'inizio del secolo.

Oltre al disinvolto appoggio della FED di Greenspan, il segreto della rivoluzione finanziaria era la complicità dei rami esecutivo, legislativo e giudiziario del governo USA, fino alla Corte suprema. Inoltre, per evitare ogni intoppo all'operazione, bisognava poter contare sulla complicità fattiva delle due principali società di rating, Moody’s e Standard & Poors.

 
 
  Postato da cdcnet il 13/05/2008 (999 letture)
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  Economia William Engdahl: ATTACCO SPECULATIVO. LA CRISI DEL SISTEMA FINANZIARIO MONDIALE

I predatori finanziari hanno avuto la palla
Tsunami finanziario, (parte V)


DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Danni collaterali enormi

I primi segni del crollo delle cartolarizzazioni statunitensi multitrilionarie si erano avuti a giugno 2007, con la crisi di liquidità di due hedge fund della Bear Stearns (una delle banche d'investimento più grandi e di successo a livello mondiale) che avevano largamente investito in titoli ipotecari subprime. La crisi aveva poi traversato l'Atlantico e aveva colpito una banca statale tedesca poco nota, l'IKB. A luglio 2007, la Rhineland Funding, una consociata interamente controllata dall'IKB, aveva circa 20 miliardi di euro di ABCP (Asset Backed Commercial Paper), che a metà mese gl'investitori avevano rifiutato in parte di rinnovare. La Banca centrale europea era stata quindi obbligata a immettere sul mercato un'enorme quantità di liquidità per mantenere solvibile il sistema bancario.

La Rhineland Funding aveva chiesto all'IKB di aprire una linea di credito, ma la banca dovette ammettere di non disporre di contanti o titoli in quantità sufficiente a soddisfare la richiesta della consociata, e venne salvata solo grazie a una linea di credito di emergenza di 8 miliardi di euro fornita dal suo maggiore azionista, la Kreditanstalt für Wiederaufbau (ironia della sorte, la banca che alle fine degli anni '40 aveva guidato il piano Marshall per la ricostruzione della Germania). Ben presto sarebbe apparso evidente che l'economia statunitense aveva bisogno di un nuovo Piano Marshall, o del suo equivalente finanziario; ma per il momento non c'erano donatori pronti a fare il primo passo.
 
 
  Postato da cdcnet il 21/04/2008 (1161 letture)
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  USA William Engdahl: LO TSUNAMI FINANZIARIO, PARTE III: IL GRANDE PROGETTO DI GREENSPAN

DI F.WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Il programma a lungo termine di Greenspan

Sette anni di "terapia d'urto" monetaria di Volcker hanno alimentato una crisi dei pagamenti in tutto il Terzo mondo. Miliardi di dollari di debiti riciclati in petrodollari, prestati dalle maggiori banche di New York e Londra per finanziare le importazioni di petrolio dopo l'impennata dei prezzi degli anni '70, sono improvvisamente diventati inesigibili.

Lo scenario è così pronto per la successiva fase del programma di liberalizzazione finanziaria di Rockefeller, che dovrebbe rivoluzionare la natura stessa della valuta: la rivoluzione della "nuova finanza" di Greenspan.

Molti analisti dell'era di Greenspan guardano l'aspetto sbagliato del suo ruolo e lo giudicano in primo luogo un servitore pubblico, che ha commesso, è vero, degli errori ma che in ultima analisi ha sempre salvato l'economia e le banche del paese con straordinarie operazioni di gestione della crisi finanziaria, tali da meritargli il soprannome di Maestro [1].
 
 
  Postato da cdcnet il 11/03/2008 (1704 letture)
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  Economia William Engdahl: LO TSUNAMI FINANZIARIO: LE FONDAMENTA FINANZIARIE DEL SECOLO AMERICANO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Le Fondamenta finanziarie del Secolo Americano

L'attuale e crescente crisi finanziaria globale, ufficialmente innescata nel luglio 2007 da un evento che interessava una piccola banca tedesca che deteneva beni cartolarizzati garantiti da mutui del mercato immobiliare subprime USA, può essere meglio compresa come una parte essenziale di un processo storico che risale alla fine della seconda guerra mondiale—l'ascesa e il declino del Secolo Americano.

Il Secolo Americano, orgogliosamente proclamato dal fondatore di Time-Life nonchè membro dell'establishment Henry Luce in un famoso editoriale del 1941 pubblicato sulla rivista Life, fu costruito sul ruolo preminente delle banche di New York e delle banche di investimento di Wall Street che allora avevano chiaramente sostituito la City di Londra come centro di gravità per la finanza globale.

 
 
  Postato da cdcnet il 18/02/2008 (2843 letture)
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  Animali e Ambiente William Engdahl: LA BANCA GENETICA DELL'APOCALISSE NELL'ARTICO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Bill Gates, Rockefeller e i giganti degli OGM sanno qualcosa che noi non sappiamo

Se c'è un difetto che non si può rimproverare a Bill Gates, il fondatore di Microsoft, è la pigrizia. A 14 anni era già programmatore, a 20, quando ancora studiava all'università, fondò la Microsoft, e nel 1995 Forbes lo proclamò l'uomo più ricco del mondo come maggior azionista della Microsoft, un'azienda che con la sua incessante attività è divenuta un monopolio de facto nei sistemi software per pc.

Nel 2006, quando la maggior parte della gente nella sua posizione avrebbe potuto pensare a ritirarsi in una tranquilla isola del Pacifico, Bill Gates ha deciso di dedicare le sue energie alla Bill and Melinda Gates Foundation, la più grande fondazione privata "trasparente" come ama affermare, con un'enorme dotazione di 34,6 miliardi di dollari e l'obbligo legale, se vuole mantenere il suo status di ente di beneficenza esente da tasse, di spendere 1,5 miliardi di dollari all'anno in progetti di beneficenza in tutto il mondo.
 
 
  Postato da cdcnet il 21/12/2007 (14842 letture)
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  Asia William Engdahl: LA GEOPOLITICA DIETRO LA RIVOLUZIONE ZAFFERANO IN BIRMANIA

DI F.WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Ci sono fatti e fatti. In primo luogo è un fatto, che pochi metteranno in dubbio, che la dittatura militare dell'ermetico generale Than Shwe occupa un posto di prim’ordine tra le tirannie del mondo. È anche un fatto che la Birmania ha uno degli standard di vita più bassi al mondo. Come risultato dell'assurdo aumento tra il 100% ed il 500% del prezzo della benzina e di altri combustibili decretato in agosto, il potere d'acquisto è collassato in maniera drammatica.

La "medicina economica" del FMI

Ufficiosamente si calcola che l'inflazione, che è stata il motivo scatenante delle massicce proteste guidate dai monaci dalle tuniche zafferano, è aumentata del 35%. Ironicamente, il piano per aumentare i prezzi dell'energia è stato attuato con la benedizione del FMI e della Banca Mondiale.

L'ONU calcola che la popolazione di circa 50 milioni di abitanti spende fino al 70% delle sue entrate mensili in cibo. Il recente aumento del prezzo del combustibile, risultato diretto delle riforme sovvenzionate dal FMI, fa sì che la situazione sia insopportabile per decine di milioni di persone.

Anche la Birmania è invischiata fino al collo nel commercio mondiale di droga; tanto che sta dietro solo all'Afghanistan di Hamid Karzai come fonte di eroina e si dice che sia il maggiore produttore di anfetamine del sudest asiatico. È chiaro che questa situazione può essere la miccia affinchè scoppi una protesta sociale contro il regime.

 
 
  Postato da cdcnet il 03/12/2007 (1854 letture)
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  USA William Engdahl: LO TSUNAMI FINANZIARIO: IL DEBITO IPOTECARIO SUBPRIME

E’ SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG

DI F.WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Parte 1: la dolorosa lezione della Deutsche Bank

Perfino i miei amici esperti banchieri mi assicurano che a parer loro il momento peggiore del cataclisma da cui sono state colpite le banche statunitensi è oramai superato, e che la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ma nel loro roseo ottimismo manca la percezione dell'ampiezza del deterioramento in atto sul mercato mondiale del credito, che ruota attorno al mercato americano dei titoli garantiti, e in particolare a quello delle COD (Collateralized Debt Obligations) e delle CMO (Collateralized Mortgage Obligations). Ogni attento lettore ha senz'altro sentito dire "Si tratta di una crisi del mercato statunitense del debito ipotecario subprime". Ma quasi nessuno di quelli che conosco ha capito che il problema dei subprime è solo la punta di un colossale iceberg, ora in lento scioglimento. Vi faccio un esempio recente per spiegarvi la mia convinzione che lo "tsunami finanziario" stia solo cominciando.

Pochi giorni orsono la Deutsche Bank ha subito un rude colpo quando un giudice dell'Ohio (USA) ha emesso una sentenza in cui dichiara che la banca non ha il diritto legale di pignorare 14 case i cui proprietari non erano riusciti a rispettare le scadenze di rimborso del mutuo. Può sembrare roba di poco conto per la Deutsche Bank, che con 1,1 trilioni di euro di beni patrimoniali in tutto il mondo è una delle banche più grandi. Come direbbe Hilmar Kopper, "noccioline". Ma per il mondo bancario anglosassone e per i suoi alleati europei (Deutsche Bank, BNP Paribas, Barclays Bank, HSBC, e altri) non si tratta affatto di noccioline. Perchè?

 
 
  Postato da cdcnet il 03/12/2007 (1086 letture)
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  Africa William Engdahl: GUERRA FREDDA CINA-USA PER IL PETROLIO AFRICANO

DI WILLIAM F. ENGDAHL
Global Research

Sin dagli anni 80, la politica USA verso il Sudan è stata di continuare ad armare le varie fazioni nella regione per perpetuare l'instabilità politica attraverso il conflitto militare. "Invece di lavorare per la pace nel Sudan, gli USA hanno essenzialmente promosso una continuazione della guerra," ha detto l'ex presidente Jimmy Carter nel 1999. La politica estera degli Stati Uniti nei riguardi del Sudan è coerente con la decennale politica estera USA in tutta l'Africa: istigare conflitti, armando in modo evidente una sola parte, e armando segretamente gli altri per perpetuare l'instabilità politica e sociale fra le nazioni africane mentre depreda le loro risorse naturali. Recentemente, il Presidente G.W. "Bush" ha commentato il "genocidio" che sta continuando in Sudan e vuole inviare più armi ed altri strumenti di guerra nella regione. Mentre la Casa Bianca prova a decidere se "genocidio" è il termine corretto e i media che controllano la mente fingono che le ostilità in Sudan siano scoppiate solamente negli ultimi due anni, lo scrittore/storico Bill Engdahl ci fornisce un'adeguata base su cui formare i nostri pareri per quanto riguarda le atrocità in Darfur.
 
 
  Postato da cdcnet il 16/07/2007 (6192 letture)
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  Russia William Engdahl: PUTIN E LA GEOPOLITICA DELLA NUOVA GUERRA FREDDA

… O, COSA SUCCEDE QUANDO I COWBOYS INIZIANO A SBAGLIARE MIRA

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Le sincere parole del presidente russo Vladimir Putin ai partecipanti riuniti dell'annuale conferenza sulla sicurezza ‘Wehrkunde’ di Monaco hanno dato inizio ad una tempesta di indignate proteste da parte dei media occidentali e dei politici. Un visitatore proveniente da un altro pianeta potrebbe aver avuto l'impressione che il presidente russo abbia improvvisamente deciso di lanciare un provocatorio confronto politico con l'Occidente simile alla guerra fredda del periodo 1943-1991.

Eppure, i dettagli degli sviluppi nelle politiche militari della Nato e degli Stati Uniti a partire dal 1991 non sono altro che ‘ un ennesimo dejà vu’, per parafrasare il leggendario ricevitore dei New York Yankees, Yogi Berra.

Questa volta siamo già in una profonda nuova guerra fredda, che letteralmente minaccia il futuro della vita su questo pianeta. La disfatta in Iraq, o la prospettiva di un attacco preventivo Usa con armi nucleari tattiche contro l'Iran sono abbastanza orrende. A confronto con ciò che si rischia con la mobilitazione militare globale Usa contro il suo più formidabile rivale globale restante, la Russia, appaiono relativamente piccole. Le politiche militari Usa sin dalla fine dell'Unione Sovietica e l'emergere della Repubblica di Russia nel 1991 devono essere esaminate attentamente in questo contesto. Solo allora acquistano un senso i sinceri commenti di Putin del 10 febbraio alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza.

 
 
  Postato da cdcnet il 17/03/2007 (10576 letture)
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