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  Mondo Geopolitica: FORGET RUSSIA, TRUMP COULD BE SETTING UP A NEW COLD WAR WITH CHINA

James Holbrooks
theantimedia.org

In a lengthy editorial published Tuesday, TIME magazine chronicled recent actions taken by both China and the United States in the buildup to what many are speculating could be a coming cold war. The article suggested that some, if not most of the tension is rooted in the Trump administration’s outdated view of China as a Soviet-era communist state.

“For many in the Trump camp, I don’t think they believe the Cold War with China ever ended,” Scott W. Harold, a China specialist for think tank Rand Corp., told TIME. “They think that America just hasn’t been fighting.”

 
 
  Postato da cdcnet il 25/01/2017 (212 letture)
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  Grecia Geopolitica: DE PROFUNDIS - LA GEOPOLITICA IN GRECIA

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU
greekcrisis.fr

A cinque anni dalla nascita del blog Greek-Crisis, Grigoriou fa un primo bilancio che considera gli elementi anche di geopolitica e conclude che è in atto un’occupazione del territorio, un esproprio che ha, forse, l’obiettivo ultimo di togliere di mezzo l’entità-stato della Grecia. Il mezzo è l’Euro, certo, ma anche la crisi dei migranti, sapientemente orchestrata in modo da permettere a forze non ben identificate (in primis attraverso le ONG) di mettere i propri presìdi sulle isole dell’Egeo orientale. Forse è il caso che il blog diventi un giornale di guerra. La narrazione della crisi greca come solo economica è fallace. (NdT)
 
 
  Postato da cdcnet il 07/11/2016 (373 letture)
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  Mondo Geopolitica: ALLA RICERCA DI UN CAPRO ESPIATORIO

Thierry Meyssan
voltairenet.org

A Berlino, la Germania, la Francia, la Russia e l’Ucraina hanno cercato di sbloccare i conflitti ucraino e siriano. Tuttavia, da un punto di vista russo, questi blocchi esistono solo perché l’obiettivo degli Stati Uniti non è la difesa della democrazia, di cui si avvantaggiano, ma impedire lo sviluppo della Russia e della Cina attraverso l’interruzione delle vie della seta. Disponendo della superiorità convenzionale, Mosca ha dunque fatto di tutto per collegare il Medio Oriente e l’Europa orientale. Cosa a cui è pervenuta scambiando l’estensione della tregua in Siria contro lo stop del blocco degli accordi Minsk. Da parte sua, Washington è sempre alla ricerca del modo di scaricare la sua colpevolezza su uno dei suoi alleati. Dopo aver fallito in Turchia, la CIA si rivolge all’Arabia Saudita.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/10/2016 (479 letture)
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  Russia Geopolitica: BAITING THE BEAR: RUSSIA AND NATO

shutterstock_391145668By Conn Hallinan
www.counterpunch.org

Aggressive,” “revanchist,” “swaggering”: These are just some of the adjectives the mainstream press and leading U.S. and European political figures are routinely inserting before the words “Russia,” or “Vladimir Putin.” It is a vocabulary most Americans have not seen or heard since the height of the Cold War.

The question is, why?

Is Russia really a military threat to the United States and its neighbors? Is it seriously trying to “revenge” itself for the 1989 collapse of the Soviet U nion? Is it actively trying to rebuild the old Soviet empire? The answers to these questions are critical, because, for the first time since the 1962 Cuban missile crisis, several nuclear-armed powers are on the edge of a military conflict with fewer safeguards than existed 50 years ago.

Photo: vodograj | Shutterstock.com

TRADUZIONE: TORMENTARE L'ORSO: RUSSIA E NATO

 
 
  Postato da cdcnet il 04/05/2016 (968 letture)
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  Arabia Saudita Geopolitica: THE SAUDIS' ANTI-SHIITE PROVOCATION HAS CLEAR GEOPOLITICAL GOALS

Andrew Korybko
sputniknews.com

Riyadh's execution of Shiite Sheikh Nimr al-Nimr was timed to coincide with the expected lifting of anti-Iranian sanctions and the rejuvenation of the Syrian peace process.

Saudi Arabia just beheaded a prominent anti-government activist and Shiite cleric, Nimr al-Nimr, on trumped-up charges of "terrorism", executing him alongside suspected al Qaeda fighters.
The message Riyadh sent was simple enough — Shiite activists are equivalent to terrorists in the Kingdom's calculus, and this predictably engendered outrage all across the world, especially in majority-Shiite Iran.
The resultant protests, some of which regretfully turned violent and targeted Saudi diplomatic facilities, were cited as 'proof' of Iran's 'aggression' against Saudi Arabia and became the publicly presentable reason for why Riyadh cut off all diplomatic and economic ties with Tehran.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/01/2016 (525 letture)
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  Europa Geopolitica: GUERRA IBRIDA PER FRANTUMARE I BALCANI ?

DI ANDREW KORYBKO
orientalreview.org

Nello spirito della nuova guerra fredda e in seguito al successo nel prevenire il South Stream (gasdotto via Siria), gli USA hanno priorizzato gli sforzi nell’impedire la costruzione del gasdotto Balkan Stream, e al momento attuale vi sono perlopiù riusciti. La prima sfida fu il tentativo di rivoluzione colorata del Maggio 2015 in Macedonia, che fu respinta in modo deciso da una cittadinanza patriottica. A seguire, sull’agenda della destabilizzazione troviamo lo sconvolgimento politico che ha minacciato la Grecia durante e in seguito al referendum sull’austerity. L’idea trascinante era che, deposto Tsipras il Balkan Stream sarebbe stato rimpiazzato dal progetto filo-Americano Eastring. Ancora una volta i Balcani si sono dimostrati resilienti e il colpo Americano ne uscì sconfitto, ma rappresenta tuttavia la terza manovra antagonista finalizzata a bloccare il progetto alla sua genesi e congelarlo.

Il South Stream

Il Tre è il numero fortunato:

L’evento cruciale del 24 Novembre, l’abattimento del bombardiere Russo che stava conducendo una missione anti-terroristica sui cieli Siriani ha messo il South Stream a repentaglio. Il progetto è caduto vittima della prevedibile reazione a catena di deterioramento politico da entrambe le parti. Considerato quanto è ovvio che la cooperazione sull’energia sarebbe caduta vittima dell’inasprirsi delle tensioni Russo-Turche sembra ammissibile che gli USA possano avere istigato la Turchia allo scopo di scatenare questo effetto domino ed affondare il Balkan Stream. Anche così fosse (e mi sembra uno scenario convincente) ciò non significherebbe una cancellazione definitiva del progetto, è più strategicamente accurato dire che verrebbe temporaneamente accantonato. Comprensibilmente la Russia non vuole rafforzare la posizione di uno Stato che si è dimostrato così arrogantemente aggressivo nei suoi confronti, ma è un sentimento circoscritto all’attuale Governo ed all’attuale contesto. E’ senz’altro concepibile che un cambiamento fondamentale nella posizione Turca (per quanto assolutamente improbabile sul corto raggio) può portare ad un alleggerimento dei rapporti in grado di resuscitare il Balkan Stream; scenario probaile è che le masse disaffezionate e/o ufficiali dell’esercito preoccupati di sviluppi indesiderati rovescino il Governo.

 
 
  Postato da cdcnet il 07/12/2015 (837 letture)
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  Mondo Geopolitica: DIETRO ALLO SCANDALO FIFA C'E' LA GEOPOLITICA

DIMENTICATE LO SPORT: DIETRO ALLO SCANDALO FIFA C’E’ LA GEOPOLITICA E SI APRE UN NUOVO FRONTE NELLA GUERRA ALLA RUSSIA

DI MAHDI DARIUS NASZEMROAYA
strategic-culture.org

E’ indubbio che ci sia molta corruzione all'interno della Fédération Internationale de Football Association (FIFA): è una storia di decenni di tangenti e accordi segreti. La Federazione è responsabile per lo sport più seguito e popolare in tutto il mondo e rappresenta un business molto redditizio di grande prestigio e di notevole potere.

Tuttavia, lo scandalo e gli arresti del 2015, hanno ben poco a che fare con la corruzione e molto a che fare invece con la geopolitica. Benvenuti sul fronte bellico del mondo del Calcio/Football. La FIFA è il nuovo teatro dove si sta svolgendo la guerra tra Stati Uniti e suoi alleati contro paesi come la Russia. E dopo la guerra energetica e valutaria, ecco la nuova guerra dietro le quinte all’interno della FIFA. Vittima illustre: Joseph (Sepp) Blatter.

Già nel 2005, Blatter rifiutò di farsi coinvolgere dal gioco a scacchi geopolitico di Washington. Sotto di lui, la FIFA si rifiutò di cedere alle richieste del Dipartimento di Stato di impedire alla squadra Iraniana di partecipare alla Coppa del Mondo del 2006 e che la Palestina non fosse ammessa in FIFA. Alcuni reati geopolitici della FIFA, tuttavia, potrebbero aver raggiunto un punto di non ritorno.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/06/2015 (570 letture)
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  Mondo Geopolitica: EURASIA AS WE (AND THE U.S.) KNEW IT IS DEAD

By Pepe Escobar
Global Research, April 19, 2015
Asia Times

Move over, Cold War 2.0. The real story, now and for the foreseeable future, in its myriad declinations, and of course, ruling out too many bumps in the road, is a new, integrated Eurasia forging ahead.

China’s immensely ambitious New Silk Road project will keep intersecting with the Russia-led Eurasia Economic Union (EEC). And that will be the day when the EU wakes up and finds a booming trade/commerce axis stretching from St. Petersburg to Shanghai. It’s always pertinent to remember that Vladimir Putin sold a similar, and even more encompassing, vision in Germany a few years ago – stretching from Lisbon to Vladivostok.

It will take time – and troubled times. But Eurasia’s radical face lift is inexorable. This implies an exceptionalist dream – the U.S. as Eurasia hegemon, something that still looked feasible at the turn of the millennium – fast dissolving right before anyone’s eyes.
VERSIONE IN ITALIANO
 
 
  Postato da cdcnet il 19/04/2015 (714 letture)
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  Medio Oriente Geopolitica: THE GEOPOLITICS BEHIND THE WAR IN YEMEN

By Mahdi Darius Nazemroaya
March 29, 2015 "ICH" - "SCF"

The United States and the Kingdom of Saudi Arabia became very uneasy when the Yemenese or Yemenite movement of the Houthi or Ansarallah (meaning the supporters of God in Arabic) gained control of Yemen’s capital, Sanaa/Sana, in September 2014. The US-supported Yemenite President Abd-Rabbuh Manṣour Al-Hadi was humiliatingly forced to share power with the Houthis and the coalition of northern Yemenese tribes that had helped them enter Sana. Al-Hadi declared that negotiations for a Yemeni national unity government would take place and his allies the US and Saudi Arabia tried to use a new national dialogue and mediated talks to co-opt and pacify the Houthis.

The truth has been turned on its head about the war in Yemen. The war and ousting of President Abd-Rabbuh Manṣour Al-Hadi in Yemen are not the results of «Houthi coup» in Yemen. It is the opposite. Al-Hadi was ousted, because with Saudi and US support he tried to backtrack on the power sharing agreements he had made and return Yemen to authoritarian rule. The ousting of President Al-Hadi by the Houthis and their political allies was an unexpected reaction to the takeover Al-Hadi was planning with Washington and the House of Saudi.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/03/2015 (664 letture)
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  Mondo Geopolitica: GLOBAL POLITICS: A WAR OF MEANINGS

By Nikolai Starikov
nstarikov.ru
Translated by DzhMM, Mikhael, Gideon
(vineyardsaker)

In the course of life today, we’ve grown accustomed to using terms whose meaning we might not fully understand. We throw them around casually, not realizing that they lose their meaning and sometimes even come around to stand for their exact opposite. This is precisely why the sense has arisen today in society that there is a need to determine in a clear and understandable manner exactly what is happening on the global chessboard in front of all of our eyes – the Big Story, written online.
Even those people the very furthest from politics are feeling the need for understanding and explaining to themselves the reasons for the things they encounter even just moving through their own lives. Why have prices in stores started to go up? What’s the reason for the fact that, quietly and nearly unnoticed, belief in a brighter tomorrow is slipping? When and why did talk about a possible war stop being speculative and distant? These and dozens of other questions have driven millions of yesterday-apolitical citizens to seek answers. They feel the need to find those answers and to construct a new worldview in which what-comes-tomorrow is not simply a lottery ticket, but a predictable and logical continuation of today. Predictable and, hopefully, not frightening.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/02/2015 (810 letture)
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  Europa Geopolitica: IL NUOVO ARCO DI INSTABILITA' EUROPEA

moscakremlinoDI PEPE ESCOBAR
rt.com

Il Consiglio Europeo per gli Affari Esteri e il think-tank di Berlino Frierich Ebert Stiftung sono appena giunti più o meno alla stessa conclusione.

Se la pericolosa fase di stallo tra UE e Russia circa l’Ucraina non verrà risolta, l’UE potrebbe dover affrontare, entro il 2030, un dispiegamento di forze militari nell’Europa Orientale; una nuova corsa alle armi con la NATO come protagonista e una “zona di instabilità” semi-permanente dal Baltico ai Balcani e al Mar Nero.

Ciò che i due think-tank non potranno – e non vorranno – mai ammettere è che un nuovo “arco di instabilità” europeo – dal Baltico al Mar Nero, come io stesso ed altri analisti abbiamo paventato – è esattamente cosa l’Impero del Caos e il suo braccio armato – la NATO – stanno costruendo per prevenire una più stretta integrazione eurasiatica.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/12/2014 (835 letture)
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  Mondo Geopolitica: THE GEOPOLITICS OF WORLD WAR III

syria wwIIIscgnews.com

The real reason Russia and Syria are being targeted right now.


Contrary to popular belief, the conduct of nations on the international stage is almost never driven by moral considerations, but rather by a shadowy cocktail of money and geopolitics. As such, when you see the mouthpieces of the ruling class begin to demonize a foreign country, the first question in your mind should always be "what is actually at stake here?"

For some time now Russia, China, Iran, and Syria have been in the cross hairs. Once you understand why, the events unfolding in the world right now will make much more sense.

The U.S. dollar is a unique currency. In fact its current design and its relationship to geopolitics is unlike any other in history. Though it has been the world reserve currency since 1944, this is not what makes it unique. Many currencies have held the reserve status off and on over the centuries, but what makes the dollar unique is the fact that since the early 1970s it has been, with a few notable exceptions, the only currency used to buy and sell oil on the global market.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/11/2014 (1005 letture)
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  USA Geopolitica: QUANDO CROLLERA' L'IMPERO USA ?

suecoeFONTE: CLUBORLOV (BLOG)

Come insegna la storia, gli imperi collassano prima o poi, quindi, le probabilità che l’impero USA lo faccia possono essere considerate del 100% con grande sicurezza. La domanda è: quando? (Tutti si pongono il noioso quesito).
Ovviamente, tutto ciò che si deve fare è lasciare gli USA, andare in qualche posto che non sia obbligatoriamente collegato con la loro economia e a questo punto non ci si dovrà più preoccupare della domanda. Alcune persone hanno provato a rispondere, ma per quanto ne so io, nessuno ha espresso una metodologia attendibile per calcolare la data.

Per porre rimedio  a questa manchevolezza della teoria del collasso, una volta ho provato a scovare un metodo in un articolo intitolato “Picco dell’impero”, che era basato sulla teoria di Joseph Tainter della diminuzione dei rendimenti sulla complessità – o la diminuzione dei rendimenti su un impero. È un perfetto problema di calcolo differenziale e tutti gli studenti di microeconomia presi dal calcolo di costi marginali vs. ricavi marginali, per cercare un lavoro nella prossima alla morte industria del shale gas, dovrebbero applicarcisi, per investire meglio il loro talento matematico. Nel frattempo ecco qui un aggiornamento e una stima rivista.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/11/2014 (1192 letture)
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  Mondo Geopolitica: EUTANASIA DEL REALE

timisoaraDI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte

Fine dell’empatia comunicativa e inizio della distopia sociale, indotta ad arte dalla meraviglia multimediale dei visual network. Il 1989 è un anno di svolta, è l’anno in cui la società dello spettacolo diventa schiava di se stessa, in cui lo spettacolo viene trasformato in strumento di disperazione e di morte e si rompe quel patto millenario dell’illusione scenica utilizzato fino a quel momento per la promozione culturale della società, ridotta ora a semplice scenografia teatrale. Un teatro che rinnega se stesso, un teatro che uccide.

Il senso dell’incertezza della “società liquida” lo si riconosce anche nell’esercizio ossessivo della “navigazione in rete”, dove ci si connette immediatamente con gli altri, ma in realtà con altrettanta facilità ci si disconnette, smantellando con un canc i legami interpersonali che ci disturbano.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/09/2014 (592 letture)
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  Mondo Geopolitica: LE GUERRE PER L'ENERGIA DEL XXI SECOLO

warenergyDI MICHAEL T. KLARE
TomDispatch.com

I conflitti globali sono sempre più alimentati dal desiderio di ottenere Petrolio e Gas naturale (e i profitti che questi ultimi generano)

L’Iraq, la Siria, la Nigeria, il Sud del Sudan, l’Ucraina, l’Est e il Sud del Mar della Cina: ovunque si guardi, il mondo è in fiamme, con nuovi conflitti o vecchi conflitti in via di intensificazione. A prima vista, questi sconvolgimenti sembrano essere eventi indipendenti, guidati da proprie circostanze, uniche e peculiari. Ma se guardiamo più da vicino notiamo come essi condividano alcune caratteristiche fondamentali - in particolare, un infuso stregato di antagonismi etnici, religiosi e nazionali, portato al punto di ebollizione dall’ossessione dell’Energia.
 
 
  Postato da cdcnet il 15/07/2014 (720 letture)
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  Medio Oriente Geopolitica: BRUCIATE, UOMINI IN NERO, BRUCIATE

isisDI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Andiamo dritti al punto. Come per la collezione estiva  di arredi per esterno di Zara, completa di fucili d'assalto all'ultima moda, scarpe da ginnastica Nike e Toyota nuove fiammanti che attraversano ildeserto Siriano-Iracheno: i Jihadisti Incazzosi in nero.

C'era una volta (piuttosto recente), il governo USA che aiutava solo i “terroristi buoni” (in Siria), invece dei “terroristi cattivi”, un eco dei (meno recenti) tempi in cui sosteneva solo i “Talebani buoni” e non quelli “cattivi”.

Cosa succede quindi se i cosidddetti “esperti” della Brookings Institution iniziano a blaterare che lo Stato Islamico di Iraq e Sham (ISIS) è davvero il più cattivo manipolo di jihadisti sul pianeta (dopo tutto sono un prodotto di Al Qaeda)? Sono davvero così terribili che per una perversa logica di neolingua diventano la nuova normalità?
 
 
  Postato da cdcnet il 22/06/2014 (615 letture)
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  Brasile Geopolitica: LA GEOPOLITICA DELLA COPPA DEL MONDO

world-cupDI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

SAO PAULO – Una delle immagini più rappresentative della Coppa del Mondo – per ora – è la vista della Mannschaft – ovvero la nazionale di calcio tedesca – che socializza con alcuni indigeni pataxo a qualche centinaia di metri dal luogo in cui il Brasile è stato “scoperto” nel 1500. Si potrebbe definire una riscoperta europea degli esotici paesi tropicali. Poi c’è la nazionale inglese che si rilassa al mare, all’interno di una base militare, come scenario il meraviglioso Pan di Zucchero, supportata da un esperto in umidità e apparecchiature di ventilazione industriale (dopotutto c’è la rissa nella giungla questo sabato “immersa nella foresta amazzonica”, come l’hanno definita i tabloid inglesi).

La Coppa del Mondo – il più grande spettacolo del pianeta – comincia così come un’implacabile propaganda/denigrazione Made in occidente (stati satelliti inclusi) anti-cinese ed anti-russa annichilisce tutti i livelli di isteria conosciuti.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/06/2014 (1097 letture)
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  Mondo Geopolitica: OLD WORLD ORDER, NEW WORLD ORDER, CHAOS AND CHANGE

Andrew McKillop
21st Century Wire

It’s now official: our political leaders are lost.

Always keen to push towards the next war, but not altogether sure why they are actually doing it. This disconnect is a problem.

All signs point to the transition towards their plan for a One World Order, and it may not a a smooth process at all.

Geopolitical Harbingers


Certainly by the closing decades of the 19th century, geopolitical theory was splitting into two camps: Global Seaborne Hegemon theory of US admiral Albert Thayer Mahan, and Pan-Asian Landward Hegemon theory championed by British academic and director of the London School of Economics, Sir Halford Mackinder. In both cases however, whether the coming single global superpower attained that status by sea wars, land wars, military or political – economic conflict was certain, as the power blocs collided and the seats of global power shifted. In both cases, throughout land areas and seas regions – pivot or shatterbelt zones, blue water seas or oceans – all would remain disputed.

Two large examples of their influence are the fact that Mackinder’s theories were adopted during Nazi Germany’s disastrous attempt to invade and conquer the Russian heartland, while Thayer Mahan’s enduring theories have a present and current major influence on China’s expanding military naval strategy as it moves to secure sea lanes for global commodities and energy supplies, along with its  modern aircraft carriers and anti-ship missile arsenals.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/04/2014 (1002 letture)
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  Ucraina Geopolitica: ESTRATTO GEAB 83: CRISI UCRAINA: 8 RACCOMANDAZIONI STRATEGICHE

ucrainaFONTE: LEAP2020

L’EUROPA CERCHI DENTRO SE STESSA LE RISORSE  PER LIBERARSI DALLA TRAPPOLA AMERICANA

Se è pur vero che l'Ucraina – un piccolo paese con una popolazione che non arriva a 50 milioni di abitanti – caratterizzata com’è dal confinare con due “mostri”, l’Europa e la Russia, non ha davvero altra scelta che "schierarsi", non è la stessa cosa per l’Europa.

Questa crisi rappresenta un test per la capacità dei politici nazionali di raccogliere lo strumento di indipendenza, di pace e di potere che, proveniente dai loro padri (le generazioni di politici che hanno governato fino alla fine degli anni '80), è a loro disposizione, ovvero quest’Europa unita ed istituzionalizzata, che deve solo essere messa sotto controllo politico ...
La difficoltà consiste nel fatto che lo strumento che i politici devono ora afferrare non è l'Unione Europea. Come abbiamo più volte spiegato, l’UE non è che una tappa lungo il cammino della costruzione europea e, in questo momento, deve essere evitata.
 
 
  Postato da cdcnet il 09/04/2014 (714 letture)
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  Arabia Saudita Geopolitica: CRACKS IN THE HOUSE OF SAUD

Crack in the House of Saud A Divided Kingdom

by PATRICK COCKBURN

counterpunch.org

President Obama flew to Saudi Arabia to patch up relations with King Abdullah at the end of last week in his first visit in five years. The alliance had been strained by Saudi anger over US negotiations with Iran on its nuclear programme and Obama’s refusal to go to war in Syria to overthrow Bashar al-Assad last year. For its part, the US is upset by Saudi Arabia covertly supporting al-Qa’ida-type movements in Syria and elsewhere.

The US-Saudi relationship is a peculiar one in that it is between a reactionary theocratic monarchy – it is the only place in the world where women are not allowed to drive – and a republic that claims to be the chief exponent of secular democracy. The linkage is so solid that it was scarcely affected by 9/11, though al-Qa’ida and the hijackers had demonstrably close connections to Saudi Arabia.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/04/2014 (1109 letture)
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  Mondo Geopolitica: PIPELINE PREDICAMENT: THE UKRAINE, SYRIA, RUSSIA AND U.S. GAS NEXUS

By Yuram Abdullah Weiler
tehrantimes.com

The past five years have demonstrated that the U.S. president does not have any ethical dimension for his foreign policy - Syria is one example - let alone the question of intervening to uphold the principle of non-aggression against a sovereign state.
Marwan Kabalan, political analyst at the Doha Institute.
 
The recent U.S.-backed coup that toppled the former government in Ukraine has been couched in the noble rhetoric of democracy, humanitarian intervention and self-determination, but a closer examination reveals an ugly underside of realpolitik whose motive is energy dominance.  Like Syria, Ukraine has one of the key gas pipeline corridors coveted by the U.S. and its NATO allies that is still under the influence of a so-called R&D (resistant and defiant) country such as Russia.

To understand what is happening in Ukraine and Syria, and how Qatar and Azerbaijan are involved, we must briefly look at regional energy developments following the dissolution of the former Soviet Union.  While the Persian Gulf is well known for its abundant energy resources, the Caspian Sea Basin also has seen oil exploration and production since the early 1900s however the U.S. and the West had scant involvement there before the end of the Cold War.  Since the breakup of the former Soviet Union, the United States and Russia have engaged in fierce competition to control the energy resources of the newly created Caspian Sea littoral states.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/03/2014 (1168 letture)
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  Mondo Geopolitica: IL NUOVO GRANDE ( RISCHIOSO) GIOCO IN EURASIA

svobodaDI PEPE ESCOBAR
Asia Times

In Ucraina l’Occidente ha sostenuto un golpe incostituzionale contro un governo eletto democraticamente, golpe perpetrato con l’aiuto di gruppi di estrema destra, neo-fascisti e truppe d’assalto neo-naziste come Svoboda. Dopo il contro-golpe Russo, il presidente Obama ha proclamato che un qualsiasi referendum in Crimea avrebbe “violato la costituzione Ucraina e le leggi internazionali”.
Questo è solo l’ultimo esempio di una lunga serie di stupri seriali a danno delle “leggi internazionali”.

La lista è enorme, per citarne solo alcuni:

• Il bombardamento NATO della Serbia nel 1999 (78 giorni), in modo da permettere al Kosovo di secedere;

• l’invasione americana dell’Iraq nel 2003 e la seguente occupazione del paese con costi stimati in milioni di miliardi di dollari e con annessa creazione di guerra civile su larga scala;
 
 
  Postato da cdcnet il 18/03/2014 (713 letture)
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  Mondo Geopolitica: GEAB 83: CRISI SISTEMICA GLOBALE

geabFONTE: LEAP2020

GEAB n. 83 – CRISI SISTEMICA GLOBALE – LA RISPOSTA DEGLI STATI UNITI SALE D’INTENSITA’: SCATENARE UNA GUERRA FREDDA PER MEGLIO ANNETTERSI L’EUROPA, ASSICURANDOSI LA SOPRAVVIVENZA

Piano completo dell'articolo:

1 . COSTRUZIONE DI UNA TRAPPOLA PER DEVIARE L'EUROPA DAL SUO DESTINO
2 . ATTACCHI IN SERIE CONTRO L’EUROPA
3 . FAR SCENDERE SULL’EUROPA UNA NUOVA CORTINA DI FERRO
4 . OBBLIGO PER L'EUROPA DI UNA SCELTA DI CAMPO
5 . TROVARE LE PECULIARI RISORSE EUROPEE NECESSARIE PER LIBERARSI DALLA TRAPPOLA [otto raccomandazioni strategiche]

In questo comunicato pubblico presentiamo le parti 1 e 3.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/03/2014 (875 letture)
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  Mondo Geopolitica: RUSSIA, EUROPE AND THE GEOPOLITICS OF ENERGY

433Eric Draitser
journal-neo.org

From Syria to Sochi, Poland to ***** Riot, diplomatic and geopolitical conflicts between Russia and the West have come to dominate the headlines. However, behind these issues lies the fundamental economic competition that must frame any analysis of the politics and interaction between the two.

Fueling Europe

Russia’s dominant position in the European energy market solidifies Moscow as an integral part of the West’s future, forcing Washington and its allies to engage with their eastern rival. Moreover, it is this precisely this necessary engagement that grows Russia’s influence both in Europe and around the world – influence which necessitates the continued Russophobic propaganda in Western media and popular culture.
 
 
  Postato da cdcnet il 28/02/2014 (1546 letture)
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  Mondo Geopolitica: LA NUOVA GUERRA FREDDA USA-RUSSIA

DI PEPE ESCOBAR
atimes.com

Arriva di nuovo la guerra ( fredda), uguale alla vecchia guerra (fredda). Uguale uguale, ma diversa.

Un giorno, sono la miriade di implicazioni di Washington "che incombono" sull’Asia - come per il controllo della Cina. Il giorno dopo, è il perenne tentativo di inquadrare la Russia.

Mai un momento di noia nel Nuovo Grande Gioco dell’Eurasia.

 Sulla Russia, la denigrazione con cui si è parlato riguardo a Sochi – tutta da attribuire alla stupidità intrinseca dello "standard" dei media occidentali – è stata solo un atto del grande spettacolo, che tende sempre a personalizzare: la demonizzazione implacabile del Presidente russo Vladimir Putin. [1]

Nella foto: Victoria Nuland, la signora del  "***** the EU".

 
 
  Postato da cdcnet il 16/02/2014 (961 letture)
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  Pakistan Geopolitica: TUSSLE: GREAT GAME OF GAS POLITICS

By Zafar Bhutta
Tribune

The great game of gas politics in which global powers want to reshape this region, seems to be hitting the economy of Pakistan. The United States and some Muslim countries are in a race to reshape policies in the region and force Pakistan to import gas from the countries of their choice.

Iran, China and Russia are apparently one force against the US and its allies and want Pakistan to strengthen its ties with Tehran whereas Washington is pressing Islamabad to purchase gas from Qatar and Turkmenistan to meet domestic needs.

In this scenario, two blocs are in the process of making – one comprising Russia, Iran, Pakistan and China if the Iran-Pakistan (IP) gas pipeline project gets under way. Russia and China are in favour of Pakistan opt for this project.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/02/2014 (923 letture)
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  Mondo Geopolitica: DEFAULT USA VS DESTABIZZAZIONE DELL' UCRAINA

DI NIKOLAI MALISHEVSKI
strategic-culture.org 

Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera l'opposizione ucraina e gli Stati Uniti hanno sostanzialmente concordato un piano per costringere Viktor Yanukovich a capitolare. Arseniy Yatsenyuk ha detto che questo piano d'azione è stato preparato con la partecipazione >diretta dei rappresentanti occidentali dopo un incontro con il segretario di Stato americano John Kerry e con i funzionari dell'UE. Mentre  «Euromaidan» continua a  puntellare le tende nelle piazze, dando prova di voler restare li per tutto il tempo che servirà, il Dipartimento di Stato ha definito un termine entro il quale l'operazione di cambio di regime in Ucraina dovrà essere  completata: 24 marzo. Questo è il modo in cui si può interpretare il messaggio apparso sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato USA il 24 gennaio (vedi sotto).

 

 
 
  Postato da cdcnet il 06/02/2014 (647 letture)
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  Mondo Geopolitica: ROUHANI E LA RIPROPOSIZIONE DEL 2014

RouhaniDI PEPE ESCOBAR
Asia Times Online

Il presidente iraniano Hassan Ruohani è al momento l'uomo che lavora con più impegno all'industria dello spettacolo (geopolitico). È appena entrato nella gabbia del leone – o nella palla del pesciolino rosso:  il Forum Economico Mondiale di Davos. E ha affascinato tutti con la sua strategia di "prudente moderazione", che riflette tutto quello che ogni Padrone dell'Universo, vero o falso, vuole davvero sentire: l’Iran si apre al commercio.

Rouhani ha sottolineato quello che ha viene riconosciuto persino da Jim O'Neill, l'inventore dei BRIC, ossia che l'Iran ha il potenziale per trasformarsi in una delle dieci principali economie del mondo prima del 2040. La sua strategia per arrivare al risultato è estremamente solida: una politica estera molto equilibrata, che sia subordinata allo stimolo dello sviluppo economico. Si inizia con un accordo definitivo col P5+1 - i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania -  fino alla fine del  2014, l’annullamento di tutte le sanzioni, e poi un flusso continuo di investimenti da parte dell’Occidente.
 
 
  Postato da cdcnet il 29/01/2014 (595 letture)
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  Economia Geopolitica: LE CRESCENTI TENSIONI CON L'ARABIA SAUDITA MINACCIANO IL PETRODOLLARO

DI MICHAEL SNYDER
theeconomiccollapseblog.com

[il petrodollaro non è solamente l’espressione che si riferisce agli ingenti profitti (in dollari) realizzati dai paesi produttori di petrolio: le sue conseguenze hanno una portata mondiale. La divisa americana è infatti adottata come valuta per gli scambi commerciali internazionali, Ndt]

Il principale prodotto esportato dall’America è il dollaro. Se ci si riflette stiamo parlando di semplice carta, non vi è nessuna contropartita a garantirla [p.e. una certa quantità di oro per ogni certa quantità di moneta emessa, Ndt] se non il fatto che tutto il mondo ne fa continuamente richiesta. La divisa americana è utilizzata come valuta negli scambi commerciali internazionali. Il fulcro su cui si basa il meccanismo è il petrodollaro.
 
 
  Postato da cdcnet il 27/10/2013 (687 letture)
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  Mondo Geopolitica: GEAB 78: LA DE-AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO E' INIZIATA

L'EMERGERE DI SOLUZIONI PER UN MONDO MULTIPOLARE INTORNO AL 2015

FONTE: LEAP2020.EU

È uno di quei momenti in cui la storia accelera . Qualunque sia l'esito dei negoziati sul tetto del debito [federale americano, conclusisi solo due ore prima dell’annuncio del default NdT], l’Ottobre 2013 è uno di quei momenti. È l’eccessiva ampiezza dello stallo [tra repubblicani e democratici sull’approvazione dello sforamento del tetto del debito federale NdT] che ha aperto gli occhi di coloro che ancora continuano a sostenere gli Stati Uniti. Un leader è seguito quando gli si crede, non quando diventa ridicolo.

"Costruire un mondo de-americanizzato": quest’affermazione avrebbe suscitato un sorriso fino a pochi anni fa. Al massimo sarebbe passata per una provocazione di Hugo Chavez [presidente venezuelano anti-americano recentemente scomparso NdT].
 
 
  Postato da cdcnet il 21/10/2013 (622 letture)
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