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  Mondo Geopolitica: L'occidente ha appena perso la Terza Guerra Mondiale dando forfait?

Nell’autunno dell’anno 1480, in un punto non lontano da Mosca, due eserciti si affrontarono sulle rive opposte del fiume Ugra.

 
 
  Postato da cdcnet il 07/05/2018 (223 letture)
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  Siria Geopolitica: MUORE L'ISIS, NASCE IL BSF

Gli americani proprio non riescono a rinunciare al loro sogno imperialistico. Evidentemente ce l'hanno nel DNA.

E' ancora fresca la sconfitta della loro adorata ISIS da parte dei russi, che già gli omini verdi del Pentagono si stanno ingegnando per creare un'altra forza militare che possa destabilizzare la Siria.

 
 
  Postato da cdcnet il 15/01/2018 (422 letture)
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  Oceania Geopolitica: RUSSIA'S INTERESTS IN OCEANIA

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In the past years, Russia’s foreign policy has been focused on expanding influence in the most remote corners of the planet. In particular, the Russian party has successful relations with the small island states of Oceania located in the South Pacific and with Fiji in particular.

TRADUZIONE AUTOMATICA

 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2018 (241 letture)
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  Spagna Geopolitica: LA SCONFITTA DELLA CATALOGNA

Sembra proprio che non ci sia modo di uscire dal sistema Europa. Non c'è riuscita la Grecia, che è stata ricattata con la chiusura delle banche pur di evitare che prendesse la propria strada.

Sta faticando molto a farlo la Gran Bretagna, nonostante non fosse legata dall'euro già in partenza.

 
 
  Postato da cdcnet il 29/10/2017 (315 letture)
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  Mondo Geopolitica: FORGET RUSSIA, TRUMP COULD BE SETTING UP A NEW COLD WAR WITH CHINA

James Holbrooks
theantimedia.org

In a lengthy editorial published Tuesday, TIME magazine chronicled recent actions taken by both China and the United States in the buildup to what many are speculating could be a coming cold war. The article suggested that some, if not most of the tension is rooted in the Trump administration’s outdated view of China as a Soviet-era communist state.

“For many in the Trump camp, I don’t think they believe the Cold War with China ever ended,” Scott W. Harold, a China specialist for think tank Rand Corp., told TIME. “They think that America just hasn’t been fighting.”

 
 
  Postato da cdcnet il 25/01/2017 (320 letture)
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  Grecia Geopolitica: DE PROFUNDIS - LA GEOPOLITICA IN GRECIA

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU
greekcrisis.fr

A cinque anni dalla nascita del blog Greek-Crisis, Grigoriou fa un primo bilancio che considera gli elementi anche di geopolitica e conclude che è in atto un’occupazione del territorio, un esproprio che ha, forse, l’obiettivo ultimo di togliere di mezzo l’entità-stato della Grecia. Il mezzo è l’Euro, certo, ma anche la crisi dei migranti, sapientemente orchestrata in modo da permettere a forze non ben identificate (in primis attraverso le ONG) di mettere i propri presìdi sulle isole dell’Egeo orientale. Forse è il caso che il blog diventi un giornale di guerra. La narrazione della crisi greca come solo economica è fallace. (NdT)
 
 
  Postato da cdcnet il 07/11/2016 (566 letture)
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  Mondo Geopolitica: ALLA RICERCA DI UN CAPRO ESPIATORIO

Thierry Meyssan
voltairenet.org

A Berlino, la Germania, la Francia, la Russia e l’Ucraina hanno cercato di sbloccare i conflitti ucraino e siriano. Tuttavia, da un punto di vista russo, questi blocchi esistono solo perché l’obiettivo degli Stati Uniti non è la difesa della democrazia, di cui si avvantaggiano, ma impedire lo sviluppo della Russia e della Cina attraverso l’interruzione delle vie della seta. Disponendo della superiorità convenzionale, Mosca ha dunque fatto di tutto per collegare il Medio Oriente e l’Europa orientale. Cosa a cui è pervenuta scambiando l’estensione della tregua in Siria contro lo stop del blocco degli accordi Minsk. Da parte sua, Washington è sempre alla ricerca del modo di scaricare la sua colpevolezza su uno dei suoi alleati. Dopo aver fallito in Turchia, la CIA si rivolge all’Arabia Saudita.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/10/2016 (626 letture)
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  Russia Geopolitica: BAITING THE BEAR: RUSSIA AND NATO

shutterstock_391145668By Conn Hallinan
www.counterpunch.org

Aggressive,” “revanchist,” “swaggering”: These are just some of the adjectives the mainstream press and leading U.S. and European political figures are routinely inserting before the words “Russia,” or “Vladimir Putin.” It is a vocabulary most Americans have not seen or heard since the height of the Cold War.

The question is, why?

Is Russia really a military threat to the United States and its neighbors? Is it seriously trying to “revenge” itself for the 1989 collapse of the Soviet U nion? Is it actively trying to rebuild the old Soviet empire? The answers to these questions are critical, because, for the first time since the 1962 Cuban missile crisis, several nuclear-armed powers are on the edge of a military conflict with fewer safeguards than existed 50 years ago.

Photo: vodograj | Shutterstock.com

TRADUZIONE: TORMENTARE L'ORSO: RUSSIA E NATO

 
 
  Postato da cdcnet il 04/05/2016 (1266 letture)
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  Arabia Saudita Geopolitica: THE SAUDIS' ANTI-SHIITE PROVOCATION HAS CLEAR GEOPOLITICAL GOALS

Andrew Korybko
sputniknews.com

Riyadh's execution of Shiite Sheikh Nimr al-Nimr was timed to coincide with the expected lifting of anti-Iranian sanctions and the rejuvenation of the Syrian peace process.

Saudi Arabia just beheaded a prominent anti-government activist and Shiite cleric, Nimr al-Nimr, on trumped-up charges of "terrorism", executing him alongside suspected al Qaeda fighters.
The message Riyadh sent was simple enough — Shiite activists are equivalent to terrorists in the Kingdom's calculus, and this predictably engendered outrage all across the world, especially in majority-Shiite Iran.
The resultant protests, some of which regretfully turned violent and targeted Saudi diplomatic facilities, were cited as 'proof' of Iran's 'aggression' against Saudi Arabia and became the publicly presentable reason for why Riyadh cut off all diplomatic and economic ties with Tehran.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/01/2016 (718 letture)
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  Europa Geopolitica: GUERRA IBRIDA PER FRANTUMARE I BALCANI ?

DI ANDREW KORYBKO
orientalreview.org

Nello spirito della nuova guerra fredda e in seguito al successo nel prevenire il South Stream (gasdotto via Siria), gli USA hanno priorizzato gli sforzi nell’impedire la costruzione del gasdotto Balkan Stream, e al momento attuale vi sono perlopiù riusciti. La prima sfida fu il tentativo di rivoluzione colorata del Maggio 2015 in Macedonia, che fu respinta in modo deciso da una cittadinanza patriottica. A seguire, sull’agenda della destabilizzazione troviamo lo sconvolgimento politico che ha minacciato la Grecia durante e in seguito al referendum sull’austerity. L’idea trascinante era che, deposto Tsipras il Balkan Stream sarebbe stato rimpiazzato dal progetto filo-Americano Eastring. Ancora una volta i Balcani si sono dimostrati resilienti e il colpo Americano ne uscì sconfitto, ma rappresenta tuttavia la terza manovra antagonista finalizzata a bloccare il progetto alla sua genesi e congelarlo.

Il South Stream

Il Tre è il numero fortunato:

L’evento cruciale del 24 Novembre, l’abattimento del bombardiere Russo che stava conducendo una missione anti-terroristica sui cieli Siriani ha messo il South Stream a repentaglio. Il progetto è caduto vittima della prevedibile reazione a catena di deterioramento politico da entrambe le parti. Considerato quanto è ovvio che la cooperazione sull’energia sarebbe caduta vittima dell’inasprirsi delle tensioni Russo-Turche sembra ammissibile che gli USA possano avere istigato la Turchia allo scopo di scatenare questo effetto domino ed affondare il Balkan Stream. Anche così fosse (e mi sembra uno scenario convincente) ciò non significherebbe una cancellazione definitiva del progetto, è più strategicamente accurato dire che verrebbe temporaneamente accantonato. Comprensibilmente la Russia non vuole rafforzare la posizione di uno Stato che si è dimostrato così arrogantemente aggressivo nei suoi confronti, ma è un sentimento circoscritto all’attuale Governo ed all’attuale contesto. E’ senz’altro concepibile che un cambiamento fondamentale nella posizione Turca (per quanto assolutamente improbabile sul corto raggio) può portare ad un alleggerimento dei rapporti in grado di resuscitare il Balkan Stream; scenario probaile è che le masse disaffezionate e/o ufficiali dell’esercito preoccupati di sviluppi indesiderati rovescino il Governo.

 
 
  Postato da cdcnet il 07/12/2015 (969 letture)
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  Mondo Geopolitica: DIETRO ALLO SCANDALO FIFA C'E' LA GEOPOLITICA

DIMENTICATE LO SPORT: DIETRO ALLO SCANDALO FIFA C’E’ LA GEOPOLITICA E SI APRE UN NUOVO FRONTE NELLA GUERRA ALLA RUSSIA

DI MAHDI DARIUS NASZEMROAYA
strategic-culture.org

E’ indubbio che ci sia molta corruzione all'interno della Fédération Internationale de Football Association (FIFA): è una storia di decenni di tangenti e accordi segreti. La Federazione è responsabile per lo sport più seguito e popolare in tutto il mondo e rappresenta un business molto redditizio di grande prestigio e di notevole potere.

Tuttavia, lo scandalo e gli arresti del 2015, hanno ben poco a che fare con la corruzione e molto a che fare invece con la geopolitica. Benvenuti sul fronte bellico del mondo del Calcio/Football. La FIFA è il nuovo teatro dove si sta svolgendo la guerra tra Stati Uniti e suoi alleati contro paesi come la Russia. E dopo la guerra energetica e valutaria, ecco la nuova guerra dietro le quinte all’interno della FIFA. Vittima illustre: Joseph (Sepp) Blatter.

Già nel 2005, Blatter rifiutò di farsi coinvolgere dal gioco a scacchi geopolitico di Washington. Sotto di lui, la FIFA si rifiutò di cedere alle richieste del Dipartimento di Stato di impedire alla squadra Iraniana di partecipare alla Coppa del Mondo del 2006 e che la Palestina non fosse ammessa in FIFA. Alcuni reati geopolitici della FIFA, tuttavia, potrebbero aver raggiunto un punto di non ritorno.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/06/2015 (668 letture)
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  Mondo Geopolitica: EURASIA AS WE (AND THE U.S.) KNEW IT IS DEAD

By Pepe Escobar
Global Research, April 19, 2015
Asia Times

Move over, Cold War 2.0. The real story, now and for the foreseeable future, in its myriad declinations, and of course, ruling out too many bumps in the road, is a new, integrated Eurasia forging ahead.

China’s immensely ambitious New Silk Road project will keep intersecting with the Russia-led Eurasia Economic Union (EEC). And that will be the day when the EU wakes up and finds a booming trade/commerce axis stretching from St. Petersburg to Shanghai. It’s always pertinent to remember that Vladimir Putin sold a similar, and even more encompassing, vision in Germany a few years ago – stretching from Lisbon to Vladivostok.

It will take time – and troubled times. But Eurasia’s radical face lift is inexorable. This implies an exceptionalist dream – the U.S. as Eurasia hegemon, something that still looked feasible at the turn of the millennium – fast dissolving right before anyone’s eyes.
VERSIONE IN ITALIANO
 
 
  Postato da cdcnet il 19/04/2015 (832 letture)
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  Medio Oriente Geopolitica: THE GEOPOLITICS BEHIND THE WAR IN YEMEN

By Mahdi Darius Nazemroaya
March 29, 2015 "ICH" - "SCF"

The United States and the Kingdom of Saudi Arabia became very uneasy when the Yemenese or Yemenite movement of the Houthi or Ansarallah (meaning the supporters of God in Arabic) gained control of Yemen’s capital, Sanaa/Sana, in September 2014. The US-supported Yemenite President Abd-Rabbuh Manṣour Al-Hadi was humiliatingly forced to share power with the Houthis and the coalition of northern Yemenese tribes that had helped them enter Sana. Al-Hadi declared that negotiations for a Yemeni national unity government would take place and his allies the US and Saudi Arabia tried to use a new national dialogue and mediated talks to co-opt and pacify the Houthis.

The truth has been turned on its head about the war in Yemen. The war and ousting of President Abd-Rabbuh Manṣour Al-Hadi in Yemen are not the results of «Houthi coup» in Yemen. It is the opposite. Al-Hadi was ousted, because with Saudi and US support he tried to backtrack on the power sharing agreements he had made and return Yemen to authoritarian rule. The ousting of President Al-Hadi by the Houthis and their political allies was an unexpected reaction to the takeover Al-Hadi was planning with Washington and the House of Saudi.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/03/2015 (804 letture)
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  Mondo Geopolitica: GLOBAL POLITICS: A WAR OF MEANINGS

By Nikolai Starikov
nstarikov.ru
Translated by DzhMM, Mikhael, Gideon
(vineyardsaker)

In the course of life today, we’ve grown accustomed to using terms whose meaning we might not fully understand. We throw them around casually, not realizing that they lose their meaning and sometimes even come around to stand for their exact opposite. This is precisely why the sense has arisen today in society that there is a need to determine in a clear and understandable manner exactly what is happening on the global chessboard in front of all of our eyes – the Big Story, written online.
Even those people the very furthest from politics are feeling the need for understanding and explaining to themselves the reasons for the things they encounter even just moving through their own lives. Why have prices in stores started to go up? What’s the reason for the fact that, quietly and nearly unnoticed, belief in a brighter tomorrow is slipping? When and why did talk about a possible war stop being speculative and distant? These and dozens of other questions have driven millions of yesterday-apolitical citizens to seek answers. They feel the need to find those answers and to construct a new worldview in which what-comes-tomorrow is not simply a lottery ticket, but a predictable and logical continuation of today. Predictable and, hopefully, not frightening.
 
 
  Postato da cdcnet il 18/02/2015 (913 letture)
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  Europa Geopolitica: IL NUOVO ARCO DI INSTABILITA' EUROPEA

moscakremlinoDI PEPE ESCOBAR
rt.com

Il Consiglio Europeo per gli Affari Esteri e il think-tank di Berlino Frierich Ebert Stiftung sono appena giunti più o meno alla stessa conclusione.

Se la pericolosa fase di stallo tra UE e Russia circa l’Ucraina non verrà risolta, l’UE potrebbe dover affrontare, entro il 2030, un dispiegamento di forze militari nell’Europa Orientale; una nuova corsa alle armi con la NATO come protagonista e una “zona di instabilità” semi-permanente dal Baltico ai Balcani e al Mar Nero.

Ciò che i due think-tank non potranno – e non vorranno – mai ammettere è che un nuovo “arco di instabilità” europeo – dal Baltico al Mar Nero, come io stesso ed altri analisti abbiamo paventato – è esattamente cosa l’Impero del Caos e il suo braccio armato – la NATO – stanno costruendo per prevenire una più stretta integrazione eurasiatica.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/12/2014 (949 letture)
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  Mondo Geopolitica: THE GEOPOLITICS OF WORLD WAR III

syria wwIIIscgnews.com

The real reason Russia and Syria are being targeted right now.


Contrary to popular belief, the conduct of nations on the international stage is almost never driven by moral considerations, but rather by a shadowy cocktail of money and geopolitics. As such, when you see the mouthpieces of the ruling class begin to demonize a foreign country, the first question in your mind should always be "what is actually at stake here?"

For some time now Russia, China, Iran, and Syria have been in the cross hairs. Once you understand why, the events unfolding in the world right now will make much more sense.

The U.S. dollar is a unique currency. In fact its current design and its relationship to geopolitics is unlike any other in history. Though it has been the world reserve currency since 1944, this is not what makes it unique. Many currencies have held the reserve status off and on over the centuries, but what makes the dollar unique is the fact that since the early 1970s it has been, with a few notable exceptions, the only currency used to buy and sell oil on the global market.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/11/2014 (1284 letture)
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  USA Geopolitica: QUANDO CROLLERA' L'IMPERO USA ?

suecoeFONTE: CLUBORLOV (BLOG)

Come insegna la storia, gli imperi collassano prima o poi, quindi, le probabilità che l’impero USA lo faccia possono essere considerate del 100% con grande sicurezza. La domanda è: quando? (Tutti si pongono il noioso quesito).
Ovviamente, tutto ciò che si deve fare è lasciare gli USA, andare in qualche posto che non sia obbligatoriamente collegato con la loro economia e a questo punto non ci si dovrà più preoccupare della domanda. Alcune persone hanno provato a rispondere, ma per quanto ne so io, nessuno ha espresso una metodologia attendibile per calcolare la data.

Per porre rimedio  a questa manchevolezza della teoria del collasso, una volta ho provato a scovare un metodo in un articolo intitolato “Picco dell’impero”, che era basato sulla teoria di Joseph Tainter della diminuzione dei rendimenti sulla complessità – o la diminuzione dei rendimenti su un impero. È un perfetto problema di calcolo differenziale e tutti gli studenti di microeconomia presi dal calcolo di costi marginali vs. ricavi marginali, per cercare un lavoro nella prossima alla morte industria del shale gas, dovrebbero applicarcisi, per investire meglio il loro talento matematico. Nel frattempo ecco qui un aggiornamento e una stima rivista.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/11/2014 (1337 letture)
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  Mondo Geopolitica: EUTANASIA DEL REALE

timisoaraDI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte

Fine dell’empatia comunicativa e inizio della distopia sociale, indotta ad arte dalla meraviglia multimediale dei visual network. Il 1989 è un anno di svolta, è l’anno in cui la società dello spettacolo diventa schiava di se stessa, in cui lo spettacolo viene trasformato in strumento di disperazione e di morte e si rompe quel patto millenario dell’illusione scenica utilizzato fino a quel momento per la promozione culturale della società, ridotta ora a semplice scenografia teatrale. Un teatro che rinnega se stesso, un teatro che uccide.

Il senso dell’incertezza della “società liquida” lo si riconosce anche nell’esercizio ossessivo della “navigazione in rete”, dove ci si connette immediatamente con gli altri, ma in realtà con altrettanta facilità ci si disconnette, smantellando con un canc i legami interpersonali che ci disturbano.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/09/2014 (738 letture)
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  Mondo Geopolitica: LE GUERRE PER L'ENERGIA DEL XXI SECOLO

warenergyDI MICHAEL T. KLARE
TomDispatch.com

I conflitti globali sono sempre più alimentati dal desiderio di ottenere Petrolio e Gas naturale (e i profitti che questi ultimi generano)

L’Iraq, la Siria, la Nigeria, il Sud del Sudan, l’Ucraina, l’Est e il Sud del Mar della Cina: ovunque si guardi, il mondo è in fiamme, con nuovi conflitti o vecchi conflitti in via di intensificazione. A prima vista, questi sconvolgimenti sembrano essere eventi indipendenti, guidati da proprie circostanze, uniche e peculiari. Ma se guardiamo più da vicino notiamo come essi condividano alcune caratteristiche fondamentali - in particolare, un infuso stregato di antagonismi etnici, religiosi e nazionali, portato al punto di ebollizione dall’ossessione dell’Energia.
 
 
  Postato da cdcnet il 15/07/2014 (858 letture)
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  Medio Oriente Geopolitica: BRUCIATE, UOMINI IN NERO, BRUCIATE

isisDI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Andiamo dritti al punto. Come per la collezione estiva  di arredi per esterno di Zara, completa di fucili d'assalto all'ultima moda, scarpe da ginnastica Nike e Toyota nuove fiammanti che attraversano ildeserto Siriano-Iracheno: i Jihadisti Incazzosi in nero.

C'era una volta (piuttosto recente), il governo USA che aiutava solo i “terroristi buoni” (in Siria), invece dei “terroristi cattivi”, un eco dei (meno recenti) tempi in cui sosteneva solo i “Talebani buoni” e non quelli “cattivi”.

Cosa succede quindi se i cosidddetti “esperti” della Brookings Institution iniziano a blaterare che lo Stato Islamico di Iraq e Sham (ISIS) è davvero il più cattivo manipolo di jihadisti sul pianeta (dopo tutto sono un prodotto di Al Qaeda)? Sono davvero così terribili che per una perversa logica di neolingua diventano la nuova normalità?
 
 
  Postato da cdcnet il 22/06/2014 (749 letture)
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  Articolo casuale


Argentina
[ Argentina ]

·QUAL E' IL PROGETTO DI ISRAELE IN ARGENTINA?


·ARGENTINA REVISITED -ONE MONTH ON


·A QUIET NEOLIBERAL COUP D'ETAT IN ARGENTINA


·UNA FALSE FLAG PER COMINCIARE UNA RIVOLUZIONE COLORATA IN ARGENTINA ?


·ALBERT NISMAN, ASSASSINATO ?


·TERRORISMO ECONOMICO


·NON ANDARMI IN FALLIMENTO, ARGENTINA


·ECCO COSA SUCCEDE SE CROLLA L'ECONOMIA DEL TUO PAESE


·AVVOLTOI FINANZIARI CONTRO L'ARGENTINA


·ARGENTINA: GIOCHIAMO AL CONDONO


·FRANCESCO I, SUCCESSORE DI BENEDETTO XVI - UN ERSATZ


·LA KIRCHNER ATTACCA IL CAPO DELLA COMUNITA' EBRAICA DI BUENOS AIRES


·INFLAZIONE E DOLLARO 'BLU': L'AUTO - INTOSSICAZIONE CHE MINACCIA L' ARGENTINA


·BONDS, DEFAULTS E AVVOLTOI SULL'ARGENTINA


·PERCHE' L'ARGENTINA ORA PAGA PER IL SUO PERICOLOSO SUCCESSO ECONOMICO


·DISORDINI IN ARGENTINA GENTILMENTE OFFERTI DA GOLDMAN SACHS


·RIVOLUZIONI COLORATE: E' IL TURNO DELL'ARGENTINA ?


·L'ARGENTINA E IL FAGIOLO DI SOIA MAGICO: IL BOOM DELLE ESPORTAZIONI CHE NON C'E'


·LA YPF NON E' NOSTRA...


·MALVINAS: UNA GUERRA CONTRO IL DECLINO DELL'IMPERO BRITANNICO


 

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· 1: IL PROFITTO "UBER ALLES"! IL PROFITTO INNANZITUTTO!
· 2: LO STATO DI POLIZIA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA E IL MERAVIGLIOSO STRUMENTO DEL GRANDE FRATELLO
· 3: PERCHE' DUNQUE SONO CROLLATI GLI EDIFICI DEL WTC?
· 4: LE INCREDIBILI STORIE DELLA COMMISSIONE SULL'11 SETTEMBRE
· 5: The Politics of Prisons and Prisoners
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