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· 11 settembre 2001

 

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  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

  FAME E TERRORE A GAZA

 

  ALIMENTAZIONE: Guida alla lettura

 

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  SALUTE: Guida alla lettura

 

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  Economia Globalizzazione: THE BANKSTER INTERNATIONAL

bankersby Mark Hackard
souloftheeast

Geopolitical analysis, the art of explaining power relationships through the prism of impersonal geography, can be a helpful tool for observers of the Great Game – but it also has its limitations. A case in point is the renewed US-Russia confrontation. Think tanks and policy insiders easily sell the narrative that from the dark days of the Cold War to our own time, Russia and the United States are fated to play in a zero-sum contest for the future of Eurasia and the world. Deterministic theories, though, can be used to legitimize predatory policy, and pseudo-scientific formulae often conceal manipulations by parasitic elites. Scoring a fortune off human misery and mass death, plundering economic assets, and shaping entire societies in one’s own image all find justification in claims of historical inevitability and the necessity of “progress.”
 
 
  Postato da cdcnet il 19/12/2014 (486 letture)
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  Russia Globalizzazione: PUTIN: E' FINITO IL TEMPO PER GIOCARE

Russian President Vladimir Putin in Sochi, Rusia October 24, 2014. EFE/Mikhail Klimentiev/PoolFONTE:  ZEROHEDGE

La maggior parte delle persone che conoscono l'inglese si sono perse il discorso che ha fatto Putin alla Conferenza Valdai a Sochi, pochi giorni fa e c'è la possibilità che quelli che ne hanno sentito parlare non ne abbiano compreso l'importanza. I media occidentali hanno fatto del loro meglio per ignorare o per distorcerne il significato. Indipendentemente da ciò che si pensi o non si pensi di Putin (esiste, come il sole e la luna, e un nostro parere serve a poco),  probabilmente questo è il discorso politico più importante dopo quello di Churchill sulla "cortina di ferro" del 5 marzo, 1946.

In questo discorso, Putin ha bruscamente cambiato le regole del gioco. Finora, il gioco della politica internazionale si giocava in questo modo: i politici facevano delle dichiarazioni pubbliche, per far finta che esteriormente si mantenesse una piacevole finzione di sovranità nazionale, ma erano solo atti di uno show che non aveva niente a che vedere con la sostanza della politica internazionale; nel frattempo, si impegnavano in negoziati segreti dietro le quinte: quello che si diceva in quelle sedi, Putin ora l'ha detto in pubblico.
 
 
  Postato da cdcnet il 31/10/2014 (802 letture)
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  Russia Globalizzazione: PUTIN DENUNCIA IL CRIMINOSO ORDINE MONDIALE

putin valdaiDI ULSON GUNNARD
journal-neo.org

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato, davanti ad una platea internazionale, di un ordine internazionale che ha approfittato della fine della guerra fredda per rimodellare il mondo in base ai propri interessi mettendo da parte i concetti di base delle relazioni internazionali, il diritto internazionale, i sistemi di equilibrio di potere arrivando persino a minare il concetto stesso di sovranità nazionale. Nel suo discorso, Putin condanna gli Stati Uniti per l'appoggio dato a neofascisti e terroristi, ed il disprezzo per la sovranità nazionale mostrato in giro per il mondo.

Il rigetto dell'occidente

Curioso è il linguaggio utilizzato nel resoconto del New York Times sull'incontro del Valdai International Club tenutosi a Sochi, sulle rive russe del Mar Nero, dove il presidente Putin ha recitato il discorso. In un articolo intitolato “Putin accusa gli Stati Uniti di appoggiare 'neofascisti' e 'fondamentalisti islamici'”, il NYT prova ad inquadrare le affermazioni di Putin, riguardo il supporto dato a neofascisti e terroristi, come semplici accuse senza fondamento.
 
 
  Postato da cdcnet il 30/10/2014 (639 letture)
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  Salute Globalizzazione: AN EBOLA OUTBREAK WOULD BE ADVANTAGEOUS FOR GLOBALISTS

Bull Dike Janet NapolitanoSubmitted by Brandon Smith of Alt-Market blog,

It's sad to say with such finality, but a universal fact of existence is that most of the people you meet in this life are fundamentally and functionally ignorant. Not necessarily stupid, but certainly ignorant. Ignorance comes not from a lack of intelligence, but from a denial of knowledge and truth. That is to say, ignorance takes hold when people decide to act as though they know and understand a thing, even if they do not. Ignorance prevails when a society or nation chooses to value the appearance of expertise, to value the theater of overconfidence, and to cheer for the bluster of morons rather than admit that they have unanswered questions on subjects they do not yet grasp. For nothing is worse for the self absorbed than to acknowledge that they do not know.

Entire nations have fallen throughout history because of this terrible weakness...

By extension, such ignorance is not just an inherent disease but also an easily exploitable disease. When we refuse to think critically and examine our surroundings thoroughly, we become like grazing gazelles oblivious to the predators encircling us in the tall grass. And, just as there are predatory individuals that hide amongst us, there are are also predatory oligarchs that camouflage themselves as benevolent politicos and financial professionals standing above us. Normal predators we fear, establishment predators we invite into our homes as protectors, saviors, and partners.

The disease of ignorance leaves us vulnerable to many other plagues, including literal plagues like the Ebola virus. When we take the establishment at its word concerning the threat of Ebola outbreak, we make ourselves vulnerable. When people assume that the worst could never happen to them, history shows us that it inevitably does.

 
 
  Postato da cdcnet il 11/10/2014 (532 letture)
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  Mondo Globalizzazione: TOTALITARISMO GLOBALE: IL CAMBIAMENTO NON E' PROIBITIVO...E' IMPOSSIBILE

galloDI CLAUDIO GALLO
rt.com

La mia tesi, solo in apparenza strana, e' la seguente: il sistema Neoliberista che dirige direttamente o indirettamente la gran parte del mondo sta producendo una disastrosa mutazione antropologica che conduce ad una sorta di totalitarismo planetario.

Prima di tutto chiariamo il lessico. Neoliberismo è in generale una filosofia economica stabilitasi nel 20° secolo grazie a figure come Friederich Hayek e Milton Friedman. Tipico di quel pensiero è il credo che il solo fattore unificante della società è l' individuo, unito ad una fede in un mercato libero che possa regolamentare la societa' stessa in maniera autonoma, senza ingerenze esterne. I Neoliberisti sono sempre a favore di qualsiasi deregolamentazione o privatizzazione.
 
 
  Postato da cdcnet il 08/08/2014 (491 letture)
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  Mondo Globalizzazione: LA GLOBALIZZAZIONE DEI "FAST FOOD". OLTRE IL MARCHIO: MC DONALD'S

DI PETER SALISBURY
theecologist.org

Le alternative sono che, sia se tu abbia mangiato al Mc Donald’s che no, di sicuro conoscerai un gran numero di persone che l’ha fatto. E’ la più grande catena dei fast food nel mondo, con circa 32 punti vendita in 117 paesi.

Il clown dalla doppia faccia ha dato lavoro a 1,7 milioni di persone ,e nei primi tre mesi del 2011 ha ottenuto da solo un guadagno di 1.2 milioni, al fronte delle entrate di 6.1 miliardi.

La società ha subito enormi critiche negli ultimi 20 anni, a causa dell’influenza che ha sulla popolazione mondiale, sul modo di lavorare e sull’influenza economica ambientale.
 
 
  Postato da cdcnet il 25/02/2014 (475 letture)
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  Mondo Globalizzazione: MADE IN BANGLADESH (IL CAPITALISMO DEL TERRORE)

DI VIJAY PRASHAD
counterpunch.org

Mercoledì 24 Aprile, il giorno dopo che le autorità bengalesi hanno chiesto ai proprietari di evacuare la loro fabbrica di indumenti che dava impiego a quasi tremila lavoratori, l'edificio è crollato. L'edificio, Rana Plaza, situato nel sobborgo Dhaka di Savar, produceva vestiti per la catena di prodotti che si estende dai campi di cotone del Sud Asia attraverso i lavoratori e le macchine del Bangladesh fino ai punti vendita nel mondo occidentale. Molti marchi famosi erano cuciti quì (tra le aziende italiane la Benetton, ndr), così come lo sono i vestiti che sono appesi agli scaffali satanici di Wal-Mart. I soccorritori sono stati in grado di salvare duemila persone da quando questo articolo è stato scritto, confermando che oltre trecento sono morti.
 
 
  Postato da cdcnet il 01/05/2013 (605 letture)
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  USA Globalizzazione: OCCUPARE WALL STREET: UN'AZIONE GLOBALISTA ?

DI KURT NIMMO
globalresearch.ca

Come può un movimento fondato dai globalisti mettere fine al piano globalista che ha reso schiavo il mondo?

"Un'inesattezza più delle altre mi ha disturbato in tutta la copertura ed è il fatto di concentrarsi su Anonymous, come architetto ed organizzatore della manifestazione," come afferma una mail ricevuta il 23 settembre. "Il primo appello alla protesta è stata pubblicato dalla rivista Adbusters."

Tale persona, che a questo punto rimarrà ignota - dal momento che non ho ottenuto il suo permesso per citare la mail privata che mi ha mandato - non è un semplice passante o un emarginato che fa un'osservazione. Dichiara di essere intimamente connesso al movimento tramite l'Assemblea Generale di New York [1], descritta come il comitato centrale per l'organizzazione e la pianificazione della protesta. La sua pagina di Facebook rivela chi è realmente dentro al movimento Occupy Wall Street.

 
 
  Postato da cdcnet il 05/10/2011 (1122 letture)
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  Europa Globalizzazione: SCHIAVI IN EUROPA

DI IGNACIO RAMONET
Le Monde Diplomatique.es

Due secoli dopo l’abolizione della schiavitù, si fa viva una pratica abominevole: la tratta delle persone. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT) stima che nel mondo 12,3 milioni di persone vengano costrette, dalle reti collegati alla criminalità internazionale, allo sfruttamento della sua forza lavoro contro la propria volontà e in condizioni disumane.

Trattandosi di donne, la gran parte è vittima di sfruttamento sessuale e molte altre vengono sfruttate nei servizi domestici. In ogni caso si tratta di ragazze giovani in buono stato di salute che, con vari inganni, sono private della loro libertà per far sì che parti del proprio corpo alimentino il traffico illegale di organi.

Ma la tratta si sta ampliando sempre di più, visto il numero delle persone catturate sottoposte allo sfruttamento della propria forza lavoro nei settori produttivi che più necessitano di manodopera poco costosa, negli alberghi, nella ristorazione, nell’agricoltura e nell’edilizia.

A questo tema l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa (OCSE) ha dedicato, il 20 e il 21 dello scorso giugno, una Conferenza Internazionale con la partecipazione di autorità politiche, organismi internazionali e esperti di chiara fama (1).
 
 
  Postato da cdcnet il 14/07/2011 (854 letture)
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  Economia Globalizzazione: I GRANDI CAPITALISTI ALLA CONQUISTA DELLE TERRE COLTIVABILI DEI PAESI POVERI

DI ROMULO PARDO SILVA
Argenpress

Si impadroniscono delle risorse naturali sempre più scarse attraverso la guerra delle armi o il danaro. La scomparsa delle popolazioni in via di sviluppo a loro non importa.

Lo sfruttamento delle terre coltivabili ha raggiunto il suo limite ma, non contenti, adesso distruggono le foreste. I cambiamenti climatici non garantiscono nessuna sicurezza alimentare per il futuro; i paesi industrializzati e dipendenti aspirano ad una crescita economica permanente e quindi allo sfruttamento irrazionale dell’ambiente; nel 2050, 3 miliardi di persone in più avranno bisogno di interventi di sostegno alimentare; il petrolio si esaurisce e le terre vengono occupate per la produzione di biocombustibili; i prezzi alimentari sono saliti provocando fame ed instabilità sociale.

Di fronte a questa prospettiva crepuscolare, la borghesia cerca la propria sicurezza. Il metodo chiamato agro-colonialismo consiste nel lanciarsi, a livello internazionale, in una valanga di acquisti di terreni appartenenti a popolazioni povere.[1] I loro governi e gli imprenditori legati alla corrotta borghesia locale acquistano queste terre oppure le prendono in affitto per lunghi periodi.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2010 (1070 letture)
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  Economia Globalizzazione: CRISI GLOBALE: QUANTO TEMPO ABBIAMO ?

DI ADRIAN SALBUCHI
Argentine Second Republic Movement

Un buon dottore riferisce sempre al paziente la sua condizione reale, a prescindere dalla diagnosi; un buon dottore comincia col fare una diagnosi corretta sulla condizione del paziente. Un cattivo dottore invece non è in grado di fare una diagnosi corretta (a causa della mancanza di preparazione) oppure nasconde la verità al paziente, il che è anche peggio.

Quando si dice ad un malato terminale come stanno veramente le cose, prima di farsene una ragione il paziente prima è incredulo ed in seguito cerca di negare ció che gli sta accadendo; incredulità per cui il paziente ritiene che il medico abbia fatto un errore sbagliando la diagnosi. Quando la diagnosi è confermata, la disperazione lo porta a negare: 'è impossibile, dice, che stia succedendo proprio a me’.

Un bravo medico aiuta il paziente ad attraversare questo processo doloroso, cercando di fargli accettare la situazione; solo allora può iniziare la cura. Qualcosa del genere accade, anche se in modo metaforico, quando i cittadini sono colpiti da disordini sociali che sono la conseguenza di crisi profonde derivanti da ció che Carl G. Jung chiamava ‘epidemie della mente e dell’anima’.
 
 
  Postato da cdcnet il 21/05/2009 (1425 letture)
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  Mondo Globalizzazione: LA GLOBALIZZAZIONE IMPAZZITA

FONTE DEDEFENSA.ORG

Parliamo oggi di un lungo, lunghissimo articolo pubblicato su Newsweek (edizione del 12 maggio), messo in rete il 3 maggio. L’autore è Fareed Zakaria, direttore della redazione di Newsweek, e l’articolo è un condensato che anticipa la pubblicazione del suo libro The Post-American World (2008, edito da W.W. Norton & Company, Inc.).
Passato dalla direzione di Foreign Affairs a quella di Newsweek, Fareed Zakaria, cittadino USA di origine indiana, è un eminente membro dell’establishment di Washington filo-globalizzazione. L’articolo di Newsweek è un manifesto alla gloria della globalizzazione con uno sguardo desolato, se non disgustato, su cosa è diventata l’America riguardo a questa stessa globalizzazione.

Zakaria passa in rassegna lo stato dell’America e lo stato del mondo. E’ molto pessimista sullo stato dell’America al punto da scrivere, come se ne annunciasse la scomparsa dai nostri schermi radar: “In America discutiamo ancora sulla natura e l’estensione dell’anti-americanismo […] ma mentre argomentiamo sul perché loro ci odiano, “loro” sono andati oltre e sono adesso più interessati ad altre, più dinamiche, parti del globo. Il mondo si è spostato dall’anti-americanismo al post-americanismo.”
 
 
  Postato da cdcnet il 05/07/2008 (1173 letture)
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  Economia Globalizzazione: PIU PICCOLO, PIU PRODUTTIVO

DI GEORGE MONBIOT

I semplici contadini ci offrono l’occasione migliore per sfamare il mondo. Perche' non considerarli dunque?

Vi invito a sedervi prima di cominciare a leggere. Robert Mugabe ha ragione. Al vertice mondiale della FAO sull’alimentazione della scorsa settimana era stato l’unico leader a parlare dell'importanza…della terra nella produzione agricola e nel controllo dell’alimentazione. “Gli altri Paesi dovrebbero seguire la direzione dello Zimbabwe verso la democratizzazione della proprietà.”, ha affermato.

Ovviamente il vecchio disgraziato ha fatto esattamente il contrario. Ha spodestato i suoi avversari e dato terre ai suoi sostenitori. Non è riuscito a mantenere i nuovi accordi ne' con finanziamenti ne' con conoscenze tecniche, portando al crollo dell’agricoltura nello Zimbabwe. Il Paese aveva un disperato bisogno di una riforma agricola quando Mugabe divenne presidente. E ancora oggi si trova nella stessa situazione.
 
 
  Postato da cdcnet il 23/06/2008 (1235 letture)
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  Mondo Globalizzazione: DALLE RESISTENZE ALLE ALTERNATIVE: PROSPETTIVA STORICA DELL'ANTIGLOBALISMO

DI ERIC TOUSSANT
Mondialisation.ca

Su scala internazionale sono in azione due grandi tendenze opposte

La tendenza attualmente dominante, in atto da circa 25–30 anni, consiste nell’offensiva capitalista neoliberista e imperialista. Negli ultimi anni, tale tendenza si è espressa con il ricorso, sempre più frequente, a guerre imperialiste, specialmente per la conquista di aree petrolifere, con l’aumento degli armamenti delle grandi potenze, con il rafforzamento dell’apertura commerciale nei paesi sottomessi, con la generalizzazione delle privatizzazioni, con un attacco sistematico ai salari e ai meccanismi di solidarietà collettiva conquistati dai lavoratori. Tutto ciò fa parte del Washington Consensus*. Queste politiche si applicano tanto ai paesi più industrializzati che a quelli in via di sviluppo.

Una controtendenza, certo molto debole su scala mondiale, si sviluppa dalla fine degli anni ’90. Essa si è espressa in molti modi: l’elezione di presidenti che predicano una rottura con il neoliberismo (questo ciclo è cominciato con l’elezione di Hugo Chavez nel 1998) o perlomeno un suo alleggerimento; la sospensione del pagamento del debito pubblico a creditori privati da parte dell’Argentina a partire dalla fine del dicembre 2001 fino al marzo 2005; l’adozione di nuove costituzioni democratiche da parte delle Assemblee costituenti in Venezuela, Bolivia, e Ecuador; il rafforzamento delle libertà civili e politiche e un avanzamento nella protezione dei diritti economici, sociali e culturali;
 
 
  Postato da cdcnet il 09/03/2008 (1380 letture)
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  Economia Globalizzazione: IL PETROLIO E GLI ALIMENTI

  DI JUAN CARLOS GUERRA
Rebelion

Un mondo senza petrolio minaccia le nostre possibilità di accedere agli alimenti, come esempio un dato: il 17% della energia consumata nel mondo si utilizza nella produzione, distribuzione e somministrazione di prodotti agricoli. Questa percentuale si divide nella seguente maniera: 4% per la produzione; 5% nel processo, 8% nel trasporto e distribuzione dalla azienda agricola fino al supermercato. (1)

Dato che la maggioranza di noi si limita ad andare al supermercato a comperare i propri alimenti, molte volte non ci rendiamo conto di tutto il processo che avviene prima che il cibo arrivi sugli scaffali del supermercato. Non avvertiamo che l’agricoltura moderna dipende quasi totalmente dal petrolio.

Il motore a combustibile dei trattori, camion e mietitrebbia ha sostituito la manodopera umana insieme a quella dei cavalli, muli e bufali come fonte primaria di energia nell’azienda agricola. E non solo nella semina e nel trasporto c’è la dipendenza dal petrolio nell’agricoltura: anche la produzione intensiva degli alimenti è fortemente influenzata dagli idrocarburi.
 
 
  Postato da Truman il 06/11/2007 (1987 letture)
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