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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

 
  Animali e Ambiente Interviste: LA CORRIDA: CELEBRAZIONE DI UNA MATTANZA

corrida quees holl.gDI JAVIER RODRIGUEZ MARCOS
El Paìs

“Le corride dei tori sono solo una mattanza ritualizzata” John Maxwell Coetzee, Premio Nobel per la Letteratura, parla del suo impegno etico e sociale nella difesa della causa animalista.

John Maxwell Coetzee, premio Nobel  per la Letteratura nel 2003, è uno dei massimi scrittori viventi, ma anche uno dei più schivi. Nato a Città del Capo (Sudafrica), ha 76 anni e vive in Australia. Da quando nel 1974 pubblicò il suo primo romanzo Dusklands (Terre al crepuscolo)  non ha mai smesso di pubblicare fiction e saggi, ma odia le interviste e si  rifiuta di parlare delle sue opere. Lo scorso giugno – nell’ambito di  Capital Animal, una iniziativa di arte, cultura e pensiero nata per difendere i diritti degli animali – ha tenuto una conferenza al Museo Reina Sofía di Madrid, durante la quale ha parlato del suo impegno personale su “vari temi etici universali”. In questa occasione Coetzee ha accettato di rispondere, via e.mail, ad alcune domande di EL PAÍS.

 
 
  Postato da cdcnet il 16/01/2017 (111 letture)
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  Economia Interviste: LA SVOLTA ORWELLIANA NELL'ECONOMIA CONTEMPORANEA

FONTE: REALNEWS.COM

L’economista Michael Hudson incontra Sharmini Peries e parla delle ultime elezioni americane elezioni e del suo nuovo libro “’J is for Junk Economics” (ndt: “E” come Economia-spazzatura).

SHARMINI PERIES:  Da Baltimore vi parla Sharmini Peries – di Real News Network. Il 20 gennaio prossimo Donald Trump assumerà i poteri presidenziali a Washington D.C.  

C’è una cosa che tutti si domandano: quali saranno le nuove politiche economiche di cui dovremmo preoccuparci seriamente. C’è un economista, Michael Hudson, che ha dedicato tempo e riflessioni sulla natura della professione di economista e sul modo in cui può indurre in errore l’opinione generale a vantaggio del famoso 1%.     Abbiamo oggi con noi Michael Hudson che ci parlerà del suo ultimo libro “J is for Junk Economics”, una guida di sopravvivenza al vocabolario economico nell’Era del Grande Inganno. Michael è un distinto professore di ricerche economiche dell’Università del Missouri di Kansas City. Grazie Michael per essere qui con noi.

 
 
  Postato da cdcnet il 22/12/2016 (289 letture)
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  Francia Interviste: LA CANDIDATURA DI MANUEL VALLS

DI JACQUES SAPIR
russeurope.hypotheses.org

Ieri ho rilasciato un’intervista a Russia Today riguardante la candidatura di Manuel Valls. Pubblico qui la versione integrale, con aggiunte, troppo lunga per essere riportata da quel media. Il testo iniziale dell’intervista è il seguente.

 
 
  Postato da cdcnet il 09/12/2016 (159 letture)
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  USA Interviste: L'IMPENSABILE E' DIVENTATO REALTA': TRUMP ALLA CASA BIANCA

INTERVISTA CON NOAM CHOMSKY

DI C.J. POLYCHRONIOU
truth-out.org

Tempo fa,  il famoso intellettuale Noam Chomsky aveva avvertito che il clima politico negli Stati Uniti era maturo per la nascita di una figura autoritaria. Ora, in questa intervista, spiega quali saranno le conseguenze di questa elezione. Lo stato moribondo del sistema politico Usa e perchè Donald Trump è una vera e propria minaccia per il mondo e il pianeta in generale.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/11/2016 (596 letture)
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  USA Interviste: TRUMP E' ARRIVATO ALLA CASA BIANCA GRAZIE AI SOCIAL

I MEDIA MAIN STREAM NON SE LO SAREBBERO MAI  ASPETTATO

FONTE:  RT.COM

Intervista a Pepe Escobar

Entrambi i partiti negli USA, Wall Street e i media erano assolutamenti certi che Hillary avrebbe vinto con una probabilità del 98%, ma con il suo mantra “Make America Great Again” Trump ha dimostrato loro che si sbagliavano, ha detto l’analista politico Pepe Escobar a RT.

Non appena i seggi sono stati chiusi, i mercati azionari hanno fatto fatica ad assorbire il risultato.
I Dow Jones futures stavano di poco salendo, ma non appena la possibilità che Trump diventasse Presidente ha iniziato a concretizzarsi hanno perso più di 700 punti in poche ore.
L’indice del Dollaro, il greggio Brent e il Peso messicano hanno patito anch’essi la notizia.
Nel frattempo il valore dell’oro è salito ad oltre 1.300$ per oncia.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/11/2016 (343 letture)
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  Siria Interviste: "SYRIA IS PAYING THE PRICE OF ITS INDEPENDENCE"

INTERVIEW WITH THE SYRIAN PRESIDENT BASHAR AL-ASSAD
voltairenet.org

Interviewed by the Cuban journalist Roberto Garcia on behalf of the agency Prensa Latina, the President of the Syrian Arab Republic highlights the cohesion between the different groups within Syrian society and popular participation in defense of the Nation. After noting that preserving national independence was a fundamental factor in the struggle that today is liberating the Syrian state, Bashar al-Assad recognizes the historical similarity between this battle and the recent struggles between Latin American nations.

Español
 
 
  Postato da cdcnet il 02/11/2016 (160 letture)
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  Mondo Interviste: NUOVE CONFESSIONI DI UN SICARIO DELL'ECONOMIA

QUESTA VOLTA DISPONIBILI PER LA VOSTRA DEMOCRAZIA

DI SARAH VAN GELDER
yesmagazine.org

Dodici anni fa, John Perkins ha pubblicato il suo libro “Confessions of an Economic Hit Man” (n.d.T. Confessioni di un sicario dell’economia). Oggi dice che “le cose sono di gran lunga peggiorate.”

Dodici anni fa, John Perkins ha pubblicato il suo libro, Confessioni di un sicario dell’economia, che ha scalato rapidamente la lista dei best-seller del New York Times. In esso Perkins descrive la sua carriera basata sul convincere i capi di Stato ad adottare politiche economiche che hanno impoverito i loro Paesi e minato le istituzioni democratiche. Queste politiche hanno contribuito ad arricchire piccoli gruppi di élite locali, nel mentre imbottivano le tasche delle multinazionali a base americana.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/10/2016 (573 letture)
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  Siria Interviste: INTERVIEW WITH AL-NUSRA COMMANDER: 'THE AMERICANS STAND ON OUR SIDE'

By Jürgen Todenhöfer
moonofalabama - globalresearch


[This interview by Jürgen Todenhöfer was first published in German on September 26 2016 by the Kölner Stadtanzeiger, the major newspaper in the Cologne region. (The interview was copied and translated to English by Bernhard for educational and academic purposes.)]

It was the seventh trip by my son Frederic and me to the civil war country Syria. We were there for 13 days. Words can only barely describe the extend of damage and suffering on both sides.

We conducted the interview ten days ago with a commander of the al-Qaida branch "Jabhat al-Nusra". Abu al-Ezz reported quite openly about his financiers Saudi-Arabia, Qatar and Kuwait. We were able to exactly research the identity of the man and know practically everything about him.
 
 
  Postato da cdcnet il 27/09/2016 (246 letture)
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  USA Interviste: PARLANDO DI POLITICA: NOAM CHOMSKY SUL MONDO ACCADEMICO E LA POLITICA ESTERA USA

FONTE: WORLDPOLICY.ORG

Descritto come il "Padre della Linguistica moderna", Noam Chomsky ha trascorsopiù di 50 anni sia come filosofo analitico, sia come un convinto (ma non per questo meno influente) critico della società e della politica. I sui lavori sull'acquisizione del linguaggio e la teoria della grammatica generativa hanno contribuito allo sviluppo della scienza cognitiva, della psicologia evolutiva, dell'informatica e della teoria musicale. Politicamente Chomsky ha trascorso la sua carriera impegnato in rigorose analisi del potere, affrontando i meccanismi che lo Stato utilizza per la persuasione popolare e l'aggiramento del diritto internazionale. È stato un critico inflessibile dell'utilizzo illegittimo del potere statale e dei metodi con cui i media sopprimono e deformano il dibattito popolare. Eppure, nonostante una tale critica negativa della politica, Chomsky rimane anche un incrollabile sostenitore della creatività umana e della libertà individuale, sperando, attraverso il suo lavoro, di poter fornire conoscenze ed aiuto che incoraggino l'impegno politico attivo in una cittadinanza atomizzata ed allontanata dalle politiche governative. Joshua St. Clair del World Policy Journal è andato a Cambridge per incontrare il professore nel suo studio al MIT (Massachusetts Institute of Technology) e discutere con lui della sua carriera, dei ripetitivi schemi della politica estera degli Stati Uniti e della situazione della cittadinanza americana.

 
 
  Postato da cdcnet il 20/08/2016 (418 letture)
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  Venezuela Interviste: THE STRANGE DEATH OF HUGO CHAVEZ

An Interview with Eva Golinger

By Mike Whitney 
April 25, 2016 Counterpunch

MW– Do you think that Hugo Chavez was murdered and, if so, who do you think might have been involved?

Eva Golinger–  I believe there is a very strong possibility that President Chavez was assassinated. There were notorious and documented assassination attempts against him throughout his presidency. Most notable was the April 11, 2002 coup d’etat, during which he was kidnapped and set to be assassinated had it not been for the unprecedented uprising of the Venezuelan people and loyal military forces that rescued him and returned him to power within 48 hours. I was able to find irrefutable evidence using the US Freedom of Information Act (FOIA), that the CIA and other US agencies were behind that coup and supported, financially, militarily and politically, those involved. Later on, there were other attempts against Chavez and his government, such as in 2004 when dozens of Colombian paramilitary forces were captured on a farm outside of Caracas that was owned by an anti-Chavez activist, Robert Alonso, just days before they were going to attack the presidential palace and kill Chavez.


(TRADUZIONE IN ITALIANO ALL'INTERNO)

 
 
  Postato da cdcnet il 25/04/2016 (542 letture)
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  Libia Interviste: UNDERSTANDING LIBYA (PART 1)

https://libya360.files.wordpress.com/2014/07/7068357_orig.jpg?w=1000By Hugo Turner and Alexandra Valiente
anti-imperialist-u

Introduction

In 2011 Libya, the most prosperous democracy in Africa, was targeted for destruction. Terrorist death squads were unleashed upon the nation. A NATO bombing campaign destroyed the country and plunged it into chaos. NATO’s death squads seized control of most of the oil-rich territory, although 5 years later, the Libyan people continue to resist. After the 2011 NATO assault, accurate information about what has been going on in the country is very rare. Thus I decided to turn for help to Alexandra Valiente, one of the few in the west who continues to follow events closely and who has contacts inside the country. She is the editor of the Jamahiriya News Agency and Viva Libya websites which cover events in Libya. She is also the editor of Libya 360 (devoted to news and resistance movements in Africa and Latin America) Syria 360 and Revolutionary Strategic Studies. You can follow her on twitter @libya360 and @jamahiriyanews. She generously agreed to do an interview with me on the current situation in Libya and so below I present the first part of our conversation.

Photo: The Libyan Resistance During the 2011 NATO War

 
 
  Postato da cdcnet il 24/04/2016 (283 letture)
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  Mondo Interviste: 2016 INTERVIEW WITH SOCRATES

US TODAY IS ATHENS' EMPIRE OF HYPOCRISY AND HUBRIS: WILL US PUBLIC STAND FOR OBVIOUS JUSTICE OR REMAIN OBLIVIOUS TO EVIL? (2 OF ?)

SocratesCarl Herman
www.whashintonsblog.com

“The strong do what power allows. The weak accept what they must.”  – Athenian 415 BC envoy to the small government of Melos, with the offer to either join Athens’ empire with paying them tribute, or have all men executed, and everyone else sold into slavery. Melos politely declined Athens’ offer. Athens attacked, did exactly what they threatened, and resettled the emptied island with 500 Athenian colonists. – Melian Dialogue of Socrates’ contemporary historian, Thucydides.

language warning: Socrates and I speak in the same direct language that caused his execution for “corrupting the young.”

Copyright © 1998 Metropolitan Museum of Art

 
 
  Postato da cdcnet il 28/03/2016 (303 letture)
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  USA Interviste: LAS ELECCIONES PRESIDENCIALES DE 2016 PONEN A ESTADOS UNITOS EN PELIGRO DE UN DESASTRE COMPLETO

Noam Chomsky. (Photo: Andrew Rusk; Edited: LW / TO) C.J. Polychroniou
Truthout
Entrevista a Noam Chomsky
Traducido del inglés para Rebelión por Beatriz Morales Bastos

Vivimos tiempos críticos y dramáticos. El neoliberalismo sigue siendo la doctrina político-económica suprema al tiempo que las sociedades se siguen deteriorando a medida que se reducen tanto las inversiones públicas como los programas y servicios sociales para que los ricos puedan enriquecerse más. Al mismo tiempo el autoritarismo político está en auge y en opinión de algunas personas se dan las circunstancias para que emerja un régimen protofascista. Mientras tanto, aumenta la amenaza del cambio climático en la medida en que los dirigentes políticos siguen careciendo de valor y de visión de futuro para avanzar con sistemas energéticos alternativos, con lo que ponen en peligro el futuro de la civilización humana.

Por estas y por otras razones las elecciones presidenciales estadounidenses de 2016 son clave para el futuro de este país y para el mundo en general. De hecho, esta puede ser la última oportunidad que tenga Estados Unidos de elegir a un dirigente que pueda cambiar el curso de su política interna y externa, aunque si se observa el actual paisaje político hay pocas posibilidades de que esto ocurra.

(Photo: Andrew Rusk; Edited: LW / TO)

 
 
  Postato da cdcnet il 19/03/2016 (277 letture)
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  Europa Interviste: L'EUROPA STA PER DISINTEGRARSI ? INTERVISTA A NOAM CHOMSKY

europeDI C.J. POLYCHRPNIOU
truth-out.org

L'Europa è in una tempesta. La crisi dei migranti e dei rifugiati minaccia di disintegrare il progetto di riunione del continente europeo. Le nazioni dell'Unione Europea (UE) non vogliono accogliere le ondate di gente che fugge dalle proprie case del Medio-Oriente o dell'Africa del Nord, ed hanno cominciato a rimettere dei controlli alle frontiere.

Ma non sono solo Siriani o Iracheni che cercano di raggiungere l'Europa in questi tempi, come suggeriscono i media dominanti. I rifugiati vengono anche dal Pakistan, dall'Afghanistan, e dall'Africa sub-sahariana. I numeri sono impressionanti e sembrano crescere di mese in mese.

Nel frattempo attraverso l'Europa si espande come il fuoco in una foresta un sentimento anti-immigrazione, che dà voce agli estremisti che minacciano le basi stesse dell'UE e la sua concezione di una società democratica ed aperta.

 
 
  Postato da cdcnet il 10/02/2016 (902 letture)
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  Europa Interviste: IMMIGRAZIONE ? STRATEGIA USA PER CONTROLLARE L'EUROPA

KosDI CLAUDIO MESSORA
byoblu.com

Intevista a Fulvio Grimaldi, giornalista di guerra e documentarista indipendente.

Oggi sul Corriere della Sera il cardinal Bagnasco accusa l’Onu di non fare abbastanza per risolvere il problema dell’immigrazione. Immediatamente sopra, un articolo sulla Libia, dove molti stati membri della comunità europea, tra cui Francia, Spagna e Italia, che si candida a condurre l’operazione, si dicono pronti a intervenire militarmente. Le due cose sono legate?

Al cardinal Bagnasco vorrei innanzitutto chiedere a quale Onu intende appellarsi. A quell’Onu che ha legittimato la distruzione totale della Libia nel 2011? A quell’Onu che ha coperto la distruzione totale dell’Iraq, nel 2003? A quell’Onu che legittima la guerra di 14 anni contro l’Afghanistan?
 
 
  Postato da cdcnet il 19/08/2015 (631 letture)
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  Mondo Interviste: UN'INTRIGANTE E AVVINCENTE INTERVISTA A JULIAN ASSANGE

image-874398 DI MICHAEL KRIEGER
libertyblitzkrieg.com

SPIEGEL: Chi usa questi metodi?

Assange: Il GCHQ britannico ha un proprio reparto per tali metodi chiamati JTRIG. Essi comprendono il ricatto, la produzione di video, la produzione di massa di messaggi SMS, persino la creazione di false imprese con gli stessi nomi, delle aziende del Regno Unito che vuole emarginare in qualche regione del mondo al fine di incoraggiare le persone a ordinare prodotti falsi in modo tale da vendere prodotti scadenti al fine di mettere in cattiva luce la reputazione dell’azienda. Questi fatti suonano come il frutto di una paranoica teoria della cospirazione, ma è tutto concretamente documentato nel materiale GCHQ presumibilmente fornito da Edward Snowden ...
 
 
  Postato da cdcnet il 10/08/2015 (501 letture)
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  Mondo Interviste: ASSANGE: CONTINUO A COMBATTERE

DI SANTIAGO O'DONNELL
pagina12.com

Intervista a trecentosessanta gradi a Julian Assange, direttore del sito Wikileaks

Nell'ambito dell'Assemblea federale della Parola svoltasi a Tecnopolis [*], [Assange] il riferimento australiano per la libertà di parola, ha parlato di Nisman, di passaporti intelligenti, dello Stato islamico, della crisi in Ucraina e dell'omicidio dell'oppositore russo Nemtsov.

Dopo mille giorni di prigionia nel piccolo appartamento che lo ospita all'Ambasciata dell'Ecuador a Londra, mille giorni senza andare all'aperto, Assange sembra un po' indebolito attraverso lo schermo di Tecnopolis. E dice che ultimamente l'umore non è dei migliori, è arrabbiato perché la sua situazione giuridica non si sblocca (vedi articolo separato) e non può stare con la sua famiglia. Ma la rabbia non gli si nota. Risponde volentieri per un'ora e mezza e sorride da un orecchio all’altro quando viene salutato dal pubblico con applausi. Nel seguito i passaggi salienti della conversazione.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/04/2015 (688 letture)
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  Americhe Interviste: FROM ARMED STRUGGLE TO THE PRESIDENCY

AN INTERVIEW WITH URUGUAY'S JOSE' MUJICA

imagesBy Carlos Gabetta
cipamericas.org

Author’s note: President “Pepe”. When used like that, it sounds like an electoral slogan. But Jose Mujica is about to conclude – on Mar. 1 – his term as President and he’s more “Pepe” than ever. In more than half a century as a journalist, I have had the opportunity to meet or mingle with all manner of leaders, from Ronald Reagan to Raul Alfonsín, to Fidel Castro, Mijail Gorbachov, “Lula”, François Mitterand, Sandro Pertini, Michèle Bachelet and Carlos Menem, but “Pepe” breaks the mold. On Feb. 11, at 10:00 in the morning, the Swiss journalist Camilla Landbö, photographer Oscar Bonilla, coordinator Fasano Mertens, presidential press secretary of Uruguay Joaquín Costanzo and myself arrived at “Pepe’s” very simple, blooming farm just a few miles outside of Montevideo. Out comes the President to greet us wearing his untucked button-down with sleeves rolled up over a pair of jeans, shoes half untied and a baseball cap. He says hello, exchanges handshakes, and we sit down under a tree where he grabs a thermos and begins to serve “mates” for the whole crew. Every now and then he interrupts to ask Bonilla for some tobacco and paper to roll up a smoke. But in spite of what this description might suggest, there was not a bit of posing, or anything picturesque about “Pepe” Mujica. Breathing, sweating, he exudes an authenticity demonstrated in all aspects of his life and, of course, by his deeds and words. He freely expresses the limitations and problems of his administration in an intellectual style with an everyman touch. “Pepe” is one of those rare Marxists that gets the humanist materialism of Marx and attempts to make it relevant to today’s world. A cultured and profoundly honest and sincere man, whether you agree or disagree with what he says. “Pepe”, President of the Eastern Republic of Uruguay. C.G.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/04/2015 (1107 letture)
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  Mondo Interviste: CHIEDITI QUANTI ROTHSCHILD SONO MORTI NELL'OLOCAUSTO

RothschildTHE SAKER INTERVISTA GILAD ATZMON
DI THE SAKER
gilad.co.uk

Sono già trascorsi 6 anni da quando ho intervistato Gilad per la prima volta e quando un amico mi ha recentemente suggerito che sarebbe stata ora di intavolare una nuova conversazione, ho subito acconsentito, come ha fatto Gilad che, nonostante la sua agenda fittissima e lo stile di vita frenetico ha trovato il tempo di rispondere alle mie domande. Gilad è, a mio avviso, non solo il più originale e talentuoso musicista jazz attualmente in circolazione come compositore e musicista (assicuratevi il suo ultimo CD " The Whistle Blower "), egli è anche un filosofo estremamente profondo che ha l'incredibile coraggio non solo di domandare una risposta alle questioni fondamentali, ma anche di fornirla.

Il suo libro " The Wandering Who " è, ne sono fermamente convinto, un testo indispensabile per chiunque voglia vedere attraverso la "nebbia" del moderno "antisionismo ebraico ". Avendo anch'io ricevuto la mia dose di lettere cariche d'odio, posso solo immaginare il tipo di veleno traboccante di rancore con cui Gilad ha dovuto fare i conti per il suo coraggio e sebbene nulla uscirà dalla sua bocca sull'argomento, posso dire che occorre eccezionale coraggio e forza morale per fare ciò che Gilad ha fatto e sta facendo.  Così, senza alcuna esagerazione, ma semmai alla lettera, posso dire che Gilad Atzmon è un eroe dei tempi moderni il cui coraggio e intelligenza fenomenale, ne sono certo, alla fine saranno riconosciuti come uno dei più fulgidi del nostro tempo.  Sono profondamente onorato che egli mi consideri un amico.
 
 
  Postato da cdcnet il 26/03/2015 (966 letture)
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  Grecia Interviste: GREG PALAST A SYRIZA: NON DITE BUGIE

E’ IMPOSSIBILE PORRE FINE ALL’AUSTERITA’ ALL’INTERNO DELL’EUROZONA

tsiparsDI MICHAEL NEVRADAKIS
truth-out.org

Intervista a Greg Palast

“Syriza vuole curare la lebbra, ma non vuole lasciare la colonia di lebbrosi, e questo è impossibile”.

Greg Palast, il noto giornalista investigativo e scrittore di successo, spiega perché crede che Syriza non sia in grado di dar seguito alla sua piattaforma economica mantenendo la Grecia all'interno dell’Eurozona, e perché ritiene che l'euro sia dannoso per l'economia greca. Offre inoltre alcuni spunti sul ruolo rivestito dalla Goldman Sachs nella crisi economica greca, e sulla proposta [statunitense] del TTIP, Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti.

Michael Nevradakis [1]: All'interno e all'esterno della Grecia ci sono molte persone che hanno riposto le loro speranze per la fine dell’austerità su Syriza, spesso considerata come un partito della sinistra radicale. Ma la piattaforma ufficiale di quel partito, nonostante la promessa di porre fine all’austerità e di effettuare il rollback [2] su molte delle misure che sono state applicate nel corso degli anni, non prevede assolutamente l’uscita [della Grecia] dall’Eurozona. Cosa ne pensa delle proposte di Syriza?
 
 
  Postato da cdcnet il 03/03/2015 (801 letture)
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  Mondo Interviste: THE WORLD OF OUR GRANDCHILDREN

Noam Chomsky discusses ISIS, Israel, climate change, and the kind of world future generations may inherit.

Noam Chomskyby Noam Chomsky
jacobinmag.com

Jacobin is proud to feature an interview with journalist David Barsamian and Professor Noam Chomsky. In it, Chomsky explains the roots of ISIS and why the United States and its allies are responsible for the group’s emergence. In particular, he argues that the 2003 invasion of Iraq provoked the sectarian divisions that have resulted in the destabilization of Iraqi society. The result was a climate where Saudi-funded radicals could thrive.
The interview also touches on Israel’s most recent massacre in the Gaza Strip, putting it in the context of the vital role Israel has always played for the United States. Chomsky then turns to today’s racist scapegoating of Guatemalan immigrants, tracing the conditions that lead them to leave their homes to the Reagan administration’s brutal destruction of the country.
Finally, Chomsky shares his thoughts on the growing movement for climate justice and why he thinks it is the most urgent of our time. The full exchange will be broadcast by Alternative Radio.
There are few voices more vital to the Left than Professor Chomsky’s. We hope you read and share the interview widely.
 
 
  Postato da cdcnet il 16/02/2015 (667 letture)
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  Ucraina Interviste: L'UCRAINA, QUELLO CHE C'ERA PRIMA, NON ESISTE PIU'

Una gestione disastrosa, insomma. Alla quale la Clinton ha scelto di ...DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org

Intervista a The Saker

The Saker è un ex-analista-militare nato in Europe da una famiglia di rifugiati russi. Attualmente vive in Florida dove scrive sul suo blog Vineyard of the Saker oltre a scrivere regolarmente su Russia Insider. La comunità internazionale dei Saker Blogs include, oltre al blocco originale del Saker, anche altri membri francesi, tedeschi, russi, australiani e serbi, presto ne includerà uno anche dall'America Latina.

Mike Whitney: Gli USA sono responsabili per quanto sta accadendo in Ucraina?

The SAKER: Certamente si, non ci sono dubbi su questo fatto. E' vero che il popolo ucraino non era assolutamente contento del regime corrotto di Yanukovich, il colpo di Stato, in se stesso, è stato decisamente orchestrato dalla CIA. Anche l'Unione Europea è stata coinvolta, specialmente la Germania, ma il ruolo che ha giocato l'Europa non è assolutamente paragonabile a quello U.S.A. I messaggi telefonici registrati - del sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland - dimostrano chi era il vero burattinaio che agiva dietro le quinte.
 
 
  Postato da cdcnet il 16/10/2014 (512 letture)
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  Mondo Interviste: ANARCHISM AS A REALITY

by Kim Petersen / March 18th, 2014
dissidentvoice.org

Peter Gelderloos is an anarchist and author from Virginia. His books include How Nonviolence Protects the State, Consensus, Anarchy Works, The Failure of Nonviolence, the travel narrative To Get to the Other Side, and the collection of short stories Sousa in the Echo Chamber. He currently lives in Barcelona, where he takes part in ongoing social struggles.

In his book Anarchy Works (Ardent Press, 2010) Gelderloss argues that “free societies are not possible so long as governments try to crush any pocket of independence, corporations fund genocide in order to manufacture cell phones, and supposedly sympathetic people are more interested in writing ethnographies than fighting back.” (19)

Anarchy Works is a book I highly recommend for anyone (important because how we organize ourselves affects everyone) who wants to understand anarchism and how the objections to it being pie-in-the-sky, besides being a non-argument, do not hold much water.

The following is a recent interview I did with Peter Gelderloss by email.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/03/2014 (839 letture)
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  Italia Interviste: RENZI LO HANNO VOLUTO GLI USA PER VENDERE L'ITALIA

DI FABIO FRANCHINI
ilsussidiario.net

Intervista a Giulietto Chiesa

"È tutto spettacolo". Così Giulietto Chiesa, giornalista e politico storicamente di sinistra, commenta l'operazione Renzi, spinto a Palazzo Chigi dalla mano degli States per rispondere agli interessi di Wall Street e per amicarsi Italia, preziosa pedina, nello scacchiere che vede contrapposti gli Usa alla Germania della Merkel. "Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica filoamericana. D’altronde lo ha rivelato lui stesso quando si è paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli Stati Uniti" continua Chiesa. 

Dietro l’ascesa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi non c’è solo De Benedetti. Pare che una spinta importante sia arrivata anche dagli States, direttamente dalla Casa Bianca…

Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica filoamericana. D’altronde lo ha rivelato lui stesso, senza esitazioni, quando si è paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli Stati Uniti: se lo vuole imitare vuol dire che ha questa intenzione. Del resto il personaggio, per come si presenta, punta molto in alto e siccome i padroni universali stanno là, dalle parti di Wall Street, immagino che voglia puntare proprio verso quella direzione. È dunque facile capire perché Obama è ben felice che Renzi sia al potere (e che possibilmente vi rimanga).

 
 
  Postato da cdcnet il 06/03/2014 (870 letture)
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  Mondo Interviste: MULTINAZIONALISMO, CATENE DA SPEZZARE E RINASCIMENTO INDIVIDUALE

DI ANTONY WILE
thedailybell.com

Il Daily Bell è lieto di presentare questa esclusiva intervista con Gerald Celente

Daily Bell: Lieti di rincontrarla. Nella nostra ultima intervista lei ci ha detto che è impegnato nel restauro di tre edifici del periodo pre-Rivoluzione Americana a Kingston, NY. Come stanno procedendo i lavori?

Gerald Celente: Molto bene, direi. Mi dà molta gioia creare bellezza e ridare vita alla grandezza della Kingston coloniale. E’ un vero piacere – costoso e impegnativo - ma un grande, grandissimo piacere.
L’Accademia del 1774, la prima scuola ufficialmente accreditata nella Contea dell’Ulster, frequentata dal Governatore DeWitt Clinton e altre persone famose, fino ad ora ospitava un brutto ristorante messicano, brutto dal punto di vista estetico, intendo. L’edificio l’hanno praticamente distrutto, e non solo questi ultimi occupanti ma anche i precedenti, come Sears Roebuck. Stiamo quindi cercando di riportarlo alla sua originale grandezza; ed è un grande piacere.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/11/2013 (659 letture)
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  Siria Interviste: COSA IMPEDISCE AGLI USA DI BOMBARDARE LA SIRIA ?

Pravda.ru

Cos’è che non permette agli americani di attaccare militarmente la Siria?
Quali sono gli interessi delle compagnie petrolifere inglesi e francesi per un intervento?
Per chi suonerà la “campana islamica”?

A queste e altre domande ha risposto il presidente dell’Istituto degli Studi Orientali e Africani, Said Gafurov, in un video su Pravda.Ru.
 
 
  Postato da cdcnet il 26/09/2013 (825 letture)
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  Mondo Interviste: UN NUOVO RINASCIMENTO

DI ANTHONY WILE
informationclearinghouse.info

Intervista a Gerald Celente(*) sul Nuovo Rinascimento e sulle nuove grandi tendenze non-statali che stanno cambiando il volto del mondo

Daily Bell: Ben ritrovato. Cosa c’è di nuovo? Ci parli un po’ dei suoi nuovi progetti e delle sue ultime pubblicazioni.

Gerald Celente: Che c’è di nuovo…dunque: sto restaurando a New York, e precisamente nella Kingston coloniale, tre edifici dell’epoca antecedente la Guerra di Rivoluzione. Nel corso di quest’ultimo anno ho acquistato la Franz Roggen house degli anni 1750, la Academy e la Dr. Jansen House. La Academy fu costruita nel 1774 e la Jansen House nel 1763; si trovano nel luogo più storico degli Stati Uniti, l’unico posto dove da ogni lato c’è un palazzo in pietra dell’epoca pre-Rivoluzione. Sul quarto lato c’è un museo, la Matthew Parson House degli anni 1660.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/05/2013 (769 letture)
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  Salute Interviste: AGROBUSINESS: IL NOSTRO VELENO NEL PIATTO

DI MANULE ALFIERI
ecoportal.net

Marie-Monique Robin: “Se c’è volontà politica, in quattro anni mettiamo fine all’attuale modello agroalimentare”.
Da Parigi, la giornalista investigativa critica duramente l’agrobusiness e propone una soluzione alla crisi che ha colpito l’agricoltura mondiale: la realizzazione dell’agroecologia su grande scala.

Una nuova inchiesta della giornalista francese Marie-Monique Robin è appena stata pubblicata. Si tratta del libro “Notre poison quotidien” (in italiano “Il veleno nel piatto” edito da Feltrinelli, N.d.T.), un lavoro che, al pari di “Il mondo secondo Monsanto”, è stato realizzato sia come libro sia come documentario cinematografico. L’autrice offre un’analisi estremamente dettagliata delle responsabilità dell’industria chimica nell’epidemia delle malattie croniche. “Parlo dell’incredibile aumento di tumori, malattie neurodegenerative, disturbi della riproduzione, diabete e obesità che si registrano nei paesi “sviluppati”, al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di ‘epidemia’”, spiega la Robin.
 
 
  Postato da cdcnet il 26/12/2012 (833 letture)
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  Mondo Interviste: CELENTE SULLA PREVISIONE DEI TREND E LA CRISI DELLA CIVILTA' OCCIDENTALE

FONTE: The Daily Bell

Introduzione: Prevede i trends dal 1980, Gerald Celente, fondatore e direttore del Trends Research Institute, è l'autore dei celebrati e vendutissimi libri Trend Tracking and Trends 2000 (Warner Books) ed editore del Trends Journal. Utilizzando la sua eccezionale capacità di analisi degli eventi attuali nella modellazione dei trend futuri, Gerald Celente ha sviluppato la Globalnomic® methodology, utilizzata per identificare, seguire, prevedere e gestire i trends.

Le sue puntuali previsioni sui trend, il suo stile vivace, la sua dizione chiara e la sua presenza vigorosa ne fa uno dei personaggi preferiti dai grandi media. Il Trends Research Institute ha guadagnato la fama di istituto "con la più alta credibilità in materia di trends al giorno d'oggi", per l'accuratezza e la puntualità delle previsioni sviluppate. Sul fronte geopolitico ed economico, Celente e il suo Trends Research Institute sono accreditati della previsione del collasso dell'Unione Sovietica, delle due ultime recessioni economiche, della "dot-com meltdown" [in Italia chiamata: "Bolla della new economy, ndt], la crisi monetaria asiatica del 1997, il crash del mercato azionario mondiale del 1987, l'incremento degli atti di terrorismo ai danni dell'America, "Le crociate del 2000", il pantano in Iraq già prima che la guerra iniziasse, e molto altro.
 
 
  Postato da cdcnet il 16/02/2012 (1125 letture)
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  Mondo Interviste: INTERVISTA CON DMITRY ORLOV

DI DMITRY ORLOV E TANCREDE BASTIE
Orbite.info

Ho scoperto i testi di Dmitry Orlov – come la maggior parte delle buone cose che trovo su Internet – andando a caso, con la curiosità che mi guida di link in link.
È stato uno di questi momenti illuminanti dove un gran numero di domande confuse trovano contemporaneamente la risposta assieme alla loro formulazione corretta.
Per esempio, l'esistenza di fondamentali similitudini tra Unione Sovietica e Stati Uniti erano per me una vaga intuizione, ma non sarei stato in capace di stilare una lista dettagliata come quella fatta da Dmitry. Bisogna aver vissuto nei due imperi in fase di crollo per riuscirci.
 
 
  Postato da cdcnet il 29/01/2012 (1324 letture)
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  Economia Interviste: IL MONDO E' GIA' ENTRATO NELLA SECONDA FASE DELLA CRISI

DI ARMANDO BOITO JR.
Jornal da Unicamp

L'economista francese Gerard Dumen­il è autore di vari testi e saggi sul capitalismo contemporaneo. Quest'anno ha pubblicato, in collaborazione con Dominique Levy, il libro “The crisis of neoliberalism” (Harvard University Press, 2011).
Dumenil ha tenuto all'Unicamp una conferenza sulla crisi attuale nel Centro di Studi Marxisti (Cemarx) nell’ambito del programma post-laurea di scienze politiche dell'Istituto di Filosofia e Scienze Umane (IFCH) dell'Unicamp.
In questa occasione, ha concesso un'intervista al politologo Armando Boito Junior, professore titolare dell'IFCH.
 
 
  Postato da cdcnet il 02/01/2012 (1190 letture)
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  Argentina Interviste: L'ESPERIENZA ARGENTINA E LA CRISI EUROPEA

"CON LA GUIDA DEL FMI, I RISULTATI FURONO DISASTROSI". INTERVISTA A JOSEPH STIGLITZ

DI TOMAS LUKIN E JAVIER LEWKOWICZ
Pagina12.com.ar

Il Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz rivendica la strada scelta dall’Argentina dopo la fine della convertibilità e il default, "anche se in tanti hanno idee diverse su quelle che debbano essere le buone ricette economiche".

Joseph Stiglitz è un militante contro le ricette di aggiustamento fiscale che propongono una "svalutazione interna" grazie alla diminuzione dei salari e alla sottomissione dei debitori nei confronti dei creditori. Anni fa l'Argentina soffrì di questa malattia come nessun altro paese al mondo, una situazione che riuscì a lasciarsi alle spalle grazie all'applicazione di una serie di politiche economiche di segno opposto, come il ripristino della competitività partendo da una forte svalutazione, compensata dall’incremento della spesa pubblica e una politica dei redditi di stile keynesiano, oltre a una forte ristrutturazione del debito estero che ripartì i costi del default.

Per questo motivo Stiglitz è diventato un difensore del modello argentino. "Negli anni '90, fu proprio il FMI a guidare l'Argentina nell’applicazione delle politiche di austerità, con risultati disastrosi. Nell’eurozona non sono riusciti ad imparare questa lezione. Ancora una volta, l'Europa dovrebbe prestare attenzione alla crescita argentina, mostrandole che c'è vita anche dopo un default", ha spiegato in un reportage concesso in esclusiva a Pagina 12.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/12/2011 (2879 letture)
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  Salute Interviste: ALZHEIMER, PARKINSON: A CHI GIOVA IL DILAGARE DELLE MALATTIE NEUROLOGICHE?

DI SOPHIE CHAPELLE
Bastamag.net

Un milione di malati di Alzheimer in Francia. Una «pandemia neurologica» le cui vittime risultano essere sempre più giovani e le cause perfettamente accertate. Eppure le autorità sanitarie preferiscono guardare altrove, come denunciano la scienziata Marie Grosman e il filosofo Roger Lenglet. Intervista.

Basta!: Qual è la rilevanza delle malattie che assediano i nostri cervelli?

Marie Grosman (1) : Il numero dei malati di Alzheimer e di autismo aumenta in modo vertiginoso in numerosi paesi, soprattutto in quelli più sviluppati. In Francia, dal 1994 si è passati da 300.000 malati di Alzheimer a circa un milione oggi. E se non si interviene questa cifra raddoppierà ogni venti anni. Il numero delle persone che soffrono di autismo è aumentato in Francia di 17 volte nel corso degli ultimi cinquanta anni. Allo stesso modo si osserva un’enorme progressione dei tumori al cervello nei bambini (20% in più in dieci anni). Anche il Parkinson e la sclerosi a placche, di cui sono affette rispettivamente 100.000 e 80.000 persone, sono in aumento. Ciò dovrebbe analogamente sollecitare un’azione contro le cause di queste malattie!

Roger Lenglet (2): Tutti i dati citati nel nostro libro sono scientificamente dimostrati e non semplici ipotesi. Siamo di fronte a una pandemia neurologica in costante peggioramento. Le autorità forniscono sempre una spiegazione rassicurante. Ripetono che queste malattie non hanno cause conosciute, se non l’invecchiamento della popolazione. Ma l’età è una condizione della malattia e non una causa. La malattia si presenta spesso alla fine della vita poiche' questo è il tempo necessario per il suo manifestarsi. Non bisogna dimenticare che si tratta di patologie il cui tempo di latenza, dall’esposizione alle sostanze tossiche al comparire dei sintomi, è rilevante. E sempre più giovani sono colpiti dall’Alzheimer. Ne risultano affetti da 30.000 a 50.000 soggetti di età compresa tra i 13 e i 60 anni.

 
 
  Postato da cdcnet il 28/11/2011 (1655 letture)
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  USA Interviste: DUE CHIACCHIERE CON MICHAEL MOORE SU OCCUPY WALL STREET

DI DAVEY D E DENNIS BERNSTEIN
Counter Punch
Alle prime ore di martedì 25 ottobre, la polizia di Oakland, in collaborazione con altri sedici dipartimenti del Nord e Centro California, armata pesantemente, con elmetti, tenute antisommossa, fucili a "pallettoni non letali", gas lacrimogeni e granate a concussione, ha assaltato l'accampamento di Occupy Oakland. Il primo attacco a Frank Owen Plaza è avvenuto alle 4:45 circa, nel centro di Oakland, dove erano accampati circa 200 fra uomini, donne e bambini. Elicotteri volteggiavano e puntavano i loro fari dall'alto e almeno un blindato era in strada, trasformando il centro di Oakland in una zona di guerra. In circa mezz'ora la polizia ha malmenato, ammanettato e arrestato più di cento manifestanti e ha cacciato via il resto della gente. La polizia ha occupato l'area negando il pubblico accesso. I manifestanti pacifici sono stati trattenuti con cauzioni molto alte per diversi giorni, contrariamente alla politica usuale di segnalazione e rilascio adottata negli arresti durante manifestazioni politiche.
 
 
  Postato da cdcnet il 04/11/2011 (1093 letture)
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  USA Interviste: INTERVISTA CON WILLIAM BLUM

DI CHRISTIANE PASSEVANTE E LARRY PORTIS
www.mondialisation.ca

Intervista con William Blum - autore di "Le guerre scellerate. Gli interventi dell'esercito americano e della CIA a partire dal 1945" e di "Stato Canaglia".
Howard Zinn, autore di "La bomba. L'inutilità dei bombardamenti aerei".

Due autori, due statunitensi, due prese di coscienza e le stesse domande che ritornano: "Possiamo giustificare le atrocità che i bombardamenti massicci tipici delle guerre moderne infliggono a centinaia di migliaia di essere umani, con la scusa delle necessità d'ordine militare, strategico o politico?" Infatti la questione morale non può essere risolta distogliendo lo sguardo e anche la responsabilità dei testimoni, diretti o indiretti, non può essere spazzata via dall'indifferenza.

Al giorno d'oggi noi siamo letteralmente assaliti/e dalle immagini della guerra, degli omicidi di massa in nome del pragmatismo, del diritto d'ingerenza, della democrazia o dell’"umanitario" - cinica e bella trovata, questa espressione "guerra umanitaria" che permette tutti gli abusi- noi siamo assaliti/e dunque da immagini che infine privano di umanità gli essere umani - distrutti sotto i nostri occhi - e banalizzano l'insopportabile, l'inaccettabile.

 
 
  Postato da cdcnet il 14/09/2011 (920 letture)
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  Economia Interviste: NAOMI KLEIN: LA "SHOCK DOCTRINE" E' STATA SCATENATA

DALLA DESTRA IN WISCONSIN E NEL PAESE

DI AMY GOODMAN E NAOMI KLEIN
Democracy Now!

Per decenni le destre hanno sfruttato le crisi per far accettare proposte che non hanno nulla a che fare con la risoluzione di tali crisi. Il Wisconsin non è diverso.

AMY GOODMAN: Mentre un' ondata di leggi anti-sindacali vengono introdotte in tutto il paese, a seguito della Grande Recessione, molti analisti stanno facendo notare la teoria che la pluripremiata giornalista ed autrice Naomi Klein, per prima aveva sostenuto nel suo bestseller The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism. Nel libro, ci rivela come coloro che sono al potere stiano usando i periodi di crisi per spingere a radicali politiche economiche di libero mercato non democratiche.

Paul Krugman, economista premio Nobel ed editorialista del New York Times, ha recentemente fatto riferimento al libro nella sua rubrica, chiamata "Shock Doctrine U.S.A.". Ha scritto, cito, "La storia dell' ossessione delle privatizzazioni dell' Autorità Provvisoria [in Iraq] è stata il fulcro del bestseller 'The Shock Doctrine' di Naomi Klein, dove si afferma che tutto era parte di un disegno più ampio. Dal Cile degli anni '70 in poi, ha suggerito, gli ideologi della destra hanno sfruttato le crisi per spingere proposte che nulla hanno che fare con la risoluzione delle crisi, e che tendono ad imporre la loro visione di una società meno democratica, dura, e più diseguale.

 
 
  Postato da cdcnet il 10/04/2011 (936 letture)
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  Mondo Interviste: DIALOGO SULLA VERITA' E IL POTERE

DAVID TRESILIAN INTERVISTA NOAM CHOMSKY
Al-Ahram Weekly

Noam Chomsky, il professore conosciuto per il suo lavoro professionale nel campo della linguistica e della filosofia così come per le sue opere su questioni politiche e sociali, è stato a Parigi il fine settimana scorso su invito di Le Monde Diplomatique e del Collège de France. L’agenda dei suoi appuntamenti, divisa tra un seminario organizzato da Jacques Bouveresse, titolare della cattedra di Filosofia del Linguaggio e della Conoscenza presso il Collège de France, e una serie di interviste su questioni politiche che sono culminate in un meeting pubblico organizzato da Le Monde Diplomatique, testimonia la vasta portata della sua opera e l’alta considerazione in cui è tenuto in Francia.

Nato nel 1928 e quindi a ottanta anni compiuti, una tale agenda avrebbe fiaccato un uomo con la metà dei suoi anni. Invece lui sembrava a proprio agio nel rispondere alle domande del pubblico accorso ad entrambi gli eventi durati fino a tarda sera, parlando ininterrottamente durante varie ore sulla politica estera statunitense e la situazione delle regioni del mondo su cui ha approfondito i suoi studi, come l’America latina, il Medioriente e l’Asia sudorientale.

Sia per il seminario al Collège de France, incentrato su questioni come la verità e la razionalità pubblica sulla scia di una tradizione associata al filosofo inglese Bertrand Russell e allo scrittore George Orwell, trasmesso in diretta streaming sulla rete, che per il secondo meeting, ha assistito un numero eccessivo di partecipanti che in alcuni casi avevano viaggiato attraverso l’Europa per assistere all’evento e che hanno accolto con entusiasmo e affetto l’arrivo di Chomsky.

Nel percorrere oltre mezzo secolo di attivismo politico e dozzine di libri e articoli, tra cui i suoi incisivi lavori sulla guerra in Vietnam, I nuovi mandarini (1969) e Per ragioni di stato (1973); la sua opera sul ruolo degli intellettuali nella vita americana e il ruolo giocato dai media, La fabbrica del consenso (scritto con Edward Herman, 1988), e le sue opere monografiche su Israele e Palestina, Fateful triangle: the United States, Israel and the Palestinians (1983 & 1999), sul Medioriente, Perilous power: the Middle East and US Foreign Policy (con Gilbert Achcar, 2007) e sulla politica estera americana, Egemonia o sopravvivenza. I rischi del dominio globale americano (2003), Chomsky ha parlato con la solita competenza su temi contemporanei, mostrando che la sua intelligenza straordinaria e il suo impegno per un cambiamento sociale sono immutati.

Intanto un nuovo libro è stato pubblicato nella stessa settimana della visita a Parigi di Chomsky, il titolo è Hopes and Prospects, e vi sono articoli recenti sull’America latina, gli Stati Uniti, il Medioriente e Israele.

Nonostante la pesante agenda, Noam Chomsky ha trovato il tempo per parlare con Al-ahram Weekly sulla situazione attuale nel Medioriente e sulla politica americana nei confronti di Israele, la Palestina e la regione intera.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/06/2010 (1498 letture)
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  11 settembre Interviste: LA GUERRA AL TERRORISMO E' UN MITO

Intervista a WEBSTER TARPLEY
ReOpen911 e GeoPolIntel

Webster TARPLEY, storico e giornalista statunitense, lavora sulle forme di ingerenza, e in particolare sullo sfruttamento della minaccia terroristica. Si è specializzato nello studio delle operazioni false flag, ossia operazioni commando o terroristiche che usano false rivendicazioni per provocare una situazione conflittuale.

“Non si può capire la politica attuale degli Stati Uniti se si sottovaluta la portata reale dell'11 settembre. Gli attentati dell'11 settembre sono stati un colpo di Stato. La guerra contro il terrorismo si basa su un mito e a partire da questi eventi è diventata una religione di stato obbligatoria. Il solo modo di combattere i neoconservatori è di distruggere questo mito. L'apertura di una commissione di verità come quella di Russell-Sartre al momento della guerra del Vietnam, potrebbe contribuire a distruggerlo".
 
 
  Postato da cdcnet il 14/08/2009 (3534 letture)
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  USA Interviste: L'AMERICA VIVE IN UNO STATO FASCISTA

INTERVISTA A GERALD CELENTE
Russia Today

La fusione delle grosse aziende con il potere statale nell’America moderna è puro e semplice fascismo.

Celente esamina AIG e Goldman Sachs e le persone che stanno dietro queste compagnie; spiega la politica dell’amministrazione Obama e le basi morali della nuova imminente Rivoluzione Americana.

RT: Vorrei iniziare parlando del Dipartimento del tesoro e della decisione di estendere i bailout funds [prestiti o cessioni di capitali ad una società in fallimento n.d.t.] a numerose polizze vita assicurative in serie difficoltà. Senza parlare degli aiuti dati all’industria automobilistica ed alle banche. Pensa che gli Americani siano a conoscenza di cosa sta succedendo?

GC: Si gli americani sono a conoscenza di quello che sta’ succedendo, è un nuovo trend. L’America, che è sempre stata il principale paese capitalista nel libero mercato mondiale, sta’ avviando una crociata per trasformarsi in quello che Mussolini avrebbe chiamato fascismo: fusione fra stato e poteri aziendali. Non è socialismo, come pensa la maggior parte delle persone, ma egalitarismo del socialismo. Quando lo stato controlla i monopoli non è comunismo, è fascismo puro e semplice. La fusione di aziende e potere statale, lo stato che controlla il capitalismo si chiama fascismo, il fascismo è arrivato in America in pieno giorno, alla luce del sole.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/05/2009 (1685 letture)
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  Mondo Interviste: DAL G20 A DURBAN II, I RETROSCENA

Intervista di SILVIA CATTORI a THIERRY MEYSSAN
R§¸eau Voltaire

Con sullo sfondo la crisi finanziaria, i vertici e le conferenze internazionali, dal G20 a Durban II, si susseguono senza che i media dominanti ci illuminino molto su quello che è in gioco e che viene deciso veramente. Silvia Cattori ha raccolto le analisi di Thierry Meyssan sulla riorganizzazione del mondo a cui stiamo assistendo. Secondo lui, dietro Obama hanno ripreso il potere vecchie squadre. Una volta archiviata la parentesi della guerra in Iraq, Washington è tornata al suo progetto di guerra al terrorismo e di globalizzazione forzata.

Nella foto, gli ottuagenari che governano degli Stati Uniti in agonia: Henry Kissinger (85 anni), Zbigniew Brzezinski (81 anni) e Brent Scowcroft (84 anni). Avete detto "cambiamento"?
 
 
  Postato da cdcnet il 30/04/2009 (1434 letture)
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  Palestina Interviste: "NON SI PUO' PARLARE DELLA REALTA' DI ISRAELE"

OMID MEMARIAN INTERVISTA L'EX AGENTE CIA ROBERT BAER
IPS

In un’intervista a “IPS” Baer ha parlato delle implicazioni regionali del conflitto di Gaza e delle sue opinioni sulla Guardia Rivoluzionaria Iraniana, su Hamas e sugli Hezbollah, i tre gruppi principali del Medio Oriente che sono annoverati tra i terroristi.

A seguire estratti dall'intervista.


IPS: Alcuni analisti ritengono che gli attacchi ad Hamas a Gaza, due anni dopo la guerra dei 34 giorni fra Israele e gli Hezbollah, facciano parte di un più vasto piano che si concluderà con l’attacco agli stabilimenti nucleari dell’Iran. Israele sta davvero seguendo questa strada?

Robert Baer: No. Penso che esista un veto militare per gli attacchi all’Iran. Non è proprio possibile.

IPS: Perch è impossibile?

RB: Beh, per un motivo: sappiamo che ci sarebbe una reazione iraniana nel Golfo. L’Iran non risponderebbe ad un attacco, come quello fatto ad Hamas, solo localmente. La sua sarebbe una reazione di portata internazionale. Non c’è scampo. E’ questa la loro forza di deterrenza. In Iran è molto importante capire molte lezioni.
 
 
  Postato da cdcnet il 02/02/2009 (1581 letture)
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  Mondo Interviste: RESIST - MEGLIO MORIRE IN PIEDI, CHE VIVERE IN GINOCCHIO



COMEDONCHISCIOTTE INTERVISTA MARC SILVER

Una traduttrice di ComeDonChisciotte, Cristina Mazzaferro, ha reso in italiano le pagine del progetto Resist - Redefining the rebel spirit of out times, ideato dal regista Marc Silver.

Come ringraziamento, Silver ha dato la sua disponibilità per un'intervista via mail.


Ciao, e grazie davvero per il tuo tempo! Potresti auto-presentarti ai nostri lettori?

Ciao! Sono Marc Silver, regista del film-documentario “Resist” e responsabile del relativo progetto online con Gael Garcia Bernal. Desidero realizzare un film che esplori nella realtà il tema della resistenza, non scritturando gente comune in quanto vittime, ma piuttosto mostrando che “è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”. Per milioni di persone in tutto il mondo il sistema non cambierà mai nell’arco della loro vita, eppure non si rassegnano ad una sconfitta. La gente vera, a rischio di essere alienata, ferita ed uccisa, reagisce ancora. Per me la resistenza rappresenta lo spirito umano che si esprime al massimo della sua creatività e della sua spontaneità.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/12/2008 (2433 letture)
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  Economia Interviste: MIKHAIL KHAZIN: GLI USA AFFRONTERANNO PRESTO UNA NUOVA

Il noto economista aveva previsto la crisi finanziaria statunitense fin dal 2000

DI YEVGENIY CHERNYX
Komsomolskaya Pravda

Cinque anni fa dirigevo le pagine culturali della Komsomolskaya Pravda. Era normale che le case editrici mi inviassero mucchi di novità da recensire. Un giorno, scavando all'interno dell'ultimo carico di libri, mi sono imbattuto in un volume intitolato "Il Tramonto dell'Impero del Dollaro e la Fine della Pax Americana".
Ricordo di essermi ripetuto il titolo, tra me e me, in tono incredulo. Ai vecchi tempi, gli americanologi dell'Unione Sovietica adoravano dibattere sul collasso dell'impero finanziario statunitense. Ma questo libro era del 2003.
Lo sfogliai, dando una rapida occhiata al testo. La conclusione dell'autore (l'economista Mikhail Khazin) sembrava piuttosto convincente. Perciò passai il libro alla sezione economica della KP, curata da Jenya Anisimov, che scrisse una recensione e in seguito intervistò l'autore nella nostra redazione.
In questi anni non mi sono scordato di Khazin e ne ho seguito la carriera, mentre teneva svariate conferenze in tutta la Russia. Sembrava sicuro che gli U.S.A. si trovassero sull'orlo di un crollo economico, teoria che gli altri analisti si affrettavano a rifiutare. E oggi, mentre la sua prognosi, un tempo così ostica, comincia ad avverarsi, la KP ha contattato Khazin per un'altra intervista.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/11/2008 (1315 letture)
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  Economia Interviste: L'ECONOMIA GLOBALE E' UN ERRORE?

IGNACY NOWOPOLSKI INTERVISTA PAUL CRAIG ROBERTS
Counterpunch

Secondo una definizione di base un'economia è la realizzazione di un sistema sociale composto di produzione, scambio, distribuzione e consumo di beni e servizi di una nazione o di un'altra area. Può fornirci una breve valutazione del contributo del sistema finanziario moderno alle funzioni sopra citate?

PCR Un sistema finanziario mette insieme gli investitori con i risparmiatori e maggiori guadagni con maggiori rischi. Quando esso diventa globale, un cattivo comportamento da parte del paese che detiene la valuta di riserva determina problemi per tutti.

Dal mio punto di vista il sistema di investimenti di Wall Street ha creato molti più danni che vantaggi per l'economia mondiale dal 1929 in poi. Non sarebbe forse consigliabile eliminare del tutto le cosiddette " case di investimento" lasciando solo un sistema bancario " tradizionale" con semplici ma severe regole, in modo da fornire i crediti necessari per investimenti tangibili e un "porto sicuro" per i depositi dei clienti?

PCR Negli Stati Uniti il Glass-Steagall Act separava sistema bancario commerciale da quello di investimento. E' stato abrogato nel 1999. Come risultato dell'attuale crisi, le maggiori banche statunitensi di investimento sono scomparse come tali, diventando parte di banche di deposito o trasformandosi esse stesse in banche [commerciali]. Non voglio fare ipotesi sulla possibilità che l'economia moderna possa fare a meno della funzione delle banche d'investimento.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/11/2008 (1360 letture)
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  Economia Interviste: COME I RAGAZZI DI CHICAGO HANNO DEVASTATO L'ECONOMIA

DI MIKE WHITNEY
On line journal

Intervista a Michael Hudson

L'attuale disavanzo dei conti degli Stati Uniti è di circa 700 miliardi di dollari. Si tratta di capitale “preso a prestito” sufficiente per pagare i 120 miliardi di dollari all'anno dei costi della guerra in Iraq, l'intero budget del Pentagono di 450 miliardi di dollari, e i tagli alle tasse per i ricchi operati da Bush. Come mai il resto del mondo continua a finanziare il militarismo americano attraverso l'attuale disavanzo dei conti oppure si tratta dell'inevitabile conseguenza della deregolamentazione della valuta, dell'”egemonia del dollaro” e della globalizzazione?

Michael Hudson: Come ho spiegato in “Super Imperialism”, le banche centrali degli altri paesi comprano dollari non perch pensano che il bene dollaro in s sia un “buon acquisto” ma perch se NON riciclassero i loro avanzi commerciali e le spese per le acquisizioni e le spese militari degli Stati Uniti acquistando obbligazioni del Tesoro, di Fannie Mae e altri tipi di obbligazioni, le loro valute aumenterebbero di valore rispetto al dollaro. Tutto questo escluderebbe i loro esportatori dai mercati mondiali basati sul dollaro. Quindi gli Stati Uniti possono spendere soldi a sbafo.

La soluzione è (1) controllo dei capitali per bloccare ulteriori recepimenti del dollaro, (2) dazi variabili verso le importazioni provenienti dalle economie che recepiscono il dollaro, (3) acquisizione di investimenti americani nei paesi che recepiscono il dollaro (in modo che Europa e Asia utilizzino i dollari delle loro banche centrali per acquisire gli investimenti privati degli Stati Uniti al loro valore contabile), (4) sovvenzionare le esportazioni verso le economie che recepiscono il dollaro e che hanno una valuta deprezzata. Gli Stati Uniti farebbero lo stesso se fossero un paese con un avanzo nei pagamenti. In altre parole, Europa e Asia tratterebbero gli Stati Uniti come i ragazzi del Consenso di Washington trattano i debitori del Terzo Mondo: acquisendo le loro materie prime e le altre industrie, le piantagioni e i loro governi.
 
 
  Postato da cdcnet il 08/09/2008 (1108 letture)
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  Palestina Interviste: "NESSUNO STATO HA IL DIRITTO DI ESISTERE COME STATO RAZZISTA"

DI SILVIA CATTORI
Rseau Voltaire

Contro l’apartheid e la soluzione dei due Stati. Intervista con Omar Barghouti

Omar Barghouti appartiene a quella nuova generazione d’intellettuali palestinesi che non ha mai aderito alla soluzione "due popoli, due Stati" e che chiamano al boicottaggio, al disinvestimento e alle sanzioni (BDS) nei confronti di Israele. Fautore di uno Stato laico e democratico dove Palestinesi e Israeliani divideranno uguali diritti, una volta che siano state corrette le ingiustizie storiche e riconosciuti i diritti dei rifugiati, Barghouti concede un’intervista al Rseau Voltaire nella quale esprime il divario tra il suo popolo ed i suoi dirigenti riconosciuti a livello internazionale.

Silvia Cattori: Ho avuto il privilegio di ascoltare la conferenza da lei tenuta a Milano l’8 ottobre 2007 [1]. La sua analisi della situazione si discosta da quelle generalmente veicolate anche in seno al movimento di solidarietà con la Palestina. Lei ha avuto l’impressione che il pubblico italiano abbia recepito le sue posizioni?
 
 
  Postato da cdcnet il 22/01/2008 (1336 letture)
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  Mondo Interviste: SULL'ISLAMOFASCISMO E ALTRI VUOTI EPITETI: INTERVISTA A N. FINKELSTEIN

DI WAJAHAT ALI
Counterpunch

Wajahat Ali intervista lo scienziato politico e scrittore americano Dr. Norman Finkelstein, interrogandolo in merito al rifiuto oppostogli dalla DePaul University alla sua docenza sul tema dell'antisemitismo e della sfida allo status quo accademico sul conflitto israelo-palestinese.

WAJAHAT ALI: Nella recente disputa con la DePaul University circa la Sua cattedra, Lei e un gruppo di sostenitori avete ipotizzato che "pressioni esterne" avrebbero forzato l'Universita' a negarLe l'insegnamento, nonostante la Sua sorprendente popolarita' tra i colleghi e gli studenti. Come si spiega questo rifiuto?

NORMAN FINKELSTEIN: Non voglio fare la parte del martire. E' stata sicuramente un'esperienza sgradevole, ma la mia principale preoccupazione adesso come adesso e' di andare avanti e di lasciarmi tutto questo alle spalle. Le persone intelligenti non hanno dubbi sul perche' mi sia stata negata la cattedra. I fatti parlano da se'. Per quanto mi riguarda, ero in possesso di tutti i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo alla DePaul. La cattedra mi e' stata negata a causa della mia aperta opposizione alla politica israeliana nei territori palestinesi occupati.
 
 
  Postato da cdcnet il 09/12/2007 (1969 letture)
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  Gran Bretagna Interviste: LA MORTE DELLA PRINCIPESSA DEL GALLES, 10 ANNI DOPO

Francis Gillery: "ho studiato il meccanismo della menzogna di Stato nel caso Diana"

A CURA DI RESEAU VOLTAIRE

Scrittore e regista, Francis Gillery conduce da svariati anni un'inchiesta sul caso Diana, o piuttosto sul modo in cui la ragione di Stato ha imposto una versione ufficiale e soffocato ogni contestazione a proposito della morte del suo amante, l'armatore Dodi Al-Fayed. In occasione della coraggiosa diffusione del suo film "Diana e i fantasmi dell'Alma" attraverso France 3, egli risponde alle domande di Thierry Meyssan.

Voltaire: Nella notte tra il 30 ed il 31 agosto 1997, una Mercedes si scontrava contro un pilastro del tunnel del ponte dell'Alma, uccidendo l'autista della limousine (Henry Paul), i due passeggeri (l'armatore Dodi Al-Fayed e la sua amante la principessa Diana), e ferendo gravemente la guardia del corpo della principessa Trevor Rees-Jones). Le autorità hanno riassunto l'avvenimento come un banale fatto di cronaca: un incidente d'auto provocato da un autista brillo. Pertanto, dieci anni più tardi, i fans della principessa hanno sempre l'impressione che si nasconda qualcosa e la ripresa dell' inchiesta da parte britannica non ha chiarito le numerose questioni in sospeso. Il solo testimone del dramma, Trevor Rees-Jones, che avrebbe potuto fare un po' di luce, resta muto assicurando di essere diventato amnesico. Secondo voi, c'è un segreto in questa storia?
 
 
  Postato da cdcnet il 28/08/2007 (6233 letture)
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  Iraq Interviste: INTERVISTA CON UN MEMBRO DELLA RESISTENZA IRACHENA

DI DAHR JAMAIL
DahrJamailIraq.com

Domenica 15 aprile, a Damasco, Siria, ho intervistato un membro di alto grado del partito Ba’ath iracheno. Come molti membri anziani del partito egli vive in esilio in Siria e parla a condizione di rimanere anonimo, chiedendo che ci si riferisca a lui come ad Abu Mohammed. Quella che segue è un'intervista in esclusiva:

Dahr Jamail: Per favore mi parli un poco della sua posizione.

Abu Mohammed: Io sono un rappresentante del Partito Ba'ath e della Resistenza Nazionale Irachena.

DJ: I media aziendali occidentali ritraggono gran parte della violenza in Iraq come se gli iracheni si stessero uccidendo gli uni con gli altri con autobombe nei mercati, ecc. qual'è la sua opinione di iracheno sulla violenza in Iraq ?

AM: E’ un dato di fatto che, sin dall'inizio dell'occupazione, la resistenza irachena ha compiuto le sue operazioni solo contro le truppe americane e i loro alleati. Iracheni che si uccidono gli uni con gli altri e la morte dei civili sono solo colpa degli invasori perch ci sono troppi partiti e tutti questi partiti hanno formato delle milizie.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/05/2007 (1660 letture)
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  Salute Interviste: APARTHEID MEDICO: L'OSCURA STORIA DEGLI ESPERIMENTI SUI NERI AMERICANI

AMY GOODMAN intervista HARRIET WASHINGTON

Traduzione integrale dell'intervista su Democracy Now di Harriet Washington, ricercatrice in scienza medica, autrice del libro "Apartheid medico: l'oscura storia della sperimentazione medica sui neri americani dall'epoca coloniale ad oggi". Questo libro rivela la faccia nascosta della ricerca scientifica e le radici del deficit di salute degli afro-americani. Esamina, inoltre, gli abusi meno conosciuti e si affaccia su pratiche mediche non etiche e sui cattivi trattamenti subiti ancora dai neri, al giorno d'oggi, negli stabilimenti di cura.

Un nuovo rapporto, pubblicato dalla Società Americana sul Cancro, mostra che gli afro americani sono più inclini degli altri gruppi a sviluppare e morire di cancro. Lo studio afferma che i fattori socio economici giocano il ruolo più importante in questa discrepanza, – gli afro americani accedono meno facilmente all'informazione ed all'aiuto medico, hanno meno possibilità di fare radiografie e di ricevere trattamenti medici. Un nuovo libro offre una risposta al fatto che gli afro americani siano profondamente diffidenti nei confronti della medicina americana.
 
 
  Postato da cdcnet il 24/02/2007 (3076 letture)
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