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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

 
  USA Cinema: HOLLYWOOD E LA TEORIA DELLA COSPIRAZIONE

DI NICOLAS BONNAL
dedefensa.org

Alcuni sostengano che Hollywood sia un agente dello Stato profondo americano. Sappiamo per esempio che la CIA ha imposto nel mondo il prototipo dei musei esistenti e l’espressionismo astratto, insomma tutta l’entropia artistica contemporanea. I capi della CIA sono dei «figli di papà usciti dall’Ivy League» (Manfred Holler) che hanno sempre gestito al meglio gli interessi finanziari e le collezioni d’arte di famiglia a Wall Street; d’altra parte le grandi star (Fred Astaire, John Wayne, James Stewart) hanno sempre assecondato l’agenda imperialista americana. Sappiamo che l’Esorcista di Friedkin fu prodotto e scritto da William Peter Blatty (ufficiale della CIA) con l’obiettivo di riprendere il controllo sulle popolazioni occidentali; serviva probabilmente per giustificare la campagna globale sull’aborto e la tripla guerra contro il povero Iraq (riguardatevi l’inizio).

 
 
  Postato da cdcnet il 22/03/2017 (253 letture)
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  Mondo Cinema: CARRIE FISHER E IL FENOMENO DI STAR WARS

DI DAVID WALSH
wsws.org

La morte dell’attrice Carrie Fisher questo martedì all’ età di soli 60 anni, alcuni giorni dopo un attacco di cuore che l’aveva colpita a bordo di un volo nella tratta Londra – Los Angeles, ha provocato espressioni di dolore nei fan in tutto il mondo. Alla tristezza per la morte della Fisher si è poi aggiunta quella dovuta all’improvviso trapasso, appena 24 ore più tardi, dell’ottantaquattrenne madre di lei; la ben nota attrice Debbie Reynolds.

 
 
  Postato da cdcnet il 03/01/2017 (160 letture)
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  Francia Cinema: FRANCIA: SOSPESA LA PROGRAMMAZIONE DEL FILM 'BASTILLE DAY'

RACCONTAVA LA STORIA DI UN ATTENTATO ORGANIZZATO DAL MINISTERO DELL'INTERNO

Bastille dayFONTE: PANAMZA
facebook.com

Domenica 17 luglio, la stampa francese ha dato notizia del ritiro dai cinema del film franco-britannico- americano intitolato “Bastille Day”, uscito il 13 luglio e riguardante l’organizzazione di attentato previsto a Parigi il 14 luglio (https://youtu.be/uFUO7Qarics).

Questo il motivo del ritiro: secondo StudioCanal, produttore e distributore del film, si tratterebbe di “rispettare le vittime” dell’attentato di Nizza (http://panamza.com/btx).

La decisione è stata presa da Didier Lupfer, direttore generale di StudioCanal – filiale del gruppo Canal+ di Vincent Bolloré (http://panamza.com/bty; http://panamza.com/12657). Dato da sottolineare: nella comunicazione riguardante il ritiro del film, l’AFP e TF1 mente quando afferma che il film racconta la storia di un attentato “preparato da una francese” (http://lci.tf1.fr/cinema/news/bastille-day-un-cas-rare-de-film-deprogramme-en-raison-de-l-actualite-8767620.html).

 
 
  Postato da cdcnet il 28/07/2016 (387 letture)
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  Salute Cinema: THE FILM ON VACCINES ROBERT DE NIRO WON'T LET HIS AUDIENCE SEE

Vaxxed-withdrawn-from-Tribeca-Film-FestivalBy Jon Rappoport
www.naturalblaze.com
March 27, 2016

Robert De Niro, who has a child with autism, was going to personally introduce the film, Vaxxed, to the audience at his Tribeca Film Festival in New York.

He thought the film was important. It makes a case for a connection between vaccines and autism.

Then, an uproar ensued, pressure was brought to bear, and De Niro decided to cancel the screening at his festival.

Hello, goodbye.

 
 
  Postato da cdcnet il 28/03/2016 (405 letture)
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  USA Cinema: 'LA GRANDE SCOMMESSA' E IL PIANO DI BERNIE SANDERS PER FAR SALTARE WALL STREET

BigShortBaDI ROBERT REICH
truthdig.com

Se non avete visto “La grande scommessa” – diretto e co-scritto da Adam McKay, basato sul libro, tratto da una storia vera, di Michael Lewis circa le bolla immobiliare e quella del credito che hanno innescato la grande recessione – vi raccomando di farlo.

Non solo il film è un modo piacevole (se si può usare questa parola) di capire come le grandi banche hanno sbattuto milioni di Statunitensi fuori dalle loro dimore, bruciato risparmi e posti di lavoro – e poi sono state salvate con i soldi dei contribuenti. Esso è anche una lezione che dimostra come queste lo stiano per fare di nuovo – e come il loro potere politico continui ad erodere le leggi studiate per prevenire una nuova crisi ed a proteggere le alte sfere da ogni responsabilità.

Ancor più importante, il film mostra perchè il piano di Bernie Sanders di far saltare le maggiori banche e di reinserire il Glass-Steagall Act (ovvero la separazione tra le banche di investimento e quelle commerciali) sia necessario – e perchè il più modesto piano di Hillary Clinton non sia sufficiente.

Tornerò a Bernie ed Hillary tra poco, ma prima dovete sapere perchè Wall Street vuole che dimentichiamo quanto accaduto veramente.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/01/2016 (779 letture)
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  USA Cinema: L'ULTIMO GUERRE STELLARI E' UNA PARABOLA APOLOGETICA DELL'IMPERO USA

DI CHRIS BURNETT
counterpunch.org

Praticamente qualsiasi cosa nell’ultimo Guerre stellari non ha senso, almeno a livello di coerenza logica. La trama fa buchi da tutte le parti. Nonostante ciò i fan di vecchia data di Star Wars non hanno problemi a “sospendere l’incredulità” per provare l’ebbrezza della regressione infantile. Me stesso incluso. Tuttavia nell’America di oggi, dominata dall’immagine, dove si vendonio guerre o elezioni come fossero dentifricio, credo che la “sospensione dell’incredulità” sia un fatto quotidiano.

La gente desidera credere e l’industria culturale produce narrative di “guerra pura” per soddisfare un insaziabile appetito di violenza, precisamente ciò che Guerre stellari ci offre, soltanto che stavolta, desidero sostenere, è stato tutto rovesciato per funzionare al servizio di un impero realmente esistente: l’Impero Americano.

Non voglio spingermi a sostenere che il “Risveglio della forza” sia stato concepito intenzionalmente come pezzo di propaganda imperiale a sostegno delle guerre USA, ma è difficile non legare i puntini con la storia di razzismo e xenofobia di Disney, la totale assenza di una definizione politica del Lato Oscuro (a parte un vago nichilismo stile ISIS) ed il modo in cui i “buoni” sono sempre innocenti assaliti da una forza malvagia che odia la loro libertà. Il Lato Oscuro nel “Risveglio della forza” viene ricostituito nella guisa di un ordine antagonista che si da senza mezzi termini al terrore di massa per distruggere la Repubblica (Democrazia).
 
 
  Postato da cdcnet il 10/01/2016 (684 letture)
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  Mondo Cinema: IL SEGRETO DI KUBRICK

ilporticodipinto.it

Stanley Kubrick è una merda di talento (Kirk Douglas)

Dopo l'intervista tarocco che sta spopolando in rete in cui il maestro del cinema confesserebbe di essere l'autore dei falsi allunaggi, un falso confezionato per gettare discredito sulle voci che legano Kubrick alla truffa delle missioni apollo [1], può essere interessante dare un'occhiata agli indizi reali che il regista ha intenzionalmente inserito nei suoi film.

Chiarire alcuni aspetti è necessario perché, mano a mano che la sabbia del tempo ricopre la mente, quando i ricordi si affievoliscono, esce sempre una riscrittura della storia che approfitta della memoria corta o dell'ignoranza della gente. L'intervista bufala qui citata ad esempio, sembra confezionata ad arte per colpire la sensibilità dei conoscitori ed estimatori di Stanley Kubrick, ma anche per tutte quelle persone (una larga maggioranza) che hanno bisogno di essere rassicurate sviluppando un senso di appartenenza al pensiero più popolare e in voga.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/12/2015 (966 letture)
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  USA Cinema: THE DREAM AND THE END - UNA RADIOGRAFIA HOLLYWOODIANA DELLA STORIA

javier_bardem DI HS
comedonchisciotte.org

La fabbrica dei sogni e il "risveglio

Che l'American Dream of Life fosse un reperto di un passato piuttosto recente era chiaro fin dagli anni del conflitto in  Vietnam (1961 - 1975) mai chiamato realmente "guerra" da chi provocò la terribile escalation. Quando fu finalmente visibile e ben impresso neglio occhi degli americani e del mondo che una superpotenza imperialista e arrogantemente sprezzante stava bombardando popolazioni e civili inermi piuttosto che combattere la solita supposta minaccia "comunista", il sogno si spezzò o, meglio, cambiò repentinamente di segno.

Nonostante la già collaudata e mastodontica macchina bellica a stelle e strisce avesse dispiegato tutto l'enorme potenziale assassino e distruttivo – se si eccettuano le bombe nucleari – provocando un milione e mezzo di morti, un esercito di resistenti partigiani piuttosto male armato e peggio equipaggiato era riuscito ad avere la meglio infliggendo una sconfitta di proporzioni non indifferenti al potente nemico. Sotto lo sguardo di attoniti spettatori erano apparsi  i corpi nudi, disfatti e dolenti di donne e bambini che fuggivano dai bombardamenti incessanti dell'aviazione americana. Quella non era più l'America assurta al rango di baluardo del "mondo libero", dei liberatori dell'Europa dal giogo nazifascista e dei fieri oppositori e avversari del colosso totalitario sovietico. Gli USA precipitavano più in basso, al rango di potenza imperialista e dominata da pulsioni fascisteggianti.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/04/2015 (613 letture)
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  Mondo Cinema: BIRDMAN OVVERO L'UMANITA' IN PICCHIATA

birdman DI HS
comedonchisciotte.org

Riggan Thompson è un uomo fallito, un padre assente e un attore di dubbia capacità che aha goduto del suo momento di celebrità vestendo i panni del solito fumettistico supereroe nella sua gioventù. Dovendo fare i conti del bilancio della sua vita privata e professionale decide di realizzare per il teatro una personale trasposizione del "What we talk about when we talk about love" di Raymond Carver.

La prova del fuoco per un attore che veramente si rispetti, tuttavia non è ben chiaro che cosa spinga il protagonista a fare un passo impegnativo. Vuole forse mettere in mostra insospettate e nascoste doti di attore sensibile e impegnato ? Vuole dimostrare a sè stesso di essere riuscito a fare qualcosa di veramente valido e importante nella sua vita ? Vuole conquistare un amore autentico da parte degli altri o l'ammirazione di un pubblico che si suppone più colto e sofisticato ? Vuole finalmente scrollarsi di dosso i panni dell'ingombrante supereroe  che in gioventù gli sonò fama e ricchezza ? Quello che sappiamo con certezza seguendo Thompson è che l'uomo è assolutamente squinternato, uno psicotico perseguitato da una voce che lo martella a tamburo battente per convincerlo che la sua è un'impresa disperata...
 
 
  Postato da cdcnet il 24/02/2015 (735 letture)
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  USA Cinema: IL SERVIZIO DI HOLLYWOOD ALL'IMPERO

Oscars Di PAUL STREET
counteropunch.org

“Propaganda, stereotipi e disonestà spudorata”.
Ecco come ha definito gli Oscar in un articolo del 2010 (“Perchè gli oscar sono una truffa” ), il giornalsta australiano John Pilger. Dopo la  la premiazione avvenuta la scorsa notte, una disamina lucida e impietosa della più "grande macchina dei sogni" planetaria.

La funzione dei media mainstream di trasmettere ideologia e propaganda al servizio di coloro che sono in cima al governo e alle interconnesse strutture dell'impero e della diseguaglianza non è affatto limitata ai TG.
Altrettanto importanti a tale scopo, se non di più, sono i media dedicati all'intrattenimento, tra cui - di particolare interesse alla vigilia del Premio Oscar 2015 - l'industria cinematografica statunitense.
 
 
  Postato da cdcnet il 23/02/2015 (718 letture)
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  Italia Cinema: IL SAN PAOLO DI PASOLINI: UNA PROFEZIA DEI NOSTRI TEMPI ?

pasolini DI LUCIANA BOHNE
counterpunch.org

L’opposto della religione non è il comunismo. L’opposto della religione è il capitalismo (senza regole, crudele, cinico, puramente materialista), la causa dello sfruttamento di esseri umani da parte di altri esseri umani, culla del culto del potere, orrenda tana del razzismo.” - Pier Paolo Pasolini

Probabilmente ateo, Pier Paolo Pasolini (1922-1975), disse che era credente perché fu blasfemo. Intendeva dire che fu tale in un film su San Paolo. (Nelle sue intenzioni) il film sarebbe dovuto essere religioso, spiegò, perché “nei sacri riti antichi, come in tutte le religioni contadine, ogni benedizione è pari a una maledizione”.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/02/2015 (836 letture)
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  USA Cinema: AMERICAN SNIPER: UN MODELLO AMERICANO

294559DI GERARD CELENTE
paulcraigroberts.org

I risultati sono ufficiali e il verdetto parla chiaro.

Chris Kyle – il soldato della marina militare americana ritratto nel film di successo, presunto killer di circa 200 iracheni durante quattro missioni militari – è la scelta del pubblico.

Dalle vendite al botteghino ai grandi riconoscimenti dei media, dalle stanze del Congresso alla Casa Bianca, la nazione ha parlato: l’“American Sniper”, il cecchino americano, rappresenta tutti gli americani. Chris Kyle – il più letale tra i killer americani della storia, un vero eroe, un guerriero valoroso – è stato consacrato come modello di tutto ciò che l’America deve rappresentare.

Brandon Griggs della CNN ha detto che “American Sniper ha le sembianze di un fenomeno culturale in buona fede!”. E come sostiene fermamente Michelle Obama: “per tutti quegli americani che non hanno questo tipo di opportunità (di conoscere personalmente veterani di guerra e famiglie di militari), i film e la televisione sono spesso il miglior modo per divulgare queste storie”. Parlando durante un evento dell’industria cinematografica, Ms. Obama ha dichiarato che il film enfatizza “la complicata decisione morale con cui queste persone hanno a che fare, saper bilanciare l’amore per la famiglia con l’amore per la patria”. Per il soldato della marina militare Chris Kyle, l’essenza “dell’amore per la patria”, risiede nell’obbedire al suo comandante supremo ed essere all’altezza delle “decisioni morali” di Washington.
 
 
  Postato da cdcnet il 14/02/2015 (744 letture)
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  USA Cinema: IL VERO AMERICAN SNIPER ERA UN KILLER PIENO D'ODIO.

PERCHE' I SUOI PATRIOTI IN MODO SEMPLICISTICO LO TRATTANO DA EROE ?

kyleDI LINDY WEST
theguardian.com

Il film di Clint Eastwood sul Navy Seal (forze speciali della Marina, ndt.) Chris Kyle (nelka foto) ha colpito un nervo scoperto dell’America, con la destra che invoca il rapimento o la morte di chiunque sia così ingrato da criticare le sue azioni.

Devo confessare che sono stata sconvolto dal trailer di American Sniper. E’ un capolavoro di tensione sincopata - un insieme di suoni ed immagini così visceralmente evocativo che sembra quasi travolgerti. Non puoi resistere, ti colpisce, ti tocca a fondo. O, come io penso ed ho postato in un blog sul trailer, “ Il trailer di American Sniper di Clint Eastwood rovinerà i tuoi pantaloni (te la farà fare sotto).”
 
 
  Postato da cdcnet il 19/01/2015 (898 letture)
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  Italia Cinema: PARLA, ANZI SCRIVE: IL PRODUTTORE DEL FILM

modigliani FONTE: SERGIODICORIMODIGLIANI (BLOG)

Ricevo e volentieri pubblico questa lettera del signor Nicola Giuliano (nella foto a sinistra), produttore del film "La Grande Bellezza".
Mi è arrivata in posta privata su facebook, proveniente da un profilo di facebook, sperando che sia il suo.
Eccola, integralmente, così come l'ho ricevuta:

Pubblichi questa per cortesia, è leggermente corretta nella punteggiatura. grazie. Replica al Signor Sergio di Cori Modigliani in attesa che la pubblichi sul suo Blog.

Caro Sig. Sergio di Cori Modigliani,
con preghiera di integrale pubblicazione sul suo sito e sul suo profilo Facebook.
Premessa: nonostante i miei legali mi consigliassero di non scendere in polemica diretta con lei e semplicemente di querelarla, visto che ve ne sarebbero gli estremi, io per il momento mi astengo. Credo che le aule di giustizia siano già troppo intasate per occuparsi di simili idiozie. Mi riservo però di farlo una volta acquisite informazioni sul suo patrimonio. Nel caso fosse consistente lo farò, ma è cosa di cui dubito se lei è persona che vive del suo lavoro e quello che scrive è il suo lavoro.
Allora rapidamente ché la vita è breve:
 
 
  Postato da cdcnet il 08/03/2014 (720 letture)
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  Italia Cinema: ECCO COME E PERCHE' LA GRANDE BELLEZZA DI PAOLO SORRENTINO HA VINTO L'OSCAR

sorrentinooscarDI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

...Il film è stato prodotto da un importante rampollo della dinastia Letta, il cugino dell'ex premier.
Si chiama Giampaolo Letta, è uno dei quattro baroni del cinema italiano (lui è il più importante, non a caso è un altro dei nipotini) il cui compito principale consiste nell'impedire che in Italia esista e si manifesti il libero mercato multimediale, mantenendo un capillare controllo partitico dittatoriale sull'industria cinematografica. E' l'amministratore delegato della Medusa film, il cui 100% delle azioni appartiene a Mediaset.
Il vero oscar, quindi (in Usa conta il produttore, essendo il padre del film) lo ha vinto Silvio Berlusconi, al quale va tutto il merito per aver condotto in porto questo business nostrano.
Ma nessuno in Italia lo ha detto.
E' un prodotto PDL-PD-Lega Nord tutti insieme appassionatamente.

In teoria (ma soltanto in teoria) è stato prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima (quota PD di stretta marca burocratica di scuola veltroniana) per conto della Indigo Film, i quali -senza Berlusconi- non sarebbero stati in grado neppure di pagarsi le spese dell'ufficio, dato che su 9 milioni di euro di budget, il buon Berluska ne ha messi 6,5. E' stata buttata dentro anche la Lega Nord, che ha partecipato con la Banca Popolare di Vicenza (500 mila euro come favore amicale) e con la sponsorizzazione del Biscottificio Verona (in tutto il film non si vede neppure una volta qualcuno mangiare uno dei suoi biscotti), entrambe le aziende vogliose di entrare nel grande giro (sono bastate due telefonate per convincerli).
 
 
  Postato da cdcnet il 05/03/2014 (958 letture)
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  USA Cinema: PHILIP SEYMOUR DIDN'T HAVE TO DIE

By The Daily Take, The Thom Hartmann Program
truth.out

Today movie fans and film aficionados all over the world are mourning the death of the one of the greatest actors of all time: Philip Seymour Hoffman.
The star of such films as Capote and The Hunger Games, Hoffman was known as an "actor's actor," the type of guy both casual moviegoers and artists respect.
He was a true actor, not just a performer, and was capable of playing a wide range of characters. He was found dead in a New York City apartment at around 11 AM Sunday, just blocks away from where his kids were playing at a playground.
Police found a syringe and bags of heroin at the scene, so all signs point to a heroin overdose as the cause of death.
Details are still emerging, but it appears that the heroin found in Hoffman's apartment belongs to nasty strain of laced heroin known by such names as "Ace of Spades" and "Theraflu.

Photo: Philip Seymour Hoffman at the Five Points restaurant in the Manhattan borough of New York, Dec. 7, 2005. Hoffman was found dead at his New York apartment on Sunday morning, Feb. 2, 2014, of an apparent drug overdose, according to a law enforcement official who requested anonymity. He was 46. (Photo: Sara Krulwich / The New York Times)
 
 
  Postato da cdcnet il 04/02/2014 (970 letture)
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  Italia Cinema: IL 'TEOREMA' DI PASOLINI LO STIAMO VIVENDO TUTTI

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com



BOLOGNA –  Nelle prime ore del mattino del 2 Novembre del 1975, all’Idroscalo, squallida borgata alla periferia di Ostia, fuori Roma, fu ritrovato il corpo martoriato e schiacciato dalla sua stessa Alfa Romeo, di Pier Paolo Pasolini, intellettuale e regista di grande rilievo degli degli anni ‘60 e ’70.

Era difficile da immaginare in quel momento un connubio più sconcertante e straziante di tragedia greca e iconografia rinascimentale, su uno sfondo che sembrava uno dei set dei suoi stessi film, con l’autore immolato proprio come il personaggio principale di Mamma Roma (1962), in prigione, steso per terra alla maniera del Cristo Morto (o Lamento sul Cristo) di Andrea Mantegna.
 
 
  Postato da cdcnet il 20/01/2014 (904 letture)
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  Economia Cinema: ASSAULT ON WALL STREET

DI HENRY MAKOW
henrymakow.com

Un film rivoluzionario che quelli della sinistra holliwoodiana vorrebbero bruciare !

Come appare nel trailer  "Assalto a Wall Street" mostra come la crisi del credito del 2008 abbia distrutto la vita di un americano medio, Jim Baxford , guardia giurata di camion blindati , interpretato da Dominic Purcell.

Tutti i risparmi di una vita, investiti nel mutuo, improvvisamente svaniscono, sua moglie, che sta facendo una costosa terapia contro il tumore, si uccide e Baxford viene sbattuto fuori di casa sua. L'americano medio è raffigurato credibilmente come un poveraccio, sodomizzato dal sistema sanitario, finanziario, giuridico e dal governo stesso.
 
 
  Postato da cdcnet il 05/01/2014 (1278 letture)
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  Internet e controllo Cinema: MEDIASTAN: WIKILEAKS ALLA CONQUISTA DELL' EST!

DI ISRAEL SHAMIR
thetruthseeker.co.uk

Cinque giornalisti sulla trentina attraversano in macchina i deserti e le più alte montagne dell'Asia Centrale. In mezzo a paesaggi mozzafiato, percorrono gallerie sterrate, rischiano la pelle su tornanti a strapiombo e si trovano circondati da greggi di pecore sulle strade di campagna, per visitare zone sconosciute dove si trovano le repubbliche sorte dopo la caduta dell'URSS. Incontrano persone interessanti e discutono sulla libertà di parola e dei suoi limiti.
Un road movie per eccellenza, un po’ come Easy Rider - di Wim Wenders, ma girato in un ambiente migliore

Presto veniamo a sapere che la loro non è una gita di piacere. Questi giovani erano stati inviati in una missione in terre lontane dal genio anticonformista di Julian Assange, mentre era prigioniero a Ellingham Hall in East Anglia. (Gli eventi si svolgono due anni fa, prima della fuga di Julian Assange nell’Ambasciata dell’Ecuador)
 
 
  Postato da cdcnet il 22/10/2013 (649 letture)
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  Mondo Cinema: HANNAH ARENDT E L'INTOLLERANZA

DI GILAD ATZMON
gilad.co.uk

Nel 1961, la filosofa ebrea tedesca e teorica politica Hannah Arendt si recò a Gerusalemme per documentare il processo ad Adolf Eichmann per il New Yorker. Il docudramma ”Hannah Arendt” di Margarethe von Trotta del 2012 racconta la storia del suo viaggio e le polemiche seguite alla sua relazione.

Ciò che la Arendt (interpretata da Barbara Sukowa) vide in Eichmann non fu stupidità, ma in realtà leggerezza, una sorta di completa incapacità di elaborare un pensiero critico indipendente. Arendt capì come fosse all’interno di questa leggerezza che il male diventasse banale invece di essere un sinistro, premeditato crimine.
 
 
  Postato da cdcnet il 15/10/2013 (550 letture)
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  USA Cinema: HOLLYWOOD E IL PASSATO (SPIELBERG VS TARANTINO)

DI GILAD ATZMON
counterpunch.org

Si pensa comunemente che la storia sia un tentativo di produrre un racconto strutturato del passato. La storia ha il compito di trasmetterci fatti realmente accaduti, ma nella maggior parte dei casi non lo porta a termine. In realtà, tale disciplina è concepita per celare la nostra vergogna, per adombrare i vari elementi, eventi, incidenti e avvenimenti che non abbiamo saputo affrontare in passato. La storia, quindi, può essere considerata come un meccanismo di dissimulazione.
Di conseguenza, il ruolo dello storico vero e proprio è simile a quello dello psicoterapeuta: entrambi mirano a svelare ciò che è represso. Lo psicoterapeuta agisce sull’inconscio. Lo storico, invece, si occupa del nostro disonore collettivo.
 
 
  Postato da cdcnet il 13/03/2013 (647 letture)
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  USA Cinema: ZERO DARK THIRTY: IL REGALO DI HOLLYWOOD AL POTERE AMERICANO

DI SLAVOJ ŽIŽEK
The Guardian

Molti hanno sottolineato che il film di Kathryn Bigelow approva la tortura. Ma perché un film simile è stato fatto ora?

Ecco come, in una lettera al Los Angeles Times, Kathryn Bigelow ha giustificato come Zero Dark Thirty mostri dei metodi di tortura utilizzati dagli agenti del governo per catturare e uccidere Osama bin Laden:

"Quelli di noi che lavorano nelle arti sanno che la rappresentazione non è approvazione. Se così fosse, nessun artista sarebbe in grado di dipingere le pratiche disumane, nessun autore potrebbe scriverne, e nessun regista potrebbe approfondire i temi spinosi della nostra epoca."
 
 
  Postato da cdcnet il 28/01/2013 (667 letture)
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  USA Cinema: ARGO: DALL'HOLLYWOODIANISMO ALL'IRANFOBIA

ISMAIL SALAMI
countercurrents.org

Negli ultimi anni, l’iranofobia è arrivata a comprendere un’ampia gamma di media, incluso il cinema, che è senza dubbio capace di esercitare un effetto più potente nel manipolare il pubblico.

Tra gli ultimi tentativi iranofobici c’è “Argo” (2012), un “thriller da cardiopalma” che, secondo David Haglund, si prende alcune libertà sulla storia. Libertà, eccome!
La falsa facciata del film ed in particolare la glorificazione dell’agente della CIA Antonio Mendez (il protagonista, interpretato da Ben Affleck) ed in generale dell’apparato di intelligence nel trafficare con le evasioni da Teheran, gli conferiscono un aspetto esageratamente fittizio e, allo stesso tempo, una sensazione di “troppo bello per essere vero” alla moltitudine di spettatori, le cui menti sono già state pilotate dai media occidentali.
 
 
  Postato da cdcnet il 09/11/2012 (977 letture)
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  Mondo Cinema: VENDETTA, BARBARIE E "BASTARDI SENZA GLORIA" DI TARANTINO

DI GILAD ATZMON
Counterpunch

Ancora una volta Quentin Tarantino è riuscito a produrre l'impossibile: 'un film anti Olocausto'. Il genere cinematografico Olocausto può essere colto come una rappresentazione realistica cinematografica della 'vittima ebraica' (un individuo innocente e innocuo) di fronte all'ultima brutale ideologia burocratica omicida conosciuta come Nazismo. Il genere può essere recepito come un intenso ricatto emotivo che mira a descrivere la storia del 20° secolo attraverso un’identificazione empatica con un fantomatico, impeccabile protagonista ebraico. Inutile dire che questo genere ha avuto un certo successo. Se si tratta di Schindler's List, Il pianista, Ogni cosa è illuminata, Il bambino con il pigiama a righe o di qualsiasi altro film sulla Shoah (termine ebraico per Olocausto), è sempre l'innocenza ebraica che affronta un terrore istituzionale di stato.

Tarantino riesce a risolvere la netta discrepanza tra la cinematografica 'innocenza ebraica' e l’ebraica nazionalista 'realtà assassina'. Lo fa completamente attraverso la fantasia. Nella sua ambientazione immaginaria, l'ebreo è un soggetto vendicativo. Egli è un crudele selvaggio iconico e vendicativo, un assassino biblicamente motivato. Nell’epopea più recente di Tarantino, per la prima volta, l'ebreo della Diaspora assomiglia al suo nipote israeliano.

Attraverso una trama cinematografica immaginaria, la storia diventa un continuum omogeneo in cui il passato ebraico e il presente israeliano sono unificati in un’implacabile spedizione di vendetta suicida. Se i film davvero assomigliano all’azione del sogno e dell'inconscio, l’ultimo di Tarantino può essere preso come una sveglia; illumina qualcosa che noi insistiamo nel voler sopprimere e negare.

 
 
  Postato da cdcnet il 06/10/2009 (3106 letture)
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  Italia Cinema: IL CINEMA ITALIANO E LA SINISTRA: RISCOPRENDO IL REGISTA ROBERTO ROSSELLINI

DI GAITHER STEWART
onlinejournal.com

La storia di Roberto Rossellini è una storia molto italiana, che riguarda l’Italia nel cambiamento dal periodo fascista, che va oltre la sua esistenza, fino al 2009. Sebbene l’Europa non sia Europa senza l’Italia, la storia di Rossellini, nel più stretto senso, è una storia molto italiana; non una storia europea. Perche' l’Italia, separata dal resto dell’Europa dalle Alpi, è, e forse lo è sempre stata, qualcosa a parte, ancora oggi considerata dai nord europei un posto esotico verso cui fuggire. Come è comunemente detto, l’Italia è un posto meraviglioso da visitare, ma un inferno per viverci. La storia di Roberto Rossellini ha a che fare con questo paradosso. Leggi Roberto Rossellini e pensa all’Italia degli ultimi 75 anni.

Il regista italiano Roberto Rossellini, conosciuto al 95% come neo-realista, ebbe molto successo nella sua carriera di regista. Tuttavia – e qui abbiamo due pezzi d’informazione che potrebbero essere notizia per gli appassionati del cinema – dopo essere cresciuto in una famiglia borghese nei pressi della Via Veneto della Dolce Vita a Roma e aver armeggiato con un cinema insignificante durante il periodo fascista, divenne poi un regista del cinema italiano della Sinistra. Più tardi nella sua vita, Rossellini ebbe una visione, una visione lontana anni luce dalla registica europea: negli anni ’70, molto più avanti del suo tempo, si innamorò dell’Oriente e sognava un ricongiungimento tra Occidente e Islam.
 
 
  Postato da cdcnet il 27/09/2009 (3525 letture)
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  USA Cinema: STAR TREK E LA MISSIONE CONTINUA DELL'IMPERIALISMO AMERICANO

DI SOPHIA MIHIC
Counterpunch

È ambientato nel futuro ma il nuovo film di Star Trek è in realtà nostalgico degli anni 60. Sono seduta incollata allo schermo con mio marito e nostra figlia tra di noi. Nello stesso momento vengo riportata indietro nel tempo agli inizi della serie, tra il 1966 e il 1969, quando ciò che avveniva avviene ancora oggi. Ecco cosa successe nell’ambito politico e culturale americano negli anni 60: una storia che va avanti ancora oggi, che si ripete e che non si è ancora esaurita. Nelle ripetizioni, ci sono molti più avvenimenti inventati di quelli che realmente successero. E vista la storia originale, così come la nostalgia per gli anni 60, ciò che sta avvenendo ora è una delle storie più importanti di tutti i tempi. Quindi, cos’è successo nella manciata di settimane precedenti l’uscita del film? Di cosa abbiamo nostalgia? E cosa ci stiamo rifiutando di lasciare?

Non mi ero posta queste domande seduta tranquillamente com’ero a vedere Spock che pubblicamente faceva delle avances un po’ spinte ad Uhura, sussurrandone dolcemente il nome. (Dimenticate l’appiccicoso liquido rosso che essi portavano in una bottiglia, capace di creare un buco nero. La dimostrazione di affetto del vulcaniano è la scena più surreale di tutta la pellicola. Ma a molti di noi piacciono queste incongruenze per tante piccole ragioni che ci fanno apparire ciò che vediamo nello schermo come reale, e per questo le accettiamo incondizionatamente ). No, la maggior parte delle mie paure doveva ancora arrivare. Ma seduta lì, era la prima volta che vedevo il film, ebbi come l’impressione che quello spettacolo riproducesse fedelmente ciò che era successo nei momenti di massima egemonia del potere Americano.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/07/2009 (1163 letture)
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  USA Cinema: THE WRESTLER: UNA PARABOLA PER UN IMPERO IN DECOMPOSIZIONE

DI SAUL LANDAU
counterpunch.org

Da ragazzo guardavo il Super Swedish Angel, Gorgeous George e Primo Carnera (ex pugile) lottare da un piccolo schermo televisivo in bianco e nero. Gridavo contro la TV dal mio salotto perch l’arbitro stava sempre guardando altrove quando il furfante tirava un colpo di taglio alla nuca. I “tipi cattivi” usavano tattiche sporche e occasionalmente “vincevano” perfino l’incontro.

Mi piaceva molto anche guardare il Roller Derby. La squadra dei membri “cattivi” tiravano i capelli o colpivano i virtuosi rivali e li buttavano oltre la ringhiera della pista di pattinaggio. Dopo aver fatto finta di soffrire un dolore atroce, ritornavano eroicamente poco dopo al corteo di pattinaggio.

Questi “sport” trafissero la mia immaginazione pre-adolescenziale molto prima che capissi che questi tipi di spettacoli sono i sintomi di una vena malata conficcata nella cultura popolare – e in me dodicenne. Adoravo quell’”intrattenimento” (sensazione indiretta) in cui l'audience (come me) provava piacere nel guardare una persona somministrare dolore – in modo teatrale – a un’altra. Infatti, “la battaglia finale” in TV e i combattimenti mortali con i cani organizzati clandestinamente sono diventati parte integrante dela cultura popolare quanto NASCAR [National Association for Stock Car Auto Racing, famosa serie di gare automobilistiche, ndt].
 
 
  Postato da cdcnet il 10/03/2009 (1382 letture)
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  USA Cinema: DARK (K)NIGHT [IL CAVALIERE OSCURO]

DI JAMES HOWARD KUNSTLER
Cluster***** Nation

Ciò che più colpisce nel nuovo film di Batman, che sta polverizzando tutti i record di botteghino, è l'enfasi posta sugli aspetti sadomasochistici che attualmente imperversano nella cultura americana. È una scelta destinata a sollecitare l'interesse di quegl'individui furiosi che nel nostro paese vogliono ferire gli altri, anche quando si sentono essi stessi meritevoli delle peggiori punizioni. In altre parole, il quadro riflette l'estrema perversione morale dell'attuale stato d'animo americano. Vedere tutto in rovina intorno a s permette di confermare la confusa percezione emozionale, e quindi gratificante, in tutta la sua miseria.

Il ricco simbolismo dello spettacolo dipinge la situazione odierna degli USA come una realtà di gran lunga peggiore di quella creata dai Nazisti nel 1933. Non c'è niente che ci piaccia più che vedere gli altri soffrire e andare in pezzi: e quanto più lentamente la gente (inclusi gli spettatori) viene torturata tanto più raffinato è il piacere che ne ricaviamo. La civiltà non offre nessun conforto; in effetti è uno sporco gioco. La civiltà si compone quindi solo di torturatori e vittime.

Gotham City, dove si svolgono tutte le attività sadomasochistiche, è una città priva di comfort (mancano completamente i quartieri periferici residenziali). Anche i rifugi personali di "Batman", cioè del multimiliardario Bruce Wayne, sono non-spazi per un nevrotico.
 
 
  Postato da cdcnet il 21/08/2008 (1331 letture)
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  Iraq Cinema: REDACTED DI BRIAN DE PALMA

DI LAYLA ANWAR
An Arab Woman Blues

Per tutti coloro che desiderano vedere Redacted di De Palma. L'intero film può essere visto qui.

È l'1.30 del mattino. M mi ha inoltrato questo link dicendo ironicamente “procurati un pacchetto di sigarette, una bottiglia della tua bevanda preferita… e guarda… e per favore non dimenticarti i pop corn”.

Il film è stato ispirato da eventi REALI nell'Iraq “liberato”, uno dei quali è lo stupro di Abeer Al Janabi, di 15 anni, che ha subito uno stupro di gruppo da parte dei vostri coraggiosi ragazzi, è stata poi bruciata e la sua famiglia massacrata.

Le immagini al termine del film sono REALI. Così come lo è l'Occupazione…

Dunque godetevi la vostra Occupazione!

 
 
  Postato da cdcnet il 24/04/2008 (2206 letture)
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  USA Cinema: LA GUERRA DI CHARLIE WILSON (UNA COMMEDIA IMPERIALISTA)

Aprite il libro di Steve Coll, abilmente intitolato Ghost Wars: The Secret History of the CIA, Afghanistan, and Bin Laden, from the Soviet Invasion to September 10, 2001 [Fantasmi di Guerra: La Storia Segreta della CIA, dell’Afghanistan e di Bin Laden, dall’Invasione Sovietica al 10 Settembre 2001] e in quasi ogni pagina potreste trovare dei riferimenti che si prendono gioco del film La Guerra di Charlie Wilson. A pagina 90, ad esempio, si parla del celebrato dirigente CIA dell’epoca, William Casey, il “Cattolico Cavaliere di Malta istruito dai Gesuiti”, il quale “credeva ardentemente che favorendo la diffusione delle conquiste e del potere della Chiesa Cattolica egli avrebbe potuto in qualche modo contenere l’avanzata del comunismo o addirittura rovesciarla”. E, se la Chiesa non fosse riuscita in ciò, come nell’Afghanistan degli anni ’80, allora la seconda alternativa, secondo Casey, erano i guerriglieri islamici della jihad, possibilmente i più estremisti, con i quali, nel suo anticomunismo religioso, egli credeva di avere molto in comune. (Il nemico del mio nemico è mio amico, dopo tutto). Infatti, Casey era uno jihadista americano, che negli anni ’80 desiderava non solo la sconfitta dei sovietici in Afghanistan ma voleva spingere “la jihad afgana proprio all’interno della Russia”. La sua CIA, se da un lato promuoveva attività come tradurre il Corano in uzbeko (essendo l’Uzbekistan all’epoca uno stato dell’Unione Sovietica), dall’altro convogliava regolarmente, attraverso il servizio d’intelligence pakistano, un largo traffico di armi tecnologicamente avanzate verso le frange più estremiste (e, anche, anti-americane) degli jihadisti afgani.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/02/2008 (1453 letture)
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  USA Cinema: PERCHE' HANNO PAURA DI MICHAEL MOORE?

Di John Pilger

In Sicko, il nuovo film di Michael Moore, c’è una breve scena in cui si vede un giovane Ronald Reagan mentre consiglia ai lavoratori americani di respingere “la medicina socialista” come eversione comunista. Negli anni 40 e 50 Reagan era stato alle dipendenze dell’American Medical Association e faceva grossi affari come affabile portavoce di un certo neo-fascismo deciso a persuadere l’uomo qualunque che i suoi veri interessi, come il diritto alla tutela della salute, fossero “anti-americani”.

Guardando questo, mi sono ritrovato a pensare alle effusioni di commiato a Reagan quando morì tre anni fa. “Molti credono – disse Gavin Esler nel programma Newsnight della BBC – che lui ristabilì fiducia nelle azioni militari americane e che fu amato persino dai suoi oppositori politici”. Sul Daily Mail Esler scrisse che “Reagan personificò il meglio dello spirito americano – l’ottimismo di credere che tutti i problemi possono essere risolti, che il domani sarà meglio dell’oggi, e che i nostri figli saranno più ricchi e felici di quanto lo siamo noi”.
 
 
  Postato da cdcnet il 17/11/2007 (1365 letture)
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  USA Cinema: LA GUERRA ALLA DEMOCRAZIA DEGLI STATI UNITI

PABLO NAVARRETE intervista JOHN PILGER
Venezuelan Analysis

John Pilger è un giornalista vincitori di numerosi premi, autore di libri e regista di documentari, che ha iniziato la sua carriera nel 1958 in Australia, la sua patria, prima di trasferirsi a Londra negli anni '60. Ha iniziato come corrispondente estero e reporter dalla prima linea, a partire dalla guerra in Vietnam del 1967. E' un feroce critico delle avventure estere, economiche e militari, dei governi occidentali.

"Per i giornalisti occidentali", dice Pilger, "è troppo facile vedere l'umanità in termini della sua utilità per i 'nostri interessi' e per come segue le agende dei governi che decretano chi siano i tiranni buoni e quelli cattivi, le vittime degne e quelle indegne, e presentare le 'nostre' politiche come sempre benigne, quando di solito è vero il contrario. E' il lavoro del giornalista, anzitutto, guardare nello specchio della propria società".
 
 
  Postato da cdcnet il 14/05/2007 (1549 letture)
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  Mondo Cinema: FIGLI DEGLI UOMINI: QUEL CHE IL TUO RIFIUTO TI IMPEDISCE DI VEDERE

DI CAROLYN BAKER
CarolynBaker.org

Gli ultimi giorni del genere umano

Il regista Alfonso Cuaron ha adattato il romanzo futuristico di P. D. James del 1993 [Children of Men, che significa appunto "Figli degli uomini" n.d.r] scritto nello stile di George Orwell, in un film sensazionale che molta gente non vedrà – non oserà vedere, dato che raffigura il mondo in cui tutti noi temiamo di essere catapultati a gran velocità. Quel mondo del 2027 è uno in cui la gente della mia età potrebbe esserci o no, ma se potessi scegliere preferirei passare.

Il thriller/mattone futuristico di Cuaron si discosta quasi immediatamente dagli Stati Uniti dato che nei primi cinque minuti del film ci viene detto che insieme ad una pletora di altre nazioni, sono crollati, mentre "L'Inghilterra resiste". Tutti gli altri imperi moderni sono andati in frantumi, e rimangono soltanto le ultime tracce del vecchio impero britannico dato che milioni di profughi e migranti da tutto il mondo, sperando di sopravvivere, inondano il paese, che è stato diretto per rimanere relativamente calmo e prospero. Per cui è stato disposto un enorme apparato di sicurezza interna per riunirli e recluderli. Nel frattempo, l'inquinamento ha reso sterile l'umanità, e il bambino più giovane sulla Terra ha già diciotto anni. In questo mondo tetro e patologicamente grigio, non solo i gruppi terroristici abbondano e la guerriglia urbana prevale, ma ai cittadini vengono offerte gratuitamente pillole per il suicidio dalla Shakespeariana marca farmacologica, Quietus.
 
 
  Postato da cdcnet il 06/02/2007 (1694 letture)
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  Mondo Cinema: V PER VENDETTA

DI WAYNE MADSEN
Wayne Madsen Report

Non capita spesso che un film condizioni la classe politica di una nazione; ebbene questo è il caso di "V per Vendetta", uscito nelle sale cinematografiche il giorno di San Patrizio [1]. La pellicola è ambientata in un futuro abbastanza vicino, in un’Inghilterra governata dal partito conservatore che ha instaurato un governo fascista, ed in questa situazione si muove il protagonista chiamato "V", un prigioniero politico orribilmente sfigurato fuggito da una sorta di lager governativo, che indossa una maschera da Guy Fawkes, un mantello nero ed un capello, ed ha un arsenale di armi fantastiche; (insomma, una specie di clone di Zorro, Batman e del Fantasma dell’Opera). V fa saltare per aria l’Old Bailey (il Tribunale Penale di Londra) e la House of Parliament per vendicarsi dei genocidi e della politica repressiva perpetrati dal governo fascista.
 
 
  Postato da cdcnet il 22/12/2006 (2939 letture)
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  USA Cinema: PERVERSO ''SYRIANA''

Informazione, diversivo o propaganda?

DI MIREILLE BEAULIEU

I film con grande successo di pubblico veicolano rappresentazioni della politica internazionale che possono influenzare le opinioni di milioni di spettatori nel mondo.

Reseau Voltaire inizia oggi la pubblicazione di una serie di articoli che mettono in luce questa dimensione della produzione cinematografica.

Mireille Beaulieu analizza il percorso sottinteso dal thriller politico “Syriana”, di Stephen Gaghan e prodotto da George Clooney, opera non sprovvista di ambiguità malgrado un involucro di contestazione.

Così, la denuncia della dipendenza USA dal petrolio si accompagna ad un’implicita convalida dei principi della “guerra al terrorismo”.
 
 
  Postato da cdcnet il 10/12/2006 (2855 letture)
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  USA Cinema: IL PERDONATO: LA BUONA GUERRA DI CLINT EASTWOOD

DI MICKEY Z
ZNet

Nel mezzo della loro attuale e perpetua guerra contro il male, gli Stati Uniti stanno ancora riflettendo sulla "buona guerra". Se Clint Eastwood ha il permesso di riciclare quelle immagini in "Flags of Our Fathers", il sottoscritto, quale autore di una storia alternativa della Seconda Guerra Mondiale, perch non dovrebbe dichiarare di nuovo la propria posizione?

Gli Stati uniti hanno combattuto quella guerra contro il razzismo con un esercito segregazionista.

Hanno combattuto quella guerra atta a porre fine alle atrocità sparando a soldati circondati, facendo morire di fame prigionieri di guerra, bombardando deliberatamente civili, facendo saltare in aria ospedali, mitragliando a bassa quota scialuppe di salvataggio, e nel Pacifico bollendo i teschi scarnificati del nemico per farne ornamenti da innamorati.
 
 
  Postato da cdcnet il 26/11/2006 (1516 letture)
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  Palestina Cinema: I DIECI FILM CHE SPIELBERG DEVE ANCORA FARE

Immagina se fossimo in un universo parallelo nel quale Hollywood dà agli arabi e ai musulmani un’equa opportunità. Ecco dieci film (tutti basati su storie vere) che stanno giusto aspettando la magia di Spielberg.

DI MAS’ OOD CAJEE

"Munich", l’ultimo film del magnate di Hollywood Steven Spielberg (da oggi nelle sale italiane ndr), si concentra sugli sforzi di Israele per vendicarsi dell’uccisione dei suoi atleti nei Giochi Olimpici a Monaco del 1972. Nonostante il conflitto israelopalestinese sia adattissimo per ispirare potenziali film di successo, i film di Hollywood sul conflitto hanno la tendenza a rimanere convenzionali e disumanizzanti.
Spielberg spera che "Munich" sia diverso, e afferma di non aver voluto fare "un film alla Charles Bronson – i buoni contro i cattivi e gli ebrei che uccidono gli arabi senza un contesto". La critica, dice Spielberg, è troppo a favore di Israele per fare un film onesto sul conflitto.

 
 
  Postato da cdcnet il 10/11/2006 (1519 letture)
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  Palestina Cinema: HOLLYWOOD SOSTIENE LA CARNEFICINA ISRAELIANA

DI KURT NIMMO
Another Day In The Empire

"Nicole Kidman ha preso una posizione pubblica contro il terrorismo", riporta lo Herald Sun. "L'attrice, a cui si sono unite altre 84 figure di alto profilo tra star di Hollywood, registi, leader delle case di distribuzione e magnati dei media, ha acquistato una decisa inserzione a tutta pagina nel Los Angeles Times di oggi".

Se la prende specificamente con "organizzazioni terroriste" come Hezbollah in Libano e Hamas in Palestina.

"Noi i sottoscritti siamo addolorati e scioccati dalle vittime civili in Israele e Libano causate da azioni terroriste lanciate da organizzazioni terroriste come Hezbollah e Hamas", si legge nell'inserzione.
 
 
  Postato da cdcnet il 31/08/2006 (1637 letture)
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  Gran Bretagna Cinema: UNA NAZIONE DI AMNESICI

DI PAUL DONOVAN
Guardian Unlimited / Comment is free

Che strana cosa è l’orgoglio Britannico. Mentre in milioni vanno in giro sventolando le bandiere di San Giorgio [patrono di Inghilterra. La croce di San Giorgio, rossa in campo bianco, è il simbolo dell'Inghilterra sin dal 1200, ndt] a sostegno di una nazionale inglese strapagata e senza successo, un film di produzione britannica, premiato a Cannes e che meriterebbe di essere veramente celebrato, viene proiettato in soli 30 cinema in tutto il paese.

Il film di Ken Loach [nella foto] “The Wind that Shakes the Barley”[1], vincitore della Palma d’Oro, affronta il tema della guerra civile e di indipendenza irlandese. Vincere una Palma d’Oro è qualcosa che dovrebbe essere motivo di orgoglio. Invece, il film è stato ferocemente attaccato dai mass media di destra con l’accusa di essere anti-britannico. Il fatto che, come ha evidenziato il giornalista del Guardian, George Monbiot, la maggior parte di coloro che lo ha criticato non ha visto il film, dimostra la scontata attitudine a considerare sbagliato tutto ciò che critica l'Inghiterra.

Il film fa chiarezza sulla storia dell’Inghilterra in Irlanda, ed offre lo spunto per una lezione moderna sull’attuale occupazione in Iraq. L’ Irlanda, naturalmente, ha rappresentato una difficile questione in Inghilterra per molti anni.

Loach ricevette molti insulti per un suo precedente lavoro sullo stesso soggetto, il film “Hidden Agenda” (l’Agenda Nascosta) del 1990. E' significativo come durante gli anni tale film sia stato spesso ostacolato fino all’ ultimo minuto a causa di alcune vere atrocità che accaddero in quel tempo. Forse ci fu la censura in quanto Loach si avvicinò molto alla verità su ciò che avvenne in passato.
 
 
  Postato da cdcnet il 28/07/2006 (2073 letture)
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  Iraq Cinema: L' ANTI HOLLYWOOD TURCA ALL' ASSALTO DEI CRIMINI STATUNITENSI

DI MIREILLE BEAULIEU

L’industria statunitense dello svago è pervenuta, nel corso degli anni, a costruire rappresentazioni caricaturali degli avversari designati di Washington. Il cinema hollywoodiano ha successivamente fatto del Russo, del Vietnamita, poi del Sudamericano e dell’Arabo figure disprezzabili o grottesche, nemiche degli Stati Uniti e del “mondo libero” che questo Stato incarna nella sua stessa produzione audiovisiva. Il film turco La valle dei lupi – Irak di Serdar Akar, approfitta dei trucchi del cinema d’azione hollywoodiano al servizio del messaggio inverso: gli Stati Uniti sono una potenza imperialista che opprime le popolazioni del medio oriente. Mireille Beaulieu analizza questo film che ha suscitato critiche della stampa dominante occidentale tanto più virulente quanto più questo riflette, come uno specchio, i suoi pregiudizi.
 
 
  Postato da cdcnet il 19/06/2006 (7161 letture)
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  11 settembre Cinema: PERCHE' IL FILM 'FLIGHT 93'?

DI JERRY MAZZA

Perchè qualcuno dovrebbe fare un film sull' 11-9 basato su un certo numero di telefonate da cellulari che potrebbero essere state scientificamente impossibili l' 11 Settembre 2001, semplicemente perchè la tecnologia non poteva gestire chiamate da quella distanza, cioè da sei a sette miglia?

Bene, hanno fatto Flight 93 perchè le chiamate furono usate come prova che una banda di coraggiosi Americani ha scacciato una più piccola banda malvagia di terroristi, mentre invece l'intero evento è circondato da una palude di domande? Come il pantano che presumibilmente ha ingoiato il 757 del Volo 93 in un campo erboso vicino a Shanksville, Pennsylvania, lasciando un buco fumante, una profonda fossa, qualcosa di 20 per 10 piedi di dimensioni, e poco altro.
 
 
  Postato da cdcnet il 12/06/2006 (4839 letture)
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  Africa Cinema: HOTEL RUANDA

di KEITH HARMAN SNOW [*]

Che cosa è accaduto in Ruanda nel 1994 ? L’opinione diffusa è che si sia verificato un genocidio calcolato a causa dell’animosità tribale profondamente presente tra la tribù a maggioranza hutu al potere e la minoranza tutsi. Secondo questa storia, almeno 500.000 e forse 1,2 milioni di tutsi – e alcuni hutu moderati – furono spietatamente eliminati in pochi mesi, la maggior parte uccisi col machete. Gli assassini in questa versione furono gli estremisti hutu delle Forze Armate Ruandesi, l’esercito hutu, appoggiato dalle famigerate e disumane milizie Interahamwe – “quelli che uccidono ininterrottamente”.
 
 
  Postato da cdcnet il 02/04/2006 (7141 letture)
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