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Interviste: Ritorno alla medicina: L'Associazione Ippocratica Italiana sostiene la cura invece del profitto
Postato il 11/10/2021 di cdcnet

Salute

Questi quasi due anni covidiani hanno visto l'emergere di un ministero della propaganda basato su "esperti certificati" che hanno dominato la scena dei media con un'abilità non comune. Si tratta spesso di medici e professionisti della medicina, quindi persone che dovrebbero avere più familiarità con le corsie degli ospedali, i bisogni di cura dei malati e i laboratori, quindi la loro improvvisa abilità nel gestire i media fa nascere il sospetto che i "medici" siano una squadra di spin doctor al servizio di programmi non sanitari.



Il lavoro di un fronte di propaganda così organizzato non è riuscito ad accecare tutti sui fatti. Le infermiere che vedono gli effetti nocivi del vaccino sui vaccinati, i vaccinati a cui è stato detto che erano protetti al 95% solo per imparare che non lo sono e che devono indossare maschere e fare richiami, e i medici veri che curano il Covid con HCQ e Ivermectina. Medici e scienziati importanti, come Luc Montagnier e Robert Malone, hanno contestato la narrazione propagandistica che sta arricchendo le aziende farmaceutiche, imponendo un controllo autoritario ai governi, e forse anche riducendo la popolazione mondiale.

Alcuni medici italiani si sono rifiutati di seguire le istruzioni del Ministero della Salute, rifiutando così il famigerato "Tachipirina e vigile attesa" e hanno invece visitato i pazienti (anche casa per casa) e curato gli infetti somministrando afrmaci vietati come HCQ e Ivermectina. Molte vite sono state salvate e, sebbene attaccati apertamente, questi medici non sono mai stati denunciati e portati in tribunale. L'ultima cosa che la narrativa ufficiale desidera è una prova dimostrata in un tribunale. Questo farebbe crollare l'intero castello di carte.

L'Associazione Ippocrate-IppocrateOrg, fondata dall'italiano Mauro Rango, ha salvato migliaia di vite umane curando invece di vaccinare. Robert Malone, sviluppatore della tecnologia mRNA usata nel vaccino, è stato intervistato dall'associazione sui rischi di un uso affrettato dei vaccini mRNA. https://rumble.com/vlhiw3-intervista-al-dr.-robert-malone-estratto.html

Ho intervistato Mauro Rango che ha descritto un approccio diverso e più umano rispetto all'isolamento, alle maschere e all'iniezione di una pericolosa sostanza sperimentale, le cui conseguenze sono sconosciute.

Ecco le risposte di Mauro Rango alle mie domande:

1) Puoi spiegarci come è nata l'associazione IppocrateOrg e perché vi siete dati questo nome?
R) Siamo nati come Movimento spontaneo. Tutto è iniziato in un giorno che ora sembra molto lontano e invece è passato solo poco più di un anno da quando, il 4 maggio 2020, disperato per quello che vedevo accadere nel mio paese d'origine, l'Italia, ho affidato un messaggio a WhatsApp. Un messaggio in una bottiglia, con la speranza che qualcuno lo raccogliesse. Vivo in una piccola isola della Repubblica di Mauritius dove mi sono sempre occupato del diritto alla salute, collaborando con il governo locale. Il Covid era appena comparso in Italia, ma qui nell'isola dove vivo è stato subito debellato con l'Idrossiclorochina e l'Azitromicina.

Ho seguito con stupore, rabbia e impotenza quello che succedeva in Italia dove decine di migliaia di persone morivano senza cure o con terapie sbagliate, persone lasciate sole nella malattia, senza assistenza medica e senza una terapia valida.

Avevo cercato in tutti i modi di contattare il Ministero della Salute in Italia, le forze politiche, chiunque fosse in grado di cambiare le cose ricevendo le giuste informazioni e sapendo che le cure c'erano. I miei tentativi erano vani, nessuno rispondeva mai. Così, in un ultimo atto disperato, ho scritto tutto questo su un messaggio WhatsApp e l'ho inviato a una quarantina di persone, i miei contatti, sperando che qualcuno lo leggesse. Non mi aspettavo nemmeno quello che è successo dopo. I messaggi di risposta sono arrivati, uno dopo l'altro, così come le e-mail e le telefonate. Sono arrivate in poche ore! Migliaia di persone mi hanno risposto, alcune curiose, alcune esitanti, altre felici di trovare un'apertura, una via d'uscita da un incubo. Questo messaggio che parlava di cure e di vita era diventato virale in un paese che parlava solo di morte.

Non mi aspettavo nemmeno che il mio messaggio, nato da un atto di disperazione, potesse arrivare a coinvolgere così tante persone. Da lì, scambi di messaggi, telefonate, tutti avevano la necessità di parlare, di trovare punti di vista comuni. Con alcune persone il rapporto si è andato stringendo, si sono messi a fuoco ideali comuni, esigenze comuni ed è emersa sempre più chiara l'idea di non lasciare tutto questo limitato a scambi di parole e opinioni ma di trasformarlo in qualcosa di strutturato, operativo, concreto. Qualcosa che avesse una sua identità e che raccogliesse al suo interno persone anche completamente diverse tra loro, ma con lo stesso scopo, restituire all'essere umano la sua centralità e il suo diritto naturale alla salute e al benessere invece di essere vittima di un protocollo dettato da poteri e interessi economici forti. Così, il Movimento con il suo sito web, https://ippocrateorg.org/en/, è diventato un'Associazione Internazionale e raccoglie al suo interno migliaia di persone in tutto il mondo.

La scelta del nome è stata naturale, scontata, era nei miei pensieri e sogni di ragazzo. IppocrateOrg incarna il concetto di etica medica, l'impegno per la vita, il rispetto dell'uomo e delle leggi naturali. "Primum non nocere" (latino per "primo, non nuocere") ne è la massima espressione.

2) È un'esperienza puramente italiana o esiste anche in altre parti del mondo?
R) L'Associazione IppocrateOrg è un movimento internazionale, ormai presente in vari paesi del mondo e in quasi tutti i continenti: Europa, Asia, Sud America e Centro Nord, Africa. Anche negli Emirati Arabi Uniti abbiamo una nostra rappresentanza. Il Covid Patient Assistance Service ha la sua massima espressione in Italia, ma è attivo con medici locali anche in altri paesi, soprattutto in Sud America e in India. Altrove sono i nostri stessi medici italiani ad aiutare i pazienti Covid, trovando talvolta collaborazione nei medici locali.

3) Avete sviluppato un protocollo anti-COVID alternativo a quello del Ministero della Salute. Ho capito bene?
R) Non direi questo. Direi piuttosto che il Ministero della Salute non ha sviluppato alcun protocollo. Per quanto riguarda le terapie domiciliari, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un'attesa vigile. Mai nella storia della medicina c'è stata una "vigile attesa" per l'insorgenza di una malattia con lo sviluppo di aspetti infiammatori e anche letali. Se la vigile attesa può avere un senso nei soggetti giovani che comunque non muoiono di Covid, non ha però senso nei soggetti a rischio perché gravati da altre patologie che sappiamo mettere a rischio la vita del paziente. In questo caso è necessario intervenire subito nella prima fase della malattia (fase di replicazione virale) con Ivermectina e Azitromicina e nella seconda fase della malattia (fase infiammatoria avanzata) con corticosteroidi ed enoxaparina. Usando i farmaci giusti, ai giusti dosaggi e secondo gli orari, si ottiene sempre il risultato di sconfiggere la patologia e un recupero del paziente in breve tempo. [ L'Ivermectina si sta diffondendo in tutto il mondo come trattamento Covid preferito: https://ippocrateorg.org/en/ ]

4) Visitate i pazienti COVID casa per casa?
R) No. Non visitiamo a domicilio ma in telemedicina.

5) Quanti sono i guariti tra i malati che si sono affidati a voi?
R) Su 60.000 pazienti trattati abbiamo subito 9 morti.

7) È normale che durante un'emergenza pandemica ci siano farmaci "proibiti" e autopsie sconsigliate?
R) Non è normale. È pura follia.

8) Qual è la vostra opinione sul "Green Pass"?
R) Crediamo che il Green Pass sia assolutamente inutile ai fini del contenimento dell'epidemia, soprattutto quando lo si riferisce a persone vaccinate, infatti questo vaccino non blocca l'infezione e il contagio e quindi non impedisce la diffusione del virus. I vaccinati sono portatori del virus, possono ammalarsi e far ammalare altri, vaccinati o no. Il lasciapassare verde genera una falsa illusione di immunità.

9) Un'ultima domanda: perché la maggior parte dei medici non si comporta come lei?
R) Dovremmo chiederlo a loro. Certamente, seguire le istruzioni del Ministero della Salute è più comodo e protegge dalle ritorsioni.

Costantino Ceoldo

https://www.paulcraigroberts.org/


 
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