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Vaccini: Danimarca: Covid non piu' una 'minaccia critica', cessano le restrizioni interne
Postato il 06/09/2021 di cdcnet

Europa

Il Regno di Danimarca abolirà tutte le restrizioni interne relative alla COVID entro il 10 settembre, poiché la COVID-19 non è più considerata samfundskritisk sygdom, una “malattia che rappresenta una minaccia critica per la società,” hanno annunciato venerdì i funzionari sanitari danesi. Secondo la legge danese sulle pandemie, questa definizione forniva al governo le basi legali per imporre ogni genere di restrizioni alla vita economica e pubblica.




Il Ministro della Salute danese, Magnus Heunicke, ha dichiarato che la decisione è stata resa possibile grazie all’alto tasso di vaccinazione del Paese e al “forte controllo dell’epidemia”:

“L’epidemia è sotto controllo, abbiamo tassi di vaccinazione record. Pertanto, il 10 settembre, potremo abbandonare alcune delle regole speciali che avevamo dovuto introdurre nella lotta contro la Covid-19. Il governo aveva promesso di non tenere in vigore le misure più a lungo di quanto fosse necessario e ora ci siamo.”

Heunicke ha aggiunto che, dal momento che l’infezione non è eradicata completamente, le autorità “agiranno rapidamente” se la minaccia dovesse riemergere.

Il ministro ha specificato che molte disposizioni della Legge sulle epidemie del Paese non saranno più applicabili alla vita quotidiana. Tra queste ci sono i cosiddetti “coronapass,” che erano in uso dall’aprile 2021 e servivano come prova del proprio stato di vaccinazione, test COVID negativo o anticorpi acquisiti a seguito di una precedente infezione. I pass erano richiesti ai cittadini per accedere a certe attività non essenziali, tra cui ristoranti, stadi, parrucchieri, saloni di bellezza, zoo, scuole guida e altri luoghi pubblici.

Il Copenhagen Post ha riferito che i “pass” non erano richiesti per entrare nelle biblioteche o per frequentare attività ricreative o educative già dal 14 luglio. Il Guardian ha notato che questo requisito era stato eliminato dal 1° agosto per alcuni luoghi, come i musei, e ora scomparirà per la maggior parte degli altri a partire dal 1° settembre. I “coronapass” saranno ancora necessari per entrare nelle discoteche e per assistere a grandi eventi, comprese le partite di calcio, fino al 10 settembre.

Il possesso di un pass per il coronavirus doveva scadere per tutti i luoghi pubblici il 1° ottobre, ma, grazie al piano di riapertura in atto, la decisione di venerdì ha anticipato di 20 giorni la fine delle restrizioni.

L’altra restrizione che verrà eliminata è il divieto di riunione. Dall’inizio della pandemia, la Danimarca aveva mantenuto regole severe, che permettevano a non più di 10 persone di riunirsi contemporaneamente in un unico posto. La normativa era stata gradualmente allentata in giugno, agosto e settembre 2020, permettendo assembramenti di 100, 200 e poi 500 persone. I limiti alle riunioni non si erano mai applicati alle residenze private.

Infine, i Danesi potranno rinunciare alle mascherine, se lo desiderano. L’ordinanza sulle mascherine era stata parzialmente revocata nel giugno 2021 e i media avevano parlato di uno stato d’animo “di festa” tra la popolazione: “Il giorno è finalmente arrivato: possiamo tutti andare a fare shopping senza mascherina… I proprietari dei negozi e il personale sono pronti a festeggiare perché, per la prima volta in oltre sei mesi, potranno vedere in volto i loro clienti.”

L’uso della mascherina continuerà ad essere obbligatorio sui mezzi pubblici, ma solo per chi rimane in piedi.

Il cambiamento nella classificazione della COVID-19 non influenzerà, tuttavia, le regole sui viaggi in Danimarca, che sono regolate da un accordo interpartitico separato che scadrà in ottobre, secondo il Ministero della Salute. Secondo le attuali regole di viaggio, sia gli Americani vaccinati che quelli non vaccinati possono visitare la Danimarca per qualsiasi scopo. Per essere ammessi nel Paese, i turisti non vaccinati devono presentare un test PCR negativo fatto nelle 72 ore precedenti o un test rapido/antigene negativo eseguito nelle 48 ore precedenti.

Anche se la Danimarca afferma che più del 70% dei suoi 5,8 milioni di cittadini sono completamente vaccinati, alcuni scienziati ritengono che la corsa a vaccinare il maggior numero di persone possibile non sia necessaria per controllare l’infezione. Tra questi c’è Viggo Andreasen, Professore Associato al Dipartimento di Scienze e Ambiente dell’Università di Roskilde, secondo cui, piuttosto che lottare per vaccinare gli ultimi irriducibili non vaccinati, ora ha senso permettere al virus di diffondersi e lasciare che i non vaccinati diventino immuni attraverso l’infezione. Andreasen ha stimato che, se verranno eliminate tutte le restrizioni, le coorti che rifiutano il vaccino o che non hanno diritto a riceverlo a causa della loro giovane età, acquisterebbero l’immunità naturale entro sei mesi.

I media locali spiegano anche che la situazione politica in Danimarca ha avuto un ruolo significativo nella revoca delle restrizioni COVID. Sembra che il governo abbia subito pressioni sia dall’opposizione di destra che da diversi partiti di sinistra che lo sostengono, e tutti avrebbero chiesto di rivedere la classificazione della COVID come “malattia che rappresenta una minaccia critica per la società.” Oltre alla stanchezza pubblica per le restrizioni, la COVID non è stata oggettivamente una “minaccia critica” per le funzioni della società nel suo complesso per un periodo abbastanza lungo. Per esempio, non è stata affatto impegnativa per il sistema sanitario danese.

Gli organi di stampa osservano anche che “la Danimarca sembra essere quasi sola [in Europa] in questo [allentamento delle restrizioni].” Affermano che la Germania ha appena esteso la sua legge sull’emergenza pandemica. La Francia, allo stesso modo, ha ancora il suo stato di emergenza in atto, così come l’Italia. Tutti questi Paesi rifiutano di togliere la maggior parte delle restrizioni, anzi, ne emanano altre, sostenendo che le persone che rifiutano i vaccini sperimentali sono da biasimare perchè farebbero incrementare i casi di infezione e, in autunno, potrebbero rappresentare una potenziale minaccia per il sistema sanitario.

L’emittente locale TV2 aggiunge che però esiste una clausola scritta in piccolo. In Danimarca, la COVID è ancora classificata come malattia “pericolosa per la salute pubblica” e “malattia infettiva,” cosa che garantisce al governo ampi poteri per testare le persone e condividere i dati sanitari personali tra le varie agenzie, così come imporre la chiusura di scuole e altre istituzioni in caso di focolai, effettuare la ricerca di contatti, ecc.

Veronika Kyrylenko

Fonte: https://thenewamerican.com
Link: https://thenewamerican.com/
30.08.2021
Tradotto da NICKAL88 per comedonchisciotte.org


 
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