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LA FARSA ISRAELIANA
Postato il 15/07/2021 di cdcnet

Palestina

Il governo israeliano da poco insediatosi, la Coalizione per il cambiamento, il sogno proibito dei liberali israeliani e americani, approvato e benedetto da Biden dopo quindici anni di tirannia di Bibi Netanyahu e quattro turni elettorali negli ultimi due anni, è sopravvissuto a stento ad un voto di fiducia ad altissima tensione: 59 a 59.




Era arrivato al potere con la risicatissima “maggioranza” di 60,5 a 59,5 in un Parlamento di 120 membri. La deliziosa storia della sua quasi caduta permette di comprendere il funzionamento interno dello Stato Ebraico, questo perché i suoi rappresentanti stavano combattendo sul diritto dei loro cittadini Gentili (e prigionieri) di sposarsi e convivere in un normale rapporto coniugale. Praticamente, tutti i parlamentari ebrei erano contrari a concedere questo diritto, ma avevano discusso furibondamente se le attuali limitazioni fossero sufficienti o dovessero essere rese ancora più stringenti.

Di cosa si tratta? Anton, un giovane di Nazareth ha incontrato una ragazza, Sophia, della vicina Jenin; si sono innamorati e si sono sposati. Sono entrambi Palestinesi; Nazareth e Jenin sono città della Palestina; ma i due non possono convivere perché Nazareth era stata conquistata dagli Ebrei nel 1948 e Jenin nel 1967. Sembra assurdo, ma questa è la realtà israeliana.

Israele oggi è probabilmente il Paese più razzista del mondo. I paragoni con l’apartheid sudafricana o con Jim Crow non lo sfiorano neanche. Il razzismo israeliano non è nemmeno un lontano parente di quello che potreste chiamare ‘razzismo’ nel vostro Paese. Un americano ‘razzista’ ha a cuore i nomi e le tradizioni dei suoi antenati o rifiuta l’azione affermativa che lo discrimina. Un Ebreo israeliano non razzista vuole mantenere basso il numero dei Goyim e si arrabbierebbe se venisse chiamato ‘razzista,’ perché ci sono altri razzisti israeliani che chiedono l’espulsione totale dei non Ebrei.

Secondo la legge israeliana, se un cittadino israeliano sposa una Palestinese, la giovane coppia non può convivere. Nel nostro esempio, Anton è un cittadino israeliano e ha una carta d’identità blu; Sophia non ha la cittadinanza, pur essendo nata in Israele, e ha una carta d’identità arancione. Non possono vivere insieme in Israele, perché una donna palestinese non può entrare in Israele-48 anche se è la moglie, legalmente sposata, di un cittadino israeliano. Non possono nemmeno vivere insieme nei territori occupati di Israele-67, perché Israele non permette ai suoi cittadini di risiedere nei territori occupati, a meno che non vivano in un insediamento segregato razzialmente, e i Palestinesi non sono ammessi in tali insediamenti. Migliaia di questi matrimoni impossibili, per lo più tra cittadini palestinesi di Israele e Palestinesi non cittadini di Israele, hanno avuto luogo nonostante il divieto. Queste coppie sposate infrangono la legge ogni giorno della loro vita, vivendo illegalmente, senza assistenza sanitaria e senza il diritto di lavorare o viaggiare insieme. Vengono spesso fermati dalla polizia e, di solito, passano qualche mese in prigione. Per anni hanno chiesto il diritto al “ricongiungimento familiare,” il permesso del governo di convivere legalmente e in modo permanente, ma non sono nemmeno autorizzati a farne richiesta.

I più anziani forse ricordano come gli Ebrei sovietici chiedessero di potersi riunire con la loro amata zia a Tel Aviv, e come i malvagi bolscevichi lo avessero impedito. Forse ricordano i premi Nobel e gli umanisti di tutto il mondo che chiedevano al Cremlino di permettere il ricongiungimento famigliare. Forse, se siete abbastanza vecchi, avevate persino marciato davanti ad un consolato sovietico gridando Let My People Go!  Beh, come si possono paragonare le due cose? Questo è totalmente diverso! Allora era per il bene degli Ebrei, ora è per il bene dei Gentili, e non è la stessa cosa.

La legge che proibisce il ricongiungimento delle famiglie palestinesi è così rivoltante per la sensibilità moderna che Israele ha escogitato un modo intelligente per oscurarla. La definiscono “temporanea” e la rinnovano una volta all’anno (e lo fanno dal 2003) per potersi sfregare le mani e dire: oh, è solo una misura temporanea. Altri regolamenti, perversi e razzisti come le leggi di emergenza, vengono rinnovati annualmente allo stesso modo.

E ora non hanno rinnovato la legge, che è decaduta. Non perché avevano ritenuto che questa ingiusta legge razzista dovesse essere cancellata dai loro annali.

Assolutamente no! Il nuovo Primo Ministro, Naftali Bennett, è un razzista così disperato che il KKK lo bandirebbe come estremista e i Proud Boys lo chiamerebbero un nazista di Hollywood. Odia i Goyim con tutto il cuore, come fanno tutti i buoni discepoli Lubavitcher; si è vantato di aver ucciso molti Arabi nella sua vita; era arrabbiato con Bibi Netanyahu perché, per i suoi gusti, Bibi non aveva ammazato abbastanza Arabi a Gaza. Nonostante un tale background, Bennett è stato bollato come “traditore” dal campo nazionalista, perché è arrivato al potere alleandosi con i resti della un tempo potente Sinistra (Labour e Meretz) e con un piccolo partito islamista arabo. Ora sente di dover dimostrare le sue credenziali razziste, altrimenti alle prossime elezioni il suo partito Yamina (“Verso Destra”) verrebbe decimato dai suoi elettori nazionalisti. Il voto sull’estensione della legge di ricongiungimento gli ha dato questa opportunità. Voleva estendere la legge, ma, nel suo zelo, ha esagerato.

Ha valutato correttamente che l’ala sinistra della sua ingombrante Coalizione per il cambiamento, Meretz, avrebbe votato contro l’estensione, e così ha trasformato il voto per l’estensione in un voto di fiducia, aspettandosi che questa tattica avrebbe vanificato ogni resistenza. Con questa decisione “intelligente” si è sparato in un piede, perché l’intera opposizione si è mobilitata contro il rinnovo. Inoltre, due Palestinesi del partito islamista si sono astenuti e un deputato del suo stesso schieramento non ha rispettato la linea del partito.

Con un risultato di 59 a 59, il governo è sopravvissuto a malapena al voto di sfiducia e l’estensione della legge anti-ricongiungimento non è passata. E questo significa che 15.000 coppie palestinesi potranno ora fare domanda di ricongiungimento. Ed è fantastico, perché impedire alle coppie di riunirsi è un omicidio, simile al genocidio, come dice giustamente il Talmud. Ora tutti in Israele si guardano, confusi.

*Il Primo Ministro razzista Bennett ha aiutato i Palestinesi a ricongiungersi, anche se ha messo in gioco il suo stesso governo per impedirlo.

*La Sinistra israeliana – Meretz e Labour – ha votato per la legge razzista, dimostrando di essere interessata solo ai diritti degli Ebrei LGBT. Il loro argomento preferito, il diritto dei gay ebrei ad usare madri surrogate per fornire loro dei figli, era molto più importante dei più elementari diritti dei non Ebrei.

*I Palestinesi islamisti hanno votato in favore della legge razzista perché non volevano far cadere il governo. Sono ansiosi di entrare in qualsiasi governo, con Netanyahu, con Bennett o con il diavolo in persona, perché pensano che questo sia l’unico modo per salvare i Palestinesi dal perdere altre case a causa delle demolizioni israeliane. Sono stati forzati a sostenere questa legge razzista.

*Il Likud, il partito di Netanyahu, razzista come tutti, ha votato contro la legge razzista e contro le proprie convinzioni, perché voleva approfittare del voto di sfiducia e cacciare Bennett.

*Il Partito Sionista Religioso di estrema destra e nazionalista guidato da Smotrich ha silurato le possibilità di Netanyahu di formare un governo, perché non voleva sedersi al governo accanto agli Islamisti. Hanno votato contro il disegno di legge razzista perché vogliono disarcionare Bennett e, inoltre, ritengono che il disegno di legge non sia sufficiente: vorrebbero una legge che impedisca permanentemente agli Arabi di ottenere la cittadinanza israeliana. Hanno dimostrato che i razzisti sono troppo stupidi per la politica: nessun governo può essere formato senza che il piccolo partito islamico faccia pendere la bilancia a suo favore. Netanyahu e Bennett l’hanno capito entrambi, ma i seguaci di Smotrich sono troppo testardi per una cosa del genere.

*Solo i comunisti hanno votato secondo coscienza contro la legge razzista. Insomma, quasi tutti i partiti (tranne i comunisti) si sono dati un calcio nelle balle, e anche forte!

Speriamo almeno che queste coppie sofferenti possano ricongiungersi. “Domani avremo quindicimila domande di cittadinanza,” si lamentava la signora Ayelet Shaked, Ministro dell’Interno e membro del partito di Naftali Bennett. Ahimè, è probabile che la signora blocchi queste domande o le lasci languire per anni. Perché l’idea stessa della legge, tenere gli Ebrei dentro e i Palestinesi fuori, è ancora l’unica cosa su cui tutti i partiti ebraici d’Israele, di destra o di sinistra, sono d’accordo. Poco prima del voto finale, il Ministro degli Esteri e Primo Ministro alternativo, Yair Lapid, aveva twittato:

Non c’è bisogno di nascondersi dallo scopo della legge. È uno degli strumenti destinati ad assicurare una maggioranza ebraica in Israele. Israele è lo stato-nazione del popolo ebraico, e il nostro obiettivo è che abbia una maggioranza ebraica.

Gli Americani e gli Europei non possono nutrire questi sentimenti. Quando il primo ministro italiano aveva cercato di fermare la massiccia immigrazione illegale di Africani, era stato chiamato ‘nazista’, denunciato per ‘sequestro di persona’ (in realtà, per aver fermato i clandestini) e aveva perso l’incarico. Negli Stati Uniti, gli Americani sono obbligati ad accogliere i clandestini. Gli Ebrei sono in prima linea nella lotta per i trasferimenti di popolazione in Europa e negli Stati Uniti, mentre i loro correligionari in Israele vanno nella direzione opposta.

Un processo simile sta avvenendo ora in Polonia, dove il governo sta cercando di imporre una prescrizione di 30 anni per le rivendicazioni di proprietà. Yair Lapid ha chiesto che i Polacchi si astengano da un tale passo finché l’ultima casa non sia stata restituita agli Ebrei. Evidentemente i Polacchi non hanno diritto alla stessa considerazione che Lapid concede agli Ebrei in Israele. Prima della Seconda Guerra Mondiale, gli Ebrei possedevano un’enorme quantità di beni immobili in Polonia.

Alcune delle proprietà erano andate distrutte durante la guerra, altre erano state nazionalizzate dal governo comunista del dopoguerra. Ora, Israele e gli Stati Uniti chiedono che la Polonia restituisca tutte le proprietà ebraiche agli eredi dei precedenti proprietari o, in loro assenza, che siano consegnate alla “Comunità ebraica.” Israele e gli Stati Uniti sono arrabbiati per questa legge polacca dei 30 anni di prescrizione. I diritti degli Ebrei devono essere preservati per sempre. Ma se la casa di un Palestinese era stata requisita dagli Ebrei dopo il 1948, quella casa è diventata ebrea per sempre. Non c’è modo di restituirla al precedente proprietario Gentile. Questa è la legge dello Stato Ebraico e agli Stati Uniti va benissimo. Le leggi per Ebrei e Gentili sono completamente diverse, anche all’interno del grande Impero Americano.

Questa differenza si sente anche in Bielorussia, lo Stato che ha subito le maggiori perdite nella Seconda Guerra Mondiale. Il 25% della sua popolazione era morto durante quella guerra. Mentre gli Ebrei hanno ricevuto miliardi in riparazioni dalla Germania, la Bielorussia ha ricevuto solo sanzioni. Queste sanzioni continuano a soffocare questo piccolo (10 milioni di abitanti) Stato nordeuropeo. L’Occidente ha vietato i voli da e per la Bielorussia; le sue esportazioni e importazioni sono bloccate nel tentativo di far crollare la sua economia e comprare a basso costo le sue industrie e le sue risorse. Parlando alla festa nazionale, Lukashenko ha detto, riferendosi alle azioni della Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, che c’è stato un “olocausto del popolo bielorusso”. Ma chi conta i Gentili? “Non volevamo offendere nessuno e così siamo venuti a farci insultare; mentre gli Ebrei sono riusciti a mettere in ginocchio il mondo intero davanti a loro e nessuno oserà alzare la voce e negare il loro olocausto.” È difficile poter ribattere al Presidente Lukashenko, mentre, allo stesso tempo, il Presidente americano Biden si inginocchia davanti al suo pari grado israeliano.

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com
10.07.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


 
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