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GENERALE USA: MOSCA 'MINACCIA ESISTENZIALE'
Postato il 10/03/2021 di cdcnet

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Generale americano definisce Mosca una “minaccia esistenziale” e sostiene che Russia e Cina intraprendono “attività nefaste”.




In questo primo mese di attività l’amministrazione Biden ha adottato, nei confronti della Russia un approccio “Dr Jeckill e Mr Hide”. Se da un lato ha rinnovato un trattato chiave che limita la consistenza arsenali strategici di Stati Uniti e Russia, contemporaneamente, ha accusato Mosca di “sabotare” l’America e di “indebolire” il progetto Europeo e l’alleanza NATO.

Il periodo storico che stiamo vivendo rappresenta un momento di competizione serrata per il potere e sia la Russia che la Cina stanno rappresentando una seria minaccia per gli interessi e la sicurezza americani, ha dichiarato il Generale Tod Wolters, capo del Comando Europeo degli Stati Uniti, nel suo intervento di mercoledì scorso al Symposium della Air Force Association’s Aerospace Warfare, aggiungendo che “La Russia rappresenta una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti e per i nostri alleati europei”.

Attività ostili

Accusando Mosca di intraprendere, su tutto il pianeta, attività “destabilizzanti e ostili a livello planetario” Wolters ha affermato che la Russia sta tentando di mantenere la sua sfera di influenza di matrice sovietica per “forzare” i paesi confinanti e, in senso più ampio, utilizza strumenti “non convenzionali” per intimidire, indebolire e dividere gli alleati e i partner degli Stati Uniti.

Secondo Wolters la Russia e la Cina rappresentano inoltre una seria minaccia per gli alleati occidentali anche sul fronte dell’Artico. “La Russia [è] una nazione Artica e la Cina, essendosi auto proclamata potenza vicina all’Artico, continua a militarizzare la regione e a cercare appoggi economici per incrementare la sua influenza” ha detto ancora.

I movimenti di Russia e Cina, secondo Wolters “dimostrano quanto sia fondamentale” che della collaborazione dell’EUCOM con i partner e gli alleati “mantenere un deterrente credibile sul territorio Artico e assicurare che le vie marittime strategiche rimangano aperte mettendo in sicurezza il tratto oceanico tra la Groenlandia, l’Islanda e il Regno Unito”.

Il mese scorso il segretario uscente della Marina Kenneth Braithwaite ha annunciato un piano degli Stati Uniti per il pattugliamento del Mar Cinese Meridionale all’interno delle zone marittime artiche russe, al fine di contenere le pretese di Mosca sulla regione, promettendo inoltre, di rafforzare la presenza della marina statunitense nel Nord. Il segretario ha sottolineato in particolare la necessità competere con la Russia nel suo piano per la via verso il mare del Nord che sarà, in futuro, un’arteria fondamentale per i trasporti marittimi mercantili tra l’Europa e l’Asia.

Mosca non ha mai fatto mistero della sua volontà di impiegare vaste risorse economiche e militari per rafforzare la sua presenza nell’Artico e dei suoi progetti di rendere la regione un punto focale per la crescita economica, sia esplorando le risorse naturali ancora da scoprire che sfruttando la suddetta rotta commerciale.

Peraltro, le pretese della Russia sull’Artico sono conformi ai trattati internazionali sulle frontiere e sulle piattaforme continentali e alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del mare del 1982, un trattato che gli Stati Uniti non hanno mai sottoscritto.

Map of the Arctic region showing the Northeast Passage, the Northern Sea Route and Northwest Passage

La battaglia per “il suolo” spaziale

Nel suo discorso Walters ha anche sottolineato come Russia e Cina rappresentino minacce potenziali per la supremazia degli Stati Uniti in ambito spaziale

Sono convinto che abbiamo il più imponente esercito della storia dell’umanità ma, se vogliamo essere davvero esaustivi, non c’è modo di migliorare le indicazioni e gli avvertimenti, il comando e il controllo, il comando della missione se non miglioriamo la nostra capacità di operare da, con e attraverso lo spazio” ha detto.

“Per certo, negli Stati Uniti ci rendiamo conto che questo è il punto fondamentale, e vediamo che anche la Russia, la Cina e gli altri paesi se ne rendono conto; stiamo notando alcune attività sospette nello spazio che non ci piacciono affatto” ha aggiunto il Generale senza specificare altro.

Wolters ha suggerito che poiché le costellazioni di satelliti degli Stati Uniti e della NATO sono di supporto alle operazioni sulla Terra è giusto che “utilizzino anche il territorio nello spazio”. Per fare questo è essenziale che “ordine rigido e disciplina” siano principi chiave anche nelle altre nazioni.

Il Generale ha mancato di precisare se il principio di “ordine rigido e disciplina” verrà applicato anche qualora gli Stati Uniti o la NATO utilizzassero le loro risorse spaziali per intraprendere una guerra di aggressione contro un’altra nazione.

Siamo in un’epoca di competizione per il potere globale, vincere questa competizione significa garantire che la sfida per il potere globale non si trasformi in una guerra globale per il potere”.

Russia e Cina hanno espresso una vibrante opposizione ai progetti statunitensi per il dispiegamento di armi offensive nello spazio e, congiuntamente, hanno proposto un trattato per la prevenzione del dispiegamento di armi nello spazio esterno.

Mercoledì il Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov nel suo intervento alla Conferenza per il disarmo tenutasi a Ginevra ha detto che “c’è ancora una possibilità per mettere a punto delle misure condivise e vincolanti volte ad evitare un confronto militare nello spazio”.

Non più tardi dello scorso anno Washington accusava Mosca di testare armi anti satellite e di usare satelliti “ispettori” per verificare la possibilità di spiare i satelliti americani. Le fonti ufficiali americane si sono guardate bene dal rivelare il segreto del ‘Geosynchronous Space Situational Awareness Program’, che è stato utilizzato per avvicinare e spiare i satelliti civili e militari di Russia, Cina, Pakistan e Nigeria.

L’approccio “Dr. Jekyll e Mr Hide”di Biden verso la Russia

Nel suo primo mese dall’insediamento l’amministrazione Biden ha avuto verso la Russia un duplice approccio: da un lato Washington si è dimostrata pronta e disponibile al rinnovo del nuovo trattato strategico per la riduzione degli armamenti (il nuovo START) l’ultimo e più importante accordo sulle armi nucleari; dall’altro il Presidente Joe Biden ha continuato la politica del suo predecessore parlando della possibile “minaccia” russa.

La scorsa settimana Biden nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha detto che il Presidente Vladimir Putin “cerca di minacciare i progetti europei e l’alleanza con la NATO” e ha accusato Mosca di “minare la nostra determinazione e l’unità transatlantica”.

Contemporaneamente a questi interventi, Washington ha intensificato la pressione sull’alleato tedesco affinché abbandoni il progetto Nord Stream 2, un’infrastruttura strategica che fornirebbe all’Europa un incremento di decine di miliardi di metri cubi di gas all’anno e assicurerebbe a Berlino la sicurezza in campo energetico. Le minacce americane includono una continua revisione delle “attività sanzionabili” delle aziende che sono coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2. Fonti ufficiali tedesche hanno ripetutamente espresso la loro contrarietà a questa pressione sanzionatoria unilaterale.

https://sptnkne.ws/FzQs

 

Traduzione di Ilaria Pagliarini per ComeDonChisciotte


 
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