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Yemen - Gli USA danno il consenso al genocidio
Postato il 13/06/2018 di cdcnet

Medio Oriente

Domani inizierà il genocidio nello Yemen. Otto milioni sono già allo stremo. Su ventisei milioni di Yemeniti, diciotto vivono nell’entroterra montuoso (in verde) che è sotto il controllo degli Houthi e dei loro alleati. Sono circondati dalle truppe e dai mercenari dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. C’è pochissima agricoltura. L’unica linea di rifornimento dal mondo esterno verrà interrotta fra poco. La gente morirà di fame.



Anche prima della guerra, lo Yemen importava il 90% dei suoi alimenti di base. Tre anni di bombardamenti EAU/sauditi hanno distrutto le infrastrutture locali e la produzione. La guerra in corso ha già determinato una situazione di grave carestia e l’insorgenza di una grande epidemia di colera. La costa yemenita è tenuta sotto embargo dalle forze navali di Arabia Saudita e Stati Uniti. Gli unici rifornimenti che riescono a passare sono quelli dell’ONU e i trasporti mercantili che utilizzano il porto sul Mar Rosso di Hodeidah (Al Hudaydah sulla mappa).

Gli Emirati Arabi Uniti stanno guidando mercenari locali e bande di Islamisti contro gli Houthi e i loro alleati. Negli ultimi mesi, queste forze sono avanzate da sud lungo la costa fino ad Hodeidah. I combattimenti sono accaniti:

Feroci combattimenti nello Yemen fra truppe filo-governative e ribelli sciiti hanno causato più di 600 morti fra le due parti, hanno detto lunedi i responsabili della sicurezza.

Domani, quando i media saranno tutti occupati dai servizi fotografici del summit Kim-Trump, le forze degli Emirati Arabi Uniti lanceranno il loro attacco alla città.

Le Nazioni Unite, che curano la distribuzione degli aiuti umanitari da Hodeidah, hanno cercato di fare da intermediari fra le due parti:

L’inviato speciale delle Nazioni Uniti in Yemen, Martin Griffiths, si è recato, durante il weekend nella capitale degli EAU, nel tentativo di scongiurare un attacco. In molti dicono che il sig. Griffiths, abbia raggiunto con i ribelli Houthi che controllano Hodeidah un accordo che consenta alle Nazioni Unite la gestione comunitaria delle infrastrutture portuali. Ma chi ha avuto modo di assistere ai colloqui ha detto di dubitare che gli EAU possano accettare l’offerta o dilazionare l’attacco in programma.

Gli addetti ai lavori avevano ragione. Le Nazioni Unite stanno evacuando ora il loro personale:

Lunedi le Nazioni Unite hanno ritirato il proprio personale dalla città portuale yemenita sotto assedio di Al Hudaydah dopo che ai paesi membri era stato comunicato che, secondo due diplomatici informati dei fatti, era imminente un attacco da parte delle truppe agli ordini degli Emirati Arabi Uniti.
….
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha evacuato, durante il weekend, il proprio personale dalla città.
….
Fonti diplomatiche della regione sono dell’opinione che solo ulteriori pressioni da parte di Washington riusciranno a fermare l’attacco previsto.

Gli Stati Uniti, tramite il Segretario di Stato Pompeo, hanno appena dato il via libera agli EAU per sferrare il loro attacco:

Gli Stati Uniti seguono con attenzione gli sviluppi a Hudadaydah, Yemen. Ho parlato con i leaders degli Emirati e ho ribadito la nostra intenzione di occuparci delle loro problematiche relative alla sicurezza, garantendo contemporaneamente il libero transito degli aiuti umanitari e delle importazioni di beni essenziali. Ci aspettiamo che tutte le parti onorino il loro impegno di collaborare, per quanto riguarda questo aspetto, con l’Ufficio delle Nazioni Unite dell’inviato speciale del Segretario Generale per lo Yemen, sostengano un processo politico per risolvere questo conflitto, assicurino alla popolazione yemenita l’accesso agli aiuti umanitari e pianifichino un futuro politico stabile per lo Yemen.

Nè gli Emirati, nĂ© i Sauditi hanno alcun interesse a lasciar passare gli aiuti umanitari. Sono assolutamente spietati. Questa mattina presto hanno bombardato un centro per il trattamento del colera gestito da Medici Senza Frontiere:

MSF Yemen @msf_yemen – 10:29 UTC – 11 Jun 2018
“L’attacco di questa mattina al centro per il trattamento del colera di MSF di Abs da parte dei Sauditi è assolutamente irrispettoso nei confronti delle strutture sanitarie e dei pazienti. Che sia stato intenzionale o dovuto a negligenza, è comunque totalmente inaccettabile.”

La settimana scorsa i Sauditi avevano bombardato di proposito le strutture del Norwegian Refugee Council di Sanaa:

La NRC ha fornito a tutte le maggiori parti in lotta, compresa la coalizione saudita, i dettagli e le coordinate delle nostre, attività allo scopo di garantire la sicurezza dei nostri operatori.

Hodeidah, con 600.000 abitanti regolari e centinaia di migliaia di rifugiati, sarà difficile da conquistare. Per tutta la durata dei combattimenti non arriveranno rifornimenti per via portuale. Se le forze degli Emirati riuscissero a conquistare il porto è improbabile che permettano il transito di aiuti umanitari attraverso le zone controllate dagli Houthi. Ci sarà una enorme carestia, moriranno a centinaia di migliaia, se non a milioni.

Sarebbe facile per l’amministrazione Trump fermare gli attacchi degli Emirati Arabi Uniti. Le forze speciali americane sono sul campo nello Yemen e operano a stretto contatto con le truppe degli EAU. Aereoplani americani riforniscono i bombardieri sauditi e degli Emirati. L’intelligence americana si occupa della valutazione dei bersagli. Gli Stati Uniti forniscono le bombe. Senza il rifornimento aereo garantito dagli Stati Uniti non ci sarebbe il supporto aereo per le truppe degli Emirati che operano sul terreno. Non sarebbero in grado di lanciare i loro attacchi.

Fin dall’inizio, l’amministrazione Trump è stata molto legata (articolo lungo) agli Israeliani ed ai sovrani degli Emirati e dell’Arabia Saudita. Il loro scopo comune è quello di contrapporsi all’Iran. Ma l’Iran, nello Yemen, è scarsamente coinvolto:

Le affermazioni dell’influenza iraniana sugli Houthi sono state gonfiate. Anche se gli Houthi hanno un certo sostegno da parte dell’Iran, è sopratutto di tipo politico, con pochissima assistenza finanziaria o militare. Però, fin dalla presa di Sanaa da parte degli Houthi, questa formazione è stata sempre più rappresentata come “sciita” o “sostenuta dall’Iran,” insinuando spesso l’esistenza di un rapporto di tipo settario con la Repubblica Islamica. Prima delle sollevazioni del 2011, il termine “sciita” non veniva affatto utilizzato nello Yemen per indicare gruppi o singoli individui yemeniti. Gli Houthi non seguono lo Sciismo tradizionale dei Duodecimani, predominante in Iran, ma quello degli Zayditi che, in pratica, è più vicino all’Islam Sunnita, e non hanno mai solidarizzato con le altre comunità sciite.

I Sauditi considerano lo Zaydismo un ostacolo alla loro influenza nello Yemen. Quello che vogliono è controllare il governo yemenita. Gli Emirati vogliono il controllo del porto di Aden e dei terminali di carico yemeniti di gas e greggio. L’amministrazione Obama aveva sostenuto il massacro saudita nello Yemen per garantirsi il consenso dei Sauditi all’accordo con l’Iran sul nucleare. L’amministrazione Trump sostiene la guerra dei Sauditi e degli Emirati per mancanza di conoscenza. Si è fatta abbagliare dal mito dell’Iran. E vuole anche vendere più armi.

Milioni di bambini e di adulti ne pagheranno il conto con le loro vite.

 

Fonte: www.moonofalabama.org

Link: http://www.moonofalabama.org/2018/06/us-grants-approval-for-genocide-in-yemen.html#more

11.06.2018

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


 
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