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  Prossima Fase Per Le Tensioni In Iran - Abbassare I Prezzi Del Petrolio
Postato il 10/06/2018 di cdcnet
 
 
  Iran

Il presidente Trump si fa avanti con il suo piano d’attacco all’Iran. Adesso sta optando per un’azione a lungo termine in modo da provocare la massima tenzione. La notizia che Trump abbia di nascosto chiesto all’Arabia Saudita di alzare la produzione di petrolio a un milione di barili al giorno ne È la prova.



Dalle analisi di Oilprice.com:

“L’Arabia Saudita e alcuni dei suoi alleati Arabi più vicini nel Golfo, assieme al leader delle nazioni non-OPEC facenti parte dell’accordo di produzione-Russia- sono gli unici fornitori che hanno la possibilità di aumentare la produzione. Quindi in caso di un aumento di produzione da parte dell’OPEC e alleati, i prezzi potenzialmente bassi danneggerebbero gli altri membri dell’OPEC che non hanno la possibilità di aumentare la produzione.”

Lo scopo è di iniziare ad abbassare i prezzi del petrolio dopo che gli Stati Uniti hanno prosciugato le finanze della Turchia e aiutato l’Arabia Saudita a migliorare la sua posizione fiscale per il resto dell’anno con prezzi del petrolio più alti.

La Turchia È una netta importatrice di energia e 75 dollari a barile costituiscono un enorme consumo delle sue finanze in un periodo dove la sua valuta e i suoi titoli azionari stanno subendo gravi pressioni da un sempre più forte dollaro. Non pensate nemmeno per un secondo che la caduta della lira Turca non sia stata aiutata nella sua caduta. Questo è un classico attacco congiunto a un paese che non gioca secondo le regole degli Stati Uniti.

Ma, adesso che l’economia degli Stati Uniti è minacciata dagli alti costi energetici, Trump sta cercando di migliorare questa situazione mettendo a dura prova le finanze dell’Iran grazie alla doppia sfortuna di non solo perdere la produzione di più di un milione di barili al giorno, ma anche di perdere il guadagno di 20-25 dollari a barile.

E naturalmente la mancanza di petrolio sta accrescendo perchè è ciò che accade quando ai mercati viene detto in che direzione va la politica. I Sauditi, che non hanno mai perso un’opportunità per sfruttare i loro clienti, hanno appena aumentato la loro offerta al prezzo più alto che abbiano mai raggiunto negli ultimi quattro ani.

“La compagnia statale Saudi Arabian Oil co. ha aumentato il suo prezzo di vendita ufficiale per il greggio Arab Light per la distribuzione di Luglio in Asia da 20 centesimi a 2.10 dollari per barile in più rispetto al bilancio del Medio Oriente, ha detto Martedì la compagnia in una dichiarazione via E-Mail. Il terzo, consecutivo aumento della compagnia è il più alto da Luglio del 2014. Il fornitore, conosciuto come Saudi Aramco, ha aumentato le agevolazioni anche meno dei 34 centesimi previsti da sei azionisti di un indagine di Bloomberg.”

Secondo Bloomberg, questo ci fa capire che i Sauditi sono molto confidenti nella richiesta del loro greggio nei mercati Asiatici. Questa è sicuramente la prova della loro certezza di un significante calo delle produzioni Iraniane in due mesi, a causa delle sanzioni stabilite dagli Stati Uniti dopo che il presidente Trump si è tirato fuori dall’accordo nucleare.

L’Iran ha degli Alleati

Ma, come ho già detto in passato, le perdite del 2012 quando l’Iran era stato sanzionato dai mercati equivalevano a 800,000 barili al giorno, da 3.8 miliardi a solo 3 milioni.

E oggi le cose sono completamente diverse. Perchè la Cina ha positivamente avviato un futuro contratto petrolifero denominato “Petroyuan”, con il quale l’Iran vende felicemente il suo petrolio. Questo assicurerà un flusso costante di petrolio Iraniano ai suoi clienti per questo autunno.

Quindi, mentre il Giappone e la Corea del Sud potrebbero desistere dal comprare, la Cina può, e sicuramente lo farà, aumentare il suo acquisto, compensando le perdite. Oltretutto, l’India, che ha resistito agli Stati Uniti nel 2012 utilizzando il baratto per pagare il petrolio Iraniano, ha gi‡ annunciato le sue intenzioni di continuare a comprare nonostante le sanzioni.

L’Iran è troppo importante per la futura integrazione dell’India nella crescita dell’Asia Centrale, poichè essendo fusa con il Pakistan non può diventare parte integrante dell’iniziativa Cinese One Belt, One Road.

Infine, a favore dell’Iran vi è l’accordo di scambio Russo Oil-for-Goods, dove la Russia compra 500,000 barili al giorno e da in cambio merci Russe, molto simile ai precedenti accordi tra Iran e India. I primi scambi tra i due paesi sono avvenuti in Aprile. Poi le aziende petrolifere Russe hanno messo in vendita il petrolio e veicolato la diffusione.

Di nuovo, evitando nettamente qualsiasi sansione del dollaro. Con il collasso del Venezuela, l’Iran nel mirino degli Stati Uniti e il rapido raffreddamento del pianeta il mercato del petrolio potrebbe facilmente arrivare a un deficit di risorse nei prossimi mesi, mentre si avvicina un altro freddo inverno.

Dimenare il Cane

Ecco perchè Trump sta spingendo OPEC ad aumentare le produzioni e primeggiare tra i mercati del petrolio durante i primi mesi d’estate per contenere il prezzo del petrolio prima che questi problemi si manifestino. Sta usando il mercato futuro per “dimenare il cane”(Espressione usata per definire un movimento persuasivo dalla grande influenza) e abbassare i prezzi fino al limite.

brent monthly

Ma, il problema è che il petrolio Ë entrato in una nuova fase di rialzo. Il Grafico Mensile (fonte: Investing.com) Ë decisamente in rialzo e il Quadrimestrale lo è anche di più.

brent quarterly

Ci vorrebbe un intera settimana del primo quadrimestre sotto ai 61.76 dollari per gettare abbastanza acqua sul fuoco. Il Brent oggi sta vendendo appena sotto i 75 dollari quindi c’è molto su cui speculare. Ma aspettatevi dei titoli petroliferi molto scontrosi per tutta l’estate.

Ci saranno spostamenti temporanei, ma saranno i grafici a lungo termine che ne determineranno l’esito. E per adesso l’esito è scontroso.

A mio avviso l’unico modo in cui possiamo raggiungere i 60 dollari quest’estate è se l’Iran non sarà forzata ad aumentare la produzione di un milione di barili al giorno e il dollaro non inizierà a impennare, schiacciando l’economia mondiale. Questo metterebbe meno pressione all’euro e allo yuan, rendendoli delle valute più interessanti con cui comprare il petrolio, che l’Iran sarebbe felice di accettare.

Se i nuovi mezzi a sua disposizione sono abbastanza da arginare le sanzioni allora sar‡ possibile vedere il petrolio rimanere indietro rispetto ai 60 dollari desiderati. Ma nonostante le intenzioni di Trump, la Cina continuerà a comprare petrolio da coloro che ne hanno in sovrabbondanza con uno sconto che proviene dal vantaggio di investire nella sua stessa moneta.

E quella sarà la chiave dell’Iran, vendendo il suo petrolio a qualsiasi moneta offerta e usarla per stabilizzare il suo mercato sulla valuta estera. E, non dimenticate che i Sauditi hanno bisogno di almeno 90 dollari a barile per stabilizzare il loro budget per quest’anno.

Ma, il grande “MA” in tutto ciò sarà l’Europa. Riuscirà a trovare una via per evitare legalmente le sanzioni e continuare a comprare petrolio dall’Iran usando l’euro senza incappare nell’ira di Trump?

Questo è ciò, sono sicuro, che in questo momento viene discusso tra i piani alti dei suddetti governi.

 

Tom Luongo

Fonte: https://tomluongo.me

Link: https://tomluongo.me/2018/06/06/pressure-iran-lower-oil-prices/

6.06.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FEDERICO MAZZEO

 
 
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