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LA RUSSIA, UN CENTRO DI CONTROCULTURA
Postato il 08/02/2018 di cdcnet

Russia

Alcuni siti russi vicini alla Chiesa cristiana ortodossa hanno diffuso i risultati di un’inchiesta sul cambiamento dell’opinione pubblica russa riguardo alcuni argomenti di carattere sociale di grande attualità. I risultati sono valutati sui vent’anni che ci separano dal 1998, permettendo così una più ampia visione d’insieme. Altre precisazioni, riguardanti sempre la sfera sociale, completano il lavoro.



La cifra più significativa riguarda il numero degli aborti passato da 5 milioni (nel 1993) a 600.000 (nel 2017), dato che va letto insieme a un altro: la percentuale delle persone che giudicano l’aborto inaccettabile è passato dal 12% nel 1998 al 35% nel 2017, – questa stessa pratica era permessa durante il periodo comunista (tranne nel periodo 1936-1955). Tutti gli altri risultati dall’inchiesta vanno nella medesima direzione.

Il fatto che quest’inchiesta abbracci un così largo arco temporale è importante, soprattutto per la Russia. Permette una comparazione tra la Russia post-Urss “occidentalizzata” dell’epoca Eltsin e quella di oggi. Oltre alla condizione economica, la sua evoluzione culturale (e dunque psicologica) si colloca esattamente in opposizione rispetto alla politica seguita dal blocco Bao, sotto impulso del Sistema.

È il sito Orthochristian.com, versione inglese del sito russo Pravoslavie.ru, che ha pubblicato i risultati (il 12 gennaio 2018) dell’inchiesta.

«Il numero di cittadini russi che considera l’aborto inaccettabile è triplicato nel corso degli ultimi vent’anni, passando dal 12 al 35 per cento. La condanna dell’adulterio e delle relazioni omosessuali è aumentata in maniera significativa, secondo i dati di un recente sondaggio sociologico del Levada Center. Secondo gli esperti, questo cambiamento d’opinione attesta il rafforzamento dei valori familiari tradizionali, riporta Pravoslavie.ru.

» L’inchiesta nazionale realizzata alla fine di dicembre 2017 ha dimostrato che la maggior parte dei russi (68%) condanna le relazioni extraconiugali, mentre solo il 50% le condannava nel 1998. La percentuale del 2017 comprende il 77% delle donne e il 57% degli uomini. Le persone interrogate che disapprovano le relazioni omosessuali sono passate dal 68 all’83% nel corso dello stesso periodo, con solo l’ 1% di differenza tra uomini e donne.

» Per quanto riguarda il sondaggio sull’aborto (giudicato inaccettabile per il 35% degli intervistati contro il 12% nel 1998), le risposte si equivalgono per situazione economica, anche nel caso di famiglie a basso reddito. Le donne hanno assunto una posizione più rigorosa, con il 37% di condanna dell’aborto in ogni casi, rispetto al 31% degli uomini. Anche tra donne di diversa età le risposte risultano analoghe.

» Karina Pipia, sociologa del Centro Levada, ha notato che le cifre dimostrano una generale tendenza conservatrice nella nazione, sebbene gli intervistati delle piccole città e dei villaggi si dichiarino più favorevoli all’aborto a causa del reddito basso. Il presidente della Società russa degli ostetrici-ginecologici, Vladimir Serov, ha dichiarato al giornale Izvestia che gli aborti sono diminuiti dell’800% in Russia nel corso degli ultimi 25 anni, passando da 5 milioni a 600.000 all’anno.

» Questo cambiamento è stato possibile grazie ad alcuni significativi interventi quali il sostegno economico dello Stato alle famiglie, la creazione di centri di sostegno alle donne incinte in difficoltà, la diffusione della contraccezione e una maggiore informazione sui rischi dell’aborto. Il direttore scientifico dell’Istituto indipendente della famiglia e della demografia Igor Beloborodov ritiene che questo cambiamento dell’opinione pubblica sull’aborto sia il risultato della politica governativa e del lavoro educativo svolto dalla Chiesa ortodossa russa.

» Benchè si registri la diminuzione del numero degli aborti, quest’atto terribile resta legale in Russia, circa 2000 bambini vengono uccisi ogni giorno. La Chiesa e diverse società ortodosse organizzano regolarmente manifestazioni pro-vita a Mosca e in tutto il paese. Il movimento “Per la vita!” ha organizzato ieri (11 gennaio 2018) una cerimonia simbolica con 2000 candele accese durante un moleben in una chiesa di Mosca, per ricordare i bambini perduti ogni giorno a causa dell’aborto. Inoltre, più di un milione di firme sono state raccolte in tutta la Russia l’anno scorso per chiedere l’abolizione dell’aborto. »

Non entreremo nel merito dei diversi argomenti accennati (aborto, omosessualità, concubinato, etc.). Ciò che ci interessa, sono le profonde tendenze che emergono da questo sondaggio. Il fatto che il sito che riporta i risultati dell’inchiesta sia cristiano ortodosso conta poco: il peso della chiesa cristiana ortodossa, così come la politica familiare e sociale che il governo ha condotto dai primi anni dell’era Putin, giocano un ruolo fondamentale in questo cambiamento. Va rilevato che questo cambiamento non appare forzato, ma è il frutto delle politiche istituzionali. Guardando oltre le manifestazioni spesso assai mediatizzate, – volutamente mediatizzate, – delle minoranze pro-occidentali sempre in odore di “affinità con il nemico”, esiste oggi in Russia una profonda sintonia tra la popolazione, la sua direzione politica e la gerarchia religiosa. Questa sintonia è un’espressione neo-conservatrice nel vero senso della parola rispetto al falso “neoconismo” statunitense.

Metteremo da parte eventuali critiche o giudizi indignati su “queste popolazioni retrograde”, su questi “fascio-reazionari’” e altre corbellerie. Ciò che ci interessa è sapere come tutto ciò incide sul Sistema, che sia a favore o contro. Visto che anche il dibattito sociale fa parte della potente strategia del Sistema, che se ne serve per affermare e consolidare la propria posizione.

Pertanto, il risultato è il seguente: la Russia è diventata, ritrovando la sua tradizione più profonda, un centro di contro-cultura rispetto alla postmodernità e al Sistema. È evidente che le autorità politiche e religiose spingano in questa direzione; in virtù di una direzione politica che è anch’essa radicale nella sfera culturale e sociale, ma moderata in campo economico rispetto all’“offerta” pressante del blocco BAO che spinge perché adotti i suoi riferimenti-Sistema; con una gerarchia religiosa estremamente tenace nel difendere gli interessi culturali tradizionali russi … le accuse di corruzione che lanciano regolarmente i portavoce della comunicazione-Sistema contro queste guide non provoca rotture là dove questa corruzione, che sia venale o meno, non intacca il livello psicologico (non possiamo dire lo stesso delle élite-Sistema del blocco BAO.)

(Analogamente, le accuse di “autoritarismo” su cui si basa la strategia russofoba del blocco Bao non fa che mettere ancor più in evidenza l’agonia nichilista del “modello democratico“ del blocco Bao e del Sistema. È qui che occorre approfondire).

Questo rende la Russia un autentico “sbarramento culturale” contro la perenne minaccia di invasione della cultura-Sistema il cui programma è riassumibile con l’equazione distruzione-dissoluzione-disordine (dd&e). La situazione generale russa è percepita come opposta alla spinta dissolvente del Sistema e diventa per questa ragione, per semplice logica antagonista, totalmente strutturante per la Russia stessa. Questa percezione del Sistema non potrà che aumentare dato che si basa sulla russofobia che esso stesso produce.

Tuttavia non bisogna pensare che i russi offrano un “contro-modello”: la loro contro cultura è esclusivamente difensiva e non può aspirare a nient’altro e non può aspirare a nient’altro perché è nel suo essere difensiva che risulta efficace dato che mette in evidenza gli eccessi e i vizi dell’avversario. La Russia non è in posizione di offrire un modello alternativo perché non ha gli strumenti per farlo, e nemmeno la capacità concettuale. (Nessuno d’altronde detiene questa capacità concettuale nè «gli strumenti» per concretizzarlo, ben inteso: siamo in attesa che il Sistema collassi). La Russia facendo da “sbarramento culturale” ha come funzione quella di esaurire il Sistema attraverso l’ostilità che quest’ultimo nutre nei suoi confronti, accelerandone così il crollo. Tutto ciò in una Russia che ha trovato in Putin il centro del proprio equilibrio – questo spiega bene la ragione della sua popolarità, confermata dalle intenzioni di voto in vista delle elezioni presidenziali (attualmente Putin gode dell’ 81,1% del consenso).

Fonte: www.dedefensa.org

Link; http://www.dedefensa.org/article/la-russie-centre-de-contre-culture

24.01.2018


 
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