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  Servizi segreti: COME LA CIA HA CREATO GOOGLE
Postato il 12/10/2017 di cdcnet
 
 
  Internet e controllo

All’interno della rete segreta che sta dietro la sorveglianza di massa, la guerra infinita e Skynet…



INSURGE INTELLIGENCE, un nuovo progetto di giornalismo investigativo finanziato per mezzo di crowdfunding, fa breccia nella notizia esclusiva di come la comunità d’intelligence degli Stati Uniti ha finanziato, promosso e incubato Google, come parte di un impulso per dominare il mondo per mezzo del controllo delle informazioni. Finanziato in avvio dall’NSA e dalla CIA, Google è stato solo il primo di una pletora di start-up del settore privato, cooptate dall’intelligence americana per mantenere la “superiorità nelle informazioni”.

Le origini di questa geniale strategia risalgono ad un gruppo segreto sponsorizzato dal Pentagono che negli ultimi due decenni ha funto da ponte tra il governo degli Stati Uniti e le élites, tramite il settore degli affari, dell’industria, della finanza, delle corporation e dei media. Il gruppo ha permesso che alcuni dei più forti interessi particolari nell’ambito delle aziende americane eludessero sistematicamente la responsabilità democratica e lo stato di diritto, in modo da influenzare le politiche governative e anche l’opinione pubblica negli Stati Uniti e in tutto il mondo. I risultati sono stati catastrofici: la sorveglianza di massa dell’NSA, uno stato permanente di guerra mondiale, e una nuova iniziativa per trasformare le forze armate statunitensi in Skynet.

Quest’esclusiva viene pubblicata gratuitamente nell’interesse pubblico, ed è stata resa possibile per mezzo di crowdfunding. Vorrei ringraziare la mia incredibile comunità di sostenitori per l’appoggio, che mi ha dato l’opportunità di lavorare a questa indagine approfondita. Per favore, sostenete il giornalismo indipendente e investigativo per i diritti globali.

*  *  *

Sulla scia degli attacchi a Charlie Hebdo a Parigi, i governi occidentali si stanno muovendo velocemente per legittimare estesi potenziamenti di sorveglianza di massa e controlli su Internet, in nome della lotta al terrorismo.

I politici statunitensi ed europei si sono pronunciati sulla protezione del ficcanasare nello stile dell’NSA e sul progresso della capacità di intromettersi nella privacy in Internet, bandendo la criptazione. Un’idea è creare un partenariato di telecomunicazioni che eliminerebbe unilateralmente i contenuti ritenuti “propellente per l’odio e la violenza”, in situazioni ritenute “appropriate”. Sono in corso, a livello governativo e parlamentare, discussioni accese per inasprire i controlli sulla riservatezza degli avvocati e dei loro clienti.

Cosa di tutto ciò avrebbe fatto in modo di impedire gli attacchi a Charlie Hebdo rimane un mistero, specialmente perché sappiamo già che i terroristi erano nel mirino dell’intelligence francese da un decennio buono.

C’è poco di nuovo in questa storia. L’atrocità dell’11 settembre è stata la prima di molti attacchi terroristici, ognuno di essi era susseguente alla marcata estensione dei poteri draconiani statali, a scapito delle libertà civili, sostenuta dalla proiezione della forza militare in regioni identificate come zone calde che ospitano terroristi. Tuttavia, non vi è alcuna indicazione che questa formula provata e testata abbia fatto qualcosa per ridurre il pericolo. Casomai, siamo noi a dare l’idea di essere bloccati in un ciclo di violenza più profondo, per il quale non vi è una chiara fine in vista.

Mentre i nostri governi spingono per aumentare i loro poteri, INSURGE INTELLIGENCE può ora rivelare la vasta misura in cui la comunità di intelligence statunitense è implicata nel promuovere le piattaforme web che conosciamo oggi, con il preciso scopo di utilizzare la tecnologia come meccanismo per combattere la “guerra d’informazioni” globale – una guerra per legittimare il potere dei pochi che si staglia su di noi. Il fulcro di questa storia è la società che in molti modi definisce il 21° secolo con la sua discreta onnipresenza: Google.

Google si designa per essere un’azienda tecnologica amichevole, stravagante e facile da usare, salita alla ribalta per mezzo di una combinazione di abilità, fortuna e vera innovazione. Questo è vero. Ma è un semplice frammento della storia. In realtà, Google è una copertura dietro la quale si nasconde il complesso militare-industriale statunitense.

La storia segreta dell’affermazione di Google, rivelata qui per la prima volta, apre il vaso di Pandora che va ben oltre Google, che fa luce, inaspettatamente, sull’esistenza di una rete parassitaria che guida l’evoluzione dell’apparato di sicurezza nazionale statunitense e che ne guadagna oscenamente dalla sua attività.

Il network ombra

Negli ultimi due decenni, le strategie d’intelligence americane per l’estero si sono risolte in una “guerra al terrorismo” globale che consisteva in prolungate invasioni militari nel mondo musulmano e una sorveglianza completa delle popolazioni civili. Queste strategie sono state incubate, se non dettate, da una rete segreta all’interno e oltre il Pentagono.

Fondata sotto l’amministrazione Clinton, consolidata sotto Bush, e appoggiata fermamente sotto Obama, questa rete bipartisan di ideologi per lo più neoconservatori ha suggellato il suo dominio all’interno del Dipartimento della Difesa americano (DoD) (n.d.T. Department of Defense) all’inizio del 2015, mediante l’operazione di un’oscura entità aziendale fuori dal Pentagono, ma gestita dal Pentagono.

Nel 1999, la CIA ha creato una propria società venture capital, la In-Q-Tel, per finanziare iniziative promettenti che potrebbero creare tecnologie utili per le agenzie di intelligence. Ma l’ispirazione per la In-Q-Tel è arrivata prima, rispetto a quando il Pentagono ha creato il suo proprio gruppo per il settore privato.

Conosciuta come ‘Highlands Forum’, questa rete privata ha funzionato da ponte tra il Pentagono e le élite potenti americane, al di fuori dell’esercito, a partire dalla metà degli anni ’90. Nonostante i cambiamenti nelle amministrazioni civili, la rete intorno all’Highlands Forum ha avuto sempre più successo nel dominare la politica di difesa statunitense.

I giganti appaltatori della difesa come Booz Allen Hamilton e Science Applications International Corporation sono talvolta chiamati “comunità di intelligence ombra”, a causa delle porte girevoli tra loro e il governo, e la loro capacità di influenzare e beneficiare simultaneamente della politica di difesa. Ma mentre questi appaltatori competono per il potere e il denaro, collaborano anche dove conta. È da vent’anni che l’Highlands Forum fornisce spazio informale per alcuni dei membri più importanti della comunità di intelligence ombra, per l’incontro con i funzionari senior statunitensi, assieme ad altri leader delle industrie rilevanti.

Mi sono dapprima imbattuto nell’esistenza di questa rete nel novembre del 2014, quando ho fatto un’inchiesta per Motherboard VICE, il Segretario alla Difesa americano Chuck Hagel aveva da poco annunciato la “Defense Innovation Initiative”, era realmente in procinto di costruire Skynet – o qualcosa di simile, essenzialmente per dominare un’epoca che si profila di guerra robotica automatizzata.

Quell’articolo era basato su un “libro bianco” poco conosciuto, finanziato dal Pentagono, pubblicato due mesi prima dalla National Defense University (NDU) di Washington DC, una delle principali istituzioni militari americane che, tra l’altro, genera ricerche per sviluppare la politica di difesa ai massimi livelli degli Stati Uniti. Il libro bianco ha chiarito il pensiero che sta dietro la nuova iniziativa e i rivoluzionari sviluppi scientifici e tecnologici che con esso si sperava di sfruttare al meglio.

L’Highlands Forum

Il coautore di questo libro bianco dell’NDU è Linton Wells, un 51enne veterano della difesa statunitense, che ha prestato servizio nell’amministrazione Bush come funzionario dell’informazione per il Pentagono, sorvegliando la National Security Agency (NSA) e altre agenzie di spionaggio. Detiene ancora il nulla osta di sicurezza top secret e, secondo un rapporto della rivista Government Executive, nel 2006 ha presieduto l’’Highlands Forum’, fondato dal Pentagono nel 1994.


Linton Wells II (a destra) funzionario dell’informazione per il Pentagono e vice segretario della difesa per le reti, in una recente sessione dell’Highlands Forum del Pentagono. Seduta accanto a lui è Rosemary Wenchel, funzionario senior nel Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti

La rivista New Scientist (accesso a pagamento) ha confrontato l’Highlands Forum con gli incontri d’elite come “Davos, Ditchley e Aspen”, descrivendolo “molto meno conosciuto, ma … anche presumibilmente influente proprio come un forum per la discussione”. Meeting regolari del Forum riuniscono “persone creative al fine di considerare le interazioni tra politica e tecnologia. I suoi più grandi successi sono stati lo sviluppo della guerra high-tech basata sulla rete”.

Dato il ruolo di Wells in un Forum del genere, forse non è stata una sorpresa che il suo libro bianco sulla trasformazione della difesa fosse in grado di avere un impatto così forte sulla politica reale del Pentagono. Ma se fosse così, perché nessuno l’aveva notato?

Nonostante sia stato sponsorizzato dal Pentagono, non sono riuscito a trovare una pagina ufficiale relativa al Forum sul sito del DoD. Fonti attive e non più in attività dell’esercito e dell’intelligence statunitensi non ne avevano mai sentito parlare, né i giornalisti della sicurezza nazionale. Sono rimasto sconcertato.

La società intellettuale venture capital del Pentagono

Nel prologo del suo libro del 2007, A Crowd of One: The Future of Individual Identity, John Clippinger, uno scienziato del MIT nel gruppo Media Lab Human Dynamics, ha descritto il modo in cui ha partecipato a una riunione dell’“Highlands Forum”, un “meeting solo su invito finanziato dal Dipartimento della Difesa e presieduto dall’assistente per le reti e per l’integrazione delle informazioni”. Questa era una sede di grande importanza del DoD che sovrintende alle operazioni e alle politiche per le agenzie di spionaggio più potenti del Pentagono, tra cui l’NSA, la Defense Intelligence Agency (DIA). A partire dal 2003, la funzione è stata passata a colui che oggi è il sottosegretario alla difesa per l’intelligence. L’Highlands Forum, ha scritto Clippinger, è stato fondato da Dick O’Neill, capitano della marina militare americana in pensione. Tra i delegati sono inclusi funzionari militari americani in numerose agenzie e divisioni – “capitani, ammiragli, generali, colonnelli, maggiori e comandanti”, così come “membri della direzione del DoD”.

Ciò che in un primo momento sembrava essere il sito web principale del Forum, descrive Highlands come “una rete informale interdisciplinare sponsorizzata dal governo federale”, che si concentra su “informazioni, scienza e tecnologia”. La spiegazione è scarsa, al di là della presenza di un unico logo del “Dipartimento della Difesa”.

Ma Highlands ha anche un altro sito web che si descrive come una “società intellettuale venture capital” con “un’ampia esperienza che fornisce assistenza alle società, alle organizzazioni e ai dirigenti di governo.” L’impresa offre “un’ampia gamma di servizi, tra cui: pianificazione strategica, creazione di scenari e videogiochi per l’espansione dei mercati globali”, così come “lavorare con i clienti per costruire strategie per l’applicazione”.“L’Highlands Group Inc.”, dice il sito web, “organizza un’intera gamma di forum su questi temi”.

Ad esempio, oltre all’ Highlands Forum, dall’11 settembre il Gruppo gestisce l’«Island Forum», un evento internazionale tenuto in associazione con il Ministero della Difesa di Singapore, che O’Neill sovrintende come “consulente principale”. Il sito web della Difesa descrive che l’Island Forum è stato “modellato sulla base dell’Highlands Forum, organizzato per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti”. I documenti trapelati dalla gola profonda dell’NSA, Edward Snowden, hanno confermato che Singapore ha svolto un ruolo chiave nel permettere agli Stati Uniti e all’Australia di sfruttare cavi sottomarini per spiare le potenze asiatiche, come Indonesia e Malaysia.

Il sito web di Highlands Group rivela anche che Highlands è partner di uno dei più potenti appaltatori per la difesa negli Stati Uniti. Highlands è “sostenuta da una rete di aziende e ricercatori indipendenti”, tra cui “i nostri partner dell’Highlands Forum negli ultimi dieci anni presso la SAIC; e la vasta rete di partecipanti presso l’Highlands Forum”.

SAIC sta per Science Applications International Corporation, l’azienda per difesa statunitense che ha cambiato il suo nome in Leidos nel 2013, gestendo SAIC in qualità di controllata. SAIC / Leidos è tra i primi dieci maggiori appaltatori per la difesa negli Stati Uniti e lavora a stretto contatto con la comunità di intelligence statunitense, in particolare l’NSA. Secondo il giornalista investigativo Tim Shorrock, il primo a rivelare la vasta portata della privatizzazione dell’intelligence degli Stati Uniti con il suo libro influente, Spies for Hire, SAIC ha “un rapporto simbiotico con l’NSA: l’agenzia è il più grande singolo cliente della società e SAIC è il più grande appaltatore dell’NSA”.


Richard ‘Dick’ Patrick O’Neill, Presidente fondatore dell’Highlands Forum del Pentagono

Il nome completo del capitano “Dick” O’Neill, Presidente fondatore dell’Highlands Forum, è Richard Patrick O’Neill, che dopo il suo lavoro nella Marina si è unito al DoD. Ha prestato servizio, per quanto riguarda l’ultimo incarico, come vicepresidente per la strategia e la politica nell’Ufficio dell’Assistente Segretario alla Difesa per il Comando, il Controllo, le Comunicazioni e l’Intelligence, prima di istituire Highlands.

Il Club di Yoda

Ma Clippinger ha fatto anche riferimento a un altro misterioso individuo, ammirato dai partecipanti al Forum:

“Sedeva in fondo alla stanza, inespressivo dietro gli occhiali spessi e neri. Non l’ho mai sentito proferire parola … Andrew (Andy) Marshall è un’icona all’interno del DoD. Alcuni lo chiamano Yoda, indicativo del suo leggendario status imperscrutabile … Aveva prestato servizio per molte amministrazioni ed era largamente considerato al di sopra della politica di parte. Egli è stato un sostenitore dell’Highlands Forum e un ospite fisso regolare fin dall’inizio”.

Dal 1973, Marshall ha diretto una delle agenzie più potenti del Pentagono, l’Office of Net Assessment (ONA), il “think tank” all’interno della segreteria della difesa americana che conduce una ricerca altamente riservata sulla futura pianificazione della politica di difesa nell’esercito americano e nella comunità d’intelligence. L’ONA ha svolto un ruolo fondamentale nelle iniziative principali della strategia del Pentagono, tra cui la Strategia Marittima, l’Iniziativa Strategica di Difesa, l’Iniziativa delle Strategie Competitive e la Rivoluzione negli Affari Militari.


Andrew ‘Yoda’ Marshall, capo dell’Office of Net Assessment (ONA) del Pentagono e co-presidente dell’Highlands Forum, in occasione di un evento iniziale di Highlands nel 1996 presso l’Istituto di Santa Fe. Marshall sarebbe andato in pensione a partire da gennaio 2015.

In un profilo singolare del 2002 su Wired, il giornalista Douglas McGray descrive Andrew Marshall, ora 93enne, come “il più sfuggente del DoD” ma anche “uno dei suoi più influenti” funzionari. McGray ha aggiunto che “il vicepresidente Dick Cheney, il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e il vice segretario Paul Wolfowitz”, largamente considerati i falchi del movimento neoconservatore della politica americana, erano tra le “celebrità protette” di Marshall.

Parlando a un seminario di basso profilo presso l’Harvard University pochi mesi dopo l’11 settembre, il Presidente fondatore dell’Highlands Forum, Richard O’Neill, ha dichiarato che Marshall era molto più di un “regolare ospite fisso” al Forum. “Andy Marshall è il nostro co-presidente, quindi indirettamente tutto ciò che facciamo risale al sistema di Andy”, ha detto al pubblico. “In modo esplicito, le persone che si trovano alle riunioni del Forum potrebbero riportare briefing a Andy su una varietà di argomenti e sintetizzare le cose”. Ha anche affermato che il Forum ha avuto una terza copresidenza: il direttore del Defense Advanced Research and Projects Agency (DARPA), che allora era Anthony J. Tether nominato da Rumsfeld. Prima di entrare a far parte del DARPA, Tether è stato vicepresidente del Settore Tecnologico Avanzato di SAIC.


Anthony J. Tether, direttore del DARPA e co-presidente dell’Highlands Forum del Pentagono dal giugno 2001 al febbraio 2009

L’influenza dell’Highlands Forum sulla politica di difesa statunitense ha quindi operato per mezzo di tre canali principali: la sua sponsorizzazione da parte dell’Ufficio del Segretario alla Difesa (verso la metà dell’ultimo decennio questo è stato trasferito specificamente all’Ufficio del Sottosegretario alla Difesa per l’Intelligence, responsabile delle principali agenzie di sorveglianza); il suo collegamento diretto con ONA di Andrew ‘Yoda’ Marshall; e il suo collegamento diretto al DARPA.



Una slide della presentazione di Richard O’Neill all’Università di Harvard nel 2001

Secondo Clippinger in A Crowd of One, “ciò che succede in occasione delle riunioni informali come l’Highlands Forum potrebbe, nel corso del tempo e attraverso l’influenza di curiosi percorsi imprevedibili, avere un impatto enorme, non solo all’interno del DoD, ma in tutto il mondo”. Le idee del Forum “sono passate dall’essere eretiche a mainstream. Le idee che erano anatema nel 1999 sono state adottate come linea politica solo tre anni dopo”.

Anche se il Forum non produce “raccomandazioni di consenso”, il suo impatto è più forte di quello di un consiglio consultivo tradizionale. “Le idee che emergono dalle riunioni sono disponibili ad uso di chi si occupa dell’attività decisionale e delle persone provenienti dai think tank”, secondo O’Neill:

“Includiamo, alle nostre riunioni, persone di Booz, SAIC, RAND o di altra provenienza… Accogliamo con favore tale tipo di collaborazione perché, in verità, ne sono degni. Essi sono lì per tutta la durata e sono in grado di influenzare le politiche governative con un vero e proprio lavoro accademico … Produciamo idee e interazioni e reti per queste persone, affinché vengano prese e utilizzate al bisogno”.

Le mie ripetute richieste a O’Neill per informazioni sul suo lavoro all’Highlands Forum sono state ignorate. Anche il Dipartimento della Difesa non ha risposto alle molteplici richieste di informazioni e commenti sul Forum.

Guerra delle informazioni

L’Highlands Forum è servito come “ponte d’influenza” bidirezionale: da un lato, per la rete ombra di appaltatori privati, in modo da influenzare la formulazione della politica delle operazioni d’informazione nell’ambito dell’intelligence militare statunitense; e dall’altro, in modo che il Pentagono influenzi ciò che sta succedendo nel settore privato. Non c’è più chiara evidenza di ciò che è il ruolo veramente strumentale del Forum nella promozione dell’idea di sorveglianza di massa, come meccanismo per dominare le informazioni su scala globale.

Nel 1989, Richard O’Neill, allora crittologo della Marina americana, ha scritto un documento per il US Naval War College, “Toward a methodology for perception management”. Nel suo libro, Future Wars, il colonnello John Alexander, allora funzionario senior nell’Intelligence and Security Command (INSCOM) dell’esercito americano, registra che per la prima volta il documento di O’Neill ha descritto una strategia per la gestione della percezione come parte della Guerra delle informazioni (IW) (n.d.T. Information Warfare). La strategia proposta da O’Neill ha individuato tre categorie di obiettivi per l’IW: gli avversari, quindi ritengono di essere vulnerabili; potenziali partner, “perciò percepiscono la causa [della guerra] come giusta”; e, infine, le popolazioni civili e la leadership politica, così che “percepiscono che per il costo ne è valsa la pena”. Un briefing segreto basato sul lavoro di O’Neill “si è fatto strada verso la leadership più alta” al DoD. “Avevano riconosciuto che O’Neill aveva ragione e gli avevano detto di insabbiarlo”.

Eccetto che il DoD non lo ha insabbiato. Intorno al 1994, il gruppo Highlands è stato fondato da O’Neill come progetto ufficiale del Pentagono, in occasione della nomina, da parte di Bill Clinton, di William Perry come Segretario alla difesa, il quale ha continuato ad aderire al consiglio di amministrazione di SAIC dopo essersi ritirato dal governo nel 2003.

Secondo le parole di O’Neill, il gruppo avrebbe operato come “laboratorio di idee” del Pentagono. Secondo il Government Executive, esperti di tecnologia militare e informatica si sono riuniti al primo incontro del Forum “per considerare gli impatti dell’informatica e della globalizzazione negli Stati Uniti e sulla guerra. Come cambierebbe il mondo Internet e le altre tecnologie emergenti?” La riunione ha aiutato a piazzare l’idea di “network-centric warfare”(1) nella mente dei “pensatori militari più importanti della nazione”.

Escludendo il pubblico

I record ufficiali del Pentagono confermano che l’obiettivo primario dell’Highlands Forum era sostenere le politiche del DoD sulla specializzazione di O’Neill: la guerra d’informazione. Secondo la Relazione Annuale al Presidente e al Congresso del Pentagono datata 1997, sotto una sezione intitolata “Information Operations” (IO), l’Ufficio del Segretario alla Difesa (OSD) (n.d.T. Office of the Secretary of Defense) aveva autorizzato “l’istituzione del gruppo Highlands, costituito da esperti chiave del DoD, dell’industria, ed esperti accademici nell’ambito IO”, per coordinare l’ambito IO nelle agenzie di intelligence militare federale.

Il seguente rapporto annuale del DoD ha ribadito la centralità del Forum nei confronti delle operazioni di informazione: “Per esaminare i problemi nell’ambito IO, DoD sponsorizza l’Highlands Forum, che riunisce il governo, industriali e professionisti accademici di vari settori”.

Si noti che nel 1998 il “Gruppo” Highlands è diventato un «Forum». Secondo O’Neill, era per evitare di sottoporre le riunioni dell’Highlands Forum a “restrizioni burocratiche”. Ciò a cui stava alludendo era il Federal Advisory Committee Act (FACA), che regola il modo in cui il governo degli Stati Uniti può sollecitare formalmente il consiglio di interessi particolari.

Conosciuta come legge del “governo aperto”, il FACA richiede che i funzionari governativi statunitensi non possano tenere consultazioni, a porta chiusa o segrete, con persone al di fuori del governo, per sviluppare la linea politica. Tutte queste consultazioni dovrebbero avvenire tramite comitati consultivi federali che permettano il controllo pubblico. Il FACA richiede che le riunioni siano tenute in pubblico, annunciate tramite il Federal Register, che i gruppi di consulenza siano registrati nell’ufficio presso la General Services Administration, tra gli altri requisiti volti a mantenere la responsabilità degli interessi pubblici.

Ma il Government Executive ha riferito che “O’Neill e altri credevano” che tali questioni di regolamentazione “avrebbero disturbato il flusso libero delle idee e delle discussioni che si cercavano di ottenere, senza esclusione di colpi”. Gli avvocati del Pentagono avevano avvertito che la parola “gruppo” potrebbe richiedere determinati obblighi e ha consigliato di gestire la cosa in privato: “Così O’Neill ha rinominato l’Highlands Forum e lo ha trasferito nel settore privato per gestirlo come consulente al Pentagono”. L’Highlands Forum del Pentagono, pertanto, viene gestito con il pretesto dell’azienda intellettuale venture capital di O’Neill, “Highlands Group Inc”.

Nel 1995, un anno dopo che William Perry ha nominato O’Neill alla direzione dell’Highlands Forum, SAIC – l’organizzazione “partner” del Forum ha dato avvio a un nuovo Center for Information Strategy and Policy sotto la direzione di “Jeffrey Cooper, membro del gruppo Highlands, consigliere dei funzionari senior del Dipartimento della Difesa su questioni relative alle informazioni delle operazioni di guerra”. Il Centro aveva proprio lo stesso obiettivo del Forum, funzionare come “una camera di compensazione per riunire le menti migliori e più brillanti nella guerra d’informazione, sponsorizzando una serie continua di seminari, di documenti e di simposi che esplorano in profondità le implicazioni dell’informazione”. L’obiettivo era “permettere ai leader e ai responsabili politici del governo, dell’industria e del mondo accademico di affrontare le questioni chiave riguardanti la guerra dell’informazione, per assicurare che gli Stati Uniti mantengano il loro vantaggio su tutti i potenziali nemici”.

Nonostante le normative del FACA, i comitati consultivi federali sono già fortemente influenzati, se non fatti prigionieri, dal potere delle corporation. Quindi, bypassando il FACA, il Pentagono annullava anche le restrizioni allentate del FACA, escludendo definitivamente qualsiasi possibilità di impegno pubblico.

L’affermazione di O’Neill che non ci sono segnalazioni o raccomandazioni è ipocrita. Con il suo ingresso, le consultazioni segrete del Pentagono con l’industria, svoltesi per mezzo dell’Highlands Forum dal 1994 sono state accompagnate da regolare presentazione di documenti accademici e di linee guida della politica, registrazioni e note di incontri e altre forme di documentazione che sono chiuse dietro un login accessibile solo da parte dei delegati del Forum. Ciò viola lo spirito, se non la lettera, del FACA – in un modo che mira chiaramente a eludere la responsabilità democratica e lo stato di diritto.

L’Highlands Forum non ha bisogno di produrre raccomandazioni di consenso. Il suo scopo è fornire al Pentagono un meccanismo di social network ombra per cementare rapporti duraturi con il potere delle corporation e per identificare nuovi talenti che possono essere utilizzati per mettere a punto le strategie di guerra delle informazioni in assoluto segreto.

Tutti i partecipanti all’Highlands Forum del DoD sono più di un migliaio, anche se le sessioni sono in gran parte costituite da piccoli incontri in stile seminario chiuso di massimo 25-30 persone, i quali riuniscono esperti e funzionari a seconda della materia. Tra i delegati è incluso personale senior di SAIC e Booz Allen Hamilton, RAND Corp., Cisco, Human Genome Sciences, eBay, PayPal, IBM, Google, Microsoft, AT & T, BBC, Disney, General Electric, Enron, e innumerevoli altri; membri democratici e repubblicani del Congresso e del Senato; dirigenti senior dell’industria energetica statunitense come Daniel Yergin di IHS Cambridge Energy Research Associates; e persone chiave coinvolte in entrambi i lati nelle campagne presidenziali.

Tra gli altri partecipanti vi erano professionisti senior dei media: David Ignatius, redattore associato del Washington Post e al momento editore esecutivo dell’International Herald Tribune; Thomas Friedman, giornalista del New York Times; Arnaud de Borchgrave, redattore del Washington Times e dell’United Press International; Steven Levy, redattore esecutivo di Newsweek, editore capo per Wired e ora direttore tecnico di Medium; Lawrence Wright, cronista al New Yorker; Noah Shachtmann, direttore esecutivo del Daily Beast; Rebecca McKinnon, co-fondatrice di Global Voices Online; Nik Gowing della BBC; e John Markoff del New York Times.

A causa dell’attuale sponsorizzazione da parte del sottosegretario alla difesa per l’intelligence dell’OSD, il Forum ha accesso interno ai capi delle principali agenzie di sorveglianza e di ricognizione statunitensi, così come ai direttori e ai loro assistenti presso le agenzie di ricerca del DoD, dal DARPA, all’ONA. Ciò significa anche che il Forum è fortemente collegato alle task force di ricerca politica del Pentagono.

Google: inseminato dal Pentagono

Nel 1994 – nello stesso anno in cui è stato fondato l’Highlands Forum sotto la direzione dell’Ufficio del Segretario alla Difesa, dell’ONA e del DARPA – due giovani studenti di dottorato all’Università di Stanford, Sergey Brin e Larry Page, hanno fatto un importante passo in avanti sulla prima applicazione automatizzata per l’acquisizione dati e la classificazione delle pagine web. Quest’applicazione rimane la componente fondamentale di ciò che è divenuto il servizio di ricerca di Google. Brin e Page hanno eseguito il loro lavoro con finanziamenti della Digital Library Initiative (DLI), un programma multi-agenzia della National Science Foundation (NSF), della NASA e del DARPA.

Ma questo è solo un lato della storia.

Durante lo sviluppo del motore di ricerca, Sergey Brin riferiva regolarmente e direttamente a due persone che non erano affatto della facoltà di Stanford: la Dr.ssa Bhavani Thuraisingham e il Dr. Rick Steinheiser. Entrambi erano rappresentanti di un programma di ricerca sensibile della comunità d’intelligence americana sulla sicurezza delle informazioni e l’estrazione dei dati.

Thuraisingham è attualmente professoressa al Louis A. Beecherl e direttore esecutivo del Cyber Security Research Institute presso l’Università del Texas, Dallas, ed esperta ambita in materia di estrazione dati, gestione dati e problemi di sicurezza dell’informazione. Ma negli anni Novanta, ha lavorato per la MITRE Corp., un importante appaltatore per la difesa americana, dove ha gestito l’iniziativa Massive Digital Data Systems, un progetto sponsorizzato dall’NSA, dalla CIA e dal direttore del Central Intelligence per promuovere la ricerca innovativa nell’ambito dell’informatica.

“Abbiamo finanziato la Stanford University tramite l’informatico Jeffrey Ullman, che aveva diversi promettenti studenti laureati, che lavoravano su molte aree interessanti”, mi ha detto la Prof.ssa Thuraisingham. “Uno di loro era Sergey Brin, fondatore di Google. Il programma MDDS della comunità di intelligence forniva sostanzialmente a Brin il finanziamento per l’avviamento, integrato da molte altre fonti, tra le quali il settore privato”.

Questo tipo di finanziamento non è certamente insolito e il fatto che Sergey Brin lo abbia potuto ricevere come studente laureato a Stanford, sembra essere fortuito. In quel periodo il Pentagono era dovunque nell’ambito della ricerca informatica. Ma ciò illustra quanto è fortemente radicata la cultura della Silicon Valley nei valori della comunità di intelligence statunitense.

In un documento straordinario presentato dal sito web dell’Università del Texas, Thuraisingham racconta che dal 1993 al 1999 “la Comunità di Intelligence [IC – Intelligence Community] ha avviato un programma denominato Massive Digital Data Systems (MDDS) che gestivo per la comunità di intelligence quando ero presso MITRE Corporation.” Il programma ha finanziato 15 lavori di ricerca presso varie università, tra cui Stanford. Il suo obiettivo era sviluppare “tecnologie di gestione dati per organizzare diversi terabyte, finanche petabyte di dati”, tra cui “l’elaborazione delle query, gestione delle transazioni, gestione dei metadati, gestione dello storage (n.d.T. spazio di archiviazione) e integrazione dati”.

All’epoca, Thuraisingham era responsabile scientifico per la gestione dati e informazioni presso MITRE, dove ha guidato i lavori di ricerca per l’NSA, la CIA, l’US Air Force Research Laboratory, e anche lo Space and Naval Warfare Systems Command (SPAWAR) e per il Communications and Electronic Command (CECOM). Ha continuato a tenere corsi rivolti ai funzionari governativi statunitensi e agli appaltatori per la difesa, nell’ambito dell’estrazione dati per l’antiterrorismo.

Nel suo articolo dell’Università del Texas, vi è allegata la copia di un abstract del programma MDDS della comunità d’intelligence americana, presentato all’“Annual Intelligence Community Symposium” nel 1995. L’abstract dimostra che gli sponsor principali del programma MDDS erano tre agenzie: l’NSA, l’Office of Research & Development della CIA e il Community Management Staff della comunità d’intelligence (CMS) che opera sotto il Direttore del Central Intellingence. Gli amministratori del programma, che hanno finanziato circa 3-4 milioni di dollari all’anno per 3-4 anni, sono stati identificati in Hal Curran (NSA), Robert Kluttz (CMS), la Dr.ssa Claudia Pierce (NSA), il Dr. Rick Steinheiser (ORD – in rappresentanza dell’Office of Research and Devepment della CIA) e la stessa dottoressa Thuraisingham.

Thuraisingham nel suo articolo continua, ribadendo che questo programma comune CIA-NSA ha finanziato parzialmente Sergey Brin per sviluppare il nucleo di Google, per mezzo di una borsa di studio a Stanford gestita dal supervisore di Brin, il Prof. Jeffrey D. Ullman:

“Difatti, il fondatore di Google Sergey Brin è stato parzialmente finanziato da questo programma mentre era studente di dottorato a Stanford. Con il suo consulente, il Prof. Jeffrey Ullman e il mio collega al MITRE, il Dr. Chris Clifton [l’informatico capo di Mitre], ha sviluppato il Query Flocks System che ha prodotto soluzioni per estrarre grandi quantità di dati archiviati in banche dati. Ricordo di aver visitato Stanford con il Dr. Rick Steinheiser della Comunità di Intelligence e il signor Brin sarebbe arrivato di corsa, ha fatto la sua presentazione ed è uscito rapidamente. Infatti l’ultima volta che ci siamo incontrati nel settembre 1998, il signor Brin ci ha illustrato il suo motore di ricerca, che è diventato Google poco dopo”.

Brin e Page hanno ufficialmente incorporato Google come azienda nel settembre 1998, proprio il mese in cui hanno riferito per l’ultima volta a Thuraisingham e a Steinheiser. ‘Query Flocks’ era anche parte del sistema di ricerca ‘PageRank’, con licenza di Google, che Brin ha sviluppato a Stanford con il programma CIA-NSA-MDDS, e anche con i fondi NSF, IBM e Hitachi. Quell’anno, il Dr. Chris Clifton di MITRE, che ha lavorato sotto Thuraisingham per lo sviluppo del sistema ‘Query Flocks’, ha scritto un articolo insieme con il supervisore di Brin, il Prof. Ullman e Rick Steinheiser della CIA. Intitolato ‘Knowledge Discovery in Text’, il documento è stato presentato in occasione di una conferenza accademica.

“I fondi MDDS che hanno sostenuto Brin sono stati significativi per quanto riguarda il finanziamento d’avviamento, ma hanno avuto probabilmente più peso, rispetto agli altri flussi di finanziamento”, ha affermato Thuraisingham. “La durata del finanziamento di Brin era di circa due anni o giù di lì. In quel periodo, io e i miei colleghi del MDDS visitavamo Stanford per vedere Brin e controllare i suoi progressi ogni tre mesi o giù di lì. Non abbiamo sovrintenso in modo perfetto, ma abbiamo voluto controllare i progressi, sottolineare i problemi potenziali e suggerire idee. In quei briefing, Brin ci ha presentato il sistema Query Flocks e ci ha illustrato anche le versioni del motore di ricerca di Google”.

Brin riferiva quindi regolarmente a Thuraisingham e Steinheiser del suo lavoro di sviluppo di Google.


(CONTINUA.....)


Nafeez Ahmed

Fonte: https://medium.com/

Link: https://medium.com/insurge-intelligence/how-the-cia-made-google-e836451a959e

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di NICKAL88

22.09.2017

 

Note del traduttore

Network – centric warfare: Nell’ambito della strategia militare, informazione collezionata e distribuita in tempo reale per mezzo di dispositivi, reti ad alta velocità e piattaforme di varia natura, allo scopo di rendere i fruitori consci e informati degli eventi che si stanno verificando in un determinato scenario.http://www.treccani.it/enciclopedia/network-centric-warfare_(Lessico-del-XXI-Secolo)/

Op-ed: Nel giornalismo anglosassone, con op-ed si intende un singolo articolo, o una raccolta di articoli, a firma di opinionisti esterni alla redazione del giornale su cui avviene la pubblicazione, i cui contenuti non sono necessariamente in linea (eventualmente, in qualche misura, in disaccordo) con le tendenze del giornale stesso.Il nome deriva dalla locuzione opposite the editorial page, che indica la pagina interna del giornale prospiciente la pagina degli editoriali, ossia di quei commenti – spesso non firmati – che invece esprimono direttamente il pensiero del comitato editoriale del giornale; è infatti proprio su tale pagina che di solito, nella tradizione anglosassone, erano e sono tuttora pubblicati i commenti degli ospiti.https://it.wikipedia.org/wiki/Op-ed

 
 
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