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  VAI CAOS, VAI
Postato il 08/08/2017 di cdcnet
 
 
  USA

È bene tornare regolarmente a leggere quello che James Howard Kunstler, commentatore iconoclasta, visionario e ricco di un’ironia sghignazzante, se non sprezzante, ci dice degli avvenimenti e di ciò che vede circa l’avvenire immediato del suo paese…
“Immediato”, effettivamente perché in questo testo, corto e scritto a 100 all’ora, Kunstler ci immette in un’ America caotica, quella che ci aspetta fra poco tempo…



Questa America caotica nella quale il presidente Trump sarà destituito in forza del venticinquesimo emendamento, precisa lui, quello dei presidenti pazzi; dove il suo successore (il vicepresidente Pence) non potrà fare granché di più del demente appena dimesso; dove l’insurrezione popolare scoppierà dovunque e in tutte le direzioni, e in tutti i modi, semplicemente per esprimere una collera trattenuta da tanto tempo; dove un generale più o meno di facciata sarà insediato alla Casa Bianca perché alla fine tutto si concluda con qualcosa che non avrà più granché a vedere con ciò che abbiamo conosciuto; con qualche parte in questa cosa sconosciuta, e dall’alto di  una nuvola ( la famosa nuvola?), diciamo sopra l’Ohio, il gatto di Schrödinger guarderà in basso, verso di noi, sorridente (senza dubbio ironicamente ma con quella sfumatura  enigmatica che ha sempre avvolto gli eroi dell’”esperienza del pensiero” sulla teoria quantica del fisico in questione)…
A proposito del titolo del testo di  Kunstler del 21 luglio 2017 su Kunstler.com, abbiamo fatto una ricerca sulla sigla MEOW, e concluso arbitrariamente che l’acronimo, che ha molti significati, in questo caso ha quello di “Equivalente Morale Di una Guerra” (Moral Equivalent Of War – nell’originale- N.d.T.)

dde.org

DI JAMES HOWARD KUNSTLER

Con tutte le gaffe  e i passi falsi che ha fatto in questo primo semestre come presidente (cough,cough), Donald Trump sembra avere più vite del gatto di Schrödinger. O può darsi che sembri soltanto così. O può darsi che proprio lui non sia veramente lì, (come le notizie in questi giorni). Può darsi che Trump rappresenti soltanto una probabilità comica in un infinito numero di Universi di probabilità, contemporaneamente comica e tragica. Comincio a capire perché la gente di Hollywood ha un attacco di ansia a proposito del capo del governo: non puoi mettere in scena una rogna del genere; è come se si lasciasse il trio comico dei Tre Marmittoni   (The Three Stooges) (1) da solo in un teatro di prosa perché rifaccia “Via col vento”.

Ma poi cominci a chiederti: ma la Russia c’è veramente, o anche lei è soltanto un’altra possibilità dell’immaginazione? Non cercare di  riuscire a capire la faccenda leggendo le osservazioni oracolari del Washington Post. In questi giorni la Russia sembra che sia contemporaneamente dappertutto e in nessun posto, come il Diavolo nel 1693 a nord di Boston (2) . Prendiamo per esempio questo tipo, Jeff Sessions (3). Vi siete accorti che il suo nome fa rima con russi? (Nella pronuncia  inglese – N.d.T.)  Non lo hanno sorpreso a chiacchierare con l’Ambasciatore Russo proprio nella stessa riunione dei repubblicani che ha scelto come candidato presidente il noto colluso Donald Trump? Ecco, proprio qui a voi una maledetta prova!

Sì,  le cose stanno andando in modo molto strano in questi giorni nella democrazia più grande del mondo. Per me che guardo la faccenda attraverso le lenti dello storico, sembra sempre di più come l’ossessione per le streghe di Salem che incontra la Rivoluzione Francese, con in cima un giro di confusione quantica. Per ora siamo nella prima frase, la vera follia politica. Le convinzioni  sono diventate indipendenti dagli avvenimenti della vita . Il tizio che il fato, oppure una divinità dispettosa, ha messo alla Casa Bianca, non è neanche a livello dei più scellerati capi di Stato del mondo. Mi dispiace riesumare il vecchio Adolf, ma veramente, lo stesso Hitler sembrava che avesse un’idea molto più chiara di ciò che stava facendo di quanto non l’abbia Trump. Il fiasco della riforma dell’ObamaCare sembra il punto di svolta verso la tendenza a una velenosa paralisi politica che potrebbe letteralmente uccidere il governo come lo conosciamo. In tutti questi mesi di dibattito il Congresso non hai mai trovato il tempo di sollevare il problema principale: che il 18% circa dell’economia che è rappresentato dall’assistenza sanitaria, è largamente composto da un’indubbia organizzazione criminale. Bene, di certo lo hanno sussurrato. I due partiti maggiori si stanno disintegrando davanti ai nostri occhi, nonostante l’apparente senso di decoro che i senatori mostrano in Tv. Il pubblico può sembrare che sia mentalmente in vacanza, dormicchiando sulla spiaggia tra le mollezze della piena estate,  ma nel vento al largo c’è qualcosa di malvagio.

In effetti io vorrei adesso andare oltre lo scenario del colpo di Stato “soft” che ha cacciato Trump sulla base del venticinquesimo emendamento. Naturalmente capiterà, ma non soddisferà nessuno. Mike Pence darà prova di essere tanto inetto e impopolare quanto Trump, e affogherà nei problemi finanziari e fiscali, e non avrà nessun aiuto dalla assemblea legislativa per risolvere qualcuno di questi problemi, e prima  che passi troppo tempo potrebbe esserci un generale alla Casa Bianca, -o uno che cerchi di far funzionare le cose (operando) da qualche posto altrove, se può. Tutto questo spettacolo nauseabondo sarà accompagnato da violente rivolte popolari di regioni contro regioni e di tribù contro tribù, in una grande esplosione civile  dell’angoscia a lungo repressa.

Troppe forze pericolose si stanno radunando sulla scena per abbattere il sogno dello Stato americano in cui l’America si è infiacchita. La maggior parte di esse riguardano il denaro (i “soldi”) e le domande su come possiamo noi continuare a pagare per il modo di vivere che abbiamo in questo paese, e  chi di preciso ci ha imbrogliati circa il benessere scomparso di ogni comunità arrugginita e malandata nel paese? Comincerà dai mercati azionari e obbligazionari e questo accadrà presto. Poi il Tesoro degli Stati Uniti distruggerà il dollaro cercando (di nuovo) di salvare le banche. E i conti correnti bancari saranno congelati. E i mutui non saranno più pagati. Le tessere del programma di assistenza supplementare nutrizionale (SNAP: Supplement Nutrition Assistance Program) non funzioneranno più e molto presto le consegne tempestive ai supermercati e i rifornimenti alle stazioni di servizio del carburante si fermeranno, e non ci sarà  molto che Mike Pence  possa fare. Lo metteranno da parte e i militari saranno incaricati di riportare l’ordine nel paese. E quando lo faranno non sarà lo stesso paese che noi abbiamo cantato alla fine delle scuole elementari. Dall’alto di una nuvola, magari sopra l’Ohio, il gatto di Schrodinger guarderà giù verso di noi,  sorridendo.

James Howard Kunstler

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/kunstler-gone-chaos-gone

23.07.2017

 

Note a cura del Traduttore

(1) I tre marmittoni, nell’originale inglese The Three Stooges (letteralmente traducibile come “le tre spalle”), sono stati un trio comico statunitense, composto dai personaggi Larry, Moe e Curly, che girarono il primo film nel 1930, Soup to Nuts e fino al 1970 recitarono in TV una slapstick comedy (farsa piuttosto grossolana) nonché in parodie di altri generi  (da Wikipedia)
(2) L’Autore si riferisce  alProcesso alle streghe di Salem : una serie di atti rivolti a persone accusate di stregoneria che si svolsero a partire dal 1692 nel villaggio di Salem (contea di Essex, Massachusetts)  (a nord di Boston) (da Wikipedia)
(3) Jeff Sessions
Membro del Partito Repubblicano, dal 1997 al 2017 è stato il senatore junior dell’Alabama. Nel 2007, il National Journal lo ha valutato come il quinto senatore più conservatore.
Il 28 febbraio 2016, Sessions è stato il primo senatore a esprimere sostegno alla candidatura presidenziale di Donald Trump, ed è stato tra i consiglieri politici della sua campagna elettorale, soprattutto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza nazionale.
Il 18 novembre 2016 lo staff per la transizione ha reso nota la nomina di Sessions ad Attorney General (il ministro della giustizia statunitense) nel gabinetto di Donald Trump, nomina approvata dal Senato americano il 9 febbraio 2017 con 52 voti favorevoli e 47 contrari.
(fonti varie)

 
 
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