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  Vaccini: VACCINI: AGGIORNIAMOCI CON LA MEDICINA UFFICIALE. MENO ALLUMINIO, PEGGIO E'.
Postato il 06/07/2017 di cdcnet
 
 
  Salute

Ancora sull'alluminio nei vaccini e ancora anno 2017 (Gennaio): Lavoro di Crépeaux e colleghi pubblicato su Toxicology. I risultati sono in parte inattesi e non facilmente interpretabili. Non si fa attendere comunque la risposta pro-vaccini che nel giugno 2017 viene pubblicata sulla stessa rivista: errori di metodo e perplessità sulla qualità etica del lavoro.



Riassumiamo l'articolo.

L'ossi-idrossido di Alluminio (Alhydrogel®), principale adiuvante usato nei vaccini, consiste di nanoparticelle che si agglomerano spontaneamente. Vi sono preoccupazioni sulla sua sicurezza dopo che è stata evidenziata una inaspettata e lunga persistenza nelle cellule immunitarie in alcuni soggetti e dopo la segnalazione di casi di sindrome da affaticamento cronico, deficit cognitivi, mialgie, disautonomie e quadri infiammatori/autoimmuni.

Esperimenti sui topi hanno documentato la captazione e il lento trasporto da parte di globuli bianchi (della linea dei monociti) dal muscolo iniettato ai linfonodi e talora al cervello.

Lo scopo del lavoro era quello di valutare la funzione cerebrale dell'animale e la concentrazione di alluminio 180 giorni dopo l'iniezione di varie dosi di Alhydrogel® (200, 400 and 800μg Al/kg di peso corporeo) nel muscolo tibiale anteriore di femmine adulte. Venivano quindi valutate le attività cognitive e motorie, l'attivazione microgliale, e il livello di alluminio.

Solo con basse dosi di Alhydrogel® (200μg Al/kg ) si evidenziava un insolito quadro neuro-tossicologico con cambiamenti neuro-comportamentali come diminuita attività e manifestazioni tipo-ansia con associato incremento microgliale, aumentata concentrazione dell'alluminio nel cervello, e scomparsa completa dei granulomi muscolari a 6 mesi di distanza.

Gli autori concludevano che Alhydrogel® iniettato a bassa dose nel muscolo di topo può indurre accumulo cerebrale e effetti neurotossici a lungo termine.

Non è tanto il problema di spiegare perchè meno alluminio è peggio di più alluminio (forse – dicono gli autori – dipende dalla grandezza dell'adiuvante: le dosi basse – non quelle più alte – contenevano piccoli aggregati della grandezza simile al batterio, una grandezza che favorisce la cattura e presumibilmente il trasporto delle particelle da parte dei monociti) quanto il dover riconoscere che il punto di vista che la neurotossicità da Alhydrogel® obbedisca alla regola classica della tossicologia (“la dose fa il veleno”) appare troppo semplicistico.

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E ora la lettera all'editore che ha pubblicato l'articolo, lettera critica uscita a luglio dal titolo Questions about methodological and ethical quality of a vaccine adjuvant critical paper. (Dubbi di natura metodologica e etica su un articolo critico degli adiuvanti nel vaccino).


Volendo sintetizzare, gli autori in primo luogo sollevano il problema della mancanza di qualsiasi documento di approvazione etica dell'esperimento sui topi o in altre parole la mancanza dell'approvazione di un comitato istituzionale o etico, necessario per stabilire se gli esperimenti sono stati condotti secondo le linee guida.


In secondo luogo, non sembra chiara la dose somministrata. Cosa significa 200 o 400 o 800 microgrammi (μg) in 3 dosi di Alhydrogel? In ogni caso le dosi sarebbero sproporzionatamente più alte di quelle contenute nei vaccini per l'uomo: una dose di 200 μg per il topo equivale a 967 μg per un uomo di 60 Kg (la proporzione tiene conto del fattore di conversione topo-uomo di 12,3); comunque si tratta di una dose doppia di quella raccomandata in clinica. Da ricordare che il vaccino Engerix contiene 500 μg di Alhydrogel (disciolto in 1 ml). Inoltre i topi ricevevano 3 dosi in 8 giorni, invece dei 6 mesi raccomandati per l'uomo.

In sintesi, tenuto conto del fattore di conversione, i topi in questo studio ricevevano da 4 a 16 volte la dose equivalente nell'uomo di Alhydrogel in un periodo 22 volte più breve.


Ed infine l'ultima annotazione: il lavoro di Crepeaux era finanziato con borse di studio del CMSRI. Ciò che non viene detto è che il CMSRI (Children’s Medical Safety Research Institute) è supportato dalla Fondazione della Famiglia Dwoskin, critica verso le vaccinazioni. Ed è anche importante notare che 3 degli autori, Exley, Shaw e Gherardi, fanno parte del Comitato Scientifico del CMSRI, con Shaw come presidente e Gherardi come vice. Un conflitto di interessi dunque?

 
 
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