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  Terrore e Guerre: DARE UN SENSO ALLA PAURA DEL 'SUPER INNESCO'
Postato il 15/05/2017 di cdcnet
 
 
  Mondo

Per settimane ho ricevuto e-mail di lettori presi dal panico che mi chiedevano se gli Stati Uniti avessero sviluppato una tecnologia speciale chiamata “super innesco”, che renderebbe possibile agli Stati Uniti lanciare con successo un primo attacco (preventivo) contro la Russia che la disarmerebbe. I super inneschi sono stati menzionati anche in combinazione con una presunta mancanza da parte della Russia di un sistema orbitale di allerta precoce a infrarossi che funzioni, cosa che darebbe ai Russi meno tempo per reagire ad un possibile attacco nucleare statunitense.



Anche se tutto questo ha una base fattuale, l’articolo originale già fuorvia il lettore con un titolo scioccante “Come la modernizzazione della forza nucleare degli Stati Uniti sta minando la stabilità strategica: il super-innesco che compensa l’altitudine di scoppio[in Inglese] e offre diverse conclusioni infondate. Inoltre, questo articolo originale è stato ulteriormente discusso da molti osservatori che semplicemente non hanno l’esperienza necessaria per capire cosa significano davvero i fatti menzionati nell’articolo. Poi le varie fonti hanno iniziato a citarsi l’un l’altra e, alla fine, questo ha portato ad una “paura del super innesco” completamente infondata. Proviamo a dare un senso a tutto questo.

Capire gli attacchi nucleari e i loro obiettivi

Per capire ciò che realmente è avvenuto ho bisogno di definire prima un paio di termini cruciali:

  • Capacità di distruzione dei bersagli protetti: si riferisce alla capacità di un missile di distruggere un obiettivo fortemente corazzato quale un silo missilistico sotterraneo o un posto di comando a diversi metri di profondità.
  • Capacità di distruzione dei bersagli non protetti: la capacità di distruggere obiettivi leggermente o non corazzati.
  • Attacco Counterforce: si riferisce ad un attacco diretto contro le capacità militari del nemico.
  • Attacco Countervalue: si riferisce ad un attacco alle risorse non militari, come le città.

Dato che i silo da cui vengono lanciati i missili nucleari strategici e i posti di comando sono ben difesi e posti in profondità nel sottosuolo, solo i missili con capacità di distruzione dei bersagli protetti (o HTK) sono in grado di eseguire un attacco Counterforce. I sistemi con capacità di distruzione dei bersagli non protetti (o STK) sono quindi visto di solito come un mezzo di ritorsione finale per colpire le città nemiche. La nozione cruciale è che la capacità HTK non è una funzione che esprime la potenza esplosiva, ma la precisione. Sì, in teoria, un’arma estremamente potente può compensare fino ad un certo punto la mancanza di precisione, ma in realtà sia gli Stati Uniti che l’URSS/Russia hanno da tempo capito che la vera chiave dell’HTK è la precisione.

Durante la Guerra Fredda, i missili balistici intercontinentali (ICBM) erano più precisi dei missili balistici lanciati da sommergibile (SLBM) semplicemente perché acquisire bersagli dalla superficie e da una posizione fissa era molto più facile che acquisire bersagli dall’interno di un sottomarino immerso e in movimento. Gli Americani furono i primi a schierare con successo un SLBM dotato di capacità HTK, il Trident D5. I Russi hanno acquisito questa capacità solo molto di recente (con il loro SLBM R-29RMU2 Sineva).

Secondo il Bulletin of the Atomic Scientists, appena un decennio fa solo il 20% degli SLBM americani avevano capacità HTK. Ora, col “super innesco”, il 100% degli SLBM hanno capacità HTK. Quello che fanno questi super inneschi è una misura precisissima dell’altitudine ottimale alla quale detonare, compensando quindi parzialmente la mancanza di precisione di un’arma senza capacità HTK. In parole povere, questi super inneschi dotano tutti gli SLBM americani di capacità HTK.

Ha importanza?

Sì e no. Ciò che significa sulla carta è che gli Stati Uniti hanno appena beneficiato di un aumento massiccio del numero di missili con capacità HTK. Così, gli Stati Uniti hanno ora una forza missilistica in grado di eseguire un attacco Counterforce disarmante molto più grande. Ma in realtà le cose sono molto più complicate di così.

Comprendere gli attacchi Counterforce

L’esecuzione di un attacco Counterforce che disarmasse l’URSS prima e la Russia poi, è un vecchio sogno americano. Ricordate il programma “Guerre Stellari” di Reagan? L’idea alla base era semplice: sviluppare la capacità di intercettare abbastanza testate Sovietiche in arrivo per proteggere gli Stati Uniti da un contrattacco Sovietico di rappresaglia. Avrebbe funzionato più o meno così: distruggere, diciamo, il 70% degli ICBM/SLBM Sovietici e intercettare il restante 30% prima che potesse raggiungere gli Stati Uniti. Ciò era un’assurdità totale sia dal punto di vista tecnologico (non esisteva la tecnologia per fare questo) che da quello strategico (bastava che poche testate sfuggissero all’intercettazione per spazzare via intere città statunitensi: chi poteva prendersi un rischio del genere?). Il recente schieramento americano di sistemi anti-missile in Europa ha esattamente lo stesso scopo – proteggere gli Stati Uniti da un contrattacco di rappresaglia. Senza entrare in complesse discussioni tecniche diciamo solo che in questo momento questo sistema non potrebbe mai proteggere gli Stati Uniti da nulla. Ma in futuro, potremmo immaginare uno scenario simile a questo

  1. Gli USA e la Russia acconsentono da ulteriori profondi ridimensionamenti delle loro forze strategiche nucleari, riducendo così drasticamente il numero totale di ICBM/SLBM russi.
  2.  Gli Stati Uniti schierano intorno alla Russia tutti i sistemi anti-missile che possono intercettare e distruggere i missili russi nella prima fase del loro volo verso gli Stati Uniti.
  3. Gli Stati Uniti schierano anche un certo numero di sistemi nello spazio o intorno agli USA per intercettare tutte le testate russe in arrivo.
  4. Gli USA, che hanno una forza con capacità HTK molto grande, eseguono un riuscito attacco Counterforce che distrugge il 90% (o giù di lì) delle capacità russe e poi i restanti missili vengono distrutti durante il volo.

Questo è un sogno che non funzionerà mai, ed ecco perché:

  1. I Russi non accetteranno estesi tagli alle loro forze strategiche nucleari.
  2. I Russi hanno già ottenuto la capacità di distruggere il sistema anti-missile schierato dagli USA in Europa.
  3. Le testate e i missili russi sono ora manovrabili e possono utilizzare anche una qualsiasi traiettoria per raggiungere gli Stati Uniti, possono perfino sorvolare il Polo Sud. I nuovi missili russi hanno un primo stadio drasticamente più breve e più veloce, cosa che li rende molto più difficili da intercettare.
  4. I missili balistici russi saranno gradualmente sostituiti da missili da crociera strategici (ovvero a lungo raggio; parleremo di questo argomento più avanti).
  5. Questo scenario presuppone erroneamente che gli Stati Uniti sapranno dove saranno i sottomarini russi dotati di SLBM quando effettueranno il loro lancio e che saranno in grado di attaccarli (ne parlerò più estesamente più avanti).
  6. Questo scenario ignora completamente gli ICBM russi installati su autocarri pesanti o su vagoni ferroviari (di più in merito più avanti).

Capire le MIRV
Prima di spiegare i punti 4, 5 e 6, ho bisogno di citare un altro fatto importante: un missile può trasportare una sola testata o diverse testate (fino a 12 e più). Quando un missile trasporta diverse testate capaci di acquisire i bersagli in modo indipendente viene definito dotato di MIRV, sigla che sta per “veicolo di rientro multiplo indipendente”.

Le MIRV sono importanti per diversi motivi. In primo luogo, un singolo missile con 10 testate può, in teoria, distruggere 10 bersagli diversi. In alternativa, un singolo missile può trasportare, diciamo 3-4 testate vere e 6-7 testate fasulle che fungono da esche. In termini pratici, quello che al decollo sembra un singolo missile può trasformarsi in 5 testate vere, tutte puntate su bersagli diversi e altre 5 testate finte progettate per rendere l’intercettazione più difficile. Le MIRV, tuttavia, presentano anche un grosso problema: sono obiettivi redditizi. Se con una delle “mie” testate nucleari posso distruggere 1 dei “tuoi” missili dotati di MIRV, io perdo 1 testata ma tu ne perdi 10. Questo è uno dei motivi per cui gli Stati Uniti si stanno allontanando dai missili dotati di MIRV basati a terra [in Inglese].

La considerazione importante qui è che la Russia ha un certo numero di opzioni possibili tra le quali scegliere ed è impossibile predire quanti dei suoi missili saranno dotati di MIRV. Inoltre, per il prossimo futuro, tutti gli SLBM americani e russi rimarranno dotati di MIRV (in realtà togliere le MIRV agli SLBM non ha senso, dal momento che per definizione l’intero sottomarino lanciamissili balistici (o SSBN) è una gigantesca rampa di lancio per MIRV).

Contrariamente ai missili dotati di MIRV, i missili con testate singole sono pessimi bersagli da cercare di distruggere usando armi nucleari: anche se “il mio” missile distrugge “il tuo” entrambi abbiamo perso 1 missile ciascuno. Ne vale la pena? Peggio ancora, se devo usare 2 dei “miei” per assicurarmi che i “tuoi” vengano davvero distrutti, il mio attacco si tradurrà in me che utilizzo 2 testate per distruggerne solo una delle tue. Questo non ha alcun senso.

Infine, negli attacchi Countervalue di rappresaglia, gli ICBM/SLBM dotati di MIRV sono una minaccia formidabile: un singolo SLBM R-30 Bulava (SS-N-32) o un singolo ICBM R-36 Voevoda (SS-18) può distruggere dieci città americane. È un rischio che vale la pena correre? Poniamo il caso che gli USA si lascino sfuggire un singolo SSBN classe Borei – in teoria può significare che questo SSBN potrebbe distruggere fino a 200 città americane (20 SLBM con 10 MIRV ciascuno). Che ve ne pare come rischio?

Contrastare la triade nucleare degli Stati Uniti e della Russia

Le armi nucleari strategiche possono essere schierate su terra, negli oceani o trasportate dagli aerei. Questa viene chiamata “triade nucleare”. Non voglio discutere della parte della triade statunitense e russa basata sui velivoli, dato che non ha un impatto significativo sul quadro complessivo, e perché è approssimativamente comparabile. I sistemi terrestri e marittimi e le loro relative strategie di utilizzo non potrebbero essere più diversi. In mare, gli Stati Uniti hanno posseduto capacità HTK per molti anni, e hanno deciso di tenere la parte più importante del loro arsenale nucleare sugli SSBN. Al contrario, i Russi hanno scelto di sviluppare missili balistici intercontinentali installati su autocarri pesanti. Il primo fu l’RT-2PM Topol (SS-25), schierato nel 1985, seguito dall’RT-2PM2 “Topol-M” (SS-27), dispiegato nel 1997, e dal rivoluzionario RS-24 Yars o Topol-MR (SS-29), entrato in servizio nel 2010 (gli Stati Uniti hanno considerato di schierare missili strategici installati su autocarri pesanti, ma non sono mai riusciti a sviluppare la tecnologia idonea).

I Russi hanno schierato anche missili installati su vagoni ferroviari chiamati RT-23 Molodets (SS-24) e stanno per dispiegare una nuova versione chiamata RS-27 Barguzin (SS-31?). Ecco il loro aspetto:

Gli SSBN e i missili installati su autocarri pesanti e vagoni ferroviari hanno tutti due cose in comune: sono mobili e si affidano all’occultamento per la sopravvivenza, perché nessuno di loro può sperare di sopravvivere. L’SSBN si nasconde nelle profondità dell’oceano, i lanciamissili mobili attraversano le immense distese russe e possono nascondersi, letteralmente, in qualsiasi foresta. Per quanto riguarda il treno lanciamissili, si nasconde per diventare completamente indistinguibile da un qualsiasi altro treno dell’enorme rete ferroviaria russa (anche da vicino è impossibile dire se quello che state vedendo è un normale treno merci o un treno speciale lanciamissili). Per distruggere questi sistemi, la precisione non è assolutamente sufficiente: dovete trovarli e dovete trovarli prima che lancino i loro missili. E questo è, a conti fatti, del tutto impossibile.

Alla Marina russa piace tenere i loro SSBN o sotto la calotta polare o nei cosiddetti “bastioni”, come il Mare di Ochotsk. Anche se queste non sono davvero zone impossibili da penetrare per i sottomarini d’attacco americani (SSN), sono aree estremamente pericolose in cui la Marina russa ha un enorme vantaggio sugli Stati Uniti (e non solo perché il sommergibile d’attacco americano non può contare sul sostegno di navi di superficie o di aeromobili). La Marina degli Stati Uniti ha alcuni dei migliori sommergibili del pianeta ed equipaggi superbamente addestrati, ma penso che sia estremamente improbabile che gli SSN americani possano trovare e distruggere tutti gli SSBN russi prima che questi possano lanciare i loro missili.

Per quanto riguarda i lanciamissili installati su autocarri pesanti e vagoni ferroviari, sono protetti dalle difese aeree russe, che sono le più avanzate del pianeta, non certo il tipo di spazio aereo in cui gli Stati Uniti vorrebbero inviare bombardieri B-52, B-1 o B-2. Ma, soprattutto, questi missili sono completamente nascosti, quindi anche se gli Stati Uniti riuscissero in qualche modo a distruggerli, non riuscirebbero a trovarne abbastanza per rendere un primo attacco disarmante un’opzione valida. A proposito, l’RS-24 ha quattro MIRV (ovvero 4 città degli Stati Uniti), mentre l’RS-27 ne avrà tra 10 e 16 (che fanno altre 10-16 città degli Stati Uniti vaporizzate).

Uno sguardo alla geografia e ai missili da crociera

Infine, diamo un’occhiata alla geografia e ai missili da crociera. Due missili da crociera russi sono particolarmente importanti per noi: il Kh-102 e il 3M-14K (?):


KH-102 3M-14K
Gittata: 5500km 2600km
Lanciatore: Bombardiere strategico Aereo, nave, container
Testata: Nucleare da 450kt Nucleare (potenza sconosciuta)

Ciò che è importante con questi due missili da crociera è che il Kh-102 ha un’ampia gittata, e che il KM-14K può essere lanciato da aerei, navi e persino container. Date un’occhiata a questo video che mostra le capacità di questo missile.

Ora considerate dove si trova la stragrande maggioranza delle città degli Stati Uniti – proprio lungo le coste est e ovest degli Stati Uniti, e considerate anche il fatto che gli Stati Uniti non hanno difese aeree di alcun tipo a proteggerle. Un bombardiere strategico russo potrebbe colpire qualsiasi parte della costa occidentale dal centro dell’Oceano Pacifico. Per quanto riguarda un sommergibile russo, potrebbe colpire tutte le città degli Stati Uniti dal bel mezzo dell’Atlantico. Infine, i Russi potrebbero celare un numero sconosciuto di missili da crociera in una normale nave portacontainer (battente bandiera russa o, nel caso, una qualsiasi altra bandiera) e navigare semplicemente verso le immediate vicinanze della costa americana e scatenare una raffica di missili da crociera con testata nucleare.
Quanto tempo di reazione darebbe un tale sbarramento al governo degli Stati Uniti?

Capire il tempo di reazione

È vero che il sistema orbitale di allerta precoce sovietico e russo è in cattive condizioni. Ma sapete che la Cina non si è mai preoccupata di sviluppare un sistema spaziale simile? Allora, cos’hanno che non va i Cinesi, sono stupidi, tecnologicamente arretrati o sanno qualcosa che noi non sappiamo?

Per rispondere a questa domanda abbiamo bisogno di capire che opzioni ha un paese sotto attacco  missilistico nucleare. La prima opzione si chiama “Launch on Warning”: vedi i missili in arrivo e premi il pulsante “rosso” (che in realtà sono delle chiavi da girare) per lanciare i tuoi missili. Questa opzione a volte viene chiamata “usali o perdili”. L’opzione successiva è il “Launch on Strike”: lanci tutto quello che hai non appena viene confermato un attacco nucleare al tuo territorio. E, infine, c’è la “Retaliation after Ride-out”: incassi tutto quello che ti spara contro il nemico, poi prendi la decisione di rispondere all’attacco. Ciò che è ovvio è che la Cina ha adottato, sia per scelta politica o a causa dei limiti delle loro capacità spaziali, o l’opzione “Launch on Strike” o l’opzione “Retaliation after Ride-out”. Ciò è particolarmente interessante perché la Cina possiede relativamente poche testate nucleari e perfino meno ICBM a lungo raggio veri e propri.

Al contrario i Russi hanno  recentemente confermato di avere da molto tempo un “sistema di scudo nucleare” chiamato “Perimetr [in Inglese], che accerta automaticamente quando si è verificato un attacco nucleare e quindi lancia automaticamente un contrattacco. Questa potrebbe essere una posizione di “launch on strike” ma è anche possibile che la Russia abbia una doppia posizione:  prova cioè ad avere la capacità del launch on warning, ma si assicura doppiamente con una capacità automatica di “scudo” e “launch on strike”.

Guardate questa stima delle scorte mondiali di testate nucleari strategiche:  mentre la Cina ha solo 260 testate, la Russia ha ancora uno stupefacente numero di 7.000 testate e ha anche una capacità di “scudo nucleare”.  Eppure la Cina si sente ancora abbastanza fiduciosa da annunciare una politica “non attaccare per primi”. Come lo possono affermare senza un sistema orbitale per la difesa missilistica?

Molti diranno che i Cinesi avrebbero voluto più bombe atomiche e un sistema di scudo spaziale per la rilevazione dei lanci di missili nucleari, ma che i loro attuali mezzi finanziari e tecnologici non lo permettono. La mia personale opinione è che sanno che anche la loro forza piuttosto ridotta rappresenta comunque un buon deterrente per qualsiasi potenziale aggressore. E potrebbero avere ragione.

Lasciate che vi chieda questo: quanti generali e politici americani desidererebbero sacrificare anche una sola importante città americana  per disarmare la Cina o la Russia? Alcuni probabilmente sì. Ma io di certo spero che la maggioranza si renda conto che il rischio rimane sempre enorme.

Innanzitutto, le moderne testate nucleari sono state provate (grazie a Dio!) finora solo su carta o con i computer? Quindi nessuno sa realmente con sicurezza come andrebbe a finire una guerra nucleare. L’unica cosa certa è che solo le conseguenze politiche ed economiche sarebbero catastrofiche e totalmente imprevedibili. Inoltre, rimane molto poco chiaro come potrebbe essere fermata una guerra simile, salvo la totale distruzione di una parte. La cosiddetta “de-escalation” è un concetto affascinante ma finora nessuno lo ha davvero compreso. Infine, sono personalmente convinto che sia gli Stati Uniti che la Russia abbiano più armi nucleari efficienti del necessario per decidere davvero di rispondere ad un attacco nemico su larga scala. Questo è il grande problema che molti pacifisti in buona fede non hanno mai capito: è una cosa buona che “USA e Russia abbiano i mezzi per distruggere il mondo dieci volte”, semplicemente perché, se anche una parte vince e distrugge, diciamo, il 95% delle forze nucleari russe o americane, il rimanente 5% sarebbe più che sufficiente per spazzar via l’avversario con un devastante contrattacco. Se la Russia e gli USA avessero ciascuna, diciamo, solo dieci testate nucleari, allora la tentazione di provare a usarle sarebbe molto maggiore.

Questo è spaventoso e anche folle, ma avere molte armi nucleari è più sicuro dal punto di vista di una “stabilità del primo attacco[in Inglese], piuttosto che averne poche. Sì, viviamo in un mondo folle.

Considerate che in tempi di crisi sia gli Stai Uniti che la Russia farebbero decollare i loro bombardieri strategici e li terrebbero in volo, rifornendoli quando servirebbe, per il tempo necessario per evitare che siano distrutti a terra. Quindi, anche se gli Stati Uniti distruggessero TUTTI i missili ICBM e SLBM, ci sarebbero pochi bombardieri strategici fermi nelle aree di raccolta a cui potrebbe essere dato l’ordine di attaccare. E qui arriviamo a un ultimo, cruciale aspetto:

Gli attacchi Counterforce richiedono molte testate nucleari con capacità HTK. Le stime di entrambe le parti sono tenute segrete, ovviamente, ma stiamo parlando di più di 1000 obiettivi già definiti per ciascuno, se non di fatto già presi di mira. Ma un attacco Countervalue richiederebbe molto meno. Gli Stati Uniti hanno solo 10 città con più di un milione di abitanti. La Russia solo 12. E, ricordatevi, in teoria una testata è sufficiente per una città (non è vero ma lo è per praticità). Guardate solo cosa ha causato l’11 Settembre negli Stati Uniti e immaginate se, diciamo, “solo” Manhattan fosse realmente distrutta con una bomba nucleare. Potete facilmente immaginare le conseguenze.

Conclusione 1: i super-inneschi non sono in realtà così tanto super

La paura del super-innesco è cosi esagerata che è ormai quasi una leggenda metropolitana. Anche se tutti i missili SLBM hanno ora capacità HTK e anche se la Russia non ha un sistema spaziale funzionale per il rilevamento dei missili in volo (sta comunque lavorando su uno nuovo), questo non influenza in nessun modo il fatto fondamentale che non c’è nulla, proprio nulla, che gli USA si possono inventare per impedire alla Russia di distruggere gli Stati Uniti in un attacco di rappresaglia. E’ vero anche il contrario: i Russi hanno zero speranze di bombardare gli Stati Uniti e sopravvivere ad una inevitabile rappresaglia americana.

La verità è che già nei primi anni ’80 gli esperti Sovietici (il Maresciallo Ogarkov) e americani erano già arrivati alla conclusione che una guerra nucleare non avrebbe avuto vincitori. Negli ultimi 30 anni due cose hanno decisamente cambiato la natura del gioco: primo, sempre più armi convenzionali hanno effetti paragonabile a quelli di piccole armi nucleari e i missili da crociera sono diventati molto più efficaci. Oggi vanno di moda i missili ipersonici a lungo raggio a bassa sezione radar equivalente (stealth) e le testate ICBM manovrabili, che saranno sempre più difficili da individuare e intercettare. Pensate a questo: se i Russi sparassero una raffica di missili da crociera da un sottomarino, diciamo, a 100 km dalle coste americane, che tempi di reazione avrebbero gli Stati Uniti? Diciamo che questi missili a bassa sezione radar equivalente inizierebbero a volare ad una media altitudine rimanendo praticamente invisibili ai radar, agli infrarossi e anche ai rilevatori sonori, poi si abbasserebbero a 3-5 metri sopra l’Atlantico e quindi accelererebbero alla velocità di Mach 2 o Mach 3. Sicuramente, diventerebbero visibili ai radar appena attraversato l’orizzonte ma il rimanente tempo di reazione sarebbe misurato in secondi, non minuti.  Inoltre, che tipo di sistema d’arma potrebbe comunque fermare quel tipo di missile? Forse il tipo di difesa che c’è intorno ad una portaerei americana (forse) ma non c’è semplicemente nulla del genere lungo le coste americane.

Come per i missili balistici a testata nucleare, tutti i sistemi antimissile attuali e futuri si basano sui calcoli di testate non-manovrabili. Una volta che le testate nucleari cominciano a virare e ad andare a zig-zag, allora il calcolo necessario per intercettarle diventa più difficile di diversi ordini di grandezza. Alcuni missili russi, come l’R-30 Bulava, possono essere manovrati durante la fase iniziale dell’accensione dei motori, rendendo la loro traiettoria ancora più difficile da prevedere (e il missile stesso più difficile da intercettare).

La verità è che nel prossimo futuro i sistemi antimissile saranno molto più costosi e difficili da costruire dei missili balistici in grado di battere i missili antimissile. Tenete inoltre a mente che un missile antimissile è già di per sé molto, molto più costoso di una testata nucleare. Francamente, ho sempre avuto il sospetto che l’ossessione americana per i vari tipi di tecnologia antimissile riguardasse più il finanziamento del Complesso Industriale Americano e, al massimo, lo sviluppo di nuove tecnologie utili in qualche altro campo.

Conclusione 2: il sistema di deterrenza nucleare rimane stabile, molto stabile

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli alleati dell’Unione Sovietica, mossi dal tradizionale amore occidentale per la Russia, hanno cominciato immediatamente a pianificare una guerra convenzionale e nucleare contro l’Unione Sovietica (vedi Operazione Unthinkable [in Italiano] e Operazione Dropshot [in Inglese]).

Nessuno dei due piani venne attuato, i leader occidentali erano probabilmente abbastanza razionali da non voler scatenare una guerra su larga scala contro le forze armate che avevano distrutto più o meno l’80% della macchina da guerra nazista. Ciò che è certo, comunque, è che entrambe le parti hanno ben compreso che la presenza di armi nucleari aveva cambiato profondamente la natura della guerra, e che il mondo non sarebbe  stato più lo stesso: per la prima volta nella storia tutta l’umanità si trovò faccia a faccia una vera minaccia alla propria esistenza. Come conseguenza diretta di questa consapevolezza, immense somme di denaro vennero versate alle più brillanti persone del pianeta per affrontare il tema della guerra e della deterrenza nucleare. Questo sforzo enorme ebbe come effetto un sistema sorprendentemente ridondante, multidimensionale e sofisticato, che non può essere sovvertito da nessuna scoperta tecnologica. C’è COSI’ tanta ridondanza e sicurezza all’interno delle forze nucleari strategiche russe e americane, che un attacco preventivo è praticamente impossibile, anche se facciamo l’ipotesi più improbabile e inverosimile, dando ad una parte tutti i vantaggi e all’altra tutti gli svantaggi. Per molte persone è molto difficile accettare l’idea di un sistema con così tanta capacità di sopravvivenza, ma sia gli USA che la Russia hanno fatto centinaia, migliaia di avanzatissime simulazioni di scontro nucleare, spendendo un’infinità di ore e di milioni di dollari tentando di trovare un punto debole nel sistema della controparte, e ogni volta il risultato è sempre stato lo stesso: rimangono sempre abbastanza testate per infliggere un contrattacco di rappresaglia assolutamente catastrofico.

Conclusione 3: il vero pericolo per il nostro comune futuro

Il vero pericolo per il nostro pianeta non proviene da un’improvvisa scoperta tecnologica che renderebbe sicura la guerra nucleare, ma dalle menti dementi dei Neoconservatori americani, che credono di poter sottomettere la Russia con un gioco del “pollo nucleare”. Questi Neoconservatori sembrano convinti che fare minacce convenzionali contro la Russia, come quella di imporre unilateralmente zone interdette al volo sulla Siria, non ci avvicina ad un confronto nucleare. Invece lo fa.

I Neoconservatori amano attaccare le Nazioni Unite in generale, e il potere di veto dei cinque membri permanenti (P5) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma evidentemente hanno dimenticato il motivo per cui questo potere di veto è stato creato innanzitutto: mettere fuorilegge qualsiasi azione che potrebbe scatenare una guerra nucleare. Naturalmente, questo presuppone che i P5 si preoccupino del diritto internazionale. Ora che gli Stati Uniti sono diventati chiaramente uno stato canaglia, il cui disprezzo per il diritto internazionale è totale, non rimane alcun meccanismo giuridico per impedire agli USA di commettere atti che mettano in pericolo il futuro dell’umanità. Questo è ciò che è veramente spaventoso, non i “super-inneschi”.

Ciò che stiamo affrontando oggi è uno stato canaglia nucleare gestito da individui dementi che, immersi in una cultura di superiorità razziale, totale impunità e tracotanza imperiale, stanno costantemente cercando di avvicinarci ad una guerra nucleare. Queste persone non sono vincolate da niente, né dalla morale, né dal diritto internazionale, nemmeno dal senso comune o dalla logica elementare. In verità, abbiamo a che fare con un culto messianico folle come quello di Jim Jones o di Adolf Hitler, e come quello di tutti i pazzi auto-adoranti che credono profondamente nella loro invulnerabilità.

È l’immenso peccato del cosiddetto “mondo occidentale” lasciare che questi individui dementi assumano il controllo con poca o nessuna resistenza, e che ora a quasi tutta la società occidentale manchi il coraggio di ammettere che si è arresa a quello che io posso chiamare solo un culto satanico. Le parole profetiche di Aleksandr Solženicyn pronunciate nel 1978 si sono ormai pienamente materializzate:

La mancanza di coraggio potrebbe essere la caratteristica più evidente che un osservatore esterno noterebbe oggi in Occidente. Il mondo occidentale ha perso il suo coraggio civico, nel suo insieme e separatamente, in ogni paese, in ogni governo, in ogni partito politico e, naturalmente, nelle Nazioni Unite. Tale mancanza di coraggio è particolarmente evidente tra le élite dominanti e intellettuali, e questo causa l’impressione di una perdita di coraggio da parte dell’intera società. Ci sono molti individui coraggiosi, ma non hanno un’influenza determinante sulla vita pubblica (Discorso di Harvard, 1978)

Cinque anni dopo, Solženicyn ci avvertì di nuovo dicendo:

Contro le sconsiderate speranze degli ultimi due secoli, che ci hanno ridotto all’insignificanza e ci hanno portato sull’orlo della morte nucleare e non nucleare, possiamo proporre solo una determinata ricerca della mano calda di Dio, che abbiamo respinto con tanta durezza e sicurezza di sé. Solo in questo modo i nostri occhi verranno aperti sugli errori di questo sfortunato ventesimo secolo e le nostre mani saranno indirizzate alla loro riparazione. Non ci si può più aggrappare alla frana: la visione combinata di tutti i pensatori dell’Illuminismo non porta a nulla. I nostri cinque continenti sono in balia di una tempesta. Ma è durante prove come queste che si manifestano i più alti doni dello spirito umano. Se periremo e perderemo questo mondo, la colpa sarà solo nostra. (Discorso di Tempelton, 1983)

Siamo stati avvertiti, ma ubbidiremo a quell’avvertimento?

Il Saker

*****

Articolo di The Saker pubblicato l’11 maggio 2017.
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci ed Elvia Politi per SakerItalia.it

http://sakeritalia.it/attualita/dare-un-senso-alla-paura-del-super-innesco/

 
 
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