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  THAAD: LA CINA CONTINUA A MANTENERE LA PRESSIONE
Postato il 18/03/2017 di cdcnet
 
 
  Cina

Come abbiamo già accennato, la Cina ha già adottato diverse misure in risposta al dispiegamento in Corea del Sud di sistemi di difesa missilistica americani. Alla luce di questi sviluppi, inoltre, il dispiegamento del primo lotto di lanciamissili è stato accolto con delle contromisure.

Anche se non ha fatto alcuna dichiarazione ufficiale al riguardo, Pechino ha di fatto imposto sanzioni economiche contro Seul. I negozi appartenenti alla Lotte Corporation vengono chiusi (23 centri commerciali su 99 sono già stati chiusi), e i prodotti della società sono sottoposti ad un boicottaggio. Il Servizio di Quarantena di Tsingtao ha recentemente mandato al macero delle caramelle prodotte da uno dei marchi di proprietà della Lotte, dopo aver affermato di aver trovato un certo additivo proibito nella loro composizione. Il 3 marzo, la licenza di esercizio del negozio a Dandong nella provincia di Liaoning è stata revocata per un mese a causa di una presunta violazione delle norme di sicurezza antincendio. La costruzione di un complesso residenziale con annesso centro di intrattenimento, finanziato con fino a 8 miliardi di dollari, è stato sospeso. D’altra parte, i media cinesi stanno anche aggravando la situazione invitando al boicottaggio di tutti i negozi e i prodotti della Lotte.



THAAD: la Cina continua a mantenere la pressioneIn risposta, il Gruppo Lotte ha deciso di richiedere assistenza alle autorità. È stata presa la decisione di inviare una lettera al governo della Corea del Sud, chiedendo di spiegare alla Cina che la Lotte aveva solo risposto ad una richiesta di assistenza per il rafforzamento della sicurezza nazionale, e non aveva agito come membro chiave del progetto THAAD. Inoltre, sono in corso piani per stabilire una task force operativa costituita da dipendenti delle missioni commerciali cinesi, con lo scopo di aiutare le società nazionali a superare le sfide.

Il 2 marzo 2017, il governo cinese ha convocato i rappresentanti delle principali agenzie di viaggio e gli ha ordinato di interrompere la vendita di viaggi e crociere per la Corea del Sud. Tutti i pacchetti turistici per i quali sono già stati firmati i contratti possono essere utilizzati fino a metà marzo. Inoltre, secondo la KBS, la Cina ha ordinato di vietare alle navi da crociera cinesi di fare scalo nei porti della Corea del Sud. Tutte queste sanzioni potrebbero infliggere danni al settore turistico della Corea del Sud: i turisti cinesi rappresentano il 47% del numero totale di turisti stranieri in Corea del Sud. 111mila Cinesi hanno già cancellato il loro viaggio per l’Isola di Jeju.

Secondo gli esperti, se la situazione attuale continuerà, quest’anno il flusso di turisti provenienti dalla Cina potrebbe ridursi del 70%, il che si tradurrà in un calo delle vendite nei negozi duty-free della Corea del Sud di 3 miliardi e 465 milioni di dollari, e in un aumento della crescita del deficit del paese nel bilancio turistico di 9,5 miliardi di dollari.

I media sudcoreani descrivono una serie di esempi di casi di discriminazione: sostengono che i ristoranti di Pechino si rifiutano di servire i cittadini della Corea del Sud, ricorrendo all’affissione di cartelli “I Sudcoreani qui non sono ammessi” ai loro ingressi; in un altro caso, uno dei generali in pensione dell’Esercito cinese ha indicato la necessità di infliggere un attacco preventivo sul Campo da Golf Suonzhu, nel quale si è progettato di collocare i missili THAAD. Ci sono anche segnalazioni di violenze interne: per esempio, ci sono rapporti che indicano che le automobili sudcoreane vengono danneggiate rompendone i vetri e bucandone le gomme; infine, si parla di compiere azioni esemplari per “abbandonare i prodotti della Corea del Sud”, dove le importazioni di origine sudcoreana sono prevalenti. Il 5 marzo, i residenti della provincia cinese nordorientale di Jilin hanno tenuto una manifestazione di protesta contro il THAAD, gridando slogan come “Abbasso il THAAD! Boicottate tutti i prodotti della Corea del Sud!”, “Il patriottismo inizia da me!” “Lunga vita al Partito Comunista!” Tuttavia, secondo la Lotte Shopping, gli atti di vandalismo o i disordini non sono stati diffusi.

Infine, il governo cinese ha vietato agli sviluppatori sudcoreani presenti nel paese di distribuire i loro videogiochi. Anche se il divieto non si applica a quei videogiochi che sono già stati rilasciati nel paese, le sezioni dei siti web che permettono l’acquisto di beni sudcoreani, l’ascolto di musica sudcoreana o la visione di film sudcoreana sono improvvisamente scomparse da molti siti web cinesi.

Il quotidiano Korea Times sostiene che i media cinesi, in particolare i blog, contengono una grande quantità di notizie false su temi della Corea del Sud, citando anche una presunta finta intervista col capo della Lotte Corporation, dove questi fa commenti presumibilmente irrispettosi nei confronti dei Cinesi, che, secondo lui, a causa della loro povertà e della mancanza di carattere, continueranno ancora ad acquistare i prodotti della società se i prezzi verranno abbassati.

In questo contesto, il 3 marzo, l’Ambasciata della Corea del Sud in Cina ha esortato i Sudcoreani che soggiornano in Cina a prestare particolare attenzione alla sicurezza, e ad evitare i luoghi di raduno di massa e di intrattenimento. Raccomanda di informarsi sui messaggi pubblicati dalle forze di polizia locali il più spesso possibile, di acquisire familiarità con i messaggi ufficiali delle missioni diplomatiche e dei media della Corea del Sud, e di tenersi in contatto con la comunità coreana.

Naturalmente, Seul sta cercando di rispondere. Il 2 marzo, durante una normale riunione, il Rappresentante del Ministero degli Affari Esteri della Corea del Sud, Cho Joong Hyuk, ha invitato Pechino a fermare il peggioramento delle relazioni tra i due paesi, e ha espresso la sua disponibilità a rispondere alle pressioni provenienti dalla Cina. Tra il 7 e l’8 marzo, Seul ha ospitato una serie di riunioni di governo sulle misure di riduzione del danno subito dalle società nazionali a causa delle sanzioni cinesi. A tal fine, devono essere messi a punto piani sia in politica economica che estera. Sono in corso anche piani per fornire prestiti alle agenzie di viaggio in difficoltà, nonché per sviluppare progetti per ampliare la varietà dei flussi turistici, al fine di ridurre la dipendenza dai Cinesi. In particolare, stiamo parlando di attrarre turisti provenienti da paesi come la Russia, il Kazakistan, l’India, l’Indonesia, il Vietnam, le Filippine e altri.

C’è l’idea di presentare una mozione all’Organizzazione Mondiale del Commercio? Anche se è in esame, ci sono alcuni ostacoli: in primo luogo, sarebbe necessario provare che le azioni protezionistiche della Cina siano di natura politica, e se si riuscirà in questo, il processo per ottenere un qualsiasi tipo di risultato attraverso l’OMC è dispendioso in termini di tempo, in quanto comporta la lunga procedura della creazione di un gruppo di arbitri della controversia, che conduca un’indagine e faccia una relazione.

Allo stesso tempo, sono aumentate le richieste per “il ritorno in patria di società nazionali che operano all’estero perché contribuiscano a risolvere il problema della disoccupazione tra i giovani”. Secondo il Ricercatore Capo dell’Istituto coreano per la Ricerca Economica, Yang Geum-sun, nel giugno 2016 c’erano 11.953 aziende sudcoreane operanti all’estero che impiegavano circa 3,5 milioni di stranieri, e se almeno il 10% di 587 imprese industriali tornasse in patria, ciò porterebbe alla creazione di almeno 290mila posti di lavoro, il che significa che il 61% dei giovani coreani disoccupati sarà in grado di ottenere un lavoro.

Gli esperti sollevano la questione sul periodo di tempo per il quale deve essere mantenuta la pressione. Un articolo pubblicato sul New York Times del 2 marzo 2017 afferma che è improbabile che la Cina, per la quale la Corea del Sud è il quarto partner commerciale, intraprenda misure radicali, perché sullo sfondo di un rallentamento della crescita economica è indesiderabile per Pechino rompere una struttura di cooperazione consolidata. Inoltre, una pressione del genere macchia l’immagine della Cina. Alcuni media sudcoreani stanno segnalando che la polizia cinese ha arrestato un certo numero di partecipanti alle manifestazioni contro la Lotte, e il giornale Global Times ha duramente criticato la Corea del Sud, indicando che le misure di pressione dovrebbero essere applicati non solo contro Seul, dato che anche la Corea del Nord e in particolare gli Stati Uniti dovrebbero assumersi la responsabilità delle loro azioni. Lo Huanqiu Daily ha anche sottolineato la necessità di rivalersi contro gli Stati Uniti, che hanno promosso il progetto THAAD fin dall’inizio.

Cosa succederà? Un rapporto della Moody’s del 10 marzo afferma che le azioni di Pechino potrebbero avere un impatto negativo sul rating sovrano della Corea del Sud. Anche se il divieto di vendere viaggi non avrà un effetto significativo sulla crescita economica della Corea del Sud nel suo complesso, il ricavato delle agenzie di viaggio della Corea del Sud è sceso di circa 9,6 miliardi di dollari. Inoltre, un aumento della tensione potrebbe avere un impatto negativo sulle vendite delle società della Corea del Sud impegnate nella produzione di automobili ed elettronica.

L’autore ritiene che la situazione sia ben lungi dall’essere risolta. Secondo i risultati di un sondaggio condotto dall’Associazione sudcoreana per il Commercio con l’Estero nel periodo dal 7 marzo al 10 marzo 2017, su 597 aziende, l’89% delle aziende della Corea del Sud che operano nei settori del turismo, dei contenuti culturali e dei beni di consumo sul mercato cinese hanno affrontato o affronteranno presumibilmente misure restrittive da parte di Pechino entro tre mesi. In questo contesto, si può solo simpatizzare sia con la Lotte che con le altre aziende che operano sul mercato cinese.

*****

Articolo di Konstantin Asmolov pubblicato su New Eastern Outlook il 18 marzo 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

 
 
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