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· 11 settembre 2001

 

  11 settembre 2001: Guida alla lettura

 

  IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!

 

  LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO

 

 
  1001 BUGIE SU GILAD ATZMON
Postato il 01/11/2006 di cdcnet
 
 
  Mondo DI GILAD ATZMON

Sono più di dieci anni che scrivo su Israele, il sionismo e l’identità ebraica e sono impegnato in un processo di decostruzionismo e critica di diversi testi, idee, politica e abitudini ebraici. Il mio obiettivo è di raggiungere una comprensione più profonda dell’essenza del sionismo che a mio parere è uno dei movimenti politici più pericolosi, e rappresenta un progetto globale che minaccia quotidianamente la pace nel mondo.
Sono molto felice di poter dire che le mie idee sono circolate. I miei libri sono tradotti in 17 lingue, e anche i miei articoli hanno girato molto. Collaboro regolarmente a molte riviste di sinistra sia su carta stampata che online ma ancora non ho mai letto un pezzo che contestasse uno dei miei scritti: non hanno mai provato a sfidare le mie idee filosofiche e preferiscono invece mettermi delle etichette.
Mi danno dei nomi, mi citano erroneamente, mentono e credono rapidamente alle loro stesse bugie. In altre parole, in base alle loro reazioni, sono sionisti e si comportano come tali.

Questa pagina è dedicata ai miei oppositori più accaniti. È una lista aperta delle diverse accuse che sono state associate al mio nome. Ogni epiteto è seguito dal mio commento. Questa pagina getta luce sul mondo dell’orrore sionista.

Le accuse

Atzmon l’ebreo che odia se stesso – recentemente ho vinto il ‘Self-Hating Jew Weekly Award’ (premio della settimana per l’ebreo che odia se stesso) del Jewish Chronicle (The Jewish Chronicle 24/6/2005 Diary column, Simon Round).

Il mio commento: se c’è un ebreo politico in me, lo combatto fino alla fine, ma invece di vedere questa battaglia come un sintomo di uno stato mentale patologico, tendo a considerarla una sana procedura dialettica progressiva.

Atzmon il Razzista – questa affermazione è pubbicata fra l’altro anche sul sito di Mark Elf, un ebreo della 3 categoria, che è assolutamente convinto che io sia ‘profondamente razzista e antisemita’. E questa stessa idea è stata poi ripresa da David Aaronovitch, un altro dei giornalisti sionisti specializzati nel collezionare frammenti di informazione dai siti web ebraici di Londra.

Il mio commento: non c’è neanche il minimo accenno razzista nei miei scritti politici o nelle mie performance. Non ho mai fatto riferimento a nessuna forma di determinismo biologico. Non ho mai appoggiato alcuna forma di discriminazione contro gli ebrei o chiunque altro mentre appoggio l’uguaglianza totale e, anche se è vero che alcuni miei personaggi spesso e volentieri sono razzisti fino al midollo, è proprio quel razzismo che metto in ridicolo.

Atzmon l’antisemita – spesso sono accusato da ebrei di sinistra di essere un antisemita.

Il mio commento: sono un antisionista e combatto la mentalità sionista. Analizzando le questioni dell’identità ebraica contesto che una visione del mondo ebraica venga associata al sionismo, ma smentisco categoricamente di essere un antisemita. Anzi, credo anche che oggi il concetto di antisemitismo no abbia senso.

Una volta che i sionisti sono riusciti ad instaurare il loro stato ebraico, ogni forma di sentimento antiebraico dovrebbe essere interpretata come caso particolare di xenofobia, o come reazione politica alle atrocità israeliane/sioniste. In altre parole l’epiteto antisemita è diventato un ‘vuoto significante’, cioè un significante con un significato vago, estremamente variabile, non specificabile o non esistente. È un’espressione verbale vuota che esiste semplicemente per servire una causa politica (assomiglia molto alle Armi di Distruzione di Massa di Blair e all’Asse del Male di Bush). Dal momento che antisemita è un significante vuoto, in realtà nessuno può essere antisemita, e certamente questo discorso vale anche per me. Per farla breve o si è razzisti, ed io non lo sono, o si è in conflitto ideologico con il sionismo ed io lo sono.

Atzmon negazionista dell’olocausto – in una lettera a Bookmars, una libreria socialista a Londra, Tony Greenstein, un militante etnico ebreo inglese e un uomo della terza categoria, ha scritto che avrebbe indetto un picchetto di fronte alla libreria durante la mia visita. Nella lettera in cui esprimeva la posizione ufficiale mi ha chiamato 'Gilad Atzmon negazionista dell’olocausto'.

Il mio commento: gli ebrei della terza categoria amano l’olocausto, per questo motivo alcuni di loro impiegano molto tempo a cercare chi lo nega. Greenstein è senza dubbio un cacciatore di “negazionisti”. Ad ogni modo, lo stesso giorno, dopo essere stato avvertito che una tale accusa contro di me gli avrebbe potuto causare qualche complicazione legale, ha rinunciato e ha ritirato l’accusa di ‘negazionista dell’olocausto’. Greenstein si definisce un marxista ebreo. Non so se capisca la dialettica marxista, ma sicuramente capisce il linguaggio del materialismo. Quando si è trattato dei suoi soldi, ha fatto molto in fretta a battere la ritirata.

Comunque un’accusa del genere è molto insolita, considerando il dato di fatto che non c’è nemmeno l’ombra di un riferimento al negazionismo dell’olocausto in nessuno dei miei scritti. Devo presumere che sia un’etichetta usata come scudo sionista dalle persone della terza categoria. I sionisti continuano ad evitare qualsiasi discussione sull’argomento al di là della narrativa classica. In maniera analoga i marxisti ebrei della terza categoria fungono da foglia di fico sionista.

E con ciò devo ammettere le mie numerose perplessità sulla letteratura sionista dell’olocausto. Conoscendo bene molte delle discrepanze all’interno della narrativa imposta con la forza ed essendo perfettamente consapevole della storia devastante sull’estesa collaborazione tra i nazisti e i sionisti prima e durante la seconda guerra mondiale, so benissimo che la narrativa ufficiale sull’olocausto esiste per nascondere piuttosto che per rivelare qualsiasi verità. Ma non è solo una questione storica. È evidente che dall’olocausto scaturisce una questione etica. Considerando l’entità del trauma ebraico successivo all’olocausto bisogna chiedersi come sia possibile che persone che hanno sofferto così tanto (gli ebrei) possano infliggere tanta sofferenza ad altre persone (i palestinesi).

E mi spingo anche oltre. Dal momento che i palestinesi sono le ultime vittime di Hitler, non possiamo isolare la narrativa dell’olocausto dalla causa palestinese. I palestinesi pagano le conseguenze della disastrosa storia ebraica. Voglio però davvero credere che i palestinesi saranno liberati prima che la narrativa sull’olocausto si accumuli e venga considerata un racconto storico imparziale.

Atzmon l’apologeta del negazionismo dell’olocausto – Roland Rance, un altro marxista ebreo che rientra nella terza categoria è arrivato con una nuova soluzione. Invece di chiamarmi ‘negazionista dell’olocausto’, cosa legalmente rischiosa, ha optato per la versione soft di ‘apologeta del negazionismo dell’olocausto’.

Il mio commento: per coloro che non hanno letto il mio ultimo libro in realtà non è altro che la storia di Roland Rance e dei suoi fratelli criptosionisti. Alcuni ebrei non possono vivere senza Hitler, e questo soprattutto per quanto riguarda gli ebrei di sinistra. Mentre i sionisti di destra hanno deciso di vivere combattendo, l’ebreo di sinistra moderno che ha abbandonato Dio e che ha visto il declino della Mosca stalinista sta cercando l’essenzialità. Per Rance, Greenstein, Elf ed altri l’olocausto è la nuova religione ebraica. Per un periodo mi sono chiesto se la zuppa di pollo verrà eliminata dalla loro dieta e verrà invece adottata qualche ricetta alternativa dei gulag. Come sappiamo, la cucina ebraica racchiude un certo eloquente simbolismo storico. La ‘maza’ è un ricordo delle interminabili camminate nel deserto, la ‘testa del pesce’ serve per stimolare lo spirito del comando (‘dovremmo essere tutti in testa, piuttosto che in coda’), i ‘falafel’ rappresentano la colonizzazione della Palestina, ecc.

Atzmon non razzista antisemita – ho scoperto da poco questa assurda definizione.

Il mio commento: Praticamente è una contraddizione in termini (un non-razzista razzista). Ho pensato che questo epiteto contraddittorio dovrebbe essere presentato proprio per provare che il vergognoso mondo dei sionisti va molto oltre qualsiasi schema logico convenzionale. Nel mondo sionista sia ‘A’ che ‘non A’ sono entrambe una valida possibilità.

Atzmon il comunista – mentre gli ebrei marxisti della terza categoria mi accusano di essere un razzista di destra, i loro fratelli della sinistra mi danno del ‘comunista rosso’.

Il mio commento: nonostante simpatizzi per l’ideologia marxista, sostengo che il discorso materialista e coloniale sia davvero troppo limitato per fare luce sul conflitto israelo-palestinese. Sto cercando delle risposte altrove invece che semplicemente nella politica della classe operaia.

Atzmon, fautore dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion – occasionalmente sono accusato da ebrei di destra e di sinistra di dar credito ai vecchi documenti falsi zaristi.

Il mio commento: in realtà è esattamente il contrario. Sostengo infatti che i Protocolli siano assolutamente irrilevanti perché è chiaro che le lobby sioniste in tutto il mondo sono impegnate nella politica globale e nelle tattiche omicide internazionali. Non sono solo i palestinesi le uniche vittime della logica sionista. Durante tutta la sua storia il sionismo ha appoggiato le più perfide forze coloniali e questa infatti è l’essenza del sionismo politico, cioè qualsiasi cosa è buona se è buona per gli ebrei.

Qualche mese fa ho messo in evidenza alcuni stralci di commenti della cellula interna sionista sul gruppo di North West Yahoo e per sapere come agiscono basta cliccare sul link qui sopra.

Atzmon il sostenitore degli incendi delle sinagoghe – sono stato accusato di aver affermato alla London School of Oriental and African Studies che incendiare le sinagoghe sia un atto razionale.

Il mio commento: Se questa accusa fosse vera anche solo in minima parte, adesso sarei dietro le sbarre per aver incitato un crimine razziale. Inutile dire che la Metropolitan Police non mi ha neanche avvicinato, comunque quello che segue è il mio commento scritto sull’Observer sulla questione:

‘Non ho giustificato assolutamente alcuna forma di violenza contro gli ebrei, i loro interessi né contro nessun altro popolo innocente. Nella School of Oriental and African Studies stavamo discutendo sulla questione della razionalità dell’antisemitismo. Sostenevo che dal momento che Israele si presenta come lo ‘stato del popolo ebraico’, e ricordando le atrocità commesse dallo stato ebraico contro i palestinesi, ogni forma di attività antiebraica potrebbe essere considerata una rappresaglia politica. Questo non la rende giusta’.
(http://observer.guardian.co.uk/letters/story/0,,1468961,00.html).

Atzmon il Divulgatore del Mito degli ebrei degli ammazzacristiani

Il mio commento: Non è un mito che gli ebrei siano stati degli ammazzacristiani, quanto piuttosto narrativa storica e teologica. Se sia vero o no non mi riguarda, comunque contesto le similitudini tra la ‘Passione di Cristo’ e la passione del popolo palestinese, così come mi chiedo in che modo gli ebrei possano sentirsi offesi quando gli si attribuisce un crimine compiuto dai loro antenati duemila anni fa, e contesto la reiterata tendenza degli ebrei a crocifiggere i loro messaggeri. Lo hanno fatto con Cristo, con Spinoza, con Chomsky e ultimamente con Finkelstein e Shamir. Esiste una sito web ebraico ben curato dedicato a ‘quelli che odiano se stessi’e dovrebbe essere inchiodato al legno. Basta visitare il sito per rendersi conto.

Atzmon l’eccentrico, Atzmon il matto, Atzmon lo svitato, Atzmon la mina vagante, Atzmon non sa suonare il sax, Atzmon e Atzmon e Atzmon e…

Il mio commento: Devo aver toccato un tasto dolente. Ho suonato una nota che non smetterò più di suonare. Prima di tutto sono un musicista jazz.

Gilad Atzmon
Fonte: http://www.gilad.co.uk/
Link: http://www.gilad.co.uk/html%20files/1001lies.html

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Olimpia Bertoldini

 
 
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