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Terrore e Guerre: BOMBARDAMENTI ISRAELIANI ED ESCALATION BELLICA IN MEDIO ORIENTE
Postato il 04/08/2006 di cdcnet

Palestina DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

A seguito dei bombardamenti di Beirut da parte israeliana, c'è il pericolo che la guerra mediorientale finanziata dagli Stati Uniti, attualmente caratterizzata da tre scenari distinti (Afghanistan, Palestina ed Iraq) aumenti e si estenda all'intero Medio Oriente - tutta la ragione dell'Asia Centrale.

I bombardamenti del Libano fanno parte di un'agenda militare attentamente pianificata. Non sono spontanei atti di rappresaglia da parte di Israele. Sono atti di provocazione.

AGGIORNAMENTO: A seguito, Il presidente iraniano dice che un attacco di Israele alla Siria comporterà "una forte risposta" (Voice of the Islamic Republic of Iran); Bambini libanesi uccisi da Israele (As'Ad Abukhalil; Angry Arab News Service); "Questa sarà una grande guerra" & "Questo è un disastro per i libanesi" (Dahr Jamail; Iraq Dispatches).

Gli attacchi potrebbero infatti essere usati come pretesto per scatenare un'operazione militare molto più vasta, che è già in fase di pianificazione attiva. In tutta probabilità, i bombardamenti sono stati condotti con l'approvazione di Washington.

Questi bombardamenti coincidono con la resa dei conti riguardo l'Iran e il suo presunto programma di armi nucleari. Dovrebbero essere visti ed analizzati in relazione agli interessi geo-politici e strategici israelo-statunitensi nella regione.

A partire dal 2004, gli Stati Uniti, Israele e la Turchia hanno formulato concreti piani di guerra che comportano raid aerei sui siti nucleari dell'Iran. Israele ha buone probabilità di giocare un ruolo diretto nell'operazione militare sostenuta dagli Stati Uniti contro l'Iran, che è anche l'obbiettivo del meeting del G8 a San Pietroburgo tra il 15 e il 17 luglio.

Dalla fine del 2004, Israele ha accumulato sistemi d'armi statunitensi in previsione di un attacco all'Iran. Questo accumulo, che è finanziato dagli aiuti dell'esercito Usa, è stato in gran parte completato nel giugno 2005. Israele ha avuto consegna dagli Stati Uniti di molte migliaia di "armi aeree intelligenti" tra cui 500 bombe anti-bunker, che possono essere usate anche per sganciare bombe nucleari tattiche. Le armi nucleari tattiche statunitensi sono state dislocate dagli Usa e da molti dei loro alleati, e potrebbero essere impiegate contro l'Iran. I missili termonucleari di Israele sono puntati su Tehran.

Un fattore è anche la partecipazione della Turchia nell'operazione militare israelo-statunitense, in base all'accordo raggiunto lo scorso anno tra Ankara e Tel Aviv.

Estensione della guerra

Thehran ha confermato che risponderà, se assalita, nella forma di attacchi con missili balistici diretti contro Israele. Questi attacchi potrebbero anche prendere di mira le strutture militari degli Stati Uniti in Iraq e nel Golfo Persico, portando immediatamente ad uno scenario di escalation militare e di guerra totale.

G8

Sull'agenda del G8 c'è una bozza di risoluzione delle Nazioni Unite riguardo il presunto (non esistente) programma di armi nucleari dell'Iran, la quale, secondo alcune notizie, è stata approvato tatticamente dalla Russia e dalla Cina. Questa risoluzione, se approvata, potrebbe aprire la strada per bombardamenti punitivi sull'Iran, con il pieno sostegno degli alleati europei degli Stati Uniti.

Israele fa ora parte della coalizione militare anglo-statunitense. Se questi bombardamenti fossero portati a termine, con la partecipazione attiva di Israele, sia il Libano che la Siria diventerebbero parte di un'estesa zona di guerra.

L'intera regione si infiammerebbe.

E' dunque essenziale che i movimenti dei cittadini di tutto il mondo agiscano risolutamente per affrontare i loro rispettivi governi, invertire e smantellare questa agenda militare che minaccia il futuro dell'umanità.

Michel Chossudovsky
Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
15.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

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IL PRESIDENTE IRANIANO DICE CHE UN ATTACCO DI ISRAELE ALLA SIRIA COMPORTERA' UNA "FORTE RISPOSTA"


In una conversazione telefonica della scorsa notte, i presidenti iraniano e siriano [foto] hanno condannato gli attacchi del regime sionista sul Libano e a Gaza. Si sono appellati alle nazioni islamiche perché dimostrino il loro supporto ai popoli palestinese e libanese.

[Mahmud] Ahmadinezhad ha espresso grave preoccupazione per gli attacchi dell'esercito sionista sui civili palestinesi e libanesi. Ha descritto le aggressioni come segno di debolezza da parte del regime illegittimo. Ha detto che nonostante quanto possano pensare i funzionari sionisti, tali azioni non possono salvare il regime.

Commentando le recenti minacce israeliane contro la Siria, il presidente ha detto che le misure sempre più aggressive del regime saranno interpretate come un attacco a tutto il mondo islamico, aggiungendo che incontreranno una forte risposta.

Da parte sua, il presidente siriano Bashar al-Asad ha detto che attaccando Gaza il regime sionista ha rotto il cessate il fuoco durato un anno, e ha creato una nuova crisi. Ha aggiunto che la coraggiosa, puntuale e decisiva risposta di Hezbollah ha sorpreso ed infuriato i leader del regime. Sottolineando che molti gruppi popolari da vari paesi islamici hanno espresso il loro desiderio di combattere gli occupanti nelle aree assediate, Asad ha detto che Israele affronterà un'accanita risposta se dovesse decidere di commettere un altro errore ed attaccare la Siria. Ha aggiunto che la Siria non era preoccupata di alcuna minaccia.

Fonte: Voice of the Islamic Republic of Iran, Tehran, in persiano, 04:30 GMT, 14 luglio 2006.

Link [www.globalresearch.ca]

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

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BAMBINI LIBANESI UCCISI DA ISRAELE

DI AS'AD ABUKHALIL
Angry Arab News Service

Ho appena ricevuto queste foto fa Hanady Salman, un curatore di As-Safir, con questo messaggio:

"Cari amici e colleghi,

Dovrete scusarmi per avervi inviato questa mail. Sono foto dei corpi dei bambini uccisi dagli Israeliani nel Libano del Sud. Sono tutti bruciati. Ho bisogno del vostro aiuto. Sono quasi certo che queste foto non saranno pubblicate in Occidente, nonostante siano della Associated Press. Ho bisogno del vostro aiuto per mostrarle, se potete. Il problema è che queste sono persone a cui è stato chiesto di lasciare il loro villaggio, Ter Hafra, questa mattina, entro due ore, o meno ... Dunque quelli che erano in grado di fuggire si sono recati alla vicina base delle Nazioni Unite, dove è stato chiesto loro di andarsene. Penso che dopo il massacro di Qana nel 1996, quando i civili furono bombardati nonostante si fossero rifugiati nei quartieri delle Nazioni Unite, l'ONU non vuole essere responsabile per delle vite civili. POCHI MINUTI FA, gli Israeliani hanno chiesto alla gente del villaggio Al Bustan a Sud di evacuare le loro case. Sono preoccupato che i massacri continueranno ad avere luogo finché le azioni israeliane saranno prive di controllo. Vi prego, aiutateci, se potete.

Hanady Salman"








As'ad AbuKhalil
Fonte: http://angryarab.blogspot.com/
Link: http://angryarab.blogspot.com/2006/07/i-have-just-received-these-pictures.html
15.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

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"QUESTA SARA' UNA GRANDE GUERRA"


DI DAHR JAMAIL
Iraq Dispatches - Weblog

Puoi individuarli ad un miglio di distanza: bianco, di mezza età, sovrappeso, i capelli tagliati corti per nascondere un cerchio di calvizie, la faccia rossa, indossando una t-shirt della Harley Davidson e dei pantaloncini. Ovviamente, tutto ciò è accettabile in Medio Oriente, tranne i pantaloncini. Esclusi pochi luoghi come Beirut, indossare pantaloncini in Medio Oriente non è esattamente rispettoso della cultura locale.

Ma quando sei un mercenario, suppongo sia dannatamente in basso nella tua lista di priorità.

Poi c'era l'altro - l'ho notato a Chicago prima che ci imbarcassimo nel nostro volo della Royal Jordanian per Amman. Un uomo bianco di circa 30 anni, occhi sgranati, che si guardava alle spalle continuamente, masticando una gomma così forte da far protrundere i muscoli. Sul braccio destro, sopra il pols, aveva tatuate delle fiamme blu che si innalzavano sotto la manica fino a non so che punto del braccio. I suoi stivali da combattimento e il suo zaino, entrambi marrone chiaro, lo rivelavano, nonostante indossasse abiti civili.

Durante il mio viaggio mi sono seduto vicino ad uomo palestinese dalla Cisgiordania. L'anziano gentiluomo lavora a Dallas, e sta andando il pensione dal suo negozio di elettronica, che è felice di dirmi verrà ceduto ai suoi figli. Sua moglie resta in Cisgiordania, che è il motivo per cui sta tornando a casa. Gli ho chiesto com'è tornare a casa.

"Passo la notte ad Amman, poi il giorno dopo ci vuole a volte tutta la giornata per attraversare il ponte e superare i check-point. Abbiamo il confine giordano, il check-point israeliano, ed un altro check-point per entrare nella Cisgiordania", dice. "Ogni volta ci tirano fuori tutte le cose, le perquisiscono insieme a noi, poi se siamo fortunati ci fanno cenno di passare".

Gli chiedo come si comporta con ciò, personalmente, senza perdere la testa. "Oh, tutto quello che posso fare è ridere, perché se perdo le staffe, se chiunque perde le staffe, i soldati [soldati di occupazione] se ne vanno per 3-4 ore finché non va loro di tornare. Dunque dobbiamo tutti restare calmi e comportarci gentilmente e con dignità. Loro hanno tutto il potere. Noi non ne abbiamo alcuno. Dunque cos'altro possiamo fare?".

Comportandosi come un tipico arabo, mi invita alla sua casa se mi dovessi trovare in zona.

Atterrando nel caldo di Amman, ho lasciato l'aereo e sorpassato un uomo giordano che aveva un piccolo pezzo di carta in cui si leggeva "Blackwater". Senza dubbio è per uno (o entrambi) gli uomini che ho descritto prima... e presto lo vedo stringere la mano al tipo che preferisce indossare pantaloncini in Medio Oriente.

Non è cambiato molto nell'aeroporto di Amman, a parte il nuovo Starbucks. Ovviamente, il Cinnabon era già qui almeno due anni fa.

Nel frattempo, è cambiato moltissimo nella regione da quando ero qui lo scorso anno. Mercoledì, dopo che due suoi soldati sono stati catturati dai combattenti di Hezbollah, il governo di Israele ha inviato truppe di terra, sostenute dai caccia e dall'artiglieria, nel Libano del Sud. E' la prima operazione di terra da parte degli Israeliani in Libano da quando si sono ritirati interrompendo l'occupazione nel 2000. Proprio quello di cui ha bisogno il Medio Oriente - un altro paese occupato; una mossa simile a gettare benzina da jet in un fuoco che divampa violentemente.

Il primo ministro di Israele, Ehud Olmert, riferendosi a come il suo paese risponderà al rapimento dei due soldati da parte di Hezbollah, ha detto in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro giapponese in visita, Junichiro Koizumi, che "Il governo libanese è responsabile. Il Libano pagherà il prezzo".

"Fedele alla sua politica preferita di punizione collettiva, Olmert ha aggiunto, "... i responsabili dell'attacco pagheranno un prezzo alto e doloroso". Dunque si attacca un paese perché un gruppo ribelle nel Libano del Sud ha catturato due soldati. E così la follia continua, mentre un attacco aereo israeliano su una casa a Gaza im quel che chiamano colpire "un alto leader militante di Hamas" ha ucciso nove Palestinesi, tra cui sette bambini di una famiglia.

Il vice-presidente siriano Faruq al-Shara ha dichiarato di recente che l'occupazione della terra araba da parte di Israele è alla radice della nuova crisi che ha visto le truppe israeliane entrare in Libano. Ancora benzina. Sembra che io abbia scelto un buon momento per visitare la Siria.

Intanto, Baghdad brucia mentre oltre 100 persone sono state uccise nella violenza settaria a partire da lunedì.

Un breve volo mi ha fatto atterrare a Damasco, per poi gareggiare nelle strade della città mentre l'aria calda entra dai finestrini aperti del taxi. La tenue luce verde indica le alture dei minareti nella città, il resto delle luci scintillano sullo sfondo mentre ci avviciniamo al mio hotel.

Dopo essermi registrato, ho lasciato il mio bagaglio e stavo andando fuori per cercare qualcosa da mangiare, trovando invece Abu Talat alla reception. Un lungo abbraccio da orso e il tipico bacio sulle guance degli uomini arabi, e ci incontriamo di nuovo dopo un anno da quando siamo stati insieme l'ultima volta. Gli ho dato il nome del mio hotel, ma era dubbio se sarebbe riuscito a viaggiare fino a Baghdad, con gli estremi di violenza degli ultimi tre giorni. Cerca di non andare lontano da casa quando può, ma ha comunque deciso di partire essendosi fatto promettere da suo figlio di non lasciare la casa in ogni circostanza.

Tipico ancora degli uomini arabi, abbiamo camminato lungo il marciapiede tenendoci le mani, in viaggio per un caffè, parlando come delle macchinette. Mi dice quanto sia orribile a Baghdad. Mi fa la lista dei membri delle sua famiglia, uno per uno, che se ne sono già andati per il loro bene. "Quelli che possono permettersi di volare stanno prenotando un biglietto di sola andata, Dahr", dice, "perché non hanno intenzione di tornare. A parte i miei figli e mia moglie, sono l'unico dei miei parenti rimasto in Iraq".

I combattimenti sono ovunque, mi dice. Ora che l'esercito degli Stati Uniti/Rumsfeld (appena stato a Baghdad) e Khalilzad hanno dichiarato guerra all'esercito sciita del Mehdi, accusandolo di terrorismo, tutte le scommesse sono finite. Ovviamente, il momento in cui gli Israeliani attaccano Hezbollah non potrebbe essere più perfetto. Coincidenza?

"I combattimenti sono ovunque, e non c'è modo che gli Statunitensi possano controllarli, adesso", aggiunge Abu Talat. "Gli Sciiti si stanno combattendo l'un l'altro per il controllo di Bassora, mentre combattono anche i Sunniti".

"Ora è una guerra civile in Iraq, non c'è dubbio", continua. "Ma non importa a chi tu chieda, nessuno lo ammetterà. Perché le persone sono troppo preoccupate per ammetterlo. Preferiscono negarlo".

Tornati al nostro hotel, abbiamo incontrato almeno altri due Iracheni, che sono venuti qui per operazioni chirurgiche, poiché tutti i dottori di alto livello hanno abbandonato Baghdad da molto tempo per salvarsi la vita.

Il giorno dopo, giovedì, ci siamo svegliati con gli occhi incollati ad al-Jazeera, sulla televisione. Gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato l'aeroporto Rafiq al-Hariri di Beirut. Almeno due attacchi aerei sono stati riportati mentre la contraerea libanese sparava fiaccamente sui jet, secondo i testimoni. I jet israeliani hanno anche bombardato i ponti che collegavano il Libano del Sud al resto del paese, e 22 civili sono stati uccisi la scorsa notte da attacchi israeliani sulla zona.

In risposta ai bombardamenti, Hezbollah afferma di aver sparato 60 razzi nella zona settentrionale di Israele.

La giustificazione israeliana per aver bombardato l'aeroporto a Beirut ed essersi spinto nel Libano meridionale è che due dei loro soldati sono stati catturati. In classico linguaggio tendenzioso, il primo ministro Ehud Olmer ha detto che l'incidente "è un atto di guerra dallo stato del Libano", omettendo convenientemente i bombardamenti delle forza israeliane nei territori occupati, durante le ultime settimane, che hanno coinvolto anche civili in una spiaggia.

"Sarà una grande guerra", mi dice Abu Talat mentre guardiamo i pennacchi di fumo levarsi a ondate dalle località del Libano. "Per noi questo è persino più importante che riferire sull'Iraq, e sai quanto io ami l'Iraq".

Dahr Jamail
Fonte: http://dahrjamailiraq.com
Link: http://dahrjamailiraq.com/weblog/archives/dispatches/000417.php#more
13.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

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"QUESTO E' UN GRANDE DISASTRO PER I LIBANESI"

DI DHAR JAMAIL
Iraq Dispatches - Weblog

Ancora una volta il governo degli Stati Uniti si è rifiutato di condannare l'invasione israeliana del Libano mentre le bombe cadono su Beirut, uccidendo dozzine di civili.

In un momento di leggerezza, mentre ci dirigevamo verso il confine, Abu Talat si è girato verso di me e ha detto, "Lo sai cosa mi manca?". Ho replicato, "Che cosa le manca, sir?". Ha sorriso e ha detto, "il chai (1) iracheno". poi si rivolge al nostro guidatore e gli chiede se abbia mai provato il chai iracheno, ed è andato avanti a vantarsi di questo sia gustoso. "E' il migliore dei chai", ha detto con orgoglio rivolgendosi di nuovo a me.

Questa mattina, quando siamo arrivati al confine libanese, abbiamo trovato migliaia di persone che defluivano in auto con i bagagli caricati sul vano o a piedi, trasportando valige dotate di ruote.





[Confine siriano del Libano, 14 luglio 2006]

Piccolo Bush (2), il portavoce sempre obbediente di Bush, ha annunciato di pensare che la Siria dovrebbe essere punita per il suo ruolo nel sostenere Hezbollah, così l'umore a Damasco è quello dell'attesa ansiosa per vedere cosa verrà poi. Il come il quando della punizione è quello a cui pensiamo.

Mentre l'ultimo furibondo assalto israeliano al Libano è in pieno svolgimento, e con il bisogno israeliano dell'acqua appartenente al Libano del Sud, forse questa occupazione del Libano potrebbe durare più a lungo dell'ultima (22 anni). Se infatti la Siria dà il via libera perché Hezbollah attraversi il confine delle Nazioni Unite nel Libano del Sud e lanci i propri attacchi sui soldati israeliani, dopo averne presi prigionieri due e uccisi altri otto, avrebbe effettivamente dato ai pianificatori di guerra israeliani la scusa per una guerra a tutto campo contro il Libano. In aggiunta, l'attacco di Hezbollah, se supportato dalla Siria, darebbe agli Stati Uniti la capacità di dare l'ok ad Israele per attaccare la Siria. Aspettiamo, osserviamo e speriamo che le bombe non inizino a cadere su Damasco.

Sono state segnalate almeno 15.000 persone che attraversavano il confine libanese verso la Siria, giovedì, cercando rifugio dai diffusi bombardamenti a Beirut, perpetrati dai caccia israeliani F-16. Oggi, la situazione non è cambiata, con notizie su stazioni di benzina e della polizia bombardate, allo stesso modo di un ospedale.

Intervistando le persone al confine che erano fuggite dalle bombe a Beirut, mi sono sentito come se fossi tornato in Iraq, da quel che mi stavano dicendo le persone.

"Ero in un'area a sud di Beirut che è stata pesantemente bombardata dagli Israeliani", mi dice un elettricista di 55 anni, Ali Suleiman. "C'erano così tanti rifugiati nei rifugi vicino a noi, a loro volta vicini ad un vecchio ospedale che gli Israeliani hanno bombardato la scorsa notte. Era terrificante di notte quando attaccavano la nostra area, e gli Israeliani pensavano che l'ospedale fosse una riserva di munizioni per Hezbollah, così hanno bombardato l'ospedale. Sia persone siriane che libanesi se ne stanno andando ora. Non c'è più cibo, nemmeno pane. Non c'era più elettricità o acqua nella nostra area. Se la situazione continua, sarà una catastrofe gigantesca".



[Ali Suleiman - Uomo in fuga da Beirut, che è stata bombardata dagli aeroplani israeliani]

Le stesse tattiche che ho visto usate dagli Stati Uniti a Fallujah, Al-Qa'im e in altre città irachene.

Mi è stata raccontata una storia simile da uno studente libanese di 22 anni, Nebham Razaq Hamed, che era nella Beirut meridionale. "I bombardamenti notturni erano continui e oggi sono ancora in corso, stanno usando gli aerei da guerra e talvolta l'artiglieria. Tutti sono in panico a causa dell'indiscriminato bombardamento che ora sta uccidendo così tanti civili. Gli Israeliani stanno intenzionalmente terrorizzando le persone non distinguendo tra combattenti e civili".

Mentre il livello dei combattimenti si intensifica, si può solo sperare che altre forme di terrorismo non affliggano il Libano, in particolare le donne. In "The Hidden War on Women in Iraq" ("La guerra segreta alle donne in Iraq", ndt) di Ruth Rosen, un'incredibile pezzo postato da TomDispatch di recente, la disastrosa situazione delle donne che si trovano in mezzo al caos della guerra è ben descritta. Questo articolo, da leggere assolutamente, dipinge il tragico quadro di quello che possiamo solo sperare non si abbatta sulle donne del Beirut mentre l'assedio israeliano della città avanza inesorabilmente.

Un uomo dall'Arabia Saudita su un bus con la sua famiglia ha detto, "Gli Israeliani non stanno già occupando abbastanza terra araba?"



[Uomo saudita fugge dal Libano con la sua famiglia]

Sono soltanto 127 km da Beirut a Damasco, dunque gli attacchi erano molto vividi nel pensiero delle persone con cui ho parlato – molte delle quali con le mani che tremavano.



[Uomini scossi lasciano il Libano mentre Beirut è sotto attacco]

Altri mi hanno detto che la Valle Bekaa del Libano centrale, situata su un elevato altopiano tra il Monte Libano e le catene montuose dell'Anti-libano, è stata bombardata, compresa l'antica città di Baalbek. La città, che nacque alla fine del terzo millennio AC, originariamente fenicia, situata vicino a due fiumi, poco dopo vide la fondazione di una colonia romana lì vicino da parte di Giulio Cesare nel 47 AC, mentre la costruzione dell'enorme complesso di templi iniziò al più presto. Se i templi siano stati bombardati è in dubbio, ma la vicina città di Baalbek, dove Hezbollah controlla l'area, è stata bombardata secondo due persone che ho intervistato.

"Va molto male lì, perché gli Israeliani attaccano civili, bombardano le stazioni di benzina e della polizia, e persino i depositi di carburante", ha detto un uomo di 50 anni dal Kuwait che stava lasciando Beirut. "Infatti, hanno persino bombardato di nuovo l'aeroporto. Ho visto gli F-16 bombardare e c'era fumo ovunque. Questo è un grande disastro per i Libanesi".

Quando gli ho chiesto quanto pensava ci sarebbe voluto per fermare i combattimenti, ha risposto velocemente, "Sembra che i governi arabi non stiano muovendo il culo, così me ne vado":

Note del traduttore:

(1) Chai = Te.

(2) Piccolo Bush = Riferimento ironico al primo ministro inglese Tony Blair, spesso soprannominato Piccolo Tony (in inglese, Little Tony).

Dahr Jamail
Fonte: http://www.dahrjamailiraq.com/
Link: http://dahrjamailiraq.com/weblog/archives/dispatches/000419.php#more
14.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

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