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11 settembre 2001: Guida alla lettura
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IL PROFITTO UBER ALLES! IL PROFITTO INNANZITUTTO!
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LO STATO DI POLIZIA E IL MERAVIGLIOSO GRANDE FRATELLO
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BENVENUTI SU COMEDONCHISCIOTTE.NET
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Economia e Finanza: IL PIU' GRANDE CATACLISMA ECONOMICO DELLA STORIA UMANA!
DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com
Per quelli che non avessero ancora capito che il 1929 è stata una partita amichevole, paragonata alla distruzione economica in corso, ecco il grafico del centro di ricerca di ricerca della Federal Reserve di St. Louis, riguardante la base monetaria USA [vedi sotto N.d.r.].
Noterete come tutto si sia accelerato negli anni ’70 (Vietnam, choc petrolifero) ma soprattutto nel momento in cui il dollaro ha smesso di essere convertibile in oro (1971), diventando “fluttuante” (1973), cioè slegato dalla realtà economica. John Connelly, segretario del Tesoro, ha cosi dichiarato nel 1971: “ Il dollaro è la nostra moneta, ma è un vostro problema”.
Ora, certe fonti sembrano credere che gli USA affogheranno senza far niente. La loro potenza economica è distrutta, questo è vero, ma la loro potenza militare è intatta. Il peggio, quindi è ancora da venire, sperando che questo non degeneri in una terza guerra mondiale che porterebbe l’umanità alla sua dissoluzione.
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Postato da cdcnet il 10 03 2010 (2 letture)
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TERRORISMO ECONOMICO: POVERTA' E DISOCCUPAZIONE DI MASSA
DI DAVID DEGRAW
globalresearch.ca
"L'oligarchia americana si sforza di promuovere l'idea della propria non esistenza, ma il successo della sua sparizione dipende allo stesso tempo dagli sforzi del pubblico americano, ansioso di credere nella finzione dell'uguaglianza, e dalla sua riluttanza a vedere ciò che si nasconde alla vista." - Michael Lind, To Have and to Have Not
Sì, certo, abbiamo tutti opinioni differenti su vari argomenti.
Ad ogni modo, così come hanno fatto i Padri fondatori prima di noi, dobbiamo mettere da parte le nostre differenze e unirci per combattere un nemico comune. È diventato ormai evidente a molti che i partiti Repubblicano e Democratico, così come i tre poteri del nostro governo, sono stati distrutti da un'elite economica ben organizzata, che sta devastando le nostre vite in modo tattico. La dura verità è che il 99% della popolazione statunitense non è più rappresentata politicamente. L'economia degli Stati Uniti, il governo e il sistema delle imposte oggi sono sfacciatamente manovrate contro di noi.
Gli indicatori statistici attuali della società dimostrano chiaramente
che è stato sferrato un attacco strategico e un'analisi delle politiche
governative prova che le condizioni in cui versa la maggior parte degli
americani continueranno a peggiorare. L'elite economica ha progettato
un colpo finanziario e ci ha portato la guerra davanti alla porta di
casa... e tanto per chiarirci, hanno avviato una guerra per eliminare la
classe media statunitense.
A meno che non decidiamo di unirci ed organizzarci per una causa comune,
il nostro stile di vita e gli ideali su cui è stato fondato il nostro
paese continueranno a disfarsi.
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Postato da cdcnet il 04 03 2010 (33 letture)
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CRISI ECONOMICA MONDIALE: LA FOLLIA NEOLIBERISTA DELLA LETTONIA
MICHAEL HUDSON E JEFFREY SOMMERS
Globalresearch.ca
Mentre la maggior parte della stampa mondiale si concentra sulla Grecia (e anche su Spagna, Irlanda e Portogallo) come la zona euro più in difficoltà, la più grave, devastante e assolutamente più micidiale crisi nelle economie post-sovietiche programmate per entrare a far parte dell’Eurozona è sfuggita in qualche modo all’attenzione generale.
E’ senza dubbio così perché la loro esperienza è un’accusa dell’orrore distruttivo del neoliberismo – e della politica dell’Europa di non trattare questi paesi come promesso, non aiutandoli a svilupparsi secondo delle linee dell’Europa occidentale ma come zone da essere colonizzate per essere mercati di esportazione e mercati bancari, spogliate dei loro attivi di bilancio, dei loro lavoratori qualificati e più in generale della loro manodopera in età lavorativa, del loro patrimonio immobiliare e dei loro edifici, e di qualsiasi altra cosa ereditata dal periodo sovietico.
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Postato da cdcnet il 04 03 2010 (40 letture)
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IL PERICOLOSO AUMENTO DELLA TENSIONE TRA CINA E STATI UNITI
DI JOHN CHAN World Socialist Web Site
L'annuncio degli Stati Uniti di una vendita di armi, che si attesta sui 6,4 miliardi di dollari, a Taiwan, ha provocato una forte reazione da parte della Cina così come un forte aumento delle tensioni tra le due grandi potenze. La determinazione, da parte di entrambe, di prendere una posizione dura senza preoccuparsi delle conseguenze, fa nascere lo spettro di una frattura aperta nelle relazioni diplomatiche e politiche dei due paesi.
La decisione di annunciare questa vendita dal momento che si sapeva bene che la Cina avrebbe reagito con forza, era, da parte degli Stati Uniti, una mossa calcolata, destinata a contrastare la crescente influenza economica e politica di Pechino, nel mondo. Un articolo del New York Times, di lunedi', dichiara che l'amministrazione Obama aveva cominciato un “ripiegamento”. Annunciando questa vendita d'armi, gli Stati Uniti avevano “lanciato un colpo dritto al cuore della questione diplomatica piu' sensibile esistente tra i due paesi, da quando l'America ha aderito alla politica di una sola Cina nel 1972.”.
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Postato da cdcnet il 04 03 2010 (20 letture)
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Economia e Finanza: ECONOMIA MONDIALE: STATI ROVINATI
DI GILLES BONAFI
mondialisation.ca
Stati rovinati
Potete leggere qui di seguito la lista dei paesi maggiormente indebitati del mondo sviluppato, secondo le stime per il 2010 realizzate dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE):
1 Giappone: 197,2 % del PIL
2 Islanda: 142,5 % del PIL
3 Italia: 127,0 % del PIL
4 Grecia: 123,3 % del PIL
5 Belgio 105,2 % del PIL
6 Francia 92,5 % del PIL
7 Stati Uniti: 92,4 % del PIL
8 Portogallo 90,9 % del PIL
9 Ungheria 89,9 % del PIL
10 Canada 85,7 % del PIL
11 Regno Unito: 83,1 % del PIL
12 Germania: 82,0 % del PIL
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Postato da cdcnet il 04 03 2010 (51 letture)
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CINA O USA: QUALE DELLE DUE SARA' L'ULTIMA NAZIONE A RIMANERE IN PIEDI?
DI RICHARD HEINBERG
postcarbon.org
Che scemo. Pensavo che i leader mondiali volessero impedire il collasso delle proprie nazioni. Di sicuro sono intenti a lavorare sodo per evitare il collasso della valuta, il collasso del sistema finanziario, il collasso del sistema alimentare, il collasso sociale, il collasso ambientale e l’insorgenza di una miseria generale e travolgente… Giusto? No. L’evidenza ci suggerisce tutt’altro. Sempre di più, sono costretto a concludere che lo scopo del gioco giocato dai leader del mondo in realtà è non evitare il collasso; ovvero, ritardarlo per un po’, in modo che la propria nazione sia l’ultima ad affondare e la propria parte abbia l’opportunità di depredare le carcasse altrui prima di andare incontro allo stesso destino.
Lo so, suona insopportabilmente cinico. Ed infatti è possibile che questa non sia una descrizione accurata dell’atteggiamento conscio dei leader delle nazioni più piccole. Ma per gli U.S.A. e la Cina – i due Paesi che più probabilmente apriranno strada al resto del mondo – le azioni parlano più forte delle parole. (Avviso per la sanità mentale dei lettori: chi ha scarsa tolleranza alle cattive notizie dovrebbero fermarsi ora; ci sono un sacco di articoli più allegri su internet; potrebbe essere un buon momento per trovarne uno e goderselo.)
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Postato da cdcnet il 04 03 2010 (26 letture)
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PERU': GLI INDIGENI DELL' AMAZZONIA SONO DAVVERO POVERI ?
DI JOSE' ALVAREZ ALONSO http://blog.pucp.edu.pe/
Sebbene gli indigeni soffrano sempre più la grave mancanza di risorse dovuta al peggioramento delle condizioni del loro habitat, a voler essere obiettivi, non possono essere catalogati come poveri in quanto godono di una relativa buona qualità di vita.
A causa delle proteste indigene e dei sanguinosi eventi di Bagua, oggi tutti parlano delle popolazioni indigene, del loro sviluppo e della loro vita. Chi più chi meno predica su ciò che è meglio o peggio per l’Amazzonia e per quegli indigeni che qualcuno ha definito (nella maniera più razzista ed etnocentrica) poco più che pezzenti selvaggi. I più benevoli li hanno definiti poveri misericordiosi, quasi degli accattoni degni di compassione. Sono entrambe visioni parziali ed ideologizzate (e pertanto essenzialmente false) della realtà indigena.
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Postato da cdcnet il 23 02 2010 (89 letture)
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GLI AMERICANI SONO PROFONDAMENTE COINVOLTI NEL COMMERCIO DI DROGA AFGHANO
DI GLEN FORD Black Agenda Report
Gli Stati Uniti hanno preparato il terreno per la guerra afghana (e pakistana) otto anni fa, quando permisero il traffico di droga ai signori della guerra sul libro paga di Washington. Ora gli americani, agendo come il Capo dei Capi, hanno compilato liste nere dei rivali, i signori della guerra “talebani”. “È un’occupazione di bande, nella quale i trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere le attività di polizia e controllo dei confini”.
“I trafficanti di droga alleati degli Stati Uniti sono incaricati di svolgere attività di polizia e di controllo dei confini, mentre i loro rivali sono stati inseriti in liste nere americane”.
Se state cercando il capo del traffico di eroina in Afghanistan, esso è rappresentato dagli Stati Uniti. La missione americana si è evoluta in un’organizzazione di tipo mafioso che avvelena ogni alleanza militare e politica introdotta dagli USA e dal proprio governo fantoccio di Kabul.
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Postato da cdcnet il 23 02 2010 (84 letture)
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Politica: COME LE CORPORAZIONI HANNO PRESO IL CONTROLLO DELL'AMERICA
DI NAOMI KLEIN commondreams.org
Dieci anni dopo la pubblicazione di "No Logo", Naomi Klein sposta la sua attenzione dal centro commerciale a Barack Obama, e scopre che la cultura delle corporazioni ha preso il controllo del governo statunitense.
Nel Maggio 2009, la Absolute Vodka ha lanciato una linea a tiratura limitata chiamata "Absolut No Label" [letteralmente "assolutamente nessuna etichetta", ndt]. La direttrice delle pubbliche relazioni della compagnia, Kristina Hagbard, ha spiegato che "per la prima volta osiamo affrontare il mondo completamente nudi. Lanciamo una bottiglia priva di etichetta, per esprimere il concetto che non importa l'aspetto esteriore, ciò che conta davvero è quello che c'è all'interno".
Pochi mesi dopo, Starbucks ha aperto il suo primo locale privo di marchio a Seattle, chiamato 15th Avenue E Coffee and Tea. Questo "Starbucks segreto" (come è stato immediatamente nominato l'anomalo punto vendita) era decorato con installazioni uniche nel loro genere, e i clienti erano invitati a portare la musica da casa, così come a proporre le loro personali cause sociali - tutto questo per aiutare a sviluppare quello che la compagnia chiamava "una comunità con personalità".
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Postato da cdcnet il 23 02 2010 (120 letture)
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Economia e Finanza: UN ATTACCO (FINANZIARIO) PREVENTIVO
DI SAMUEL Rebelion.org
“Va bene , la lotta di classe c’è, ma è la mia classe, quella dei ricchi, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo” Warren Buffet, citato dal The New York Times, 26 novembre 2006.
È bastato che qualcuno ottenesse qualche beneficio e rinforzasse la propria situazione – col denaro pubblico – a far sì che i banchieri tornassero all’ovile di Davos, dove tra le varie cose han dimenticato qualsiasi pretesa di cambiare i dettami e di rinunciare ad alcuni privilegi. Quando di fronte alla pressione pubblica i governi osano parlare di Tobin Tax e simili, i “mercati” devono dare una mano. Come dice Nicolas Sarkozy, dobbiamo “moralizzare il capitalismo”, cosa che, a quanto pare, viene vista come una demonizzazione del deficit pubblico – come ai vecchi tempi di Maastricht -, come una colpevolizzazione degli anziani che osano vivere senza svolgere più un lavoro retribuito e dei lavoratori che rifiutano l’ennesima riforma del mercato lavorativo, e come una criminalizzazione di determinate categorie di immigranti.
Per quanto tentino di convincerci del contrario, la cosiddetta crisi finanziaria riflette una crisi sistemica del capitalismo, e questo implica un aspetto essenzialmente politico di governabilità. Nel pieno delle turbolenze dovute al crack finanziario del 2008, molti cercarono di distogliere la nostra attenzione, ma ora, con cifre leggermente positive del PIL, vogliono che guardiamo la realtà con occhiali distorti.
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Postato da cdcnet il 22 02 2010 (120 letture)
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